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Valsugana e Primiero

Martina Ferrai: i vincenti trovano sempre una strada, i perdenti sempre una scusa

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«Gli uomini vincenti trovano sempre una strada, mentre i perdenti trovano sempre una scusa.». Ci scusiamo con John Fitzgerald Kennedy per aver preso a prestito un suo famoso aforismo dove in poche parole è concentrato il giudizio verso la sinistra di Borgo ormai alla sbando. 

Sono passati circa 6 mesi dalle elezioni comunali di Borgo Valsugana che hanno proclamato sindaco Enrico Galvan in rappresentanza del centro destra civico che al ballottaggio ha vinto nettamente sulla  vecchia e obsoleta sinistra di Borgo per l’occasione mascherata dietro la dicitura “polo civico” con Martina Ferrai.

Sei mesi che però non sono appunto bastati per accettare la terza sconfitta consecutiva della sinistra di Borgo, prima con Claudio Voltolini passando poi per Fabio Pompermaier e per concludersi con l’altezzosa Martina Ferrai

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Nel recente numero di Borgo Notizie (bollettino comunale) in distribuzione nelle case di Borgo e Olle in questi giorni la lista Civitas guidata da Ferrai e Galvan non sapendo più chi colpevolizzare per l’ennesima sonora debacle in perfetto stile da “sinistroidi del PD” accusa un certo giornalismo in rete reo di aver pubblicato fake news che hanno portato alla distorsione della realtà e loro sconfitta.

Al peggio non c’e proprio fine e come diceva Giulio Andreotti “il potere logora chi non ce l’ha“, ma forse in questo caso il peggio è proprio Ferrai e Galvan, quest’ultimo figlio di Carlo Galvan noto personaggio della giunta Froner che votò in favore del depotenziamento del presidio ospedaliero San Lorenzo che porto la scandalosa chiusura del reparto di maternità insieme a Patrizia Dallafior nota anche lei per essere risalita sul carro dopo i finto addio alla politica. 

Come sempre a parlare sono i dati, quelli veri non quelli del “Borgo che vorrei“, il borgo delle favole dei radical chic di Civitas.

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Nel primo turno il candidato sindaco Martina Ferria ha raccolto 1.380 voti,  Enrico Galvan 1.255 voti, Marika Sbetta 1.111 voti e Sunil Pellanda voti 276.

Ben 2.642 al primo turno non hanno esplicitamente votato la sinistra per non contare gli astenuti, ma nonostante ciò la caccia alle streghe continua attaccando tutto l’attaccabile possibile dai giornali alla comunità di Borgo e Olle. Perché per la sinistra di Borgo i giornali che non sono d’accordo col partito e lo denunciano raccontando verità inconfutabili sono divulgatori di fake news. E certo, capiamo l’imbarazzo, visto che in provincia per 30 anni la sinistra ha governato con la complicità di amici giornalisti, media conniventi e giornali a dir pochi schierati. Il concetto di libertà e democrazia della sinistra di Borgo va anche oltre. Infatti per Martina Ferrai criticare o non votare il suo partito è sinonimo di mancanza di intelligenza.

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Ma tornando ai dati. Per quanto riguarda il secondo turno Enrico Galvan ha vinto nettamente con 1.621 voti il 54% della comunità lo ha scelto nonostante avesse due sole liste a sostenerlo a differenza di Ferrai che ne aveva tre e la spinta del PD e UPT.

A parlare sono sempre i numeri,  quelli veri, quelli che la sinistra non percepisce e che non ha mai percepito Martina Ferrai visto che prima della campagna elettorale non si era mai vista in paese.

Per la sinistra di Borgo, la peggiore in assoluto delle ultime generazioni, poteva essere l’anno Zero. Invece con i suoi comportamenti denigratrici anti democratici è stato il più grande fallimento della storia recente. Altro che polo civico, altro che occasione per ripartire.

Un flop dietro l’altro, numerose incongruenze, contraddizioni scellerate, la mascherata della finta civica che copia parola per parola il programma del PD, atteggiamenti intimidatori verso il nostro giornale con minacce di querela, quindi il tentativo di tappare la bocca alla stampa libera, sono solo alcune dei comportamenti che per la sinistra di Borgo hanno decretato l’ennesimo crollo peraltro da noi anticipato.

Come spesso ripetuto in vari articolo la cosa peggiore del perdere le elezioni, è non sapere perché si siano perse e continuare a voler prendere in giro i cittadini. 

Il PD di Borgo Valsugana, stringi stringi,  è stato punito non solo per politiche percepite come distanti dalle “esigenze della gente” (formuletta vuota che non vuol dire niente ma che funziona quando hai contro partiti come la Lega che possono usarla a piacere risultando credibili) o per un atteggiamento arrogante e sprezzante (da sempre il peccato originale che nessuno perdona al politico italiano), ma anche perché non hanno avuto veramente niente da dire.

Per quelli che non hanno ancora capito di aver perso le elezioni, accettare pensieri diversi dai loro è una cosa che proprio repelle. Non ce la fanno a capire e rispettare i cittadini che non li hanno votati e continuano a pensare di essere i migliori nonostante le batoste prese e l’ormai estinzione del partito alle porte.

Sono talmente democratici e intelligenti che quanto trovano (e succede spesso) qualcuno con un punto di vista diverso,  lo bollano come ignorante, zotico o peggio fascista e divulgatore di Fake news. E poi si chiedono ancora perché ad ogni tornata elettorale vengono presi a calci dagli elettori.

Per loro come diceva Giolitti «Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano» 

Per concludere citiamo il clamoroso scivolone commesso dalla Ferrai in campagna elettorale.

Perché andare a presentare le proprie idee sull’ambiente all’interno di un’azienda condannata due volte per reati ambientali? Attendiamo ancora una risposta da Martina Ferrai. 

Un comportamento simile sarebbe bollato come folle da tutti, ma non dalla sinistra di Borgo Valsugana che invece preferisce contornarsi dalle caste e dai pregiudicati. Niente di nuovo insomma se non che la colpa di tutte le sconfitte elettorali sono da attribuire ad un giornale che alla fine ha riportato solo fatti veri ed inconfutabili. Quelli che stanno ancora pensando il perché hanno perso le elezioni, mentre gli altri vanno avanti e lavorano per la propria comunità.

La tristezza delle parole scritte da Martina Ferrai risalta nelle poche righe riportare sotto, il festival del nulla condito con dichiarazioni imbarazzanti di chi è stato bocciato dai cittadini e crede ancora di aver vinto le elezioni.

 

 

 

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