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Rovereto e Vallagarina

Brentonico: approvata la variante al Prg

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La variante al Prg del Comune di Brentonico è stata adottata e, ora, si apre la finestra di sessanta giorni, all’interno della quale i cittadini possono presentare osservazioni indirizzate al pubblico interesse.

Il lavoro di riordino urbanistico ha impegnato l’amministrazione comunale, con l’ufficio tecnico della Comunità della Vallagarina, nel corso di quattro anni di legislatura, dal 2015 a oggi.

Spiega il sindaco Christian Perenzoni: «Nell’estate 2016 si è affrontata la questione riguardante il recupero degli insediamenti storici e la possibilità di sopraelevazione, nel 2017 è stata adottata la variante al piano attuativo della Polsa e nella primavera 2019 è stata adottata la variante puntuale al Prg finalizzata alla ripianificazione di alcuni piani attuativi su cui era scaduta la previsione».

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Si passa dunque alla storia più recente ed è ancora il sindaco a ricordarne i passaggi: «Il 26 settembre scorso si è riunito il consiglio comunale per l’approvazione della prima adozione, che non si è verificata a causa della dichiarazione di incompatibilità di nove consiglieri rispetto ai diciotto dell’intero consiglio.

La settimana dopo, in seguito alla richiesta del Comune, la giunta provinciale ha nominato l’architetto Stefano Salvaterra commissario ad acta, che il 29 ottobre scorso, ha adottato la variante al Prg».

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La valorizzazione del paesaggio baldense, la riduzione del consumo di suolo (sia in relazione ad aree residenziali sia artigianali e terziarie non più appetibili) a favore del recupero di aree agricole, l’attenzione alle esigenze dei cittadini ricercando la massima coerenza con la morfologia dei nuclei abitati esistenti, evitando edificazioni sparse ed espansioni indefinite, hanno guidato la stesura di questa variante. Spiega Perenzoni: «Sono stati riorganizzati i piani attuativi, stralciando quelli esauriti e adattando alle nuove esigenze quelli riproposti. Si è favorito il cambio di destinazione di alcuni immobili esistenti finalizzato alla loro riqualificazione.

In coerenza con la candidatura del Monte Baldo a Patrimonio Unesco, ne è stata confermata l’importanza paesaggistica, storica, culturale e naturalistica attraverso il censimento degli spazi aperti (aree agricole, boschi e zone di interesse naturalistico), la verifica e riproposizione di aree precedentemente tutelate e la perimetrazione di nuove aree di interesse storico e culturale (siti preistorici, cave di marmo, accampamenti napoleonici e altri luoghi legati alla storia e alla vita rurale sull’altipiano).

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Attraverso un lavoro “chirurgico” sono state stralciate alcune scelte datate, che fisiologicamente non rispondevano più alle esigenze attuali, sostituite da aggiornamenti adeguati alle nuove necessità».

Il riordino urbanistico ha compreso l’aggiornamento delle previsioni e degli elaborati grafici alla legge provinciale del 2015 e al relativo regolamento del 2017.

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Rovereto e Vallagarina

Alimenti abbandonati Pomarolo: arriva la replica di Porro presidente del Banco Alimentare

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Duilio Porro, presidente del Banco Alimentare del Trentino Alto Adige, replica all’articolo pubblicato ieri dalla nostra testata riguardante lo spreco di alimenti trovati nei cassonetti di rifiuti a Pomarolo. 

Il fenomeno è da tempo conosciuto, e quanto successo nella frazione di Rovereto non è certo un episodio isolato.

«Condivido in parte quanto scritto: è un peccato che chi riceve alimenti li butti – esordisce la nota di Porro – non sappiamo se questi alimenti siano nostri o di altre associazioni. Comunque, quei pochi chili gettati nel cassonetto contenevano anche prodotti con marchio FEAD-AGEA vincolati da registri di carico e scarico destinati a persone “accreditate” da strutture caritative che operano con queste agenzie. Si sta comunque parlando di pochi chili».

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Secondo le affermazioni del presidente del Banco Alimentare sarebbero quindi facilmente rintracciabili le persone che hanno buttato gli alimenti nelle immondizie. 

«Il tutto stride con quanto effettuato sabato scorso, ovvero un gesto unico di carità e solidarietà svoltosi in Italia e da noi in regione – aggiunge Porro – raccogliendo sul territorio ben 264 tonnellate di alimenti raccolti da destinare a bisognosi. Noi continueremo a lavorare perché il cibo e le donazioni ricevute siano utili a sostenere persone in stato di bisogno».

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Porro promette comunque di vigilare e operare con le associazioni che poi seguono i poveri, educando al non spreco: «Altro non possiamo fare – spiega Porro – purtroppo fatti di questo tipo (faccio presente che sono chili.. e non tonnellate…) discreditano il tanto bene che si cerca di fare!»

 

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Rovereto e Vallagarina

Brentonico: restaurato il ‘Capitello delle Robbie’ a Fontechel di Brentonico

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Credibilmente, un qualche manufatto devozionale su quel crocicchio doveva esistere da tempi remoti.

È perlomeno bimillenaria infatti l’usanza di marcare gli incroci viari e i percorsi degli uomini con consacrazioni a divinità agresti o protettrici, e su quella strada sono passati, dalla preistoria fino alla Grande Guerra, tutti i viaggiatori del Monte Baldo: cacciatori, naturalisti, pastori, soldati, disertori, pellegrini, vescovi, eretici, passatori, boscaioli, re, papi, contadini, erbolati, eroi, traditori, signori, briganti, santi, peccatori, speziali, viandanti, mercanti e contrabbandieri.

Il “Capitello delle Róbbie” si trova a Fontéchel di Brentonico, sull’antica mulattiera (oggi via Fano) che segnava fino al 1920 il bivio verso San Giacomo, il Monte Baldo e la Pianura Padana; è di rilevante mole e fattura, con dipinti di committenza e autore ignoti.

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Il toponimo “Róbbie” è di assodata origine retica, significa zona franosa, ma il capitello omonimo segna una data di costruzione molto più recente: il 1870, giusto tre anni dopo la nascita dell’Impero austroungarico.

Il capitello è di proprietà del Comune di Brentonico che, stante le precarie condizioni di staticità e sicurezza dell’opera (stava collassando e implodendo su sé stesso), ha provveduto al suo integrale restauro conservativo strutturale e artistico.

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I lavori, da poco ultimati, sono stati eseguiti dalla ditta Tecnobase srl di Trento e dalla restauratrice Cristina Pilati su perizia geologica di Michela Canali e progetto e direzione lavori di Veronica Caprara, per un costo complessivo di quasi sessantamila Euro.

Il capitello è costruito con pietre, intonacate nella metà superiore; il tetto è a due spioventi di lastroni di calcare con lastrone di calcare di raccordo al culmine, mentre i dipinti sono eseguiti con la tecnica dell’affresco.

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Il dipinto centrale figura la Madonna col Bambino, San Giovanni Battista alla sua destra e San Giacomo alla sua sinistra; le due nicchie laterali riproducono San Valentino e, per pochi frammenti, Santa Lucia. L’iscrizione sottostante la data di costruzione recita “O passegger se vuoi aver la via sicura in gloria / prega di buon cuor Maria della Vittoria”.

Il capitello è pure citato dallo scrittore e viaggiatore Ottone Brentari nella sua “Guida del Monte Baldo” (Bassano, Pozzato, 1893).

Quinto Canali – Assessore alla cultura e all’istruzione di Brentonico: «Tra i 76 capitelli storici dell’Altopiano di Brentonico, quello detto “delle Róbbie” è di probabile origine e natura propagandistica. Se le iconografie raffigurate narrano le tipicità locali della dedizione cristiana popolare post Concilio di Trento, un paio di apparenti dettagli risultano invece propri, cari e rappresentativi dello spirito e della divulgazione filo tirolese tardo Ottocentesca: un “Sacro Cuore con fiamma ardente” dipinto sopra il capo della Madonna e la titolazione del capitello a “Maria della Vittoria” (quella della Battaglia di Lepanto).

Anche la prossimità del capitello al “Casino di bersaglio”, costruito giusto in quegli anni, avvalorerebbe questa tesi. Comunque sia, ora il capitello ritorna risanato alla cura e alla pietà dei devoti e all’attenzione dei cultori di storia e di storie».

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Rovereto e Vallagarina

Villa Lagarina: El nos Nadal – il Natale dei ricordi

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Il weekend del 7 e 8 dicembre e quello del 14 e 15 dicembre, Castellano si trasforma nel borgo dei ricordi: terza edizione per l’evento che accoglie i visitatori come “Ospiti nelle nostre case per vivere insieme la magia del Natale”.

L’inaugurazione sarà sabato 7 dicembre alle 17. L’evento, inserito nell’ampia cornice dei Natali della Vallagarina, è stato presentato in municipio a Villa Lagarina.

Maurizio Manica, del Comitato El nos Nadal, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento diffuso, in un paese piccolo che sa mettersi a disposizione con le proprie corti.

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Proprio nelle corti si è svolta la storia della comunità, che rivivrà in questi due weekend. Ci saranno mostre che valorizzano il patrimonio dell’Associazione Don Zanolli e l’esposizione dei disegni dei bambini delle elementari.

Sarà riproposto anche il mercatino solidale, coi lavori delle volontarie la cui vendita finanzierà il sostegno ai bambini cardiopatici: lo scorso anno, 1.600 euro furono devoluti per la lotta ai tumori infantili.

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L’atmosfera del Natale dei nonni rivive dunque a Castellano, dove riemergono storie, ricordi, sapori e voci del passato per un Natale semplice e casalingo, che si vive nell’intimità famigliare e che riecheggia anche nel nome dialettale dell’evento.

Protagonisti di “El Nos Nadal – Il Natale dei ricordi” sono le antiche corti che mostrano intimi spaccati di vita quotidiana, e i racconti delle persone.

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Le leggende vengono trasformate in piece teatrali, ci sono mostre fotografiche e di artisti locali, i sapori della cucina di una volta come l’orzet, il brò brusa, la beca de pam e il baccalà con polenta, preparati negli avvolti seguendo fedelmente le ricette degli avi.

I bambini troveranno gli animali della stalla e le passeggiate coi pony, i laboratori di caseificazione e per il recupero degli alimenti in cucina. Ci sarà la musica dal vivo di fiati, cornamuse e fisarmoniche, assieme agli spettacoli col fuoco. Tra le novità ci sono la collaborazione con la Pro Loco di Pedersano e l’impegno per la riduzione dei rifiuti: non verranno usate posate in plastica ma solo in acciaio e ceramica.

“El Nos Nadal” è un progetto nato dalla collaborazione tra la Pro Loco di Castellano Cei e l’Associazione Don Zanolli, costola della Pro Loco stessa, per la parte di ricerca storica.

Due curiosità – Claudio Tonolli ha spiegato che, durante le serate, saranno proiettate alcune interviste fatte agli anziani del paese. La più emozionante, vede protagonista la signora Clementina, classe 1915, tuttora in vita.

Sul libretto promozionale dello scorso anno compariva la foto di un bambino in pantaloncini corti, sulla neve. Si tratta di Flavio Longo, ottantenne che si è riconosciuto nella pubblicazione e quest’anno sarà presente all’inaugurazione. All’epoca era sfollato per la guerra e viveva nei pressi di Castellano

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