Connect with us
Pubblicità

Rovereto e Vallagarina

Mori: “A cent’anni dalla fine della guerra”

Pubblicato

-

È già passato un anno dalle celebrazioni del centenario dalla fine della Prima guerra mondiale ma, come spiega l’assessore comunale alla cultura Filippo Mura: «I profughi moriani tornarono in paese proprio a partire dal 1919 e trovarono un territorio completamente devastato.

C’erano problemi di ogni tipo, a partire da quello alimentare e logistico. Fu allora che la comunità di Lugo finanziò l’allestimento di una cucina che, dal 22 aprile al novembre 1919, preparò 500 pasti al giorno. Una foto di quella cucina la si può vedere, da via Scuole, guardando dentro al cortile della scuola materna Perathoner. Lugo, inoltre, donò abiti, biancheria e bestiame.

Abbiamo voluto ricordare quel periodo e valorizzare il gesto allora compiuto dalle persone di Lugo. Per questo abbiamo programmato, appoggiandoci al Museo storico italiano della guerra un insieme di iniziative che vanno sotto il titolo di “Mori 1918-19. A cent’anni dalla fine della guerra”. Ci saranno una conferenza, una mostra fotografica e la consegna di una targa ai rappresentanti del Comune di Lugo».

PubblicitàPubblicità

La conferenza si terrà domani 4 novembre, festa dell’unità nazionale, alle 20.30 nella sala pubblica al primo piano della ex Galetera.

Dopo il saluto del sindaco di Mori Stefano Barozzi, ci sarà la consegna della targa commemorativa, quindi la conferenza di Fabrizio Rasera intitolata “Mori e la Vallagarina nel primo dopoguerra. Problemi di una tormentosa ricostruzione”.

Pubblicità
Pubblicità

In quell’occasione ci sarà anche l’inaugurazione della mostra “Mori tra macerie e ricostruzione”, curata dal Museo della Guerra: i pannelli offrono immagini di Mori tra il 1918 e il 1920, provenienti dalla Biblioteca di Mori e dall’archivio del Museo, e testimonianze su quel tragico periodo tratte da giornali e memorie autobiografiche.

Dal 7 novembre la mostra sarà poi ospitata negli spazi espositivi al piano terra del municipio, dove rimarrà fino alla primavera. Il Museo curerà anche cinque laboratori didattici nelle classi terze medie dell’istituto comprensivo.

Pubblicità
Pubblicità

Spiega Mura: «La ricorrenza è un’ottima occasione per ricordare, soprattutto alle nuove generazioni, gli aspetti meno conosciuti che hanno interessato le popolazioni trentine durante e dopo la Prima guerra mondiale e al contempo ci porta a riflettere sulle conseguenze che ancora oggi gli scontri bellici hanno sulle popolazioni civili che vivono nelle zone di guerra»

Pubblicità
Pubblicità

Rovereto e Vallagarina

Rovereto: Il 26 dicembre alla Filarmonica un regalo speciale per tutti

Pubblicato

-

Il Natale è un momento dell’anno molto particolare: c’è chi dice che solo a Natale si riesce davvero ad ascoltare la voce del cuore, c’è chi dice che a Natale si è tutti più buoni, c’è chi dice che Gesù Bambino oltre a portare tanti doni nasce nel nostro cuore.

In un momento così, dopo la lunga attesa e la notte di Natale perché non darsi un’occasione per riflettere? In che modo? Attraverso l’arte, una delle forme migliori per arrivare lì, dove le sole parole, le sole note o le sole immagini non riescono a giungere: il 26 dicembre alle 17.00 presso la Sala Filarmonica a Rovereto (Corso Rosmini, 86) – ingresso gratuito – l’Associazione Grande Quercia presenterà uno spettacolo teatrale che mette insieme proprio parole, musica e immagini per dare al pubblico la possibilità di conoscere Ebenezer Scrooge, il protagonista di A Christmas Carol, forse il più noto racconto della letteratura inglese dell’800, che ha ispirato molti registi in film e cartoni animati.

Il Cantico di Natale narra la storia di Scrooge e del suo risveglio interiore, che coincide proprio con la Nascita nella notte di Natale e che potrebbe essere il risveglio di ognuno di noi.

Pubblicità
Pubblicità

Un regalo senza fiocco e scatola ma che per qualcuno (grandi o bambini) potrebbe magari rivelarsi il più gradito. Perché il potere dell’arte è unico e impalpabile e solo a sipario chiuso si può capire. Nell’interiorità di ogni spettatore.

Pubblicità
Pubblicità

Pubblicità
Pubblicità

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Rovereto e Vallagarina

Il presepio in un casco da pompiere: la Santa Barbara dei Vigili del fuoco di Calliano

Pubblicato

-

La capanna del piccolo presepio è un casco bianco da pompiere appoggiato sul muschio e che accoglie Maria, Giuseppe e il piccolo Gesù bambino nella culla: i Vigili del fuoco di Calliano lo hanno fatto così, un modo per dire che anche loro si sentono una famiglia dentro la propria comunità per la quale sono disposti a sacrificarsi, a rischiare, a mettersi a disposizione sempre e comunque, in ogni situazione che richieda il loro intervento, sia essa una tempesta come Vaia, un incidente stradale o un incendio.

E qui in caserma, nella loro “casa“, anche i Vigili del fuoco volontari di Calliano hanno festeggiato ieri Santa Barbara, assieme a tanti compaesani e amici, assieme al sindaco Lorenzo Conci, assieme anche all’Arcivescovo emerito di Trento Mons. Luigi Bressan ed al presidente della Provincia Maurizio Fugatti.

Una cerimonia semplice ma vissuta come un rito familiare, festeggiando i Vigili che da decenni vestono la divisa da pompiere come Ivan Larentis che ha ricevuto il diploma per i 20 anni di servizio, e quelli che la divisa da “effettivo”, dopo essere stati allievi, hanno appena iniziato ad indossarla come Giada Chiesa e Fabio Battistotti, le nuove leve del Corpo volontari di Calliano e del loro comandante Valentino Goller.

Pubblicità
Pubblicità

E proprio al comandante, al vice Dino Mittempergher ed a tutti i componenti del Corpo di Calliano il sindaco Conci ha rivolto nel suo intervento “un enorme grazie per il loro costante impegno per la nostra comunità, quando c’è un problema loro ci sono sempre, e sempre avranno il sostegno del Comune”.

Il presidente Fugatti ha voluto ringraziarli tutti i pompieri volontari di Calliano, incoraggiando in particolare i due giovani neo “effettivi”: “Siete una delle espressioni più felici della nostra Autonomia” ha detto loro, esprimendo ancora una volta a nome dell’intera comunità trentina il riconoscimento per quella disponibilità che nasce dall’altruismo e dalla spontanea e immediata solidarietà che connota il modo di essere dei Vigili del fuoco.

Pubblicità
Pubblicità

“Un grazie particolare va però anche alle vostre famiglie – ha detto Fugatti intervenendo alla festa dei pompieri di Calliano – perché solo loro sanno cosa significa avere in casa un marito, un figlio o una figlia volontari e vederli improvvisamente abbandonare tutto e correre fuori appena suona il “cicalino”. Se in Trentino possiamo contare sulla straordinaria disponibilità di tanti giovani ad entrare nei corpi dei Vigili del Fuoco è anche perché dietro di loro ci sono queste famiglie, alle quali va oggi il nostro pensiero e la nostra gratitudine”.             

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Rovereto e Vallagarina

Con la messa celebrata dall’arcivescovo Tisi concluse le celebrazioni per i 300 anni della novena dell’Immacolata alla Pieve di Avio

Pubblicato

-

La venerazione degli aviensi per la Madonna della Pieve si perde nei secoli ed ogni anno la festività dell’8 dicembre viene preceduta da una novena molto partecipata dalla popolazione.  Giovani, anziani e famiglie hanno partecipato con devozione anche quest’anno alle celebrazioni, che raggiungo il trecentesimo anniversario dalla loro introduzione, nel 1719.

Ieri mattina c’è stato il momento conclusivo, con una messa officiata alla Pieve di Avio dall’Arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, alla presenza di numerosi fedeli, fra i quali il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti e il sindaco, Federico Secchi.

“Come presidente della Provincia e come “aviense” – ha detto Maurizio Fugatti, vorrei ringraziare il nostro arcivescovo per essere qui oggi, per la sua vicinanza alle popolazioni del Trentino, per la sua capacità di toccare i cuori e per la grande umanità che ha sempre dimostrato nel corso del suo mandato. Lo ringrazio, inoltre, per l’attenzione alle tradizioni popolari, molto vive nelle nostre valli, come quella dell’Immacolata alla Pieve di Avio. So che lei pregherà per Avio – ha concluso il presidente rivolgendosi a Don Lauro Tisi e che Avio pregherà per lei”.

Pubblicità
Pubblicità

 

Pubblicità
Pubblicità

Pubblicità
Pubblicità

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • PubblicitàPubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza