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Sport Trentino

Le parole di capitan Forray e coach Brienza in vista del Round 6 di 7DAYS EuroCup

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Forray: «A Istanbul per reagire alla brutta serata di Malaga: dobbiamo provare a imporre il nostro ritmo e il nostro basket»

I bianconeri con il turno di riposo in campionato restano concentrati sulla 7DAYS EuroCup: martedì sera il Round 6 a Istanbul contro il Galatasaray, Trento a caccia dell’impresa contro una delle leader del gruppo D con quattro vittorie in cinque turni.

TOTO FORRAY (Playmaker e Capitano DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): «Innanzitutto dobbiamo unirci un po’ di più rispetto alla brutta sconfitta di Malaga: al di là della forza dell’avversaria credo che possiamo fare meglio di quanto non abbiamo mostrato sul campo, e questo turno di riposo oltre a darci un po’ di pausa fra due trasferte lunghe credo possa servirci anche per mettere a posto le cose che non stanno funzionando al massimo. Il nostro impatto sulle partite? L’atteggiamento non è sempre dei migliori: a Malaga siamo stati bravi a reagire e provare a rimetterci in partita, ma contro squadre così forti non ti puoi permettere di partire così male in avvio di match. Dobbiamo attaccare le partite e fare il ritmo, dobbiamo essere consapevoli di poterlo fare e di saperlo fare, lo abbiamo già dimostrato. Il Galatasaray è una squadra con un paio di giocatori fuori categoria, di assoluta elite in questa 7DAYS EuroCup, lo abbiamo capito sulla nostra pelle nella partita di andata: ci servirà una grande prestazione per vincere questa partita in trasferta, chiediamo soprattutto qualcosa in più a noi stessi».

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NICOLA BRIENZA (Allenatore DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): «Il Galatasaray è un’avversaria di altissimo livello, un’ottima squadra che sta attraversando un buon momento di forma e che ha un ruolino di marcia di tutto rispetto in campionato e anche in 7DAYS EuroCup, non a caso sono in vetta al girone insieme a Malaga. Il nostro obiettivo è quello di andare a Istanbul per fare una partita in cui giocarcela per tutti i 40′, provando a competere contro la loro qualità individuale, contro la loro fisicità e contro la loro esperienza in questa competizione. Vogliamo giocare una buona partita, di squadra, e provare a fare qualche passo in avanti su un campo difficile e contro una grande avversaria».

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Sport Trentino

Dolomiti Energia Trentino, si torna in campo: sabato sera al PalaDozza l’avversaria è la neopromossa Fortitudo

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I bianconeri sabato sera affrontano per la prima volta in Serie A la Pompea Fortitudo Bologna nell’anticipo della dodicesima giornata di Serie A (palla a due alle 20.30, diretta su Eurosport Player anche alla Club House Aquila Basket)

La Dolomiti Energia Trentino affronta la Fortitudo per la prima volta in Serie A: dopo un paio di incroci in A2, le due “Aquile” si troveranno finalmente faccia a faccia nella massima serie nazionale che i felsinei hanno riconquistato con una cavalcata trionfale in A2 nella scorsa stagione.

Dopo la bella vittoria casalinga contro Brindisi segnata da un grande ultimo quarto, i bianconeri anche senza impegno di coppa hanno vissuto una settimana di intenso lavoro sul campo e in palestra, pronti ad entrare in quello che a partire dalla doppia trasferta di Bologna e poi di Gdynia in EuroCup (mercoledì 11 dicembre) sarà un vero e proprio “tour de force” che accompagnerà la Dolomiti Energia nel 2020.

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In un momento della stagione in cui Ale Gentile sta giocando con numeri da MVP della Serie A (quasi 16 punti, 4.1 rimbalzi e 2.9 assist di media in “appena” 24′ di gioco), Trento si gode anche la crescita costante di Andrea Mezzanotte. Il ragazzo bergamasco classe ’98 a quasi un terzo di stagione regolare in Serie A gioca 20′ di media segnando 8.0 punti e catturando 2.3 rimbalzi, e fra i giocatori di tutto il campionato con almeno cinque possessi giocati per partita è il terzo migliore assoluto come efficacia offensiva, visto che “Mezza” produce 1.31 punti per possesso, o se preferite tira con un irreale 67,6% di Adjusted Field Goal Percentage*.

Rispetto al gruppo che lo scorso anno ha dominato il girone Est di Serie A2 riportando la Fortitudo in Serie A sono state molte le conferme, in particolare quelle legate al nucleo “storico” formato dall’eterno Stefano Mancinelli, Daniele Cinciarini e Matteo Fantinelli: è rimasto anche il veterano Maarty Leunen (ex Cantù e Avellino solo per citare quelle con cui è stato avversario di Trento), lo hanno raggiunto giocatori esperti della categoria come il fromboliere Rok Stipcevic e il centrone ex Cremona Henry Sims. A guidare l’attacco dei biancoblù però sono il talento e la classe di Pietro Aradori (15,9 punti di media in 31′ di gioco) e l’energia del sorprendente esterno canadese Kassius Robertson (quasi tre triple di media con il 42% dall’arco e 15 punti a serata).

Insomma, il rampante coach Antimo Martino ha a disposizione un gruppo che sa entusiasmare e accendere un pubblico già caldissimo come quello del PalaDozza: lo spettacolo nello spettacolo sarà sulle gremite tribune del palazzetto di Piazza Azzarita.

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Sport Trentino

Mattia Bais «La freccia di Nogaredo» passa tra i professionisti

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Mattia Bais 23 anni di Nogaredo, dopo una stagione di altissimo livello con il team cycling friuli dove ha conquistato importanti risultati, nelle corse a tappe rumene, il tour of Bihor e il Sibiu Cycling Tour rispettivamente al sesto e ottavo posto finale e il secondo posto nella prestigiosa corsa a tappe Giro del Friuli, nel 2020 passerà  al ciclismo professionistico, con la prestigiosa squadra Androni Sidermec del team manager Gianni Savio e i direttori spostivi Ellena, Spezialetti, Cheula e Canciani

I  genitori Renato e Lorenza sostengono da sempre la carriera sportiva dei figli, oltre a Mattia infatti, il fratello Davide gareggia con gli under 23 e promette molto bene e l’altro fratello Denis invece, ora studente, prima si era cimentato anche lui nel ciclismo.

Mattia quando hai iniziato con il ciclismo?

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«Ho iniziato da giovanissimo con la società ciclistica di Mori poi con la Forti e Veloci di Trento e infine con il Montecorona di Palù di Giovo».

Che tipo di corridore sei?

«Sono un passista scalatore mi difendo molto bene sui percorsi ondulati, devo migliorare a cronometro, sto già lavorando per essere competitivo anche in quel settore».

Quanti km hai fatto in questa stagione?

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«27000, tra gare e allenamenti, circa 600 alla settimana, ma possono arrivare a 1000 con le gare a tappe».

Quali sono i tuoi obbiettivi per il 2020?

«Tra qualche giorno con la squadra parto per la Spagna dove in programma abbiamo, visite mediche e allenamenti nella zona di Benidorm. La mia stagione inizierà a febbraio con il trofeo Laigueglia, poi una corsa a tappe in Taiwan, il mio sogno è quello di partecipare al Giro d’Italia e al Tour of The Alps, ma tutto dipenderà da come vado nella prima parte di stagione».

Chi è il tuo corridore preferito?

«Alessandro De Marchi, un uomo squadra che sa vincere anche delle belle corse».

Con la nuova squadra come ti sei trovato?

«Molto bene, sono super organizzati, la squadra non ti fa mancare nulla, anche quando ho fatto lo stage erano entusiasti e contentissimi dei risultati ottenuti, non hanno esitato a farmi firmare il contratto biennale già nel mese di settembre».

Dei ciclisti professionisti Trentini chi ammiri di più?

«Sicuramente Cesare Benedetti uomo fondamentale per la squadra, molto disponibile e gentile anche fuori dalle competizioni ciclistiche».

Un grazie a chi?

«In primis la mia famiglia poi il mio preparatore Andrea Fusaz»

L’alimentazione è importante?

«Certamente è fondamentale, mangiare sano evitare cibi grassi e soprattutto un occhio alle porzioni, non resisto agli spaghetti al pesto e a un buon bicchiere di vino rosso Trentino».

Un consiglio ai giovani che si vogliono avvicinare al ciclismo

«Partire con calma non avere fretta dei risultati, le gare giovanili servono per conoscere questo sport, il vero corridore ciclista si vede da juniores e under 23, da lì in poi,bisogna pedalare forte».

Il tuo sogno?

«Vincere una tappa al Giro d’Italia magari quella del 2020 con arrivo a Madonna di Campiglio, un tappone dolomitico di 5000 mt di dislivello e oltre 200 km.»

A Nogaredo è nato il fan club Mattia Bais?

«Si il mio amico Mattia Spagnolli ha creato la pagina facebook e su Instagram, dove tutti mi potranno seguire, vedere le mie foto con i numerosi video della mia carriera cliccate mi piace mi raccomando!»

A cura di Graziano Calovi

 

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Sport Trentino

Attività sportiva in Trentino: calo preoccupante tra i 18 ed i 35 anni

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La ricerca elaborata dalla Scuola Regionale dello Sport del CONI in collaborazione con il Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia autonoma di Trento ha coinvolto 330 studenti e quattro Istituti Scolastici.

La presidente Mora: «E’ il risultato di una efficace collaborazione con le istituzioni politiche e scolastiche. Non possiamo permetterci che lo sport abbandoni la vita dei nostri ragazzi in un momento fondamentale per la loro crescita»

La classe dirigente dello Sport trentino si è riunita ieri pomeriggio, ore 18:30, al Sanbàpolis in occasione del secondo Consiglio Provinciale CONI 2019, convocato dalla presidente Paola Mora.

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La sala dedicata a Camillo Rusconi ha accolto l’assemblea formata da Presidenti e Delegati territoriali delle Federazioni Sportive Nazionali assieme ai rappresentati delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione Sportiva, delle Associazioni Benemerite, dei tecnici e degli atleti. Un’occasione di confronto e verifica per il movimento sportivo provinciale chiamato con cadenza semestrale ad analizzare attività svolte, criticità e nuove prospettive in ambito locale.

Alla presenza dell’assessore P.A.T. con delega allo sport, Roberto Failoni e del professor Giuseppe Cosmi, coordinatore provinciale per l’educazione fisica, sono stati illustrati i risultati dell’indagine condotta dalla Scuola Regionale dello Sport del CONI in collaborazione con il Dipartimento Istruzione e Cultura.

«La ricerca ha un carattere prettamente esplorativo», ha precisato il direttore della Scuola Regionale dello Sport, Adriano Dell’Eva che ha curato analisi e presentazione dell’indagine in sala Rusconi.

«Abbiamo coinvolto 330 studenti, distribuiti su quattro macro aree territoriali per altrettanti Istituti Scolastici. Un campione con un’età media di 16 anni con formazione liceale. Il nostro obiettivo è stato quello di sondare il “clima motivazionale” che coinvolge i nostri ragazzi in un periodo così particolare, a metà strada tra fanciullezza e vita adulta. La scuola è senza dubbio nodo cruciale di una rete fatta di attività e relazioni. Questa istituzione può influenzare in maniera determinante l’approccio all’attività sportiva: favorirne la pratica ed allo stesso tempo l’abbandono precoce. L’ultima indagine statistica svolta nel 2017 su base nazionale dal CONI, conferma la vivacità del movimento sportivo giovanile nella fascia tra gli 8 ed i 13 anni. Tra i 18 ed i 35 anni si verifica, invece, un preoccupante calo fino alla ripresa in piena età adulta».

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«Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti. Parliamo di numeri importanti, oggetto di dibattito ad ogni livello sportivo»precisa la presidente Mora.

«Lo sport giovanile ed il contrasto all’abbandono precoce è uno dei punti cardine della Giunta CONI Trento. Sviscerare questa dimensione non è cosa semplice perché è necessario unire le forze, coinvolgere non solo le istituzioni sportive, ma anche il mondo della politica e della scuola. Non possiamo permetterci che lo sport abbandoni la vita dei nostri ragazzi in un momento fondamentale per la loro crescita. Dai 14 ai 20 anni i giovani si “costruiscono”, non solo fisicamente: diventano persone. Lo sport può e deve dare un contributo importante: attraverso questa prima analisi abbiamo voluto gettare uno sguardo sulle percezioni dei nostri giovani. La collaborazione con le istituzioni politiche e scolastiche a livello provinciale si è rivelata essere proficua ed efficace ancora una volta. Ora fondamentali saranno i suggerimenti ed i contributi elaborati da tutti gli enti che costituiscono la famiglia CONI senza dimenticare società ed associazioni sportive del territorio. Ricordo che questa indagine ha visto anche il contributo del Comitato Trentino FIDAL. Ripartiamo da qui con l’obiettivo di indagare cause e conseguenze, cercare e sperimentare relative soluzioni concrete per provare ad invertire questa tendenza».

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