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Trento

Soggiorni studio nei Paesi extra Unione Europea: approvati i criteri per accedere alle borse di studio

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Incentivare la mobilità studentesca per favorire scambi linguistici e culturali tra i giovani di tutto il mondo, questa in sintesi la finalità del Bando approvato venerdì dalla Giunta provinciale.

L’intervento è finanziato interamente dalla Provincia autonoma di Trento.

La spesa per la concessione delle borse di studio è aumentata rispetto all’ultima edizione, passando da 348.000 euro a 416.000 euro per un numero indicativo di 50 borse di studio.

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Nel dettaglio, il Bando è rivolto agli studenti del secondo o terzo anno del secondo ciclo di istruzione che intendono frequentare un periodo annuale o parziale nei Paesi extra Unione europea in corrispondenza dell’anno scolastico 2020/2021.

Il Bando e la relativa modulistica sono scaricabili qui  e dal sito www.modulistica.provincia.tn.it.

La domanda deve essere presentata dalle ore 9.00 di mercoledì 6 novembre 2019 fino alle ore 12.45 di venerdì 6 dicembre 2019.

DESTINATARI – Sono ammessi all’iniziativa gli studenti in possesso dei seguenti requisiti:

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frequentano nel corrente anno scolastico 2019/2020 le classi seconda o terza del secondo ciclo di istruzione in istituti scolastici italiani; hanno un’età non superiore ai 20 anni compiuti; sono residenti in Provincia di Trento; hanno conseguito, a livello di merito,nell’anno scolastico 2018/2019 la promozione alla classe successiva con al massimo un debito formativo il cui recupero deve essere documentato entro la data di presentazione della domanda di borsa di studio; appartengono, a livello di condizione economica, ad un nucleo familiare conindicatore ICEF 2019, risultante dalla “Domanda Unica” inferiore a 0,60.

L’assegnazione della borsa di studio è comunque vincolata al superamento dell’anno scolastico 2019/2020 senza voti negativi o debiti formativi.

DOVE – Il percorso d’istruzione all’estero deve essere svolto presso un’istituzione scolastica con sede in un Paese extra Unione europea. Per l’organizzazione del percorso scolastico lo studente può adottare modalità libere, quali, a titolo esemplificativo, l’adesione a proposte di mobilità studentesca promosse dall’istituzione scolastica di provenienza, l’iscrizione a programmi all’estero attuati da enti, associazioni, agenzie operanti nel settore della mobilità studentesca, la progettazione autonoma del percorso con ricerca personale della scuola estera e della soluzione di alloggio.

DURATA – La durata del percorso d’istruzione può essere annuale (minimo 240 giorni) o parziale (minimo 110 giorni).

PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE – La domanda di adesione all’iniziativa deve essere presentata dalle ore 9.00 di mercoledì 6novembre 2019 alle ore 12.45 di venerdì 6 dicembre 2019 con una delle modalità stabilite dal Bando.

GRADUATORIA E ASSEGNAZIONE DELLE BORSE DI STUDIO – Con determinazione del dirigente del servizio competente sarà approvata la graduatoria delle domande ammesse, redatta secondo il valore crescente dell’indicatore ICEF 2019 di cui alla “Domanda Unica” e saranno assegnate le relative borse di studio. La concessione della borsa di studio è vincolata alla regolare frequenza del percorso scolastico all’estero (annuale o parziale) e al conseguimento di una positiva valutazione finale di merito rilasciata dall’istituto estero.

Per informazioni è possibile contattare il Servizio formazione professionale, formazione terziaria e funzioni di sistema, tel. 0461/491346 o consultare il sito www.vivoscuola.it.

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Trento

Per la carta stampata trentina un 2020 di lacrime e sangue. Per i dipendenti un taglio del 30% dello stipendio

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Per la carta stampata trentina si preannuncia un 2020 di lacrime e sangue.

I conti non tornano e per l’editore Ebner la fase di studio è finita.

A quanto pare è già arrivato quel tipo di professionista noto come “ tagliatore di teste” che sta studiando le prossime mosse.

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Intanto è stata presentata al Comitato di Redazione di Alto Adige e Trentino la richiesta di applicare il contratto di solidarietà che prevederebbe un taglio degli stipendi del 30%, dispositivo già in atto per i giornalisti dell’Adige.

Questa è indicata come l’unica possibilità per non procedere ad un taglio del personale.

In discussione l’edizione del lunedì: troppo costosa, se rapportata al risultato delle vendite.

La soluzione più drastica sarebbe quella di rinunciare all’uscita del lunedì come già sta facendo il Corriere del Trentino.

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L’alternativa sarebbe quella di trovare un accordo sul compenso del lavoro festivo.

Da quanto è stato comunicato agli inserzionisti, dall’anno prossimo a fatturare la pubblicità sarà unicamente la concessionaria dell’Adige.

Un contesto che potrebbe accorciare ulteriormente i tempi di fusione delle due testate, con Adige e Trentino a trasferirsi in una nuova sede.

Quella del Trentino è in affitto ed il contratto è ormai prossimo alla scadenza, mentre per la sede dell’Adige il progetto di un hotel extra lusso con ampia vetrata panoramica sulla città, non è mai stata accantonata.

L’idea di Ebner che potrebbe già contare su una cordata di finanziatori, porterebbe ad una realizzazione che andrebbe a coprire quel vuoto che c’è nell’offerta turistica di Trento di un hotel a 5 stelle.

Ancora ci si chiede cosa possa aver portato un esperto investitore come la famiglia Ebner ad acquistare dopo il Trentino anche l’Adige e Bazar in un momento storico dove il prodotto cartaceo è crollato. 

L’adige e il Trentino come nella stessa percentuale di quella nazionale, hanno infatti  perso insieme quasi il 43% delle vendite negli ultimi 10 anni. (sotto le copie giornaliere dei due giornali provinciali). Un vero bagno di sangue. (qui articolo di approfondimento)

Il monopolio delle testate non ha portato gli attesi risultati di raccolta pubblicitaria, le vendite per entrambe le testate sono in calo costante ed allora è necessario intervenire con decisione sull’intervento, prima che si riveli un errore irreparabile.

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Trento

Solteri, ieri il brindisi per la sensibilizzazione «aspettando Piazza Atesina»

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Il Comitato 3.0 Solteri, Magnete e Centochiavi si è ritrovato ieri domenica 8 dicembre 2019 alle 18, all’ingresso dell’ex Atesina di via Marconi per un brindisi natalizio occupando simbolicamente gli spazi.

Una cinquantina le persone presenti.

Lo scopo non è stato quello degli auguri, quanto quello di rilanciare l’attenzione della politica sul destino dell’area che i residenti vogliono che diventi parte integrante della vita del quartiere.

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Un braccio di ferro non dichiarato tra chi vorrebbe portare nuove metrature commerciali sull’asse di via Brennerola possibile cittadella del Gruppo Poli incombe a pochi metri di distanza – e chi invece vorrebbe recuperare l’area ex Atesina con una piazza, uno spazio coperto, una palazzina con le sedi delle associazioni, un’area verde e creare uno spazio aggregativo che sarebbe unico in città.

Il cammino è però molto lungo e insidioso.

Non è ancora stata individuata la modalità per la permuta che permetterebbe il passaggio di proprietà dalla provincia al comune; è saltata la possibilità di accedere al finanziamento europeo per la riqualificazione urbana; l’attuale amministrazione comunale ha opzionato un primo intervento finanziario che però non può diventare esecutivo fino a quando la proprietà non sarà del comune.

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A frenare la permuta, oltre ai valori immobiliari, i grandi progetti che interesseranno la città, primo tra tutti l’interramento della ferrovia che andranno a cambiare il volto di Trento.

Ed allora in attesa degli eventi, i residenti si sono ritrovati per un brindisi di “sensibilizzazione” fermandosi a mangiare una fetta di panettone a bordo strada e davanti ad un capannone dismesso che è significativo del bisogno di spazi comuni che hanno i quartieri dei Solteri, Magnete e Centochiavi.

«Questa sera abbiamo “occupato” simbolicamente uno spazio che vorremo vedere al più presto sistemato e consegnato alla città ed in particolare ai residenti del quartiere di Solteri Magnete Centochiavi. “Aspettando PIAZZA ATESINA”, un grazie a tutti per la partecipazione»si legge sulla pagina facebook del comitato «trepuntozero»

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Trento

Accordo per riqualificare il sentiero B06 Patascoss – Lago di Nambino

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150.000 euro è l’importo prenotato sull’esercizio finanziario 2020 per la riqualificazione del sentiero B06 Patascoss – Lago di Nambino, oggetto di un accordo di programma tra la Provincia, il Parco Naturale Adamello – Brenta e il Comune di Pinzolo che è stato approvato venerdì dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli.

Il sentiero ricade nel comune di Pinzolo, che contribuirà al progetto con 100.000 euro. La progettazione sarà curata dall’Ente Parco. La Provincia curerà, attraverso il Servizio per il sostegno occupazionale e la Valorizzazione ambientale, la realizzazione delle opere, la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza. Le opere in carico al servizio provinciale saranno realizzate da una squadra di lavoratori del “Progettone”.

L’intervento previsto, che ha un costo previsto di 250.000 euro, è finalizzato ad assicurare anche agli utenti con disabilità motorie la possibilità di fruire in modo sicuro e autonomo dell’ambiente naturale. In particolare sarà garantita l’accessibilità ai portatori di disabilità e l’accesso alle carrozzine dei disabili e ai passeggini per bambini. La riqualificazione dovrà inoltre garantire l’acquisizione per il tracciato del marchio “OPEN Sentieri Accessibili”.

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Sarà escluso l’accesso alle biciclette e ad altri mezzi, attraverso l’installazione di segnaletica, l’inserimento di elementi che impediscano la percorribilità solo alle biciclette e ad altri mezzi (senza impedire il transito alle carrozzine) e anche con la vigilanza e l’irrogazione di sanzioni.

Sarà garantito il più possibile il mantenimento della naturalità del terreno e del percorso. Il Parco si impegna alla custodia e alla manutenzione della struttura realizzata.

Il sentiero alpino che collega le località Patascoss e Lago di Nambino, tra le più frequentate di Madonna di Campiglio, è attualmente fruito da molti escursionisti, considerato anche che ha pendenze limitate.

Il Lago di Nambino non è accessibile, oggi, da parte di persone con problemi di deambulazione, in quanto non esistono tracciati stradali che consentano di raggiungerlo.

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