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Trento

Accoglienza: quando un titolo diventa un’amara confessione

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“Accoglienza, sempre meno profughi. Ma i tagli sono costati 100 posti di lavoro”. Questo il titolo del quotidiano Trentino” che più che una notizia è  una confessione.

La confessione, che è una certificazione tombale, che dietro a quel senso umanitario che si vorrebbe caratteristica dell’accoglienza, in realtà ci sia solo un business diversamente finanziato. Si, dai cittadini e contribuenti trentini.

Ci hanno raccontato per anni che gli addetti erano solo dei volontari. Invece non era così.

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Calano i richiedenti asilo che sono passati da 1220 a 823 con sempre meno presenze nelle valli ed il calo crea disoccupazione? La colpa?

Ovviamente dei tagli ai fondi che andavano a finanziare cooperative di vari livelli, attuati dalla giunta di centro destra.

Dovremmo disperarci se 100 operatori hanno perso il lavoro? Sinceramente non è il caso, a farlo dovrebbero essere quelle persone che hanno costruito quel business che non ha mai conosciuto l’autonomia finanziaria e non ha fatto nulla negli anni per conquistarla, ma al contrario ha sempre e solo vissuto di contributi e di assistenzialismo.

Ci sono state cooperative costituite ad hoc, altre potenziate per entrare nella gestione dei richiedenti asilo; le stesse cooperative hanno distribuito illusioni: illusione di un posto di lavoro, illusione di un futuro per i profughi, illusione di una positiva azione sociale.

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Nulla di tutto questo, nella realtà è mai stato portato a termine a fronte di ingenti risorse stanziate.

Che il business dell’immigrazione potesse finire da un momento all’altro era nel significato stesso dei termini usati: emergenza umanitaria e come tale a termine.

Se tutto è iniziato all’insegna dei contributi pubblici, le stesse cooperative avrebbero dovuto utilizzare tempo e denaro allo scopo di arrivare ad una redditività autonoma, non puntare solo a vivere di rendita.

Così quel titolo sparato a tutta pagina, diventa una confessione, anzi, un’amara confessione perché significa che i soldi pubblici sono stati spesi per finanziare dei progetti di pochi e dei soliti noti e non nell’interesse di tutti i trentini: cosa che invece ha fatto giunta Fugatti che – utilizzando un termine caro al governo rosso giallo di Conte – ha rimodulato i contributi.

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Trento

Scade la prima rata di 150 mila euro: il nuovo centro islamico chiede la donazione per l’acquisto.

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Non sappiamo se la cosa sia vera, ma di certo la richiesta è inconsueta.

Sta di fatto che sulla bacheca dell’esercizio commerciale di via Prepositura Friends fast food  la richiesta è chiarissima: per l’associazione culturale islamica Fezane Mustafa di Trento ubicata in via Franceschini è necessario reperire 150 mila euro subito perché è in scadenza la prima rata da pagare per l’acquisto.

Stiamo parlando della struttura in via Ezio Franceschini 30  il cui destino d’uso (D/8) dovrebbe esclusivamente essere di “ Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa”, e che è diventata invece la sede di un altro centro culturale islamico.

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Nella richiesta di donazione ci sono anche tutti gli estremi per il bonifico.

Non è nemmeno un caso forse che la richiesta sia stata affissa in via Prepositura, luogo noto per lo spaccio e quindi per le numerose risorse economiche che la malavita e i criminali possono far girare.

Certo è che reperire attraverso delle donazioni 150 mila euro non è facile.

A sollevare la questione di via Franceschini in questi giorni è stato il consigliere comunale della Lega Nord Trentino, Vittorio Bridi primo firmatario di un’interrogazione della quale si richiede risposta in aula. (qui articolo)

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Se, come pare, la struttura è stata acquistata, si vocifera per 400 mila euro, sarebbe interessante capire chi ha finanziato l’operazione.

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Trento

Sostegno disoccupati in Trentino: l’Agenzia del lavoro e l’Unione Europea mettono in campo 3,7 milioni di euro

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Favorire l’inserimento lavorativo dei soggetti con maggiori difficoltà e a rischio di disoccupazione di lunga durata.

Con questo obiettivo, la Giunta provinciale ha approvato ieri la delibera a firma dell’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, Achille Spinelli, riguardante l’avviso per la presentazione di proposte progettuali per la ricerca attiva del lavoro, nell’ambito del Programma operativo del Fondo sociale europeo 2014-2020 della Provincia.

A fronte di un impegno di 2 milioni di euro, che saranno assegnati all’Agenzia del lavoro, si avrà un cofinanziamento di 1,7 milioni di euro dallo Stato e dall’Unione Europea.

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“Questa iniziativa prevede il coinvolgimento di enti pubblici e privati per il potenziamento delle competenze dei disoccupati, al fine di sostenerli nella ricerca di un’occupazione – evidenzia l’assessore Spinelli -. La Giunta è particolarmente attenta alle esigenze delle fasce deboli della popolazione e ritiene fondamentale sostenere chi ha difficoltà a proporsi o a rientrare nel mercato del lavoro”.

Il progetto nasce con l’obiettivo di favorire l’incontro domanda-offerta, anche attraverso l’utilizzo di canali informatici. In particolare, si vogliono supportare gli utenti – con diversi background – nel conoscere i canali per la ricerca attiva ed autonoma del lavoro, nel creare e presentare il proprio curriculum vitae (inserendolo nel portale Trentino lavoro), nell’acquisire le più moderne ed efficaci tecniche di presentazione presso i datori di lavoro e nel saper gestire opportunamente i colloqui di selezione.

L’obiettivo generale dell’avviso, è di alleggerire i Centri per l’impiego di una parte di attività ora gestita prevalentemente con colloqui individuali di natura standardizzata, tecnicamente definiti colloqui di accoglienza ed orientamento di primo livello, e consentire dunque agli operatori dei Centri per l’impiego di dedicare la propria attività prevalentemente alle funzioni orientative più specialistiche e personalizzate, in funzione della definizione del patto di servizio e in risposta ad esigenze informative e consulenze individualizzate.

 

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Trento

Nuova telecabina a Madonna di Campiglio: via libera al progetto dalla Giunta provinciale

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Una telecabina a 10 posti denominata “Fortini – Pradalago” in sostituzione dell’attuale seggiovia quadriposto e una nuova area parcheggio da destinare a zona di interscambio per i pulmini.

E’ il progetto che sarà realizzato dalle Funivie Madonna di Campiglio spa e per il quale il Comune di Pinzolo aveva chiesto, lo scorso 24 settembre, l’autorizzazione a realizzarlo in deroga alle norme di attuazione del Piano Regolatore Generale.

Nella giornata di ieri la Giunta provinciale, con una delibera proposta dal vicepresidente, Mario Tonina, ha dato il proprio assenso alla richiesta avanzata dal Comune della Val Rendena. 

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La nuova telecabina si è resa necessaria in quanto l’attuale seggiovia ha una portata non più sopportabile visto il numero di passaggi, inoltre, il nuovo parcheggio porterà ad un incremento della sicurezza, dato che l’attuale area di parcheggio è prossima alla strada provinciale.

Particolarmente rilevante risulta essere la ridistribuzione dei flussi degli sciatori sulla zona Fortini con lo spostamento della stazione di valle della nuova telecabina sul lato opposto della strada statale SS 239. In ordine al rilascio della deroga si era espresso favorevolmente anche il Consiglio comunale di Pinzolo.

 

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