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Trento

Trento senza Luminarie, Andrea Maschio: «Un altro progetto senza visione fallito miseramente»

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Quest’anno alle 400 lettere di richiesta d’adesione, hanno risposto solo 44 commercianti trentini che in un qualche modo sono poi diventati 77.

La percentuale è quindi imbarazzante. Ad aderire son stati solo il 19%

Comunque troppo pochi per coprire le spese e quindi a parte l’illuminazione quasi obbligatoria di piazza Duomo, le strade illuminate saranno solo quelle nelle quali almeno due commercianti hanno pagato la quota ed ovviamente, le luminarie saranno posizionate a loro favore.

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Un altro fallimento dell’amministrazione di centro sinistra che non è mai stata capace di concretizzare una politica commerciale a favore degli imprenditori trentini.

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere comunale pentastellato Andrea Maschio che parla di «un altro progetto senza visione fallito miseramente»

«La questione delle luminarie di Natale assume contorni imbarazzanti – scrive in una nota Maschio – un progetto che si è dimostrato fragile e pensato davvero senza un carattere programmatico e strutturale come dovrebbero essere le iniziative di chi si erge a unico ente capaci di gestire il Natale trentino».

«Un’iniziativa di APT e del Comune fallita miseramente segno evidente dello scollamento con la realtà quotidiana con cui i commercianti devono combattere quotidianamente. Ormai all’ordine del giorno le difficoltà di una giunta che sta chiudendo il suo mandato davvero in modo triste» – termina Maschio

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Trento

Pane & innovazione: 3 startup trentine si presentano a panificatori e Camera di Commercio

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ASPAN, che riunisce e coordina aziende che occupano, nel complesso, circa 800 addetti (cifra che può superare anche le mille unità in periodo turistico), assieme alla Camera di Commercio di Trento ha avviato un percorso di confronto e sensibilizzazione degli associati sul tema dell’innovazione.

Martedì 3 dicembre scorso, presso Palazzo Roccabruna, si è svolto un incontro organizzato dalla Camera di Commercio di Trento e dall’Associazione Panificatori della provincia di Trento (ASPAN), in collaborazione con Trentino Sviluppo.

L’incontro aveva l’obiettivo di presentare ai membri dell’associazione alcune startup innovative, produttrici di tecnologie correlate all’Information and Communication Technology (ICT) che potrebbero trovare applicazione nel campo della filiera produttiva di arte bianca e pasticceria, apportando innovazioni che valorizzino, certifichino il processo produttivo e migliorino la comunicazione del prodotto trentino ai consumatori.

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Le tecnologie presentate hanno riguardato tre ambiti applicativi seguiti da altrettante nuove realtà imprenditoriali: la startup Foodchain ha presentato un sistema di tracciamento della produzione di generi agroalimentari (filiera produttiva, dalla coltivazione della materia prima, alle varie fasi di lavorazione e vendita) basato sulla tecnologia blockchain; la startup Hi-Logic ha presentato la tecnologia dei chatbot per la comunicazione automatizzata tra operatori e tra operatori e consumatori; la startup Databoom ha illustrato la propria piattaforma tecnologica di monitoraggio e controllo dei processi produttivi, in ottica impresa 4.0.

L’incontro è stato anche l’occasione per la CCIAA per fornire alcune indicazioni all’associazione e alle startup in merito al  futuro bando per i voucher digitali alle PMI nel quale potrebbero nascere collaborazioni tra le PMI del territorio e startup tecnologiche.

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Trento

Stop al Mes, raccolta firme Lega Trentino. Bisesti: «Successo senza precedenti»

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Sabato e domenica la Lega Salvini Trentino è nelle principali piazze della Provincia autonoma per fare una raccolta firme per dire Stop alla riforma del MES, una riforma da «bloccare a tutti i costi per il bene dell’Italia e della nostra Provincia autonoma»  – afferma il segretario della Lega Trentino Mirko Bisesti.

Quello della Lega Trentina è un vero e proprio tour da Rovereto a Trento in via Santa Croce, fino a Cavalese e a Predazzo per spiegare il MES e le ragioni della contrarietà della Lega a questo accordo.

Si parlerà quindi di bail-in, di Mes, di Europa in tanti comuni del Trentino grazie ai numerosi gazebi dei militanti del carroccio con l’hastag ormai consolidato da anni #sempretralagente.

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Un tour cominciato con molto successo, sono infatti molte le persone che presso i gazebi si sono confrontate con i  militanti della lega sui principali contenuti del MES (Meccanismo europeo di stabilità) e che hanno firmato la petizione per lo stop alla riforma del cosi detto «salva Stati»

«Siamo molto soddisfatti: solo qualche ora fa abbiamo iniziato la raccolta firme per dire Stop al Mes e ora contiamo già migliaia di sottoscrizioni in Trentino. Sono tantissimi i cittadini che si sono precipitati ai nostri gazebi per dire no ad una riforma ammazza-Stati, ad una riforma inutile e soprattutto dannosa per la nostra economia. Tutti coloro che non sono ancora riusciti a passare per firmare, lo potranno fare online sul sito legaonline oppure direttamente ai gazebo che saranno presenti anche nella giornata di domani in alcuni comuni del Trentino. La politica di partecipazione e confronto continua su temi concreti e di forte rilevanza per il benessere del nostro Paese» – dichiara sempre Bisesti.

Sulla riforma del Mes i dubbi si infittiscono sempre di più. Secondo i detrattori della riforma, e qui ci riferiamo soprattutto a Lega, Forza Italia Fratelli d’Italia, si potrebbe arrivare addirittura al tanto temuto prelievo forzoso dai conti correnti dei risparmiatori. Il rischio è legato alla possibilità che quel denaro serva allo Stato per salvarsi dal dissesto economico in caso di ristrutturazione del debito.

Sul Mes, a differenza di quanto siamo generalmente abituati a vedere, ad opporsi non sono solo i partiti di centrodestra, ma anche il Movimento 5 Stelle e il partito di Renzi che seppur non in maniera così plateale e convinta, hanno comunque espresso le loro perplessità nonostante siano forza di governo e non di opposizione.

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Trento

Tonina: polemiche strumentali sulla Fondazione Dolomiti UNESCO

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“Quelle mosse da alcune associazioni ambientaliste in questi giorni sono polemiche strumentali. Basti solo ricordare che Federica Corrado, presidente di CIPRA Italia, una delle associazioni sostenitrici della Fondazione Dolomiti UNESCO, ci ha scritto in questi giorni rinnovando l’adesione della sua organizzazione e esprimendo apprezzamento per quanto fatto finora. Se chi ci critica intende presentare un Dossier all’UNESCO di Parigi sul nostro operato, la cosa non ci spaventa, anzi. Una visita ispettiva di IUCN/UNESCO nelle Dolomiti sarebbe un’importante occasione di confronto e ci permetterebbe di illustrare al meglio il grande lavoro fatto in questi anni. Se egli ambientalisti ci aiuteranno ad ottenere una visita, saremo i primi a ringraziarli”.

E’ questa la replica del vicepresidente e assessore all’ambiente della Provincia autonoma Mario Tonina, che dall’ottobre di quest’anno è il presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO.

“La gestione di un bene complesso come le Dolomiti, che coinvolge territori e amministrazioni diverse e mette in gioco molteplici problematiche, interessi ed equilibri – sottolinea Tonina – non può essere banalizzata con facili slogan. Va compreso inoltre che, al di là dell’importante lavoro che stiamo facendo, disporre di una ‘piattaforma comune’ come la Fondazione è già un grandissimo risultato e soprattutto ci consente di guardare al futuro delle Dolomiti in maniera aperta e propositiva”.

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La replica di Tonina alle critiche mosse da alcune associazioni ambientaliste, riprese in questi giorni anche dagli organi di informazione locali, entra però anche nel merito.

“Innanzitutto, è chiaro che le Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO sono uno dei siti più complessi al mondo per quanto riguarda la gestione, composto da 9 sistemi montuosi condivisi da 5 Province e 3 Regioni.”  

“Lo sforzo della Fondazione va innanzitutto nella direzione di supportare e incoraggiare gli enti e le comunità territoriali nella gestione congiunta di questo Patrimonio Mondiale. Non riguarda insomma primariamente la tutela del bene, gestita con strumenti preesistenti al riconoscimento, ma la sua governance e la diffusione di una sensibilità condivisa.Ben 9 Parchi e un Monumento Naturale condividono il Patrimonio UNESCO e agiscono congiuntamente grazie allo strumento della Fondazione. Si vuole affermare che i Parchi non hanno funzione di tutela?”

“O forse si confonde con il marketing il lavoro prezioso che la Fondazione sta facendo in accordo con le comunità locali sul versante della formazione e dell’educazione, che sono poi i campi in cui opera l’UNESCO.Promuoviamo e coordiniamo un ricchissimo programma di educazione permanente, rivolto a svariati target: scuole, università, musei, operatori economici, comunità e cittadini nel senso più ampio del termine, che ci è stato riconosciuto anche recentemente dalla Commissione italiana UNESCO. Ma facciamo anche altro. Sul tema del paesaggio, ad esempio, abbiamo appena adottato un documento che fotografa la distribuzione delle strutture obsolete sul territorio dolomitico, sollecitando un impegno delle amministrazioni ad iniziare ora la fase operativa della rimozione.”

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“Nel campo della gestione della mobilità e dei flussi turistici è  in fase di ultimazione la piattaforma comune per la consultazione degli orari del trasporto pubblico in tutta l’area (Piattaforma DIVA – Rete della Mobilità coordinata dalla Provincia di Bolzano), stiamo perfezionando l’azione di monitoraggio e gestione dei  Big Data per supportare lo sviluppo ulteriore di politiche territoriali sostenibili, e abbiamo realizzato o perfezionato gli strumenti di presentazione congiunta delle Dolomiti (ad esempio il portale visitdolomites.com o la guida Lonely Planet),  allo scopo di distribuire i flussi in maniera più uniforme sull’intero territorio, andando ad aiutare le aree strutturalmente più deboli e cercando di togliere la pressione eccessiva agli hotspot più frequentati.”

“La Fondazione non ha poteri coercitivi e non vuole nemmeno averne, considerato che la gestione di questo patrimonio, nel rispetto delle normative nazionali e internazionali, deve coinvolgere innanzitutto le comunità locali e deve essere da queste condivisa. Interessi e sensibilità possono essere diversi, ma disporre di una ‘piattaforma comune’ come la Fondazione è già un risultato straordinario e soprattutto ci consente di guardare al futuro delle Dolomiti in maniera lucida, aperta e  propositiva”.
 

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