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Trento

Coro Sosat: sabato due concerti per ricordare la Tempesta Vaia

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Sono due gli eventi organizzati dal Coro della Sosat sabato 2 novembre, per ricordare la tempesta Vaia.

Sabato 2 novembre, il Coro della Sosat, ricorda il dramma della tempesta Vaia, che investì un anno fa il Trentino.

Piogge intense ed un vento fortissimo, che percosse i fianchi delle valli del Trentino, orientale in particolare, sradicando migliaia di alberi.

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Due gli appuntamenti in programma, il primo, al mattino, alle ore 10.30, nella sede di via Malpaga 17 a Trento. Sarà una lezione aperta sul tema: “Musica colta e musica popolare: antiche alleanze e improbabili confini” dove interverranno Nicola Evangelisti, docente di composizione presso il Conservatorio F. Venezze di Rovigo;
Roberto Gianotti, docente di teoria dell’armonia e analisi al Conservatorio F.A. Bonporti di Trento; Walter Zanetti docente di chitarra al Conservatorio G.B. Martini di Bologna.

Il secondo appuntamento sarà alle ore 20.30 alla Sala della Filarmonica di via Verdi, a Trento, con il concerto per coro e chitarra: “Le sentinelle della Vita”

Il Coro della Sosat è diretto dal maestro Roberto Garniga, alla chitarra suona il maestro Walter Zanetti, con la partecipazione di Nicola Evangelisti.

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Sullo schermo scorreranno le immagini delle foreste del Trentino, dopo Vaia, montate da Lorenzo Pevarello. Presenta “Sentinelle della Vita” Andrea Zanotti, presidente del Coro della Sosat.

Sui due importanti momenti ecco le riflessioni di Andrea Zanotti: «Già da tempo abbiamo sostenuto la tesi per la quale il confine tra musica colta e musica popolare è sottile ed elastico come un filo di seta. Esso segna una distinzione e non una barriera: ed è funzionale più al nostro bisogno di sicurezza, di incasellare le cose, piuttosto che ad una vera necessità di costruire categorie di giudizio. Così, in una serie di concerti eseguiti ormai tre anni fa dal Coro della SOSAT con la Corale Città di Trento diretta dal Maestro Roberto Gianotti, avevamo sottolineato il legame che ancora dal Cinquecento legava la forma aulica del madrigale alla canzone popolare: stessi autori e stessi solisti per un unico divertimento, fare buona musica. Questo legame, questa nobile discendenza scriverà sabato prossimo una nuova pagina di questo antico patto di alleanza. L’occasione è data dalla ricorrenza dell’anniversario della tragedia di Vaia, la tempesta che l’anno scorso ha devastato, nella notte del 30 ottobre, le nostre foreste, abbattendo milioni di alberi. Sull’ecatombe di questi alti fusti – che abbiamo chiamato “Le sentinelle della vita” – il compositore Nicola Evangelisti ha scritto due pezzi per chitarra e coro dove risalta tutta la drammaticità dell’evento infausto che ricordiamo. E perchè lo ricordiamo? Perchè gli alberi e le foreste sono parte di noi, sono impastati della stessa e dalla stessa natura ed il loro sacrificio va ricordato così come, in questi giorni, il ricordo che serbiamo dei nostri morti si fa più vivo e vicino. E l’evocatività della musica è un tramite forte per la suggestione della memoria, come bene risalta nei brani inediti per chitarra elettrica e coro che verranno eseguiti per la prima volta dal chitarrista trentino Walter Zanetti e dal Coro della SOSAT nel concerto che si terrà sabato prossimo ad ore 20.30 presso la Sala della Filarmonica. Ma tutto l’appuntamento musicale si svolgerà all’insegna del rapporto tra musica colta e musica popolare: sarà infatti la chitarra classica di Walter Zanetti, concertista e docente al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna, ad interpretare ed introdurre le due parti in cui si articolerà il concerto del Coro della SOSAT e che saranno chiuse dalle due composizioni, eseguite invece con la chitarra elettrica, di Nicola Evangelisti, docente di composizione al Conservatorio “F:Venezze” di Rovigo. Un filo lungo, dunque, lega, nella storia della musica, le due facce di una stessa medaglia: le due espressioni – classica e popolare – di un’unica arte. A questa idea verrà anche dedicato un momento di riflessione aperto al pubblico, che si terrà nella mattina del sabato alle ore 10.30 presso la sede della S.O.S.A.T., Via Malpaga 17, cui interverranno i Maestri Nicola Evangelisti, Roberto Gianotti, Walter Zanetti. In questa prospettiva, la musica rappresenta un grande paradigma: essa ci consente, nella sua restituzione colta, un linguaggio, una possibilità di espressione preclusa alla sola e primigenia spontaneità popolare. Ed è a questa capacità di espressione che il popolo trentino ha affidato, non da oggi, una narrazione forte e consapevole della sua storia, della dignità della cifra identitaria che lo contraddistingue. Ecco perchè nel canto popolare di montagna possiamo trovare una capacità evocativa ed emotiva che forme artistiche ritenute, in assoluto, senz’altro più alte, non hanno. Perchè in quel canto ci sono elementi di verità, speranza, ansia di riscatto che ci vengono consegnati come un’eredità preziosa dal nostro passato e che risuonano ancora come nostri, appartendoci nel presente. Dal madrigale alla musica contemporanea: dalle corti che furono dei Bernardo Clesio e dei Madruzzo, alla tragedia degli alpini nella grande guerra, alla devastazione delle foreste per opera di Vaia. In quel respirare e cantare insieme c’è una fierezza ed una dignità che alimentano il nostro immaginario soggettivo e collettivo più profondo: una consapevolezza che ci aiuta a dare, al nostro quotidiano, un significato più alto. E’ storia che si fa».

Per entrambi gli eventi l’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

 

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