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Italia ed estero

La salma di Luca Romania torna a casa, lunedì i funerali

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Un viaggio lungo più di un giorno per riportarlo a casa, nella sua Bolzano.

Luca Romania, il cui corpo è stato ritrovato carbonizzato lo scorso 25 agosto, assieme a quello di un’altra persona,  nell’area metropolitana di Salvador de Bahia, sta ritornando in Italia per i funerali che si terranno lunedì, alle 13.30, nella chiesa di San Pio X.

Cresciuto in via Similaun con la mamma Eva e le sorelle Alice e Tiziana, Luca si era trasferito in Brasile da 15 anni. Ne aveva solo 41 quando è stato ucciso.

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Non riusciamo ancora a risalire al movente dell’omidicio – ha detto la sorella Alice – . Gli ultimi due mesi sono stati un vero inferno per noi“.

E il caso, come spesso accade in Brasile, rischia di finire senza l’individuazione di un colpevole. Lo conferma anche la Polizia locale, che sottolinea come l’altissimo numero di omicidi in quelle regioni, così come la corruzione e la nulla considerazione del valore della vita, impedisca praticamente di arrivare a una soluzione.

Stava addirittura per tornare in Italia Luca, forse stufo di vivere in un Paese non più sicuro.

Il suo mestiere di tatuatore gli avrebbe permesso rientrare in Alto Adige e proseguire la sua vita con la nuova moglie Adriana e il figlioletto Jamal, per proteggerlo dalla violenza di una nazione che ormai non poteva offrirgli un futuro degno di questo nome.

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Il piccolo, su divieto della madre, la precedente moglie di Romania, non potrà essere in Italia per i funerali del papà.

Luca credeva in Dio, si era convertito. L’ultimo saluto lo ha ricevuto dai suoi amici brasiliani proprio lunedì pomeriggio, alla chiesa evangelica. Domani i parenti e gli amici di una vita andranno ad accoglierlo all’aeroporto, alcuni lo aspetteranno a casa.

Quelli che lo hanno conosciuto e amato davvero per ciò che era, un uomo di cuore e dalla grande volontà di vivere e ricominciare sempre.

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Italia ed estero

Questa nonnina usa lo stesso albero di Natale dal 1937

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La storia ha dell’incredibile. Una signora inglese utilizza da ben 82 anni lo stesso albero di Natale.

Un alberello molto piccolo per la verità, acquistato nel 1937, che ha accompagnato le feste di Natale nella casa di famiglia della donna, superando tanti avvenimenti importanti, tra cui una guerra mondiale.

La nonnina, che non vuole separarsi da questo ricordo, si chiama Wilma Jayne Gravenor e vive a Taunton, tra Inghilterra e Galles.

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La storia è stata raccontata dalla nipote ventenne Caitlin, che ha detto di come la nonna fosse affezionata a quest’addobbo e di averlo sempre visto, immancabilmente ogni Natale, esposto in casa.

Ogni anno la nipote aiuta la nonna a decorarlo: un momento estremamente bello per entrambe.

L’alberello le ricorda l’infanzia e tutte le festività trascorse insieme ai suoi cari che non ci sono più.

Come la nonna, anche Caitlin gradisce questo addobbo che è diventato parte integrante della sua vita. E’ fatto di piume d’oca dipinte di verde (si usava così all’epoca) e conta anche delle palline originali.

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C’è da scommettere che quest’ultimo durerà ancora a lungo, dato che non sembra dare segni di cedimento e ha già superato tanti traslochi e tanta polvere.

La vicenda è diventata di dominio pubblico grazie ai media inglesi che hanno trovato la storia della nonnina interessante e molto dolce.

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Italia ed estero

Mes: “ Decidete voi se sta mentendo Conte o Gualtieri”, ennesima puntata Conte – Salvini

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Vero e proprio scontro  , ieri tra il presidente Conte e i due leader dell’opposizione: alla Camera la Meloni al Senato Salvini.

Parole taglienti da una parte e dall’altra, si discuteva del Mes, il fondo salva stati e con le comunicazioni del presidente del consiglio è stata l’ennesima sfida tra i due ex alleati, Conte e Salvini.

“Siamo al cospetto di un’accusa gravissima” inizia così il discorso di Conte che ha riferito ieri in Parlamento come promesso, accusato dalla Lega e Fratelli d’Italia di alto tradimento e di mentire sul mes, il fondo salva stati e peggio di averlo firmato di nascosto di notte.

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Dopo aver minacciato querele e deciso di anticipare l’informativa, Giuseppe Conte va all’attacco: alla Camera prima, al Senato poi per quasi un’ora ad intervento. In un aula molto tesa e con i banchi della maggioranza molto poco affollati, il Presidente del Consiglio comincia con parole taglienti “Se fossero vere le accuse dovrei solo dimettermi ma sono false e denotano poca cultura istituzionale e mancanza di rispetto per le istituzioni” .

Segue poi una meticolosa ricostruzione delle molte volte in cui il Governo precedente si è occupato del meccanismo di stabilità, parole sia rivolte alla Lega ex alleata che, ai Cinque Stelle con Di Maio seduto silenzioso accanto al Presidente del Consiglio.

Il mes è un’assicurazione per i Paesi dell’unione contro il rischio di contagio in una logica di mutuo soccorso “ affonda Conte, “abbiamo ottenuto importanti miglioramenti nell’interesse italiano” dice. Conte però non chiarisce come il Ministro dell’economia Gualtieri che il testo è inemendabile, spetterà proprio a Gualtieri infatti provare a trattare ancora nell’Eurogruppo del 4 dicembre e magari ad ottenere uno slittamento.

Ovviamente i due leader dell’opposizione uniscono le forze con un doppio attacco frontale: Salvini prende il microfono al Senato e la Meloni alla Camera. Il leader della Lega ha ribattuto al premier Conte accusandolo di alzare il tiro: “ Oggi Conte mente quando dice che la questione è ancora aperta, decidete voi se sta mentendo Conte o Gualtieri”. Questo trattato porta rischi enormi per il paese. Ma Salvini è consapevole che il Mes può diventare una vera bomba per il Governo e fa notare a Conte che sui banchi della maggioranza mancano Parlamentari, rivolgendosi chiaramente ai 5 stelle.

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La sostanza è che solo il PD è favorevole alla firma del trattato, mentre i Cinque Stelle son per un rinvio: una maggioranza per questo quasi minacciata.
Per ora la firma è fissata al consiglio europeo del 13, prima Conte sarà di nuovo in Parlamento dove si voterà 11 dicembre.

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Italia ed estero

Il killer di Londra era stato condannato per terrorismo a 16 anni ma era in libertà vigilata

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Tutto il mondo è paese e la gran Bretagna a quanto pare non fa eccezione.

Il giorno dopo il ritorno dell’incubo terrorismo nel cuore di Londra, nel Regno Unito monta infatti la polemica: Usman Khan, il 28enne che, armato di coltello e con indosso un finto giubbotto esplosivo, ha ucciso due persone sul London Bridge, ferendone altre otto era in libertà vigilata.

Residente nello Staffordshire, in Inghilterra, ma di origini pachistane, avrebbe dovuto scontare una pena di 16 anni – e un minimo di 8 effettivi – secondo una condanna inflittagli nel 2012 per aver fatto parte di un gruppetto ispirato ad al Qaeda che progettava un attentato contro la Borsa di Londra.

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Ma era stato rimesso in libertà condizionata nel dicembre 2018, dopo neppure 7 anni, tanto da poter partecipare ieri a una conferenza sulla riabilitazione dei detenuti nella sala in cui ha scatenato l’attacco, poi proseguito sul ponte.

Il premier Boris Johnson stanotte ha invocato il rispetto della certezza della pena per i reati gravi, mentre l’ex capo dell’antiterrorismo britannica, Chris Phillips, ha accusato il sistema giudiziario di «giocare alla roulette russa» con la sicurezza dei cittadini.

Laburisti ed esponenti di altri partiti dell’opposizione hanno criticato il governo conservatore per avere tagliato negli ultimi anni decine di migliaia di posti nelle forze di sicurezza.

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