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Trento

Crisi e burocrazia: il coraggio dei cittadini e delle piccole e medie imprese

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Rivisitando la frase  famosa di Platone potrebbe oggi suonare bene cosi: “Ogni cittadino ed imprenditore che incontrate sta combattendo una battaglia contro la burocrazia italiana, siate gentili. “

Il Rapporto Cerved PMI analizza la situazione economico-finanziaria delle Piccole Medie Imprese italiane.

Il rapporto è corredato da un capitolo monografico che quest’anno riguarda le nuove procedure di allerta e l’impatto per le PMI.

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L’11 novembre a Milano verrà presentata l’edizione 2019.

Oltre alle criticità sul settore delle piccole imprese vi sono evidenti problematiche su tutto il fonte burocratico anche per i privati alla luce di questi temi: la spasmodica ricerca di abolizione del contante, le terribile ricerca di controllo su tutti i contribuenti, la difficile gestione del’ identità elettronica, spid  che portano forti difficoltà tra cambi password, applicazioni e pec anche per la semplice predisposizione della dichiarazione dei redditi (anche peri i privati ).

Tutte queste trappole per i cittadini sono sono una chiara dimostrazione dell’affanno ed assurdità di un sistema che rende schiavi i propri cittadini e va urgentemente riformato.

L’A.D. di Cerved  dott. Gianandrea De Bernardis confermava :“Le nostre analisi mostrano che aumenti prolungati degli spread hanno chiare conseguenze negative sui conti delle PMI, in termini di freno agli investimenti, redditività e rischio di default. Il rallentamento osservato nel 2018 secondo diversi segnali monitorati nel Rapporto Cerved, sta ad indicare che la ripresa delle PMI ha raggiunto un suo picco positivo nel 2017 per poi invertire la tendenza nei mesi successivi.

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Già la fattura elettronica è stata per tanti piccoli artigiani ed imprenditori un duro salasso, visti i costi ed i tempo per la riorganizzazione, ma senza una flat tax accettabile molti sempre più preferiranno il reddito di cittadinanza piuttosto che aprirsi una posizione di lavoro autonoma. E’ una situazione insostenibile ed inaccettabile.

Per far ripartire l’economia serve vera semplificazione, abolizione della burocrazie inutili che sono un disincentivo all’avvio di nuove attività.

La burocrazia assurda colpisce soprattutto i privati e le piccole imprese, attenzione su balzelli nel settore alberghiero : chiusura stagionale e TARI.

Il dott. Agostino Torre, Commercialista dell’associazione Universal Salute Diritto e Lavoro, da sempre vicina alle problematiche delle aziende, lancia un monito alle imprese alberghiere nel prestare attenzione prima di pagare la TARI.

Gli albergatori e i titolari delle strutture ricettive infatti sono stati interessati nello scorso mese di settembre da un’ordinanza della Corte di Cassazione, in materia di TARI.

L’11 settembre con l’ordinanza n. 22705, i giudici di Piazza Cavour hanno stabilito che per essere esonerati dal pagamento della TARI non e’ sufficiente la comunicazione della chiusura (estiva o invernale) della struttura, ma e’ necessaria documentare prova dell’inutilizzabilità della struttura ricettiva.

Pertanto la tassa sui rifiuti, va pagata a prescindere della scelta imprenditoriale di sospendere l’attivita’ per fine stagione.

Nel recente passato, in senso opposto si erano pronunciati alcuni giudici di merito, con sentenze a favore dei contribuenti (ricorrenti ad avvisi di accertamento) in merito a una riduzione tariffaria per il mancato esercizio dell’attivita’ alberghiera, anche nei casi in cui l’amministrazione comunale (con apposito regolamento) non si era avvalsa della facoltà di deliberare tale agevolazione.

Nella fattispecie si ricordano le sentenze emesse dalla commissione tributaria provinciale di Livorso nel 2015 e regionale di Firenze nel 2017, con le quali i giudici disponevano la riduzione tariffaria per le attività stagionali, “sostituendosi” ai regolamenti Comunali.

Con l’istituzione della Tari sono i consigli comunali a determinare agevolazioni, esenzioni o riduzioni tariffarie commisurate alla capacita’ di produrre rifiuti fiscali.

Sullo stesso tema (TARI) e’ utile ricordare come il dpr 158/1999 preveda due categorie tariffarie per gli alberghi.

I regolamenti comunali, che adottano il metodo normalizzato previsto dall’art. 1 comma 651 della legge 147/2013, devono infatti prevedere due tariffe in base alla circostanza che sia presente o meno il ristorante.

Il fatto che vi siano imposte richieste e magari non dovute, il dover ricorrere alla magistratura con tutte le incertezze e lunghissime tempistiche e l’affrontare sempre nuove quanto mutevoli cambiamenti burocratici stancano e demoralizzano chi dovrebbe pensare maggiormente alla propria attività

Il Ministro Luigi Di Maio nel suo precedente incarico il tavolo delle Piccole e Medie Imprese, al Ministero con i rappresentanti di 31 associazioni, per discutere delle misure sulla competitività e la crescita ma non c’è ancora la svolta che gli imprenditori cercano, anzi, la burocrazia uccide le imprese soprattutto se piccole e a gestione familiare.

Dichiara Di Maio:” All’incontro erano presenti tutte le associazioni di categoria ed è servito ad avviare un confronto su una serie di misure a favore della crescita e della competitività, che saranno contenute in un provvedimento sul quale stiamo già lavorando. Saranno tre gli elementi al centro di questo provvedimento: la tutela dei marchi storici italiani; la promozione del made in Italy attraverso il piano sull’internazionalizzazione che dispone di 140 milioni di euro all’anno; un nuovo sistema per tutelare il credito alle piccole e medie imprese”, ma nulla di questo sta entusiasmando le categorie ed i sondaggi e risultati delle elezioni  in umbria sembrano essere una risposta molto chiara.

 

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Trento

E-bike, nuovi criteri per dare impulso alla mobilità sostenibile

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Dare maggiore impulso alle politiche di incentivazione ambientale, cominciando dalla mobilità sostenibile, settore strategico per migliorare la vivibilità urbana e garantire una territorio più green.

Questo l’obiettivo dei nuovi criteri attuativi della legge provinciali sull’energia, approvati ieri dalla Giunta provinciale su proposta del vicepresidente Mario Tonina.

Le novità riguardano, in particolare, la contribuzione per progetti di spostamento casa lavoro con biciclette a pedalata assistita conformi al disposto dell’articolo 50 del nuovo Codice della Strada, comunemente denominate “e-bike”.

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L’intento prioritario è soprattutto quello di concentrare le risorse sui progetti che presentino una valenza ambientale più ampia, realizzati nell’ambito di realtà produttive o professionali strutturate (minimo 5 dipendenti), al servizio quindi di una maggiore platea di personale, che possa così beneficiare dell’utilizzo delle e-bike negli spostamenti quotidiani casa/lavoro.

Nel contempo sono state perseguite ulteriori azioni di semplificazione e snellimento delle procedure di presentazione e gestione delle singole istanze, con conseguente sburocratizzazione per l’utenza interessata.

Valutando il quadro nel complesso della normativa di riferimento, va evidenziato che è in corso di ridefinizione anche il testo concernente la riqualificazione e l’efficientamento energetico dei condomini, con un ampliamento dei potenziali beneficiari e una semplificazione dello strumento, nonché il testo relativo alla contribuzione per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi plug-in, che saranno oggetto di discussione nelle prossime sedute di Giunta.

Il nuovo regolamento diverrà operativo a partire dal prossimo 1 gennaio, quindi interesserà le istanze presentate da quella data, sostituendo così quello precedente. Per informazioni più specifiche sarà possibile rivolgersi all’Agenzia Provinciale per l’Incentivazione delle Attività Economiche (APIAE).

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Trento

Festival della Famiglia: oggi è il giorno delle associazioni

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Il festival della famiglia presenta oggi ai cittadini varie associazioni impegnate nel sociale.

Tutto il giorno, dalle 10 alle 12, dalle 14 alle 18, presso l’oratorio del Duomo potete trovare varie associazioni, dalle Tagesmutter a La tana dei papà sino al Centro Aiuto alla Vita e al Movimento per la Vita di Trento.

Queste due associazioni “gemelle” ci sembrano le più adatte al tema del festival: la denatalita’, l’inverno demigrafico che stiamo vivendo. Il

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Centro, infatti, si occupa di aiutare mamme e famiglie in difficoltà. “Siamo attenti, dichiara Pino Morandini, che ne è il presidente, ai disagi di tutti, ma soprattutto la nostra mission è aiutare le mamme che davanti ad una gravidanzan difficile, imprevista o non voluta, hanno bisogno di un sostegno per non farsi sconfiggere dalla paura. Abbiamo aiutato tantissime donne e famiglie in questi anni, grazie soprattutto a volontarie generose come la nostra Giovanna ( che purtroppo ci ha lasciato per il Cielo da alcuni anni): mai una mamma è tornata pentita per aver tenuto il suo bambino! “.

Il Movimento, invece, si occupa della parte culturale: il suo scopo è diffondere una cultura della vita e nello stesso tempo affrontare secondo un’ottica scientifica e non nichilista i grandi dibattiti bioetici del tempo presente.

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Trento

Regali di Natale: prevista una spesa di 169 euro a testa ( -30,7% negli ultimi 10 anni)

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Col Ponte dell’Immacolata comincia il dicembre d’oro del commercio trentino.

Qualche anno fa c’era solo la domenica d’oro, l’ultima prima di Natale, poi è arrivata quella d’argento e adesso dall’ultima domenica di novembre è apertura generalizzata.

Perfino il mercato del giovedì si riproporrà con la due giorni di Santa Lucia, oggi e domani, ma anche per i prossimi fine settimana.

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Insomma anche a Trento tutto è pronto per cercare di intercettare le spese natalizie dei trentini, ma anche dei turisti.

L’obiettivo dichiarato è quello di incassare il più possibile per cercare di pareggiare i bilanci e abbattere almeno in parte i mutui: per un commercio sofferente, il Natale potrebbe essere una manna, ma le prospettive non sono proprio rosee.

Si parla di una spesa media di 169 euro a testa che sarebbe la più bassa degli ultimi dieci anni nei quali la spesa complessiva è calata di un terzo (- 30,7% rispetto al 2008).

Chi farà acquisti per parenti e amici passerebbe dal 91% al 86,9 ed è generalizzata l’intenzione di non spendere tutta la tredicesima in regali.

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Anche perché con la tredicesima si sistemano gli arretrati come bollette, spese condominiali e extra.

La stima dell’Ufficio Studi di Confcommercio indica una spesa complessiva compresa tra i 100 ed i 120 miliardi con un 11,6% per l’abbigliamento, il 13 % per elettrodomestici ed il 12,3% per l’informatica e Tlc.

Purtroppo i tempi sono cambiati e di conseguenza le abitudini.

Così tra svendite presenti per gran parte dell’anno, il Black Friday, l’è-commerce gli italiani acquistano in modi del tutti diversi e al commerciante tradizionale non restano che le briciole.

Se le prospettive per i commercianti non sono rosee, diverso potrebbe essere per il comparto alimentare.

Secondo Coldiretti la spesa per il Natale degli italiani sarà di 549 euro dei quali 140 per pranzi e cenoni per il 19% superiore alla media europea e più alta rispetto a quella dei tedeschi che spendono 487 euro.

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