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Politica

Affida un incarico su raccomandazione, condannato a risarcire 88mila euro alla Provincia

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Un incarico affidato su raccomandazione da parte dell’ex assessore e vicepresidente Alessandro Olivi costerà caro a Claudio Moser, dirigente generale del Dipartimento dello sviluppo economico e del lavoro della Provincia di Trento. (qui articolo)

Ammonta infatti a quasi 89mila euro (nello specifico 88.813) il danno erariale per consulenze illegittime riscontrato dalla Corte dei conti di Trento e che a breve dovrà essere risarcito all’amministrazione provinciale.

Secondo i giudici, sarebbero ben tre gli incarichi esterni affidati in assenza di requisiti specifici all’allora designato per il progetto “Bottega scuola”, Michele Bontempelli.

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A Moser viene contestato in particolare l’illecito affidamento dell’incarico esterno per la riforma dei lavori socialmente utili a una persona non specializzata. Per ricoprire il ruolo, sarebbe stato infatti necessario possedere una “comprovata esperienza nella gestione delle relazioni tra organi istituzionali”.

Parliamo di una riforma per la quale si doveva, e si poteva individuare una professionalità idonea tra i ben 4200 dipendenti provinciali disponibili.

Bontempelli non avrebbe avuto un cv idoneo a giustificare l’affidamento essendo in possesso di un diploma di qualifica professionale (parrucchiere), senza particolari esperienze nella materia oggetto della consulenza.

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Pozzato all’avvio delle indagini avevaparlatodi chiaro “favoritismo politico nei confronti di Bontempelli” e che nel Dipartimento di Moser ci sarebbero stati almeno 16 laureati adatti e con le carte in regola.

E i giudici non hanno dubbi: l’intenzione di Olivi, fin dall’inizio, sarebbe stata quella di dirottare tale nomina su Bontempelli senza tenere conto di altri possibili candidati.

Nessuna vera intenzione di individuare la personalità giusta nemmeno da parte di Moser il quale, secondo la sentenza, avrebbe preferito seguire le direttive di Olivi per Bontempelli, ex parrucchiere ma anche ex sindaco di Pellizzano, ruolo del quale la magistratura non ha però tenuto conto “per via della scarsa rilevanza dell’impegno amministrativo previsto per un Comune di così pochi abitanti”.

Avrebbe dovuto opporre un netto rifiuto e non l’ha fatto e ora a pagare sarà solo Moser, che dunque assecondò apparentemente senza battere ciglio, la richiesta provenuta dall’alto.

Fatto più grave, secondo la Corte dei conti, sarebbe infatti quel “sì” alla direttiva illegittima provenuta dall’ex assessore, più che la natura stessa, anche illegittima, di quella stessa richiesta.

Sul punto, nell’atto di citazione, la corte dei Conti aveva precisato che «la non contestazione riguardava il solo aspetto di regolarità contabile, riferibile alla correttezza del procedimento di liquidazione, non validando la legittimità dell’affidamento. Ad una più approfondita analisi, inoltre, emergeva che proprio il curriculum di Bontempelli non era stato mai prodotto alla Corte, che pure lo aveva ripetutamente richiesto».

Carte che Bontempelli, come detto, non aveva ma dal 2015 al 2017 aveva percepito la cifra contestata per l’assegnazione di tre incarichi annuali (rinnovati due volte).

Ecco perché Pozzato parla anche di “totale sprezzo dei propri doveri e della cosa pubblica”.

Prima ancora Bontempelli (nella foto) aveva ricevuto dalla Provincia altri incarichi di “spiccato carattere politico”.

Bontempelli era stato segretario particolare presso l’ufficio di gabinetto del Presidente della Provincia, Alberto Pacher, e poi incaricato, sotto Alessandro Olivi vicepresidente, per il progetto “Bottega Scuola”.

Michele Bontempelli

Tutto è partito da una lettera anonima arrivata al Procuratore regionale della Corte dei conti del Trentino Alto Adige, Marcovalerio Pozzato, che denunciava uno spreco di denaro pubblico.

Le indagini avevano portato alla richiesta di risarcimento di 88.813 euro per danno erariale alle casse della Provincia Autonoma di Trento causati da Claudio Moser, dirigente del Dipartimento sviluppo economico e lavoro.

Al centro della vicenda c’erano appunto gli incarichi ingiustificati, per la riforma del sistema dei lavori socialmente utili, assegnati al “parrucchiere” Michele Bontempelli, ex sindaco del Pd nel comune di Pellizzano.

Tutto era partito da una richiesta del vicepresidente della giunta provinciale Alessandro Olivi (PD) che con una nota del 19 dicembre 2014 sosteneva la necessità di incardinare presso il suo assessorato di “una professionalità con il compito di occuparsi operativamente dei rapporti tra assessorato stesso, strutture del dipartimento ed enti ed organismi interessati alla riforma, tra cui sindacati, cooperative ed enti locali”.

 

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