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Una, nessuna, centomila: tre conferenze sulla verità nell’era dell’informazione globale

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 Come nasce una notizia? I media informano o fanno propaganda? Quali sono le fake news più pericolose? E soprattutto, come riconoscerle? Per affrontare e rispondere a questi e altri interrogativi, nel mese di novembre il Movimento per la Vita di Trento ha programmato un ciclo di conferenze dal titolo «Una, nessuna, centomila: la verità nell’era dell’informazione globale».

Per tre mercoledì consecutivi – il 6, il 13 e il 20 novembre, sempre alle ore 20:30 e sempre presso la Sala Conferenze della Fondazione Caritro (Via Calepina 1, Trento) – ci sarà quindi la possibilità, con incontri aperti a tutta la cittadinanza, di riflettere assieme sui meccanismi, sui retroscena e sulle insidie del sistema dell’informazione, da ormai qualche anno oggetto di un dibattito internazionale.

Il primo incontro, il 6 novembre, avrà come titolo «Bioetica e propagande» e come relatore Giuliano Guzzo, sociologo e scrittore; il 13 novembre sarà invece il turno di Francesco Agnoli, docente, storico e scrittore, che tratterà il tema «Storia del Giornalismo e delle post-verità»; l’incontro del 20 novembre sarà infine tenuto da Roberto Vivadelli, giornalista e scrittore, che affronterà il tema «Guerre di fake news».

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La formazione della Polizia Locale contro la violenza. Successo per l’evento ANVU a Trento

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Grande partecipazione al Convegno indetto oggi dall’ANVU associazione professionale della Polizia Locale, un successo dato da un’ottima organizzazione e dalla levatura di relatori di assoluta eccellenza per la tematica: “ Tutela della vittime di violenza domestica”

La lodevole iniziativa proposta dal funzionario e Presidente Provinciale ANVU dr. Cosimo Maria Zaccaria e dal Presidente Regionale ANVU Marco Demattè ha pertanto riscosso il successo sperato, si ringraziano partecipanti ed autorità intervenute. Un ringraziamento particolare va alle istituzioni patrocinanti questo progetto, la Presidenza del Consiglio Provinciale e Regionale del Trentino.

Il tema è attualissimo e molto sentito come avevamo già potuto osservare in altre occasioni e manifestazioni ed evidenziato nel nostro precedente articolo

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Nel pubblico erano presenti molti ufficiali ed agenti della Polizia Locale, Carabinieri, Finanza e Polizia di Stato nonché ospiti graditi delle Istituzioni per la proposta formativa Anvu considerato il grande l’interesse e la volontà di formazione sulla importante e nuova normativa.

Il 9 agosto infatti è entrata in vigore la Legge 19 luglio 2019, n. 69, conosciuta come Codice Rosso, che ha introdotto modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e nuove disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

Nel convegno sono stati evidenziati molti esempi concreti e pratici nonché aspetti fondamentali legati alla verità ed integrale genuinità delle querele legate a queste tematiche.

È stata sottolineata agli operatori di polizia presenti al corso l’ importanza vitale, nella corretta applicazione della norma, dell’avviso immediato al PM supportato dai maggiori elementi possibili ed anche ad eventuale discolpa del presunto colpevole da ricercare con l’attività di PG.

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Infatti non sono rari i casi di false denunce – specie nelle coppie che stanno affrontando delle separazioni – che potrebbero avere effetti devastanti per l’accusato pur quando venisse poi assolto in virtù di approfondite indagini.

Una falsa querela ha effetti così deleteri professionalmente e di forte discredito sociale che potrebbero portare in certi casi fino al suicidio dell’ innocente accusato ingiustamente. Su questo è doveroso prestare tanta attenzione quanta ne và alle vittime.

È stato fortemente ribadito che il fine ultimo e nobilissimo dell’ attività di PG è sempre quello della ricerca della verità, raccogliendo sempre tutti gli elementi, sia a favore che a discolpa.

Queste sono le principali novazioni legislative:

Art. 387 bis c.p. Violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa

Chiunque, essendovi legalmente sottoposto, violi gli obblighi o i divieti derivanti dal provvedimento che applica le misure cautelari di cui agli articoli 282-bis e 282-ter del codice di procedura penale o dall’ordine di cui all’articolo 384-bis del medesimo codice è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Art. 612 ter c.p. – c.d. Revenge Porn Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti.

Era assolutamente opportuno in un mondo cambiato, tecnologico e con una portata offensiva elevata della rete punire severamente questi comportamenti che hanno già portato a conseguenze estreme molte persone.

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000.

La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento.

Novità anche per chi sfregia con l’acido o deturpa l’aspetto fisico di una persona.

Questi casi hanno allarmato e indignato tutto il paese anche se si sono notate delle disparità dal punto di vista delle vittime.

Infatti dice di aver ricevuto meno visibilità mediatica il maschio William Pezzulo, sfregiato in faccia con l’acido dalla sua ex fidanzata, Elena Perotti e da un suo complice, il 19 settembre 2012, racconta in una intervista la sua disavventura che ha visto una condanna mite della responsabile a soli otto anni di carcere e che sconterà agli arresti domiciliari per motivi di salute.

A dispetto della parità di genere “l’uomo è molto meno considerato, quando è vittima di un attacco con l’acido. Se capita a una donna, l’attenzione mediatica è diversa”.

Art. 583 quinquies c.p. Deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso.

Giustissimo aumento di pena giunti grazie alla sensibilizzazione del legislatore forse grazie all’opinione pubblica ed anche alla stampa, alle immagini dei volti deformati delle donne occorre ricordare che ci sono anche quelli di uomini, non sempre ricordati, infatti non solo femmine ma maschi sono stati sfregiati con l’acido, e l’orrore è lo stesso.

Chiunque cagiona ad alcuno lesione personale dalla quale derivano la deformazione o lo sfregio permanente del viso è punito con la reclusione da otto a quattordici anni. La condanna ovvero l’applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale per il reato di cui al presente articolo comporta l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno.

Esiste un fondo che copre i rimborsi alle vittime quando i colpevoli non provvedono a risarcire ma vi si può accedere solo se si guadagna meno di 11.500 euro l’anno, pertanto su questo fronte ancora c’è molto da fare.

Tutto ciò considerato è doveroso confermare che è importante certamente che il messaggio contro la violenza sia forte, soprattutto contro chi è parte debole, ricordando che spesso parti deboli sono anche i bambini, gli anziani e gli stessi uomini, non esclusivamente le donne.

Che ci siano meno casi di violenza sugli uomini non è un dato di fatto. In Italia non ci sono indagini ufficiali e largamente condivise che possono confermarlo. E gli uomini, a causa dello stereotipo di virilità e della quasi certezza di non essere creduti, non denunciano.

In Gran Bretagna il ministero dell’Interno ha monitorato l’andamento del fenomeno della violenza in Inghilterra negli ultimi anni: se prima la forbice tra donne e uomini vittime era piuttosto ampia, adesso si parla di un 7,9% contro un 4,2 per cento.

«Le donne hanno quasi il doppio delle probabilità di subire abusi domestici», si legge nel rapporto.

Si parla di «1,3 milioni di donne vittime e 695 mila di sesso maschile», numeri comunque importanti in entrambi i casi anche se, tiene a precisare il ministero, «le stime non tengono conto del contesto e dell’impatto dei comportamenti abusivi subiti».

Tutti dobbiamo essere più attenti e sensibili nei confronti della violenza, la violenza non ha genere, va difesa la parte più debole e diffusa una maggior cultura della non violenza.

La nozione di «violenza domestica», era già stata offerta dall’art. 3, del d.l. 93/2013 (Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere), conv. dalla l. 113/2013, sulla scia di quanto previsto dalla Convenzione di Istanbul : «[..] si intendono per violenza domestica uno o più atti, gravi ovvero non episodici, di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra persone legate, attualmente o in passato, da un vincolo di matrimonio o da una relazione affettiva, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima.

Nel 2011 è stata approvata la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Istanbul, 11 maggio 2011), che, fondata sulla Raccomandazione “Rec(2002)5 on the protection of women against violence”, stabilisce per la prima volta dei parametri vincolanti per prevenire la violenza contro le donne e la violenza domestica, proteggere le vittime e punire gli autori.

La Convenzione è entrata in vigore l’8 agosto del 2014 e al momento è stata ratificata da 16 Stati, tra i quali la Spagna il 10 aprile 2014 e l’Italia con la legge 27 giugno 2013, n. 771.

La Convenzione enfatizza il concetto di violenza domestica, definita all’art. 3, lett. b) come ricomprendente “tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima”.

Non si deve dimenticare, infatti, che in molti ordinamenti la violenza domestica è stata sino a tempi recenti considerata meno grave della violenza extra – domestica.

Con questa ultima normativa del Codice Rosso si porta a compimento un processo legislativo che negli ultimi anni è sempre andato migliorando e si pone l’obbiettivo di difendere effettivamente la parte più debole e la direzione è quella giusta.

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Apre oggi a Palazzo delle Albere «il Mondo di Leonardo»

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Un innovativo percorso espositivo alla scoperta della poliedrica figura di Leonardo da Vinci inaugura oggi pomeriggio, alle 18 a Palazzo delle Albere, la mostra “Il Mondo di Leonardo: Codici Interattivi, Macchine e Dipinti”, un innovativo percorso espositivo che conduce alla scoperta della poliedrica figura di Leonardo da Vinci, nella sua essenza indissolubile di scienziato dell’arte e artista della scienza.

Esperienze multimediali, ricostruzioni inedite e postazioni interattive invitano il pubblico a interagire in prima persona con le macchine, le opere artistiche e i codici del genio toscano: un appuntamento importante per chiunque sia interessato a scoprire Leonardo da Vinci, come mai visto prima, nel cinquecentesimo anniversario della sua morte.

La mostra, che sarà ad ingresso gratuito, è realizzata dal Centro studi Leonardo3 di Milano grazie al sostegno di Provincia autonoma di Trento, Comune di Trento e MUSE – Museo delle Scienze.

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Un aperitivo a Km Zero e la proiezione di “Resina”, un film sulla comunità cimbra

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A partire dalle ore 17 di giovedì 14 novembre, presso la sede della Fondazione Franco Demarchi, a dare il via ai lavori del convegno “La montagna che cambia: nuove prospettive di welfare per le comunità alpine” sono previsti un momento conviviale e un evento culturale a ingresso libero, aperti a tutti gli interessati.

Si potrà così gustare un “Aperitivo a km zero”, conoscere ed essere informati sui progetti di welfare generativo come “Comunità Frizzante”, “DES Fiemme e Fassa”, “Tutti nello stesso campo” e “Orti in bosco & vita in centro”.

A seguire, alle ore 18.30, ci sarà la proiezione del film “Resina” di Renzo Carbonera, che porta alla riscoperta della comunità dei cimbri, una piccola comunità di montagna che vanta una storia millenaria, che costituisce una ricchezza di cultura e tradizioni per questo territorio e che rischia di sparire nell’oblio.

Al termine della proiezione è prvisto un confronto, introdotto da Piergiorgio Reggio, presidente della Fondazione Franco Demarchi, tra Renzo Carbonera, regista del film, e Mattia Pelli, giornalista e ricercatore in storia contemporanea.

I progetti protagonisti della serata di apertura del convegno sono alcuni dei vincitori del bando Caritro “Welfare a Km Zero”, che proporranno i loro prodotti, tutti da assaggiare, gustare e provare.

In particolare Comunità Frizzante (Associazione culturale Brave New Alps, ente capofila), attraverso la produzione di bibite, mira ad entusiasmare le persone, coltivare relazioni, stimolare la conoscenza e aumentare il senso di appartenenza alla Vallagarina (Rovereto).

Un progetto finalizzato quindi a fare comunità coinvolgendo gruppi sociali eterogenei, in un grande processo di formazione e di inclusività sociale, a stretto contatto con il territorio e la natura. DES Fiemme e Fassa (Cooperativa Oltre, ente capofila) è un progetto che punta alla messa in rete di imprese sociali e quindi alla creazione di un Distretto dell’Economia Solidale del territorio della Val di Fiemme e Val di Fassa in ambiti trasversali: dall’agricoltura al turismo passando per la ristorazione.

Altro protagonista sarà Tutti nello stesso campo (Cooperativa sociale La Rete, ente capofila), progetto che punta a creare inclusione attraverso l’agricoltura e la ristorazione, che dispone di uno spazio agricolo dedicato alla coltivazione di erbe aromatiche, officinali e prodotti dell’orto, oltre ad aver inaugurato da poco un agriturismo nei dintorni di Civezzano (Trento).

All’interno del progetto trovano spazio diversi tipi di utenti: persone con disabilità e le loro famiglie, o di fragilità segnalate. Infine il progetto Orti in bosco & Vita in centro (Comune di Rovereto, ente capofila) punta alla riqualificazione di due zone della città di Rovereto che condividono elementi comuni: Ortinbosco, nello specifico, è un orto sociale al Bosco della Città, uno spazio verde, aperto, di condivisione e di sinergia tra chi vuole scoprire luoghi di rigenerazione e seminare cambiamento; Vita in centro punta al cuore della città, promuovendo attività di animazione sociale e di inclusione per la cittadinanza.

Al termine dell’aperitivo, alle ore 18.30, è prevista la proiezione del film “Resina”, opera prima del regista vicentino-bavarese Renzo Carbonera, che porta alla riscoperta di una comunità montana ed esprime “l’urgenza di raccontare un microcosmo che ha bisogno di una resina sociale per contrastare le numerose avversità”.

I protagonisti del lungometraggio sono un coro di uomini, un direttore donna, una famiglia e una piccola comunità, che hanno bisogno di ritrovare il senso d’unione, per affrontare la sfida del domani. La giovane violoncellista Maria, delusa dallo spietato mondo della musica, ritorna al paesino di montagna delle sue origini, una piccola enclave isolata dove si parla ancora una lingua arcaica: il cimbro… Il risultato finale è un caleidoscopio di personaggi che con ironia e ritmo, raccontano un piccolo mondo, alle prese con lo spauracchio del cambiamento climatico e con la determinazione di una giovane donna.

Al termine della proiezione ci sarà un momento di confronto, introdotto da Piergiorgio Reggio, presidente della Fondazione Franco Demarchi, tra Renzo Carbonera, regista del film, e Mattia Pelli, giornalista e ricercatore in storia contemporanea.

L’apertura del Convegno è un’iniziativa organizzata dalla Fondazione Franco Demarchi in collaborazione a Welfare Km Zero (Fondazione Caritro, Fondazione Franco Demarchi, PAT, Consiglio della autonomie loca della provincia di Trento), Società dei Territorialisti/e onlus e Trento Film Festival 365.

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