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Politica

Ora basta, voto Lega! Fenomenologia di un partito più grande di sé stesso.

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Non dite che non sapete di un conoscente od un amico che in passato votava diametralmente opposto alle destre che non abbia detto: ora voto Lega. Più o meno tutti ne conoscono, spesso assistendo ad annunci sbalorditivi, veri e propri coming out etico-politici.

La differenza tra Salvini e Berlusconi è che di Berlusconi molti si vergognavano a dire che l’avevano votato perché era l’uomo del bunga bunga, ateo ed evasore (e il Dio, Patria e Famiglia?) vuoi perché con la corte di lecchini che aveva era facile esserne identificati.

Con Salvini è diverso, nessuno si vergogna a dire che lo ha votato. Non è un Tycoon, non è un evasore, anzi ha liquidato le porcherie della precedente gestione leghista dividendo Lega da Lega Nord e lasciando i debiti a chi gli aveva fatti, cioè a quest’ultima, ed è un fedele d’Amore devoto alla Madonna.

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Su questo ultimo punto si sono scatenati gli strali persino della Chiesa.

Non la vedrei una blasfemia dirsi credente della Beata Vergine. In fondo è l’ideale di una grande Mamma, per chi ci creda o no lo simboleggia, e quasi tutti i nostri morenti alla fine invocano la madre, in guerra, per malattia o per un incidente, con buona pace dei padri.

Ma non è questo il punto, il problema è la semplicità al potere.

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Una semplicità che ha portato a due immediati problemi, il primo è che abbaiare continuamente contro l’Europa ha fatto salire lo Spread a mille, rosicchiando miliardi e di fatto impedendo di dar corso alle riforme annunciate per mancanza di fondi. In secondo luogo essere caduti nella trappola Russia.

Da sempre la Russia usa trame sottili per aggiudicarsi un controllo politico delle nazioni che le convengono geopoliticamente, e l’Italia è un boccone grosso.

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Togliatti stesso, il massimo esponente dello stalinismo nel dopoguerra, si finanziò con l’oro di Dongo (quanto sottratto agli ebrei dopo le leggi razziali) proprio per evitare che l’Italia finisse in mano a Stalin.

E più che per amor patrio vien da pensare che era per non finire in qualche Gulag siberiano, la fine che hanno fatto quasi tutti i capi politici dell’epoca.

Salvini non può umanamente controllare con chi si abbraccia o fa selfie, non può nemmeno sapere se i suoi delfini fanno cazzate per piaggeria, come portare soldi facili al partito per poi farsi belli davanti ad un capo che, tra magliette di tendenza e Mojito sembra in fondo un amicone, quasi un piacione.

Per buono che sia i suoi tre punti fermi sono quelli che piacciono agli italiani. Sicurezza. Sicurezza. Sicurezza. E a nulla vale il discorso delle sinistre quando dicono che è stato gonfiato un falso problema, che in fondo gli italiani hanno una percezione dell’insicurezza drogata dalle fake news delle destre.

Questa fiaba perniciosa è durata abbastanza, ed è stata ampiamente smentita dai fatti. La gente si sente insicura, e molto spesso si sente, ancor peggio, impotente. E l’impotenza è lo stato d’animo che purtroppo aleggia, prepotentemente, tra le Forze dell’Ordine.

Potenzialmente abbiamo un servizio di Polizia tra i migliori del mondo, ma un codice penale tra i più inattuali, superato, in termini di efficacia, da quello americano, che infatti è una nazione giovane.

E Salvini gioca in casa quando afferma di voler dare pene più severe, certe, e costruire nuove carceri.

E’ qui che è stata punita la sinistra, nella miopia autoreferente di non capire le vere esigenze dei cittadini, e confondere o mistificare il realismo pratico della sicurezza con la perversa attitudine di Salvini ad affogare donne e bambini mentre intendono raggiungere un porto sicuro.

Certo, la comunicazione poteva essere più diplomatica, ed il braccio di ferro con l’Europa meno drastico, dall’Europa ormai dipendiamo e, a differenza della Gran Bretagna che è nazione solida inserita nel Commonwealth, staccarsi dall’Europa significa finire dietro al Togo, con identico tenore di vita.

Aggiustate queste variabili importanti, ma sembra che la concretezza politica stia prevalendo in tal senso, per la Lega sarà una passeggiata spazzare via gli ultimi Fort Alamo delle sinistre, Umbria docet.

E considerando tutto questo, con i risultati fallimentari della gestione politica comunale a Trento aiutiamo la nostra Giunta a fare i bagagli, e lasciar lavorare chi, con i cittadini, ci parla guardandoli in faccia.

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