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Ambiente Abitare

Tonina alla conferenza sul clima: “L’ambiente è la nostra casa e deve diventare una priorità”

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“Nella lotta contro i cambiamenti climatici, il Trentino non parte da zero, può contare su un percorso autorevole e non improvvisato di gestione e salvaguardia del territorio, sulla professionalità di realtà come la Protezione Civile e il Servizio Bacini Montani, nonché sulla straordinaria forza del volontariato. Ma si può fare di più, anche partendo dall’educazione”.

Lo ha detto il vicepresidente e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione della Provincia autonoma di Trento, Mario Tonina, intervenuto alla conferenza “Cambiamenti climatici: l’urgenza di agire”, con la partecipazione di Luca Mercalli per uno degli appuntamenti clou della Conferenza annuale della Società Italiana per le Scienze del Clima (SISC), che Trento ha ospitato in questi giorni.

Introdotta dal sindaco di Stenico, Monica Mattevi che, dopo aver ricordato i danni della straordinaria tempesta del 31 luglio, ha richiamato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che annovera tra i suoi obiettivi anche la lotta contro il cambiamento climatico, la serata è entrata nel vivo con l’intervento di Roberto Barbiero che ha sintetizzato quanto prodotto dalla conferenza sul clima, al quale ha fatto seguito la ‘lezione’ del presidente della società meteorologica.

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Luca Mercalli non ha mancato di commentare la tempesta Vaia, evento estremo, ma non ascrivibile esclusivamente ai cambiamenti climatici, cosa vera invece per lo scioglimento dei ghiacciai. Ampia parentesi quindi per l’Accordo sul clima di Parigi del 2015 che punta ad evitare uno “scenario catastrofico” stante la previsione di un innalzamento di 5 gradi della temperatura sul pianeta se non si interviene subito per ridurre le emissioni di CO2.

“Ciascuno di noi può fare la sua parte – è stato il messaggio conclusivo del vicepresidente Tonina – e non è più possibile rimanere indifferenti di fronte al tema del cambiamento climatico, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni”.

Tonina ha ricordato la commemorazione del primo anniversario della tempesta Vaia avvenuta ieri a Trento, con il ricordo delle vittime e al tempo stesso la gratitudine alle tante persone che in quell’occasione drammatica si sono prodigate per la nostra terra.

La Provincia di Trento – ha ricordato il vicepresidente – ha saputo reagire in modo esemplare, dimostrando di avere alle spalle un percorso autorevole e non certo improvvisato, incardinato sulla sinergia di più soggetti della società civile”.

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Dopo l’alluvione del 1966 infatti, il Trentino ha saputo investire sulla salvaguardia dell’ambiente con il primo Piano Urbanistico.

Nel 1987, dopo la tragedia di Stava, un secondo Piano Urbanistico ha portato ad investire risorse importanti attraverso i bacini montani in ambito di gestione del territorio. E quindi il terzo P.U.P. del 2007 che ha espresso attenzioni fondamentali in tema di ambiente e tutela del paesaggio e che hanno portato a limitare le conseguenze di Vaia.

“Il nostro territorio di montagna è bello ma fragile – ha detto Tonina – necessita di maggior attenzione, di sensibilità, di responsabilità politica, come emerso anche dagli Stati Generali della montagna. E se oggi il Trentino è come lo vediamo, lo si deve alla capacità di aver sostenuto politiche mirate, dalla prevenzione alla cura di bacini e alvei, dall’economia ai servizi, fino alla Protezione civile ed alla grande attenzione rivolta al volontariato ed ai valori che sa esprimere”.

“L’ambiente è la nostra casa  – ha concluso il vicepresidente – e deve essere la nostra priorità. Dobbiamo adottare comportamenti in tal senso, anche investendo in servizi nelle valli, sostenendo oltre che incentivando chi ha voglia di rimanervi. Dobbiamo partire dai nostri giovani, offrendo loro proposte didattiche mirate ma anche l’attenzione che stanno chiedendo attraverso un movimento che ci deve far riflettere. Sarebbe un gravissimo errore non ascoltare la loro voce, perché il nostro compito è anzitutto quello di impegnarci per garantire loro una prospettiva migliore”.

 

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L’Europa vara il “green deal”, la manovra verde da 1000 miliardi di euro in 10 anni

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Direttamente da Bruxelles arriva un accordo che grazie alla portata economica fa comprendere le aspettative e le potenzialità della cosiddetta svolta del “green deal”,  l’accordo guidato da Ursula Von Der Leyen e appoggiata dai commissari che hanno avuto il compito di illustrare le proposte adottate per ridurre gradualmente le emissioni fino a farle scomparire entro il 2050.

1000 miliardi di euro in 10 anni è la cifra protagonista che comprenderà sia semplici soldi che investimenti con il fine ultimo di tagliare le emissioni inquinanti e provare ad azzeccare il complicato obiettivo di ridurre del 40% le emissioni entro il 2030 e di eliminarle completamente entro il 2050.

Missione condivisa dall’Europa e vitale per il pianeta ma che va contro le necessità ormai radicate di alcuni paesi ancora decisamente dipendenti dal carbone come ad esempio la Polonia che, ha sempre visto con diffidenza il piano Von Der Leyen.

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Sarà per questo predisposto un fondo per una transizione equa dalla dotazione di 100 miliardi di euro di cui 7 e mezzo saranno costituiti da nuove risorse destinate alla riconversione energetica delle aree maggiormente dipendenti dalle industrie inquinanti.

Anche l’Italia riceverà una parte economica sostanziosa e, come ha specificato il Commissario agli affari economici Gentiloni potrà certamente usufruirne anche l’ex Ilva di Taranto.

Secondo i tecnici della commissione le risorse sarebbero però ancora troppo insufficienti per raggiungere gli obbiettivi prefissati per questo, potrebbero avvenire alcune modifiche alle regole europee accennate da Gentiloni: dalla correzione della normativa sugli aiuti di Stato, al trattamento degli investimenti pubblici sostenibili che potrebbero essere stralciati nel calcolo del deficit, aiutando stati con alto debito come l’Italia e permettendo di destinare molto più denaro ed investimenti pubblici e privati all’economia verde.

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Ambiente e servizi, Trentino primo in Italia nella classifica del Sole 24 Ore

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Il Trentino è primo tra le province italiane in “ambiente e servizi”, secondo la classifica nazionale del Sole 24 Ore, che ieri pomeriggio a Milano ha celebrato i 30 anni dell’indagine dedicata alla qualità della vita.

All’appuntamento è intervenuto il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, Mario Tonina.

La tradizionale indagine del quotidiano economico sul benessere nei territori, su base provinciale, vede il Trentino terzo nella classifica generale (un anno fa si trovava in quinta posizione). “Non possiamo che essere fieri di questo riconoscimento, frutto di un grande lavoro di squadra svolto nel corso degli anni dalla Provincia e dai settori economici della nostra terra – sono state le parole del vicepresidente Tonina –. Come è emerso nell’ambito degli Stati generali della Montagna che hanno portato l’Amministrazione provinciale sui territori per ascoltare la voce dei cittadini, l’ambiente è riconosciuto in maniera trasversale come elemento cardine per lo sviluppo e la crescita dell’intero sistema Trentino e dei vari settori economici. L’obiettivo principe è infatti quello di evitare lo spopolamento delle valli e, in generale, dei territori di montagna”. 

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“La Giunta della Provincia di Trento – ha aggiunto il vicepresidente – è particolarmente attenta alle sfide della sostenibilità, tanto da aver avviato un percorso che porterà entro il prossimo anno ad una strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile, attraverso l’Agenda 2030, coinvolgendo amministrazioni pubbliche, imprese, associazioni e tutte le altre componenti della società, inclusi i singoli cittadini”.

L’assessore all’ambiente ha ricordato inoltre l’importante appuntamento delle Olimpiadi invernali 2026, che vedrà il Trentino impegnato nell’ospitare il pattinaggio di velocità nella location di Baselga di Pinè, mentre Tesero sarà protagonista per il fondo e Predazzo per le gare di salto con gli sci: “I Giochi rappresentano per noi una grande opportunità – ha evidenziato Tonina -. Quelle alle quali guardiamo saranno le Olimpiadi della sostenibilità sui fronti economico, ambientale e sociale; saranno una vetrina importante che ci offre un’opportunità di sviluppo anche per guardare oltre a quell’appuntamento”.

(us)

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Mostra e convegno a Castel Stenico sulla Riserva della Biosfera “Alpi Ledrensi e Judicaria”

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Sabato 14 dicembre alle ore 11 a Castel Stenico sono in programma la mostra e il convegno dedicato alla Riserva della Biosfera “Alpi Ledrensi e Judicaria”.

«#PROUDTOSHARE – La mostra Biosfera, il nostro futuro» è il titolo della mostra dedicata alla Riserva di Biosfera “Alpi Ledrensi e Judicaria”, che sarà inaugurata sabato 14 dicembre alle ore 11 presso il Castello di Stenico. La mostra rimarrà visitabile fino al 17 maggio 2020 nei consueti orari di visita del Castello.

Con questo “progetto strategico” – presente nel Piano di Gestione – la Riserva di Biosfera vuole condividere con le comunità residenti e gli ospiti del territorio le straordinarie espressioni del secolare rapporto fra uomo e natura nelle Alpi Ledrensi e Judicaria, un territorio scrigno di riconoscimenti UNESCO.

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La mostra racconta, attraverso gli allestimenti e materiali audiovisivi, le caratteristiche ed i valori del territorio riconosciute nell’ambito del programma UNESCO Uomo e Biosfera (Man and the Biosphere, nell’acronimo MAB), la rete di queste eccellenze in Italia e nel mondo e le diverse opportunità date dal far parte di un programma mondiale.

La mostra ospiterà anche alcuni allestimenti realizzati dal Ministero dell’Ambiente e delle Tutela del Territorio e del Mare che presentano il network delle Riserve di Biosfera italiane, specificandone la profonda relazione con le produzioni agro-alimentari tipiche e l’enogastronomia di qualità.

Il convegno “Il network UNESCO del Trentino: sinergie e buone pratiche per essere protagonisti sulla scena internazionale” si terrà sabato 14 dicembre alle ore 11.00.

Il convegno, aperto a tutti gli interessati è gratuito, sarà un momento di dialogo e confronto tra i soggetti gestori dei diversi riconoscimenti UNESCO presenti nel territorio della Riserva di Biosfera. Infatti, le Alpi Ledrensi e Judicaria sono un caso raro a livello internazionale, potendo vantare ben 4 riconoscimenti UNESCO in meno di 30 km: la Riserva di Biosfera, i patrimoni mondiali: “Dolomiti  “, “siti palafitticoli preistorici di Ledro   e Fiavé  ” ed il Geoparco dell’Adamello Brenta  . 4 siti UNESCO con il potenziale di essere motore di pratiche sostenibili e di gestione del territorio, in grado di affrontare sinergicamente le sfide globali.

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Interverranno la dott.ssa Micaela Deriu (coordinatrice della Riserva di Biosfera), il dott. Michele Lanzinger (direttore del MUSE), il dott. Franco Marzatico (dirigente della Soprintendenza per i beni culturali della PAT), l’arch. Pierpaolo Zanchetta (coordinatore della Rete della Fondazione Dolomiti UNESCO), l’arch. Irma Visalli  (responsabile del progetto “Prodotti e produttori di qualità delle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO”) e il dott. Ruben Donati (membro della giunta del Parco Naturale Adamello Brenta UNESCO Global Geopark).

 

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