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Trento

Sabato la cerimonia di laurea per 505 studenti, Tonina: «Siete esploratori della conoscenza, siate esploratori del mondo»

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«Siete il futuro vostro e della vostra comunità. Siete la nostra soddisfazione. Siate riconoscenti, generosi, coltivate l’amore per la verità oggettiva, basata sui dati e sulla conoscenza, per contrastare la superficialità di questi tempi. Siete stati esploratori della conoscenza, siate esploratori del mondo. Siamo orgogliosi di voi».

È tutto nelle parole del rettore Paolo Collini il senso della nona Cerimonia di laurea che sabato si è tenuta in una Piazza Duomo festosa e affollata.

Presenti 505 neolaureati e neolaureate, insieme a parenti e amici, per assistere agli interventi della mattinata e salire poi sul palco per farsi scattare una foto ricordo e ritirare la pergamena dalle mani del rettore e del prorettore vicario Flavio Deflorian.

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Accanto a loro anche il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina.

Fare squadra, impegnarsi per un obiettivo comune facendo la propria parte è stato il messaggio di fondo che ha caratterizzato questa edizione. Lo si è visto anche quando sul palco sono saliti anche gli studenti-atleti di UniTrento Volley, la nuova squadra di pallavolo dell’Ateneo, che gioca in serie A3.

Dopo aver ricevuto l’applauso della piazza, i ragazzi di UniTrento Volley hanno invitato tutti a seguirli e a fare il tifo per il loro debutto stasera alle 20.30 contro il Cuneo al Palazzetto di Sanbapolis.

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La Cerimonia di laurea che si tiene due volte l’anno in primavera e in autunno, anche oggi ha riempito la Piazza Duomo ed è stata un’occasione per mostrare il nuovo colore rosso acceso adottato di recente dall’Ateneo. Ma soprattutto un’opportunità per rinsaldare il legame della città di Trento con la sua Università. Il grande sforzo organizzativo dell’Ateneo può contare infatti a ogni edizione sulla stretta collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e con il Comune di Trento.

A ricevere il diploma di laurea in questa nona edizione sono stati i laureati e le laureate che hanno sostenuto l’esame di prova tra luglio e settembre 2019 nei corsi di laurea di primo livello del Centro Agricoltura, Alimenti, Ambiente e dei Dipartimenti Cibio, Economia e Management, Fisica, Ingegneria civile, ambientale e meccanica, Ingegneria industriale, Ingegneria e Scienza dell’Informazione, Lettere e Filosofia, Matematica, Psicologia e Scienze cognitive e Sociologia e Ricerca sociale.

Dopo l’ingresso del corteo accademico partito dal Rettorato, ad aprire la cerimonia è stato il tradizionale intervento di saluto del rettore Paolo Collini che ha ricordato a laureati e laureate l’importanza degli anni passati all’Università di Trento e il grande valore che questo periodo appena trascorso avrà nella vita.

«Qualsiasi sia il vostro campo di interesse, la vostra professione, la vostra scelta di vita – ha detto il rettore – io spero che questa università vi abbia insegnato la passione per la verità, il metodo per cercarla e il rigore per riconoscerla. In un mondo dove molti sembrano aver dimenticato i fondamenti della ricerca del vero quale via irrinunciabile per lo sviluppo della conoscenza e il riferimento per la conseguente azione, sappiate andare oltre ed essere critici, ricercando il rigore e la serietà che avete appreso grazie al metodo scientifico. Il benessere di tutti si fonda proprio sulla capacità di ognuno di noi di costruire una conoscenza seria».

Poi un invito alla riconoscenza: «Non dimenticate ciò che avete ricevuto e siate pronti a restituirlo alle generazioni future verso le quali tutti siamo tenuti a dare almeno quanto abbiamo ricevuto. Siate sempre curiosi, prudentemente ottimisti. Siate consapevoli che io, voi e tutti noi apparteniamo ad una frazione del mondo molto fortunata. Non guardate solo a chi, per merito o circostanze favorevoli ha avuto di più, ma misuratevi con i molti cui il destino ha negato tante delle condizioni di partenza che noi tutti consideriamo normali».

Alla cerimonia hanno partecipato per l’Università di Trento anche il presidente Daniele Finocchiaro, il direttore generale Alex Pellacani e il presidente del Consiglio degli studenti, Edoardo Meneghini. Tra i presenti anche la nuova presidente dell’Opera Universitaria, Maria Laura Frigotto.

Per la Provincia autonoma di Trento è intervenuto il vicepresidente Mario Tonina: «L’Università di Trento è uno dei principali protagonisti di quel sistema dell’alta formazione e della ricerca che il governo provinciale costruisce da anni, nella consapevolezza che formazione e innovazione rappresentano un volano fondamentale per lo sviluppo economico e la coesione sociale del territorio. Ma l’Università non è solo questo. Lo studio è gioia. Dev’essere gioia. La gioia di conoscere, di scoprire nuovi mondi. E di conoscere meglio se stessi».

Poi una riflessione: «In Italia gli sforzi fatti finora nell’alta formazione non sono sufficienti. I giovani laureati fra i 25 e i 34 anni in Trentino sono il 31,8%, contro il 26,9% del dato italiano. Meglio, ma comunque inferiore al 38,8% dell’Unione europea.

A questo si somma il fenomeno della cosiddetta emigrazione dei cervelli. Che ha degli aspetti positivi, forse molti di voi sono proprio in procinto di andare all’estero per proseguire il loro cammino di vita e di studio.

Questo è importante, perché apre delle porte, allarga gli orizzonti. La Provincia stessa incoraggia queste esperienze. Ma lasciatemi anche dire, senza retorica, che voi rappresentate il futuro. Ed è per questo che ci auguriamo di poter contare su di voi, e mi rivolgo sia a chi è nato qui sia a chi ha scelto Trento come sua sede universitaria, arrivando da fuori. Contiamo su di voi per fare crescere il Trentino».

Durante la cerimonia ha preso la parola anche il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta: «Qualunque sia la vostra professione futura – ha detto ai presenti – vi auguro di essere protagonisti nei prossimi anni di una storia di successo e di piena realizzazione di voi stessi. Ma voglio farvi anche un’altra esortazione: mi piacerebbe che ognuno di voi dedicasse una parte della propria vita all’impegno civile, a un qualche tipo di militanza, in campo politico, sociale, ambientale. Uno dei problemi del nostro tempo è l’incapacità di sentirci parte di un destino plurale, è la difficoltà di pronunciare la parola “noi”, sostituita da innumerevoli, debolissimi “io”.

Ma le sfide di questo terzo millennio sono una montagna troppo alta perché il singolo individuo riesca ad averne ragione: dai cambiamenti climatici alle migrazioni di massa, dall’invecchiamento inesorabile dell’Occidente al lavoro che manca anche a causa della meccanizzazione di molti processi produttivi, abbiamo di fronte un’impresa che richiede uno sforzo globale, una mobilitazione collettiva finalizzata alla riscrittura delle regole, delle forme, delle consuetudini del nostro stare insieme».

Sulla stessa scia l’intervento della testimonial di questa edizione: Anna Albiero, laureata nel 2012 in Biotecnologie molecolari all’Università di Trento e ricercatrice all’Università di Cambridge nel Regno Unito.

«Non potrete mai calcolare o nemmeno immaginare tutte le variabili della vostra vita. Ma accettare che il vostro futuro sia incerto, ovviamente entro certi limiti, è un concetto molto liberatorio. Significa che in fondo non c’è nessuna formula magica per il successo o per garantirvi una vita come la volete voi, e che dovete vivere, provare, prima di capire cosa volete veramente diventare “da grandi”.

Quindi non siate troppo duri con voi stessi. Non ossessionatevi col trovare il prossimo capitolo della vostra vita, sia questo un master o il lavoro che volevate fare alle superiori. Non affrettatevi, datevi il tempo di capire chi siete e poi quello che volete fare, siate leggeri senza essere superficiali. Datevi modo di esplorare: fate fate fate. Cogliete le opportunità che vi trovate davanti e se non le trovate, cercatele. Soprattutto, abbiate il coraggio di fare cose che non pensate vi possano piacere: accettate di sentirvi fuoriposto e impreparati».

L’invito a partecipare allo sforzo collettivo è stato raccolto anche da Dennis Bergamo, migliore laureato della sessione e portatore di un piccolo primato: è il primo laureato del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia del Centro Agricoltura, Alimenti, Ambiente. «La felicità è autentica solo se condivisa» ha esordito citando il viaggiatore solitario Christopher McCandless. Ha ricordato poi gli studi a San Michele e in Germania: «Esperienze che avranno una grande influenza sulla mia vita futura e che vi invito a non farvi scappare» e lasciando i colleghi le colleghe con un augurio: «Siate autentici e trovate la vostra strada senza ascoltare troppo le opinioni degli altri, perché solo voi stessi sapete di cosa siete capaci e cosa volete fare della vostra vita».

A sottolineare con orgoglio il risultato conseguito dal neolaureato come apripista del nuovo corso di laurea è stato il presidente della Fondazione Mach Andrea Segrè.

Insieme ai laureati e alle laureate di questa edizione hanno ricevuto il diploma di laurea anche Anna Caprinali, Davide Rizzotti e Francesco Slongo del Collegio Bernardo Clesio.

La cerimonia si è quindi conclusa con il canto dell’inno degli universitari “Gaudeamus Igitur” con l’esibizione dal vivo della Corale polifonica UniTrento e dell’orchestra dell’Università di Trento diretti da Marco Gozzi. Quindi la proclamazione da parte del rettore e tradizionale il lancio dei tocchi sulle note dell’Halleluja di G.F. Händel.

 

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