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Rovereto e Vallagarina

Mori: a teatro è già record di abbonamenti

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Con un cartellone ancora più ricco del solito e che, per la prima volta, sarà sostenuto da investimenti privati che si affiancano a quelli pubblici, la stagione teatrale 2019-2020 a Mori ha già fatto registrare il record di abbonamenti: il dato aggiornato a giovedì segnava quota 104.

«Lo scorso anno – spiega l’assessore comunale alla cultura Filippo Mura arrivammo all’ottimo risultato di 88. Ci eravamo posti l’obiettivo di arrivare a 100 e lo abbiamo già raggiunto. Siccome c’è tempo fino al 10 novembre, a questo punto alziamo ancora l’asticella e puntiamo ai 120.

Il teatro ha una capienza totale di 285 posti e, visti i nomi eccellenti di molti degli spettacoli, come Neri Marcoré, Garia De Laurentiis con Ugo Dighero e Lillo & Greg, saranno probabilmente in molti, ancora, a optare per l’abbonamento, per non rischiare di non trovare posto alle serate.

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La campagna abbonamenti è stata portata avanti durante la Ganzega e durante le ultime due giornate di mercato. È ancora attivo il servizio presso le Casse rurali e, a partire dall’11 novembre, si potranno invece acquistare i biglietti singoli, sia in banca sia al giovedì in piazza Cal di Ponte».

Una stagione che, si diceva, per la prima volta vedrà un finanziamento pubblico e privato. «Abbiamo come principale sponsor la Cantina sociale Mori Colli Zugna, che ha sostenuto finanziariamente, con decisione, il progetto. Inoltre sono state attivate due partnership: con il Ristorante pizzeria b&b Vecchia Mori e con il Room & breakfast villa Cameras.

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In questo caso si tratta di un supporto che è anche e soprattutto logistico, sostenendo le esigenze degli artisti che arriveranno a Mori. Un doveroso ringraziamento anche alla T&T servizi per quanto riguarda le pulizie. Va detto con forza: senza il sostegno dei mecenati, non avremmo potuto avere un cartellone come questo».

Anche quest’anno, oltre agli appuntamenti con la prosa, ci saranno quelli di “A teatro con mamma e papà”, il “Teatro scuola”, le tappe del “Sipario d’oro”, la “36^ rassegna del teatro amatoriale Gustavo Modena”, alcuni eventi particolari e gli appuntamenti dei pre-spettacoli con l’associazione La Poderosa, che gestisce il bar del teatro.

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«La stagione per i ragazzi è già cominciata – spiega ancora Mura – con la “notte a teatro” che ha avuto ben 35 iscritti, anche questo un dato in crescita rispetto allo scorso anno. L’evento è stato promosso e gestito dall’associazione Collettivo Clochart.

Anche per il teatro ragazzi l’amministrazione ha fatto uno sforzo ulteriore, aggiungendo uno spettacolo e, sotto Natale, avremo anche il circo per la gioia di grandi e piccoli. Grazie alla consolidata collaborazione con gli istituti dell’infanzia e dell’istituto comprensivo, tutti i ragazzi di Mori, dai 5 ai 13 anni, assisteranno ad almeno una rappresentazione, preceduta da un’attività in classe.

Gli appuntamenti di “A teatro con mamma e papà” sono aperti anche alle famiglie e si svolgono la domenica, a un prezzo di 4 euro: decisamente abbordabile. Altra novità sarà il concerto sinfonico con l’Associazione Labirinti Armonici che saluterà il 2019 con le note della tradizione viennese e italiana».

L’attività del teatro segna dunque indici di crescita sotto diversi aspetti. «quest’anno abbiamo anche ridipinto le tavole del palcoscenico, investendo dunque sulla qualità della struttura. Più in generale, mi piace notare come il teatro stia creando nuovi legami con la comunità, diventando punto di riferimento culturale ma anche sociale. Lo scorso anno registrammo una media di 190 persone ad appuntamento. Speriamo di fare ancora meglio.

Chi desidera avere maggiori e puntuali informazioni sulle attività in teatro può visualizzare la pagina Facebook Stagione Teatrale di Mori o, più semplicemente, scaricare la brochure della stagione dal sito del Comune».

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Rovereto e Vallagarina

Alimenti abbandonati Pomarolo: arriva la replica di Porro presidente del Banco Alimentare

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Duilio Porro, presidente del Banco Alimentare del Trentino Alto Adige, replica all’articolo pubblicato ieri dalla nostra testata riguardante lo spreco di alimenti trovati nei cassonetti di rifiuti a Pomarolo. 

Il fenomeno è da tempo conosciuto, e quanto successo nella frazione di Rovereto non è certo un episodio isolato.

«Condivido in parte quanto scritto: è un peccato che chi riceve alimenti li butti – esordisce la nota di Porro – non sappiamo se questi alimenti siano nostri o di altre associazioni. Comunque, quei pochi chili gettati nel cassonetto contenevano anche prodotti con marchio FEAD-AGEA vincolati da registri di carico e scarico destinati a persone “accreditate” da strutture caritative che operano con queste agenzie. Si sta comunque parlando di pochi chili».

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Secondo le affermazioni del presidente del Banco Alimentare sarebbero quindi facilmente rintracciabili le persone che hanno buttato gli alimenti nelle immondizie. 

«Il tutto stride con quanto effettuato sabato scorso, ovvero un gesto unico di carità e solidarietà svoltosi in Italia e da noi in regione – aggiunge Porro – raccogliendo sul territorio ben 264 tonnellate di alimenti raccolti da destinare a bisognosi. Noi continueremo a lavorare perché il cibo e le donazioni ricevute siano utili a sostenere persone in stato di bisogno».

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Porro promette comunque di vigilare e operare con le associazioni che poi seguono i poveri, educando al non spreco: «Altro non possiamo fare – spiega Porro – purtroppo fatti di questo tipo (faccio presente che sono chili.. e non tonnellate…) discreditano il tanto bene che si cerca di fare!»

 

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Rovereto e Vallagarina

Brentonico: restaurato il ‘Capitello delle Robbie’ a Fontechel di Brentonico

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Credibilmente, un qualche manufatto devozionale su quel crocicchio doveva esistere da tempi remoti.

È perlomeno bimillenaria infatti l’usanza di marcare gli incroci viari e i percorsi degli uomini con consacrazioni a divinità agresti o protettrici, e su quella strada sono passati, dalla preistoria fino alla Grande Guerra, tutti i viaggiatori del Monte Baldo: cacciatori, naturalisti, pastori, soldati, disertori, pellegrini, vescovi, eretici, passatori, boscaioli, re, papi, contadini, erbolati, eroi, traditori, signori, briganti, santi, peccatori, speziali, viandanti, mercanti e contrabbandieri.

Il “Capitello delle Róbbie” si trova a Fontéchel di Brentonico, sull’antica mulattiera (oggi via Fano) che segnava fino al 1920 il bivio verso San Giacomo, il Monte Baldo e la Pianura Padana; è di rilevante mole e fattura, con dipinti di committenza e autore ignoti.

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Il toponimo “Róbbie” è di assodata origine retica, significa zona franosa, ma il capitello omonimo segna una data di costruzione molto più recente: il 1870, giusto tre anni dopo la nascita dell’Impero austroungarico.

Il capitello è di proprietà del Comune di Brentonico che, stante le precarie condizioni di staticità e sicurezza dell’opera (stava collassando e implodendo su sé stesso), ha provveduto al suo integrale restauro conservativo strutturale e artistico.

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I lavori, da poco ultimati, sono stati eseguiti dalla ditta Tecnobase srl di Trento e dalla restauratrice Cristina Pilati su perizia geologica di Michela Canali e progetto e direzione lavori di Veronica Caprara, per un costo complessivo di quasi sessantamila Euro.

Il capitello è costruito con pietre, intonacate nella metà superiore; il tetto è a due spioventi di lastroni di calcare con lastrone di calcare di raccordo al culmine, mentre i dipinti sono eseguiti con la tecnica dell’affresco.

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Il dipinto centrale figura la Madonna col Bambino, San Giovanni Battista alla sua destra e San Giacomo alla sua sinistra; le due nicchie laterali riproducono San Valentino e, per pochi frammenti, Santa Lucia. L’iscrizione sottostante la data di costruzione recita “O passegger se vuoi aver la via sicura in gloria / prega di buon cuor Maria della Vittoria”.

Il capitello è pure citato dallo scrittore e viaggiatore Ottone Brentari nella sua “Guida del Monte Baldo” (Bassano, Pozzato, 1893).

Quinto Canali – Assessore alla cultura e all’istruzione di Brentonico: «Tra i 76 capitelli storici dell’Altopiano di Brentonico, quello detto “delle Róbbie” è di probabile origine e natura propagandistica. Se le iconografie raffigurate narrano le tipicità locali della dedizione cristiana popolare post Concilio di Trento, un paio di apparenti dettagli risultano invece propri, cari e rappresentativi dello spirito e della divulgazione filo tirolese tardo Ottocentesca: un “Sacro Cuore con fiamma ardente” dipinto sopra il capo della Madonna e la titolazione del capitello a “Maria della Vittoria” (quella della Battaglia di Lepanto).

Anche la prossimità del capitello al “Casino di bersaglio”, costruito giusto in quegli anni, avvalorerebbe questa tesi. Comunque sia, ora il capitello ritorna risanato alla cura e alla pietà dei devoti e all’attenzione dei cultori di storia e di storie».

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Rovereto e Vallagarina

Villa Lagarina: El nos Nadal – il Natale dei ricordi

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Il weekend del 7 e 8 dicembre e quello del 14 e 15 dicembre, Castellano si trasforma nel borgo dei ricordi: terza edizione per l’evento che accoglie i visitatori come “Ospiti nelle nostre case per vivere insieme la magia del Natale”.

L’inaugurazione sarà sabato 7 dicembre alle 17. L’evento, inserito nell’ampia cornice dei Natali della Vallagarina, è stato presentato in municipio a Villa Lagarina.

Maurizio Manica, del Comitato El nos Nadal, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento diffuso, in un paese piccolo che sa mettersi a disposizione con le proprie corti.

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Proprio nelle corti si è svolta la storia della comunità, che rivivrà in questi due weekend. Ci saranno mostre che valorizzano il patrimonio dell’Associazione Don Zanolli e l’esposizione dei disegni dei bambini delle elementari.

Sarà riproposto anche il mercatino solidale, coi lavori delle volontarie la cui vendita finanzierà il sostegno ai bambini cardiopatici: lo scorso anno, 1.600 euro furono devoluti per la lotta ai tumori infantili.

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L’atmosfera del Natale dei nonni rivive dunque a Castellano, dove riemergono storie, ricordi, sapori e voci del passato per un Natale semplice e casalingo, che si vive nell’intimità famigliare e che riecheggia anche nel nome dialettale dell’evento.

Protagonisti di “El Nos Nadal – Il Natale dei ricordi” sono le antiche corti che mostrano intimi spaccati di vita quotidiana, e i racconti delle persone.

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Le leggende vengono trasformate in piece teatrali, ci sono mostre fotografiche e di artisti locali, i sapori della cucina di una volta come l’orzet, il brò brusa, la beca de pam e il baccalà con polenta, preparati negli avvolti seguendo fedelmente le ricette degli avi.

I bambini troveranno gli animali della stalla e le passeggiate coi pony, i laboratori di caseificazione e per il recupero degli alimenti in cucina. Ci sarà la musica dal vivo di fiati, cornamuse e fisarmoniche, assieme agli spettacoli col fuoco. Tra le novità ci sono la collaborazione con la Pro Loco di Pedersano e l’impegno per la riduzione dei rifiuti: non verranno usate posate in plastica ma solo in acciaio e ceramica.

“El Nos Nadal” è un progetto nato dalla collaborazione tra la Pro Loco di Castellano Cei e l’Associazione Don Zanolli, costola della Pro Loco stessa, per la parte di ricerca storica.

Due curiosità – Claudio Tonolli ha spiegato che, durante le serate, saranno proiettate alcune interviste fatte agli anziani del paese. La più emozionante, vede protagonista la signora Clementina, classe 1915, tuttora in vita.

Sul libretto promozionale dello scorso anno compariva la foto di un bambino in pantaloncini corti, sulla neve. Si tratta di Flavio Longo, ottantenne che si è riconosciuto nella pubblicazione e quest’anno sarà presente all’inaugurazione. All’epoca era sfollato per la guerra e viveva nei pressi di Castellano

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