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Valsugana e Primiero

Geoparc Bletterback, grande successo della visita proposta dalla Sat di Pergine.

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Grandissima partecipazione alla visita al più grande sito geofisico dell’Alto Adige, il geoparco del Bletterback, fatto di canyons e testimonianze naturali della storia dell’ambiente terrestre, ordinati in 16 postazioni in un lungo itinerario che porta dal centro visitatori sotto il paese di aldino (Aldein) lungo il Rio delle foglie, fino ai piedi del Corno Bianco.

L’importanza di questa zona è data dalla sua peculiare storia geologica, infatti partendo dalla Gola denominata Geo Weg, è stato creato un percorso geologico che risalendo il torrente, con punti panoramici in quota, a cui si può accedere con dei camminamenti fatti di scale, si sale con un dislivello di circa 400 metri tra stratificazioni di arenaria strapiombanti, ammirando la cascata del Blutterloch, in un atmosfera che ricorda i paesaggi del Colorado, quasi attenti agli indiani che potrebbero arrivare dai punti più nascosti della vegetazione.

Per la visita al geoparco è obbligatorio l’uso del casco protettivo, visto che nelle gole, dalla roccia stratificata potrebbero cadere sassi.

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L’itinerario, che nel suo percorso completo dura circa 4 ore, è frequentato molto anche da comitive scolastiche e da turisti provenienti da tutta Europa.

Dice Cesare, l’organizzatore dell’escursione. “Mi hanno telefonato anche il giorno prima dell’escursione altre 12 persone, oltre i 60 posti previsti, vista la bella giornata di sole che si prevedeva, e l’appeal del posto”.

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All’escursione ha partecipato anche un’esperta geologa, che ha spiegato nei vari punti, il significato della stratificazione della rocce visibile visibile nei vari punti della Gola, e dell’intero percorso scavato dal torrente.

La natura della roccia dolomitica è presente in tutte le sue forme che si sono sedimentate nei milioni di anni della presenza sulla terra, partendo dal basamento vulcanico fino alla struttura della dolomia principale, una stratificazione rocciosa sostanzialmente giovane, si parla di 280 milioni di anni, rispetto all’età della terra stimata in miliardi di anni.

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Se, come ha ricordato l’esperta, paragoniamo l’età della terra all’anno solare, la roccia dolomitica potrebbe essere collocata al mese di dicembre come età geologica, rispetto all’intero corso di vita del pianeta.

La bellissima giornata di sole, ha permesso la visione di panorami e scorci particolari, che hanno coinvolto tutti i partecipanti, e molti stavano ripetendo la visita già fatta in altre occasioni.

L’escursione ha previsto una sosta alla Malga Bel Riposo, 1699m, affollatissima e ancora aperta. Davvero non sembrava di essere a fine ottobre, la temperatura era molto gradevole e il sole ha abbronzato tutti.

Il Giro è terminato al Santuario della Madonna di Pietralba, dove d’obbliga è stata una veloce visita, e un pensiero religioso. Un bel pezzo di Treccia Mochena e mandarini a volontà hanno contribuito ad allietare lo spirito del gruppo di escursionisti prima del ritorno.

Dopo la castagnata serale del giorno prima, molto partecipata, sono rimaste le energie per affrontare l’intero percorso, grazie soprattutto al tempo che è stato magnifico e ha permesso di godere al massimo di queste spettacolo della natura che abbiamo qui vicino. Cesare, uno delle guide più attive nel preparare le escursioni, è soddisfatto e già ha preparato nuovi percorsi per la prossima stagione invernale, fatta di ciaspolate e sci alpinismo.

L’anima del Trentino si vede in questo amore verso la montagna e il territorio alpino, vissuto in un clima di amicizia e solidarietà.

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