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Trento

Medicina legale Apss, decise nuove aree di intervento

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Una nuova funzione di bioetica e la riorganizzazione dell’attività dell’Unità operativa di medicina legale, questo quanto deciso dalla direzione dell’Apss per dare nuovo slancio a questo delicato settore della sanità pubblica.

La nuova funzione di bioetica e deontologia fornirà un supporto attivo ai professionisti e alla direzione aziendale in tutte quelle scelte cliniche difficili che pongono problemi di coscienza e di responsabilità pubblica.

La decisione di individuare nel dottor Fabio Cembrani il coordinatore di tali attività ha fatto sì che lo stimato professionista ritirasse le proprie dimissioni recentemente presentate.

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Le organizzazioni sanitarie quotidianamente si fanno carico di scelte terapeutiche spesso difficili non solo nel fine della vita ma in tutti quei contesti sanitari e socio-assistenziali in cui la complessità clinica deve essere bilanciata con i valori della persona, con la sua fragilità e con l’appropriatezza delle cure.

Il nostro tempo caratterizzato da uno straordinario sviluppo della tecnologia e da visione personalistica e umanizzata della cura che impone l’attuazione di nuovi modelli, capaci di coniugare i diritti fondamentali della persona umana, la coscienza sociale e i valori deontologici dei professionisti.

Per questi motivi Apss ha deciso di sviluppare all’interno della propria organizzazione una nuova funzione, quella bioetica e deontologica, ritenendo ormai irrinunciabile l’attivazione di un servizio a supporto degli operatori e a tutela dei cittadini che accedono alle strutture sanitarie.

Questa nuova funzione fornirà un sostegno attivo ai professionisti in tutte quelle scelte cliniche che pongono problemi di coscienza anche attraverso la realizzazione di una rete territoriale e ospedaliera in grado di dare una prima risposta alle questioni cliniche di facile soluzione.

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Contestualmente, analizzando le attuali criticità nell’attività dell’Unità operativa di medicina legale, dovute in primis ad un aumento della domanda di prestazioni, è stato deciso l’avvio di un percorso di riorganizzazione interna dell’Unità operativa volto ad abbattere i tempi di attesa e a semplificare alcuni percorsi per l’ottenimento delle certificazioni da parte dei cittadini ampliando al contempo le risorse umane a disposizione del servizio con l’assunzione di due medici e il potenziamento del supporto amministrativo.

In questi giorni la direzione generale ha verificato la disponibilità nel condurre questo importante e innovativo progetto di riorganizzazione e rilancio del servizio di medicina legale da parte del dottor Fabio Cembrani che ha deciso di ritirare le proprie dimissioni dall’Apss.

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Trento

A Trento il Desidn Thinking: incontro dell’Associazione Italiana Formatori

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Si è svolto presso la Fondazione Demarchi un incontro dedicato ai professionisti della formazione, un seminario di approfondimento dedicato al Design Thinking, tenuto dall’ingegnere relazionale Julien Fanseu, nell’ambito delle iniziative di formazione dell’AIF, Associazione Italiana Formatori.

Il Design Thinking è una forma di programmazione organizzativa polivalente, che punta il suo focus sulla costruzione di abilità di pensare in modo differenziato, per portare un cambiamento significativo.

Si tratta di individuare le alternative per migliorare le condizioni che si sta monitorando.

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La procedura di questo metodo è partecipativa, e comprende il coinvolgimento a diversi livelli e modalità delle persone che stanno vivendo quel tipo di situazione.

E’ un processo di costruzione per migliorare e dare risposte alle persone target.

Il processo di cocreazione si sviluppa in 5 tappe: l’individuazione e la definizione della sfida, ideare la soluzione, realizzare il “prototipo” o modello, testare questa soluzione.

Per lavorare in tal senso si opera in una pratica collaborativa che si articola in tre possibilità:

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1.D.T. for the users

2. D.T. by the users

3. D.t. with users

La distinzione è graduale a seconda del grado di partecipazione degli utenti.

Nel corso della serata sono stati presi in considerazione alcuni casi relativi al territorio trentino in cui il D.T. è stato applicato con successo.

Una sfida interessante è stata quella della situazione che si era creata nella gestione delle APT della zona dell’Alto Garda. In questo caso ci si trovava difronte ad una parcellizzazione delle iniziative di promozione turistica, per cui gli operatori agivano autonomamente.

La sfida era quella di riuscire a realizzare una promozione territoriale più efficace attraverso una pratica collaborativa tra gli operatori locali.

L’Apt ha avuto un ruolo di collettore e progettista, la società incaricata del servizio si è mossa come facilitatore per promuovere, attraverso la comprensione della realtà e l’inclusione dei portatori di interessi, la consapevolezza che non si poteva andare avanti in questo modo. La soluzione ha portato ad un’intesa con la realizzazione del portale Visit Trentino, ed un coordinamento condiviso della strategia comunicativa.

Un altro caso interessante, è stato quello dell’Istituto Formativo Artigianelli di Trento. Il risultato qui è stato quello di inserire il Design Thinking come modalità didattica. Gli studenti sperimentano una modalità di apprendimento per cui prevale l’empatia, e un mettersi nei panni dell’altro nel momento del confronto e della ricerca di soluzioni che possano apportare cambiamenti.

Un ambito in cui si è lavorato è stato quello del World Citizen Lab, il gruppo creato per realizzare un portale e una programmazione di attività legate alla cittadinanza globale.

Altro settore di operatività nel comune di Trento, segnalato da Dolomiti Ambiente, è stato quello di risolvere il problema della raccolta differenziata in un ambito condominiale. Qui la sfida era quello di risolvere la questione di una scadente applicazione della raccolta differenziata tra i residenti nel condominio. Dopo la survey, con il confronto attraverso colloqui e rilevazioni, il problema è stato individuato in una questione di relazioni conflittuali tra inquilini.

Uno dei fattori che si rivelano più ostativi al cambiamento era quello di un’inerzia nel comportamento del singolo, che delegava le scelte alla società incaricata della raccolta dei rifiuti. “Aspettiamo che il Comune faccia, e poi facciamo…” La soluzione è stata individuata nel suddividere la raccolta dei punti di recupero per scale con chiave personalizzata, evitando cosi la possibile commistione e le accuse verso altri condomini per l’inciviltà nel conferimento differenziato dei rifiuti e relative sanzioni a carico di tutti.

Nell’applicazione di una metodologia di Design Thinking, uno dei tratti per far emergere i problemi e far scaturire le possibili soluzioni, è quella legata alla difficoltà di dire veramente ciò che si pensa rispetto a ciò che veramente è o succede.

Ovvero a dire le cose come sono. Superato questo ostacolo, il coinvolgimento è più condiviso e può garantire delle modalità di applicazioni tali che danno delle risposte molto efficaci alla sfida che si sta affrontando. Il pensiero divergente in questo caso permette anche di far fluire idee non strettamente collegate con la situazione da cambiare, ma permettono di riflettere e innescare meccanismi di creatività.

Nel Design Thinking, la creatività è legata comunque alla soluzione con cui ci si confronta e non può scorrere troppo in maniera troppo disorganizzata libera come può essere la modalità di pensiero di un artista, che spesso prescinde nell’atto creativo dal contesto, ed anzi a volte si scontra con esso.

La serata è continuata con una riflessione ed un confronto sui programmi futuri e le possibilità di coinvolgimento alla luce delle competenze acquisite con il Design Thinking.

Al termine i saluti di rito e auguri per un nuovo anno che sia ricco di soddisfazioni.

Sotto l’interessante lezione 

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Trento

Chiara Lubich, tra storia e profezia: la nuova biografia

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Oggi alle ore 20.30 nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Geremia a Trento, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della fondatrice del Movimento dei Focolari, Maurizio Gentilini illustra al pubblico la biografia “Chiara Lubich – La via dell’unità, tra storia e profezia” Città Nuova Editrice, che lui stesso ha curato.

Un’analisi del percorso di questa donna profetica calata nel contesto storico che ha attraversato, con un duplice sguardo puntato su spiritualità e azione.

L’opera rappresenta un tentativo di lettura del percorso della fondatrice del Movimento dei Focolari con un intento e un taglio divulgativo, ma favorendo anche l’approfondimento di singoli aspetti e grandi tematiche legate alla sua figura (i laici nella Chiesa, il Vaticano II, la mondialità, l’ecumenismo, la pace…).

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«Il personaggio della Lubich viene qui presentato calato nei contesti storici che ha attraversato nel corso della sua lunga e complessa esistenza – spiega l’editrice – contribuendo ad arricchire un’offerta editoriale già ampia, ma forse carente di contributi con queste caratteristiche. Un’impostazione che trova conferma anche nel profilo dell’autore, che ama definirsi “battezzato semplice” e cerca di leggere e narrare le vicende in un costante riferimento alle fonti con metodo storico e critico, oltre che con la propria sensibilità di credente e con una chiave interpretativa che trova la sua sintesi nel rapporto tra spiritualità e azione, tra storia e profezia».

La serata sarà aperta da un benvenuto musicale e dal saluto delle autorità. A dialogare con l’autore, sotto la guida della moderatrice Francesca Lunardi, saranno la sociologa Ilaria Pedrini, lo storico Emanuele Curzel, la musicista Simonetta Bungaro e il giornalista Franco De Battaglia. La presentazione è organizzata in collaborazione con la Libreria Ancora.

L’AUTORE – Maurizio Gentilini (Rovereto, 1969). Archivista e ricercatore, ha lavorato presso l’Archivio Diocesano Tridentino e l’Istituto Luigi Sturzo di Roma ed attualmente al Consiglio Nazionale delle Ricerche, presso il Dipartimento Scienze umane.

Ha condotto ricerche e pubblicato saggi sulla storia delle biblioteche e degli archivi, sulla storia dei partiti politici, del movimento cattolico italiano ed europeo e sulla figura di Alcide De Gasperi, sulla storia del pacifismo.  È giornalista pubblicista e collabora con numerose università e istituzioni culturali, italiane ed europee.

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Trento

Arrestato un 25 enne tunisino in via Buonarroti. Trovata una serra per coltivare marijuana nel suo appartamento

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Prosegue senza sosta nel capoluogo l’attività di contrasto al crimine condotta dalla Polizia di Stato su impulso del Questore di Trento, Giuseppe Garramone.

Nella giornata di ieri la Squadra Volante, coadiuvata dal Reparto Prevenzione Crimine di Milano, è intervenuta in corso Buonarroti per una lite in strada dovuta a motivi concernenti il controllo dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli agenti, giunti prontamente sul posto, hanno individuato un cittadino italiano di 21 anni,  che riferiva il motivo della lite e dava indicazioni per l’individuazione della controparte.

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Gli agenti si sono quindi portati presso l’abitazione di costui, cittadino tunisino di 25 anni, rinvenendo una serra professionale adibita alla coltivazione di marijuana, completa di lampada, aeratore, umidificatore e fertilizzanti vari.

All’interno dell’appartamento gli agenti hanno trovato quattro piante, già in fiore, dell’altezza approssimativa di 70 cm.

Sottoposta a perquisizione nell’abitazione, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato 615 euro in banconote di vario taglio, un bilancino elettronico, un rotolo di cellophane utile al confezionamento della sostanza, due sminuzzatori e una dose di marijuana già confezionata.

Venivano inoltre riscontrate tracce di stupefacente anche all’interno del w.c., segno evidente del tentativo di sbarazzarsi di quanta più sostanza possibile.

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Sulla base degli elementi raccolti il tunisino è stato tratto in arresto per il reato di coltivazione e spaccio di sostanza stupefacente.

Per il medesimo reato è stata indagata in stato di libertà anche la fidanzata del tunisino, residente nello stesso appartamento.

L’altro ragazzo coinvolto è stato invece indagato in stato di libertà per il reato di tentata rapina.

Dall’attività di indagine eseguita sul posto, è infatti emerso che i 21 enne italiano aveva tentato di rapinare con un coltello  il tunisino per rubare del denaro che dello stupefacente in suo possesso.

Da qui appunto lo scoppio della lite. Il 25 tunisino sarà processato per direttissima oggi.

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