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Trento

Approvato ieri il nuovo disegno di legge sugli appalti. La clausola sociale diventa obbligatoria

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Conclusa la discussione, nel tardo pomeriggio di ieri il Consiglio provinciale ha approvato con 20 voti a favore, 9 di astensione e 4 contrari espressi da Futura e 5 Stelle, il disegno di legge 29 proposto dal presidente della Giunta, Maurizio Fugatti, che integra l’articolo 32 della legge provinciale di recepimento delle direttive europee in materia di contratti pubblici 2016, per il rafforzamento della tutela del lavoro negli appalti.

Accolti 9 emendamenti delle minoranze per rafforzare la concertazione con le parti sociali, mentre il presidente Fugatti ha ritirato la propria proposta di modifica sui subappalti.

Approvati tutti e sei gli ordini del giorno presentati.

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Il presidente Fugatti, in replica, ha giudicato “legittime” le critiche emerse ma ha anche aggiunto che nelle ultime ore anche il dibattito tra i capigruppo ha fatto un po’ di chiarezza, soprattutto dal punto di vista tecnico.

Se la Giunta ha proposto alcune modifiche – ha precisato – non è stato per eludere le posizioni delle minoranze approfittando della procedura l’urgenza che le stesse opposizioni avevano consentito di adottare per questo ddl. Fugatti ha motivato l’urgenza con la necessità di intervenire subito sui prossimi appalti legati anche al bando di 85 milioni che verrà avanti.

«Non abbiamo la presunzione di dire che questo è l’intervento migliore possibile – ha aggiunto Fugatti – se dovessimo rilevare che occorrono migliorie queste si potranno introdurre. Ma davanti a noi vi è un testo unico sul codice degli appalti che potrà dare un’organicità anche a questo intervento. Con questa legge si parte da una situazione nella quale era facoltativo adottare la clausola sociale, mentre con questa legge l’attuazione della clausola sociale diventa obbligatoria. E questo è un grosso passo avanti. Certo, occorrerà capire se questo disegno di legge innovativo rispetto ad altre regioni d’Italia, in poche delle quali si è legiferato in tal senso. Il tema della valorizzazione del lavoro in queste particolari operazioni di ricambio in questi settori. La problematica non riguarda solo il Trentino ma anche altre realtà. Abbiamo quindi l’ambizione che su questo tema la legislazione si stia evolvendo e vada verso un approccio innovativo. Per questo crediamo che nei prossimi anni vi possa essere una unione di leggi che vengono avanti a livello regionale e nazionale in cui si tenga conto di questo approccio: non ragionando solo al massimo ribasso. Delle questioni sociali come Provincia dobbiamo farci carico, per cui è opportuno prevenire che vengano garantiti posti di lavoro e stipendi. Avendo bandi meno al ribasso e più di qualità anche le imprese potranno ambire ad essere più competitive.»

Fugatti ha ammesso che il ddl costerà un po’ di più alle casse della Provincia, ma costerà di meno in termini di ammortizzatori sociali.

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L’auspicio è che produca maggiore lavoro in Trentino.

Concludendo, Fugatti ha ribadito che le due deroghe sulle quali vi sono state legittime polemiche riguardano l’innovazione tecnologica e l’impresa che dichiara di avere già un proprio organico e lavoratori che quindi devono essere tutelati. La Provincia controllerà le situazioni di difficoltà dei lavoratori. Il testo da noi emendato del ddl dà maggiori garanzie ai lavoratori, perché mentre nella prima versione poteva armonizzare dell’organizzazione del lavoro, con le modifiche presentate dalla Giunta questa armonizzazione si potrà fare solo in queste due circostanze eccezionali.

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Trento

Sono 1.385 i dipendenti del comune di Trento. In forte crescita il part Time

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Il comune di Trento ha diffuso oggi i dati relativi all’annuario statistico 2018.

Per quanto riguarda il  focus sull’amministrazione il numero di deliberazioni consiliari adottate nel 2018 è pari a 207, le deliberazioni approvate della Giunta sono 294, i conclusi 700.

Per quanto riguarda l’Ufficio Relazioni con il Pubblico viene riportato l’andamento dei contatti registrati dal 2005 in poi. In generale, in serie storica, si rileva un calo, mentre nel 2018 i contatti sono aumentati rispetto all’anno precedente.

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Il valore è, infatti, pari a 16.605 (+8,1% rispetto al 2017), di cui 2.142 sono costituiti da suggerimenti, segnalazioni e reclami.

La modalità di contatto preferita dal cittadino è al banco (43,1%).

Da notare come siano in costante aumento i contatti scritti, in modo particolare quelli attraverso e-mail e tramite la piattaforma Sensorcivico (aumentati rispettivamente del 16 e del 21% rispetto al 2017).

I dipendenti del Comune di Trento sono 1.385 (-1,9% rispetto al 2017), 570 uomini (41,2%) e 815 donne (58,8%).

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I dirigenti, prevalentemente uomini, sono 24.

La qualifica con il numero maggiore di dipendenti è la C (625). Le persone in part-time sono 410, dato che corrisponde al 29,6% del totale dei dipendenti.

Questa proporzione è in aumento nel corso del tempo: nel 2005, infatti, i part-time erano 295 su un totale di 1.627 dipendenti, corrispondenti al 18,1%.

L’età media del personale a tempo indeterminato è di 50,5 (dato in costante aumento, nel 2005 era pari a 43,5).

Con riferimento ai dati catastali invece, si evidenzia che su un totale di 136.043 unità immobiliari accatastate, il 47,1% (64.131 unità) è ad uso abitativo, mentre il non residenziale  negozi, uffici, studi e uso produttivo) costituisce il 7,4%, la restante percentuale è costituita da pertinenze 2 .

Tra le unità ad uso abitativo, l’80,0% è costituito da abitazioni definite “di tipo civile” (A2, ovvero, secondo le note esplicative del catasto, unità immobiliari “appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello rispondente alle locali richieste di mercato per fabbricati di tipo residenziale

 

 

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Trento

38.633 ricoveri negli ospedali di Trento nel 2018. Gli aborti sono 166

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Con riferimento all’anno 2018, i dati forniti dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari evidenziano 38.633 ricoveri, per 241.221 giornate di degenza negli ospedali cittadini (S. Chiara, S. Camillo e Villa Bianca).

I posti letto totali sono 853. I ricoveri sono diminuiti leggermente (-3,7%), così come le giornate di degenza (-1,3%).

La degenza media, calcolata come rapporto tra numero di giornate di degenza e ricoveri, è pari a 6,2, dato maggiore dell’anno precedente di 0,1.

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In Provincia i ricoveri sono 81.258 e le giornate di degenza 645.606, con una degenza media di 7,9 giorni.

Le persone residenti ricoverate sono 12.907 (dato inferiore a quello dell’anno precedente -3,6%): la maggior parte degli accessi alle strutture ospedaliere si verifica per malattie del sistema circolatorio (14,3%) e dell’apparato digerente (10,5%).

La percentuale di persone residenti a Trento ricoverate sul totale dei residenti diminuisce costantemente nel corso del tempo: si passa dal 14,0% del 2009 al 10,9% del 2018.

I ricoveri per parto delle residenti a Trento sono stati 801, dato in diminuzione rispetto al 2017 (-7,9%).

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Rimane costante il numero di interruzioni volontarie di gravidanza (166 nel 2017 e nel 2018).

Nel corso dal 2018 si evidenzia un decremento rispetto all’anno precedente delle persone non residenti in Trentino che vengono ricoverate in regime ordinario (-12,5%) ed un aumento di quelle ricoverate in day hospital (+17,3%) presso le strutture territoriali (mobilità attiva) e che provengono principalmente dal Veneto, dalla provincia di Bolzano e dalla Lombardia.

Si tratta in tutto di 3.758 persone, con una diminuzione percentuale del -6,9%. Nel decennio questo dato ha evidenziato un andamento piuttosto altalenante, con anni in crescita e anni in calo.

Sono in diminuzione, rispetto al 2017, le persone che, pur essendo residenti a Trento, vanno a farsi curare in strutture esterne alla Ragione (mobilità passiva). Il valore è pari a 2.023 con una diminuzione percentuale del 6,4%. Nel decennio il dato è calato del 26,3%.

Le mete preferenziali sono, come nel caso della mobilità attiva, il Veneto, la Lombardia e la Provincia di Bolzano. Le farmacie sul territorio comunale sono 30, di cui 10 comunali.

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Trento

A Trento si commettono 16 reati ogni giorno, il 41,6% sono perpetrati da extracomunitari

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Il comune di Trento ha diffuso i dati relativi all’annuario del 2018 

Nel corso del 2018 diminuisce il numero dei delitti commessi (e denunciati) nel Comune di Trento (-5,6%): se ne registrano, infatti, 5.555, rispetto ai 5.884 del 2017.

Il dato provinciale evidenzia una diminuzione più lieve (-1,2%).

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Con riferimento al Comune di Trento si rileva un decremento di persone denunciate e in seguito arrestate e fermate (-13,4%), mentre, a livello provinciale, diminuiscono in maniera minore (-5,9%).

Le persone extracomunitarie denunciate calano lievemente nel Comune di Trento (895, -9,1%) mentre restano costanti in provincia (1.733, +0,1%).

Gli extracomunitari costituiscono il 41,6% di tutte le persone denunciate in Comune; in Provincia invece il valore è pari a 28,8%.

Il furto resta sempre il tipo di reato maggiormente perpetrato (l’incidenza sul totale dei delitti è del 54,1%).

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Il dato è in leggero aumento rispetto all’anno precedente (+1,7%).

Nel corso del 2018 sono stati rilevati 445 danneggiamenti (-0,9% rispetto al 2017), 358 truffe e frodi informatiche (nel corso del 2017 erano state 406, -11,8%) e 240 reati connessi con la produzione, lo spaccio e il traffico di stupefacenti (234 nel 2017, +2,6%).

Le rapine sono 61 (nel 2017 erano 53). Diminuiscono, rispetto all’anno precedente, le denunce per reati contro l’incolumità e la libertà individuale (percosse, lesioni dolose, violenza privata, minacce, violenze sessuali) -32,9%.

Il tasso di delittuosità in comune (numero di delitti rispetto alla media annuale della popolazione residente rapportato a 100.000 abitanti), si mantiene costantemente più alto che nel resto della provincia: nel 2018 il valore per il Comune di Trento è pari a 4.701,9 per la Provincia è di 2.956,6.

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