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Trento

Manifesti anarchici a Trento, Cia (AGIRE): “Nel nostro territorio vi sono alcuni gruppi di persone che non si rassegnano al vivere civile”.

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Negli scorsi giorni a Trento sono stati affissi imbrattando muri e cartelli stradali dei cartelli manifestanti, citiamo testualmente, solidarietà con gli anarchici arrestati nell’operazione Renata, accusati di aver attaccato le sedi del razzismo di Stato, gli apparati di controllo tecnologico, le agenzie dello sfruttamento, le banche armate e i servi in divisa del potere”

I manifesti poi, dopo aver invitato i simpatizzanti ad un presidio fuori dal Tribunale il giorno dell’udienza, concludevano con la frase provocatoria (e aberrante) “se sono innocenti hanno tutta la nostra solidarietà, se sono colpevoli ancora di più”.

Gli ultimi attacchi degli anarchici e dei centri sociali a negozi ed istituzioni hanno creato numerosi disagi fra la comunità trentina.

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Gli anarchici solo nella notte fra il 13 e 14 ottobre 2019, dopo aver devastato la nostra redazione, hanno colpito la fondazione Kessler e poi a Rovereto hanno distrutto tutte le vetrine della assicurazioni Generali.

Il totale dei danni causati in una sola notte ammonta a circa 40 mila euro.

Non contenti una settimana fa hanno fatto il bis e dopo aver protestato davanti al tribunale durante il processo dei 7 arrestati hanno inscenato un corteo non autorizzato nel centro storico di Trento dove si sono divertiti a sporcare le vetrine dei negozi

Sulla questione è intervenuto oggi anche il consigliere Claudio Cia: «Prima di commentare quanto vari cittadini mi hanno segnalato ho atteso che passasse qualche giorno, che si calmassero gli animi, di modo da poter fare una riflessione a posteriori e poter esprimere in maniera lucida e distaccata quella che, secondo me, rappresenta uno sfregio all’autorità dello Stato e una pericolosa condotta. Nel nostro territorio vi sono alcuni gruppi di persone che non si rassegnano al vivere civile, fatto di regole e di opportunità, ma anche di conseguenze nel qual caso queste regole non vengano rispettate».

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«Questi soggetti che si definiscono anarchici, – aggiunge Cia –  ma che anarchici non sono, hanno in mente una gerarchia al cui vertice vi sono la violenza e l’intolleranza per i diritti degli altri e per il pluralismo politico e sono convinti di lottare contro un “fascismo” che, in realtà, loro stessi mettono costantemente in pratica. Essi si fermano alle loro libertà individuali, comunque garantitegli, e non pensano a quelle collettive, calpestando gli altri cittadini e coloro i quali le regole le rispettano. Questi fomentatori di allarme sociale vorrebbero dare indirizzi politici, ma non ne sono in grado: quando non c’è contenuto politico si cercano i nemici e si possono identificare questi nello Stato, nelle nostre forze dell’ordine, nella Magistratura e nelle leggi».

«Io i loro volti non li conosco, – termina il consigliere –  in quanto spesso avvolti in passamontagna o confusi nel marasma delle manifestazioni violente a cui prendono parte, ma sento, come politico e come cittadino, il dovere di prendere le più nette distanze dalla dottrina malata che questa gente propina. Essi non possono rappresentare i cittadini perché per farlo, prima ancora di rispettare sé stessi, bisogna imparare a rispettare gli altri».

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Trento

L’Assessore regionale Claudio Cia a Matera per l’inaugurazione della targa che ricorda Alcide De Gasperi.

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L’Assessore regionale Claudio Cia ha partecipato nella città di Matera all’inaugurazione di una targa in ricordo di Alcide De Gasperi, alla presenza delle autorità cittadine.

La Capitale europea della Cultura 2019 è infatti particolarmente legata allo statista trentino, e con questa iniziativa la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol – su iniziativa dello stesso Assessore Cia – ha voluto recuperare il ricordo per l’impegno di De Gasperi nel miglioramento delle condizioni abitative e umane degli abitanti dei Sassi, e in particolare, come riportato nell’iscrizione “per rinnovare il gesto di gratitudine di quanti intesero ricordare la sua dedizione con la collocazione del monumento qui posto nel 1971”.

La cerimonia si è svolta infatti ai piedi della statua di oltre tre metri che lo raffigura, realizzata dall scultore Othmar Winkler: proprio quest’anno cade anche l’anniversario dei venti anni dalla morte dell’artista, e l’evento odierno ricorda anche l’inaugurazione di questo monumento, avvenuta proprio nei primi giorni di dicembre del 1971.

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«In tempi non facili come quelli che stiamo vivendo – ha spiegato Cia, in rappresentanza della Regione – è più che mai importante indicare, soprattutto ai giovani, degli esempi positivi, come quello di Alcide De Gasperi, e in particolare per recuperare quel clima di impegno civile che ha forgiato uomini come lui, e che oggi la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, insieme al Comune di Matera, intende ricordare con questa targa. Dico solo che nel 1950 il primo ministro De Gasperi fece visita a Matera per prendere atto di persona della realtà dei Sassi, nel ‘52 è stata approvata all’unanimità la “Legge speciale per il risanamento dei Sassi”, e già nel ‘53 De Gasperi tornò a Matera per consegnare le prime case. Tempi, e scelte politiche, oggi inimmaginabili.»

«Sicuramente quella di De Gasperi non fu una scelta indolore – ha continuato l’Assessore regionale nel suo discorso -, perché quella dello svuotamento dei Sassi è stata un’operazione radicale. Ma oggi credo si possa dire che la storia ha dato ragione a chi adottò quella decisione, permettendo alla popolazione di allineare le proprie condizioni di vita al resto d’Italia e cominciare da quel momento una nuova storia. Una storia che oggi ci parla dei Sassi come Patrimonio dell’Umanità UNESCO, e di una città Capitale europea della Cultura».

Cia ha infine ricordato che l’anno prossimo cadrà il settantesimo della visita di De Gasperi a Matera, un’occasione che potrebbe essere propizia per rilanciare un’altra iniziativa già abbozzata in passato ma mai portata a termine, come il gemellaggio tra le città di Matera e di Trento. «Sarebbe un’iniziativa per rilanciare un dibattito sulla figura di quest’uomo, proveniente da una valle del Trentino all’epoca particolarmente povera e dalle origini contadine, che si ritrovò a dover risollevare il Paese nel dopoguerra, e qui a Matera ha voluto affrontare in maniera decisa e decisiva il problema del risanamento dei Sassi, determinando una svolta per questa città e questa comunità, con le medesime origini legate alla terra. Nello stesso tempo, dall’altra parte dello “stivale”, De Gasperi è stato il fautore dello speciale tipo di autonomia regionale che ha posto le basi per la risoluzione dei complessi problemi lasciati sul nostro territorio dalla guerra e che oggi vede le due Province autonome di Trento e Bolzano, collaborare positivamente all’interno di una cornice regionale».

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L’iniziativa ha attirato la curiosità degli abitanti del rione popolareSpine bianche”, molti dei quali hanno vissuto in prima persona la vita nei Sassi e il successivo sfollamento.

In tanti si sono radunati spontaneamente nel corso della cerimonia e al termine delle ufficialità hanno voluto complimentarsi (la statua era infatti priva di iscrizioni) e raccontare il proprio vissuto, evidenziando la loro gratitudine verso l’impegno profuso dal politico trentino.

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Trento

E-bike, nuovi criteri per dare impulso alla mobilità sostenibile

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Dare maggiore impulso alle politiche di incentivazione ambientale, cominciando dalla mobilità sostenibile, settore strategico per migliorare la vivibilità urbana e garantire una territorio più green.

Questo l’obiettivo dei nuovi criteri attuativi della legge provinciali sull’energia, approvati ieri dalla Giunta provinciale su proposta del vicepresidente Mario Tonina.

Le novità riguardano, in particolare, la contribuzione per progetti di spostamento casa lavoro con biciclette a pedalata assistita conformi al disposto dell’articolo 50 del nuovo Codice della Strada, comunemente denominate “e-bike”.

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L’intento prioritario è soprattutto quello di concentrare le risorse sui progetti che presentino una valenza ambientale più ampia, realizzati nell’ambito di realtà produttive o professionali strutturate (minimo 5 dipendenti), al servizio quindi di una maggiore platea di personale, che possa così beneficiare dell’utilizzo delle e-bike negli spostamenti quotidiani casa/lavoro.

Nel contempo sono state perseguite ulteriori azioni di semplificazione e snellimento delle procedure di presentazione e gestione delle singole istanze, con conseguente sburocratizzazione per l’utenza interessata.

Valutando il quadro nel complesso della normativa di riferimento, va evidenziato che è in corso di ridefinizione anche il testo concernente la riqualificazione e l’efficientamento energetico dei condomini, con un ampliamento dei potenziali beneficiari e una semplificazione dello strumento, nonché il testo relativo alla contribuzione per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi plug-in, che saranno oggetto di discussione nelle prossime sedute di Giunta.

Il nuovo regolamento diverrà operativo a partire dal prossimo 1 gennaio, quindi interesserà le istanze presentate da quella data, sostituendo così quello precedente. Per informazioni più specifiche sarà possibile rivolgersi all’Agenzia Provinciale per l’Incentivazione delle Attività Economiche (APIAE).

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Trento

Festival della Famiglia: oggi è il giorno delle associazioni

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Il festival della famiglia presenta oggi ai cittadini varie associazioni impegnate nel sociale.

Tutto il giorno, dalle 10 alle 12, dalle 14 alle 18, presso l’oratorio del Duomo potete trovare varie associazioni, dalle Tagesmutter a La tana dei papà sino al Centro Aiuto alla Vita e al Movimento per la Vita di Trento.

Queste due associazioni “gemelle” ci sembrano le più adatte al tema del festival: la denatalita’, l’inverno demigrafico che stiamo vivendo. Il

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Centro, infatti, si occupa di aiutare mamme e famiglie in difficoltà. “Siamo attenti, dichiara Pino Morandini, che ne è il presidente, ai disagi di tutti, ma soprattutto la nostra mission è aiutare le mamme che davanti ad una gravidanzan difficile, imprevista o non voluta, hanno bisogno di un sostegno per non farsi sconfiggere dalla paura. Abbiamo aiutato tantissime donne e famiglie in questi anni, grazie soprattutto a volontarie generose come la nostra Giovanna ( che purtroppo ci ha lasciato per il Cielo da alcuni anni): mai una mamma è tornata pentita per aver tenuto il suo bambino! “.

Il Movimento, invece, si occupa della parte culturale: il suo scopo è diffondere una cultura della vita e nello stesso tempo affrontare secondo un’ottica scientifica e non nichilista i grandi dibattiti bioetici del tempo presente.

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