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Trento

Farē 2019, da mercoledì si parla di disagio mentale

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Ritorna il ciclo di incontri FARē, il programma di sensibilizzazione e formazione sul disagio mentale.

Cinque appuntamenti per approfondire altrettanti argomenti con relatori che vivono o hanno vissuto il disagio mentale insieme ai loro familiari, operatori e medici.

Gli incontri, si svolgeranno, dalle ore 17 alle ore 19, nella sala Conferenze della Fondazione Caritro, in via Calepina a Trento. Il primo incontro, dedicato alla depressione, si terrà mercoledì 23 ottobre.

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Il progetto FARē – formarsi assieme responsabilmente – è un programma di sensibilizzazione e formazione promosso dal Servizio di salute mentale di Trento.

Nasce nel 2015 per sensibilizzare e confrontarsi con la cittadinanza sui temi della salute mentale, per combattere i pregiudizi, per promuovere la salute e favorire percorsi per migliorare la qualità della vita delle persone.

Tutti gli appuntamenti sono accomunati dai principi del “fareassieme” secondo una logica di co-produzione degli interventi attraverso una relazione paritaria e reciproca fra professionisti, utenti dei servizi, familiari.

L’incontro del 23 ottobre sarà dedicato alla depressione un disturbo dell’umore che colpisce oltre 350 milioni di persone nel mondo senza distinzione di sesso, età, stato sociale.

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Chi soffre di depressione vive un’angoscia persistente, perde di interesse nelle attività che normalmente gli davano piacere e può avere grosse difficoltà nello svolgimento anche delle più semplici azioni quotidiane. La depressione è una malattia. Può avere molteplici manifestazioni, come ad esempio mancanza di appetito, insonnia, mancanza di concentrazione, irritabilità, tristezza, isolamento sociale, che vanno ad influire pesantemente sulla qualità di vita di chi ne soffre.

Tuttavia, la depressione può essere curata: un’adeguata conoscenza del disturbo depressivo può motivare le persone a chiedere aiuto e contribuire a ridurre lo stigma e l’isolamento di malati e familiari.

Gli altri incontri saranno:

30 ottobre – Disturbi d’ansia

6 novembre – Disturbo bipolare

13 novembre – Disturbo di personalità

20 novembre – Psicosi.

 

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Trento

“I paesaggi del Trentino”: scienza, natura e cultura per spiegare il territorio

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“Un percorso di studio sul paesaggio del Trentino, che – siamo certi – rappresenterà un punto di riferimento per affrontare, nel prossimo futuro, le tematiche paesaggistiche della nostra provincia” così Mario Tonina, vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore all’Urbanistica, ambiente e cooperazione, ha presentato mercoledì pomeriggio nella sala conferenze del Muse il volume “I paesaggi del Trentino”, curato da Bruno Zanon, già docente dell’Università di Trento e attualmente nel comitato Scientifico di tsm-step Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio.

“Il volume ha numerosi pregi, il primo dei quali è l’aver correttamente affrontato il tema della complessità” ha continuato Tonina. “Il paesaggio è infatti un entità estremamente articolata: è quello che vediamo del mondo in cui viviamo, ma è anche un insieme di valori simbolici ai quali si lega il nostro senso di appartenenza ad un territorio e alla comunità umana che lo abita. È la rappresentazione della nostra storia, ma anche lo scenario in cui si svolgerà il nostro futuro: è il nostro spazio di vita”.

Il vicepresidente ha ricordato che su queste tematiche, affrontate anche negli Stati Generali della Montagna, soprattutto nell’evento finale di Comano Terme, la Provincia autonoma, da anni, persegue l’obiettivo di una gestione innovativa e articolata attraverso strumenti diversi: da quelli classici della tutela e della pianificazione territoriale a quelli che più recentemente si sono consolidati nei campi della promozione della qualità delle trasformazioni, del coinvolgimento delle comunità e della cultura, formazione professionale e didattica paesaggistica.

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“Sono certo, ha concluso Tonina, che il lavoro che stiamo presentando, nato nel contesto delle collaborazioni che Step ha da tempo in atto con il Muse e la Fondazione Museo Storico del Trentino, sarà apprezzato dalla nostra comunità e solleciterà quell’attenzione per il paesaggio che, auspichiamo, possa contribuire al dibattito che a partire dai prossimi mesi la programmata revisione del Piano urbanistico provinciale di certo alimenterà”.

Al tavolo della presentazione, coordinato dal direttore di tsm-step, hanno partecipato, oltre al vicepresidente Mario Tonina e a Bruno Zanon, Michele Lanzinger, direttore del Muse e Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino.

Il volume tratta la complessità del tema paesaggistico attraverso il coinvolgimento di specialisti di rami scientifici diversi: dagli storici, ai naturalisti, dai climatologi ai geologi, dagli architetti agli urbanisti. Anche Bruno Zanon, nell’illustrare l’articolazione del libro, ha evidenziato che si è voluto concretizzare un approccio multidisciplinare, che è l’unico possibile sul paesaggio.

“I paesaggi del Trentino” si confronta con la complessità e l’insieme di relazioni che legano le diverse componenti paesaggistiche.

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Nel testo, questa complessità è trattata però in modo comprensibile e diretto, rendendo il volume un fondamentale strumento didattico, rivolto a chi vuole porsi interrogativi sul tema, centrale soprattutto per chi ha responsabilità nella gestione del territorio. Non a caso Zanon e gli autori che hanno contribuito alla stesura del volume, hanno inteso dare degli strumenti di comprensione sui quali basarsi per confrontarsi e far giungere così, assieme ad altri strumenti didattici come mostre ed elaborati per le scuole, ad una consapevolezza e capacità di approfondimento su queste tematiche.

I paesaggi del Trentino compongono un mosaico di ambienti naturali, seminaturali e trasformati dall’uomo di grande suggestione. I caratteri alpini del territorio definiscono una varietà di condizioni geomorfologiche, di altitudine e di esposizione che si accompagnano a una ricca biodiversità, mentre la lunga storia di antropizzazione è ben leggibile nei paesaggi umani. Il paesaggio, quale luogo di vita di una comunità, è carico di segni, di significati, di valori che devono essere compresi e trattati in modo appropriato.

Il testo nasce all’interno delle attività che la tsm-step svolge, in collaborazione con il Muse e la Fondazione Museo Storico del Trentino, per l’educazione al paesaggio e al governo del territorio delle giovani generazioni e ha visto i contributi di Marco Avanzini, Cesare Benedetti, Gianluca Cepollaro, Alessandro de Bertolini, Alessandro Franceschini, Lorenzo Giovannini, Lavinia Laiti, Emiliano Leoni, Paolo Pedrini, Annibale Salsa, Emanuela Schir, Furio Sembianti, Giorgio Tecilla, Bruno Zanon, Dino Zardi.

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Trento

I cicli quadriennali: strategie di innovazione nella scuola secondaria

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Sabato 25 gennaio 2020, a partire dalle ore 8.45 e per l’intera giornata, presso la sede di IPRASE a Rovereto si terrà il seminario dal titolo “I cicli quadriennali. Strategie di innovazione nella scuola secondaria”.

L’iniziativa rappresenta un momento di confronto, a livello nazionale, in merito all’esperienza dei cicli quadriennali nella scuola secondaria di secondo grado.

L’obiettivo è quello di recuperare le esperienze innovative di questi percorsi, per renderle patrimonio trasferibile a tutto il sistema scolastico. Alle testimonianze delle scuole trentine si aggiungeranno quelle di altri Istituti del contesto nazionale, per un approfondimento su temi specifici. Il seminario è rivolto a docenti e dirigenti scolastici impegnati nei percorsi quadriennali o comunque interessati alle innovazioni introdotte nell’ambito di tali cicli.

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La giornata di studio inizierà con un incontro in plenaria dal titolo “L’origine dei cicli quadriennali nella scuola secondaria di secondo grado”, in cui Mario Giacomo Dutto, già presidente del Comitato tecnico scientifico di IPRASE, e il dirigente scolastico Anselmo Pietro Bosello presenteranno un quadro di riferimento storico-normativo. Interverranno inoltre: Ettore Accerra, dirigente tecnico MIUR; Roberto Ricci, dirigente di ricerca INVALSI; Roberto Ceccato, dirigente generale Dipartimento istruzione e cultura Provincia autonoma di Trento e Renato Troncon, presidente del Comitato tecnico scientifico di IPRASE.

A seguire i partecipanti saranno impegnati in quattro workshop, incentrati sulle esperienze di alcune scuole pilota provenienti da varie regioni d’Italia e sulla discussione di quattro temi chiave: il percorso quadriennale dalla prospettiva degli studenti; la progettazione del curricolo in verticale; le soluzioni metodologiche e tecnologiche; la valutazione e l’efficacia.

Le finalità dell’evento sono molteplici seppure integrate tra loro.

Il seminario intende infatti mettere a confronto le esperienze dei licei quadriennali a livello locale e nazionale; promuovere la comunicazione e lo scambio fra le scuole coinvolte; promuovere le conoscenze e la diffusione delle pratiche positive di innovazione che scaturiscono da questi percorsi sperimentali. Infatti, al di là dei risultati raggiunti in ambito scolastico, i percorsi quadriennali fanno da incubatore per sperimentazioni didattiche e soluzioni che possono essere d’interesse per tutto il sistema.

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In Trentino, le esperienze dei licei quadriennali sono quelle del “Sacro Cuore” di Trento, del “Martino Martini” di Mezzolombardo e dello “STEAM” di Rovereto. Accanto a loro durante il seminario interverranno il Collegio San Carlo di Milano, il Liceo Galileo Ferraris di Varese, l’Istituto Superiore Telesi@ di Telese Terme (BN), l’Istituto Statale Superiore Carlo Anti di Villafranca (VR), l’I.S.S. Olga Fiorini di Busto Arsizio (VA), l’IISS Ettore Majorana di Brindisi, l’ITE Enrico Tosi di Busto Arsizio (VA) e il Liceo Guido Carli di Brescia.

 

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Trento

Scuola professioni per il terziario, Bisesti consegna i diplomi

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Non capita tutti i giorni che sia l’assessore in persona a consegnare i diplomi agli studenti che completano un ciclo di studio.

È accaduto ieri mattina in forma solenne nell’aula magna della sede di Trento della Scuola delle Professioni per il Terziario dell’Università Popolare Trentina.

L’assessore provinciale all’istruzione, Mirko Bisesti, ha consegnato agli studenti gli attestati di qualifica e i diplomi del IV anno dell’anno formativo 2018/2019. In totale 130 studenti appartenenti a otto classi sparse nelle sedi di Trento, Rovereto, Arco, Cles e Tione. I ragazzi hanno completato il loro ciclo di studi e oggi hanno ottenuto la qualifica di Tecnico dei Servizi di Impresa e Tecnico Commerciale delle Vendite.

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L’assessore Bisesti si è complimentato con i ragazzi per il traguardo raggiunto augurando loro un percorso lavorativo e di vita sereno. “Siete arrivati al termine di un percorso formativo – ha detto l’assessore – ma vi invito a mantenere per sempre i contatti tra voi affinché siate, con la vostra amicizia e la vostra preparazione, i costruttori di una società nuova che dovrà farsi carico in futuro dell’intera comunità trentina”.

Un concetto che è stato ripreso anche dal presidente dell’Università Popolare Trentina, Ivo Tarolli, che ha ricordato come i ragazzi siano maturati culturalmente e umanamente frequentando le lezioni della Scuola delle Professioni per il Terziario.

“I vostri genitori – ha affermato Tarolli – devono essere orgogliosi del percorso fatto durante gli anni di permanenza nella nostra scuola”. Conclusi gli interventi i ragazzi sono saliti uno ad uno sul palco per ritirare il diploma. Per molti di loro è stata solo una formalità perché terminata la scuola hanno immediatamente trovato lavoro presso aziende trentine.

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