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Trento

Attacco a «La Voce del Trentino»: solidarietà trasversale ma non dal Sindaco di Trento

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Sono state centinaia le persone che ci hanno mostrato solidarietà dopo il vile danneggiamento subito ai danni della nostra redazione. (Qui articolo)

Molti anche i lettori che sono passati in redazione a dimostrarci il proprio sostegno e l’affetto.

Persone da sole, famiglie intere, associazioni, gruppi di infermiere/i del santa Chiara, imprenditori e liberi professionisti.

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C’è stato anche chi voleva fare una donazione al nostro giornale per i danni subiti, scene commoventi insomma.

Al contrario di altri giornali, che fomentano idio e rancore verso gli altri e che chiedono assistenza economica ai propri lettori, noi abbiamo riposto no grazie. 

La solidarietà è arrivata anche da tutte le forze politiche ad eccetto del movimento cinque stelle.

È doveroso quindi ringraziare in ordine sparso Ugo Rossi, Giorgio Tonini, Paolo Ghezzi, Claudio Cia, Mirko Bisesti, Giorgio Leonardi, Luca Guglielmi, Antonio Coradello e tanti altri che ci hanno fatto arrivare messaggi di grande solidarietà e sostegno.

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Anche le istituzioni sono intervenute prontamente contro i fatti che minano la libertà e la democrazia del nostro paese. Grazie a Roberto Paccher presidente del consiglio regionale, a Walter Kaswalder presidente del consiglio provinciale e al governatore Maurizio Fugatti. 

Purtroppo nell’elenco delle istituzioni sopra citate manca la più importante. Quella dell’amministrazione comunale di Trento. 

Il Sindaco non ha inviato nessuna nota si solidarietà al nostro giornale avvallando così il metodo e la violenza usata dai soliti noti, che purtroppo la città di Trento è costretta a subire  forse da troppo tempo. 

Sindaco molto veloce invece a condannare altri fatti, come ad esempio le lamentele di molti cittadini trentini sull’operato del vigile  Mohammed El Barji che ha sommariamente e superficialmente targato come atto di razzismo offendendo ancora una volta i cittadini trentini. I suoi cittadini.

Dopo questo nuovo comportamento che conferma l’ideologia del sindaco di Trento è più facile capire il perché a Trento negli ultimi 10 anni sia successo quanto ormai le cronache riportano giornalmente.

Quando dopo un atto intimidatorio che ha colpito cose e persone della tua città  arriva la solidarietà di tutti e non quella del tuo Sindaco la tristezza è doppia. 

Succede che sotto la sua amministrazione vengono sparati colpi di arma contro le vetrate della redazione di un giornale (a Trento c’è un unico episodio similare ed è quello dell’assalto delle Brigate Rosse alla redazione di Tva in via Pio X° negli anni settanta) e lui tace.

Del resto è un’abitudine che il nostro Andreatta ha consolidato nel tempo: non commentare mai episodi criminosi che coinvolgono la città.

Meglio tacere e defilarsi, piuttosto che rischiare di dover rispondere a delle contestazioni.

Si perché se di notte a Trento c’è chi gira comunque armato e spara e perché la latitanza dell’amministrazione comunale di centro sinistra ha creato un clima di impunità che facilita chi vuole compiere atti criminosi.

Alla fine però ci sentiamo di ringraziare Andreatta che col suo silenzio ci ha fatto capire che la battaglia che conduciamo contro il suo modo di governare è giustificata.

Un silenzio complice? Non arriviamo a tanto.

Però un’indifferenza sulla quale si deve riflettere. Di cronaca politica ne abbiamo e ne faremo tanta e quello che vogliamo è dar voce a tutti.

In quest’ottica abbiamo dato spazio alla lotta interna ai 5 Stelle dove in discussione c’era non solo la leadership del movimento, ma anche il collocamento politico.

A Trento sembra che sia maggioritaria la parte critica nei confronti dell’apparentamento governativo col PD.

Bene ci sparano nelle vetrine, minacciano di morte la nostra direttrice e il nostro Editore e dai 5 Stelle trentini nessun attestato di solidarietà.

I pentastellati bolzanini lo hanno fatto.

C’è un altro grande e pericoloso silenzio che in questi giorni lascia sgomenti e che speriamo sia stato solo frutto di una dimenticanza. Quello dell’ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige che dovrebbe essere in prima linea nel difendere la libera informazione. Per ora pare che l’ordine abbia deciso di defilarsi, ma tutti noi confidiamo in un veloce dietrofront  

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Trento

Furto a Trentino Solidale, sparisce un furgone

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Nella foto il presidente di Trentino Solidale Giorgio Casagranda

Stanotte presso la sede dell‘associazione Trentino Solidale è stato rubato un furgone usato per la distribuzione degli alimenti alle famiglie bisognose.

Quanto successo è solo l’ultimo episodio successo negli ultimi giorni dove alcune notti i ladri sono entrati nella struttura compiendo però solo piccoli furti.

Su quanto successo sono intervenuti l’assessore Stefania Segnana e il presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder.

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“L’amministrazione provinciale esprime a nome dell’intera comunità trentina la propria vicinanza e solidarietà a Trentino Solidale per l’ennesimo odioso furto subito. Da sempre vicina ai più bisognosi, – scrive in una nota l’assessore della salute – questa realtà è un vero esempio di come il volontariato può rappresentare un elemento che completa e rafforza i servizi erogati dall’ente pubblico. Alle persone che dedicano il proprio tempo agli ultimi va il nostro grazie: anche per questo motivo, non possiamo che rimanere disorientati di fronte alla malvagità di alcuni personaggi che agiscono provocando insicurezza e danneggiano un’attività tanto preziosa”. Sono queste le parole dell’assessore alle politiche sociali, Stefania Segnana, dopo il furto di un furgone dell’associazione avvenuto la scorsa notte».

Il presidente del Consiglio provinciale invece rivolge ai volontari di Trentino Solidale “un attestato di vicinanza dopo l’odioso furto subito la scorsa notte. E’ sconcertante apprendere che un’associazione dedita in modo encomiabile e generoso al bene del prossimo, debba subire ripetute incursioni di ladri nella propria sede cittadina”.

A nome di tutti i consiglieri provinciali, il presidente Kaswalder esorta Trentino Solidale a non farsi fiaccare nella sua azioni quotidiana, facendo leva sul sostegno materiale e morale che i cittadini trentini hanno sempre garantito e continueranno a garantire alla benemerita organizzazione.

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Trento

«Cancro io ti boccio», boom di adesioni alle scuole Gorfer

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Oggi 24 gennaio 2019 per la prima volta nella scuola primaria Gorfer le classi 2A e 2C  è stato allestito  il banchetto per la vendita delle “Arance della Salute”, iniziativa dell’Airc dal nome «Cancro io ti boccio».

Airc è l’associazione italiana per la ricerca sul cancro, guidata dall’insegnante Rosa Rita Boiano ideatrice ed organizzatrice dell’evento.

I bambini  e le maestre Boiano, Ventura e Maugieri hanno allestito e organizzato un tavolo che è restato  operativo  per tutto il  pomeriggio, per la vendita delle reticelle di arance  il cui ricavato andrà interamente all’Airc.

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Con molta sorpresa all’iniziativa hanno aderito moltissime persone. Le arance della salute sono andate quindi a ruba e sono terminate in sole due ore. 

Con un contributo simbolico di 10,00 euro per l’acquisto di una reticella le persone hanno partecipato in modo efficace alla lotta contro il cancro finanziando i progetti di ricerca. Per i bambini invece è stato un pomeriggio di festa e di allegria.

 

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Trento

Danzare la rivoluzione. Il Liceo Coreutico negli spazi del Mart

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Al Mart tre performance realizzate dagli studenti del Liceo Coreutico e Musicale di Trento omaggiano la danzatrice americana Isadora Duncan, l’icona ribelle protagonista della mostra Danzare la rivoluzione. Appuntamento 26 gennaio, 9 e 29 febbraio.

Fino al primo marzo il Mart ospita la mostra Danzare la rivoluzione.

Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia, a cura di Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi. Oltre 170 opere, tra dipinti, sculture e fotografie, che testimoniano l’influenza che la “danzatrice scalza” ha avuto su generazioni di intellettuali e artisti.

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La sua danza libera da condizionamenti sociali, che affonda le radici nell’arte classica e nei modelli greci, ha attraversato da protagonista la vita culturale del primo Novecento.

Le grandi sfide poste dall’arte di Isadora Duncan hanno ispirato gli studenti del Liceo Coreutico e Musicale “Bonporti” di Trento, che dedicano alla musica e alla danza gli anni più importanti della propria formazione.

Dall’incontro con le opere in mostra e con la burrascosa biografia di Isadora Duncan nascono tre appuntamenti in cui gli studenti traducono, con interventi coreografici e musicali, le suggestioni e le interpretazioni che i grandi maestri internazionali hanno saputo trarre dalla sua attività artistica.

Un mosaico danzante che conferma la volontà del Mart di non essere solo un contenitore di opere d’arte moderna e contemporanea, ma anche un palcoscenico per i diversi linguaggi della contemporaneità. Il museo quindi come spazio aperto, libero, nel quale si generano momenti di spettacolo e condivisione.

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Domenica 26 gennaio e domenica 9 febbraio | ore 16.00

“Performances”

Interventi coreografici e musicali a cura dei docenti Francesca Aste, Francesco Ferrarini, Antonio Fracchetti, Laura Frangella e Laura Zago.

Sabato 29 febbraio | ore 15.30 e 16.30

“La danza del futuro”

Interventi coreografici e musicali a cura dei docenti Francesca Aste, Francesco Ferrarini, Antonio Fracchetti, Gabriella Cavallaro, Nina Ejdziukiewicz, Laura Frangella e Laura Zago.

Partecipazione gratuita

 

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