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Italia ed estero

In 200 mila a Roma, prova di forza del Centro destra: «Noi e voi cambieremo la storia di questo paese»

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«Elezioni, elezioni, elezioni»: è il coro che si alza dal popolo del centrodestra in piazza San Giovanni a Roma, per la manifestazione «Orgoglio Italiano!», promossa dalla Lega e a cui hanno aderito anche Fratelli d’Italia e Forza Italia.

«Sarà un pomeriggio non di rabbia e violenza. Qua c’è l’Italia che lavora, che soffre, che sogna, che spera. Questa piazza incredibile non è qua solo per Matteo Giorgia e Silvio. Qua oggi c’è l’Italia vera», ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, aprendo gli interventi dal palco allestito per l’occasione

Un grande prova di forza del centro destra che è riuscito a portare in piazza oltre 200 mila persone. Salvini ha parlato anche di festa nazionale vista la grande partecipazione.

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«Un piazza così non l’ho mai vista» – esordisce così Salvini prima di presentare Silvio Berlusconi «lui si che di battaglie ne ha fatte». 

«Qua oggi c’è l’Italia vera. Vedervi da qua è una cosa emozionante, sapere che c’è gente che continua ad arrivare, sarà un pomeriggio non di rabbia, di cattiveria, di estremismo di violenza, ma dell’Italia che lavora, che sogna che spera», afferma Matteo Salvini, aprendo la manifestazione di San Giovanni.

In piazza risuonano le parole a squarciagola dell’Inno di Mameli. Al termine, applausi e cori “elezioni subito”

Un Berlusconi commosso ha ricordato quando 15 anni fa nella stessa piazza fu organizzata una manifestazione contro le tasse messe da Romano Prodi: «All’amore per le tasse ora la sinistra del nuovo governo ha aggiunto anche quello per le manette. Siamo qui per dire no al governo più di sinistra che l’Italia ricordi e per combattere il giustizialismo del movimento cinque stelle e del governo delle 5 sinistre». (NdR – La quinta sinistra è la magistratura)

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Berlusconi ha sottolineato come il centro destra in Italia sia la maggioranza e che questo governo non è stato votato dai cittadini.

Particolarmente incisivo l’intervento di Giorgio Meloni leader di Fratelli d’Italia più volte applaudita dalla folla.

Giorgia Meloni spara subito contro il sindaco di Roma, «la capitale merita di più» e poi partono le bordate sul governo, «la sinistra ci dice o voti noi oppure non voti, e non è il caso che il primo provvedimento calendarizzato sia la legge Boldrini che vuole dare la cittadinanza agli immigrati».

«La cittadinanza italiana non si regala, – continua Meloni –  non è un diritto ma un premio per chi rispetta le nostre leggi e la nostra identitaà se vi sentite offesi dal chiese crocefisso non è qui che dovete vivere. Noi difenderemo l’Italia, la patria e la famiglia. Ci batteremo contro l’islamizzazione dell’europa»

Meloni si commuove un pochino quando viene interrotta al grido di «Giorgia Giorgia». Sull’immigrazione: «vogliono portare qui gli immigrati per avvantaggiare i grandi poteri economici, perché conviene far sbarcare le masse clandestine per avere del lavoro a basso costo, così i ricchi diventano sempre più ricchi e i lavoratori italiani più poveri. Il governo ha deciso di costruire il più grande campo profughi d’Europa in italia»  

All’inizio del comizio Matteo Salvini lancia le parole di Oriana Fallaci recitate da Katia Ricciarelli. Il pubblico silenzioso ascolta con attenzione.

«Vi dico grazie perché date un senso al lavoro che facciamo. Vi abbraccio uno per uno, fatevi un applauso»Esordisce Salvini che continua «Noi e voi cambieremo la storia di questo paese. Voglio per i nostri figli un’Italia più sicura e più pulita, Zingaretti e la Raggi devono andare a casa»

«Il centro destra governa 10 regioni e centinaia di comuni, e dove ci sono i sindaci della lega i clandestini non arrivano più». 

Salvini ha difeso a spada tratta le forze dell’ordine ed è stato morbido sulla magistratura. «Voglio un paese dove lo stupratore e il pedofilo vengano puniti severamente».

L’attacco a Beppe grillo «non vuole far votare gli anziani? e domani i Disabili? e poi?» – ironizza Salvini

«Torneremo al governo dalla porta principale e grazie al consenso degli italiani» – tuona Salvini coperto di cori e applausi.

Su Renzi: «È un genio incompreso, non mi sono abbassato al suo livello, io torno a casa dai miei genitori incensurati»

Sull’immigrazione: «ho dimostrato che l’immigrazione si può fermare, meno migranti meno morti. Accoglienza si, ma nel rispetto delle nostre regole, non siamo noi a dover cambiare il modo di vivere, i nostri simboli non si toccano»

Sull’Europa: «Voglio vivere in un paese libero senza dover attendere la telefonata della Merkel e di Macron prima di decidere sulla sorte del mio paese, noi siamo amici di tutti ma schiavi di nessuno»

Cita Einaudi sulle tasse, «solo un cretino può pensare di recuperare le tasse vessando il commerciante o l’artigiano con uno Stato di polizia, il PD e i cinque stelle sono i partiti delle tasse»

Ha ricordato i finanziamenti stanziati dal suo governo per l’operazione «scuole sicure», e invocato l’elezione del capo dello Stato direttamente dai cittadini.

«Fuori la politica dalla chiesa e dalle scuole, italiani su la testa»ha incalzato Salvini verso la fine del suo intervento

«Noi oggi non siamo pochi, siamo moltissimi, io vi chiedo di portare nella piazze italiane la certezza che riprenderemo per mano questo splendido paese per dare a nostri figli l’Italia che ci hanno lasciato i nostri padri e i nostri nonni»ha concluso il leader della Lega. 

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Italia ed estero

Insulti contro Matteo Salvini, Don Giorgio condannato a multa e risarcimento

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E’ arrivato poco fa il verdetto del tribunale di Lecco sulla causa tra Don Giorgio De Capitani e l’ex ministro Matteo Salvini: il giudice Nora Lisa Passoni ha condannato il sacerdote al pagamento di una pena pecuniaria di 7.500 euro e al risarcimento di 7 mila euro nei confronti del politico, oltre che al pagamento delle spese processuali.

Ne da notizia il quotidiano «Lecco Notizie» con un articolo a firma di Andrea Brivio

Don Giorgio è stato riconosciuto colpevole per gli insulti rivolti al leader della Lega in quattro post specifici pubblicati sul proprio blog tra marzo e ottobre del 2015, oggetto del processo.

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Un’attività diffamatoria reiterata nel tempo” ha ricordato il pubblico ministero Paolo Del Grosso avanzando la richiesta di una pena pecuniaria di 10 mila euro, escludendo l’ipotesi di una misura detentiva in quanto le offese sarebbero per il pm riconducibili ad una critica di carattere politico.

La motivazione di quelle parole offensive, per il pubblico ministero, “parte dal dissenso politico, un valore in sé da tutelare nella nostra democrazia – ha sottolineato Del Grosso – ma la critica deve avvenire nei modi e nei termini previsti dalla legge, senza insulti e offese”.

I discorsi di Don Giorgio devono essere contestualizzati, spiegano i legali: “Di certo non si invocava la morte di Salvini, in quell’occasione si parlava della legge sulla legittima difesa, ‘se qualcuno legittima il fatto che si possa uccidere un ladro, allora diciamo che si possa uccidere anche questa persona che ci ruba i diritti’ è il ragionamento di Don Giorgio”.

Tra le espressioni rivolte dal religioso a Salvini anche quella di ‘bovaro senza cultura’. Mi sono diplomato al liceo classico, poi l’università fermandomi a 5 esami dalla laurea in storia perché ho iniziato l’attività politica. Ma tutto questo è soggettivo – ha sottolineato l’ex ministro – le cose gravi sono altri termini e minacce. Raramente querelo, di solito si chiede scusa e finisce li, qui invece è stata un escalation. Bisognava mettere un punto fermo”

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Il parroco aveva inoltre definito «pezzo di Merda» Salvini e gli aveva augurato anche la morte.

“Sarebbe bastato chiedere scusa, non saremmo arrivati a questo punto e non avrei fatto perdere tempo a tutti voi. Chiedo scusa e regalo i soldi in beneficenza”. – Così Matteo Salvini parla dal banco dei testimoni, nell’aula del tribunale di Lecco prima della sentenza.

Singolari le affermazioni del parroco dopo la sentenza. Don Giorgjo infatti ha detto di non credere più nella giustizia e di essere stato condannato ingiustamente.

Speriamo ora che per lui sia la giustizia del Signore a pareggiare le cose.

 

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Italia ed estero

Ecco la nascita di un pulcino da un uovo senza guscio. Il video incredibile

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In questo sorprendente video della Mihama Veterinary Clinic di Fukui, in Giappone, potrete osservare lo sviluppo, e la nascita, di un embrione di pollo con un metodo di schiusa senza guscio.

Questa dimostrazione è praticata principalmente sulla base dell’articolo scientifico scritto da Tahara et. al. Le uova vendute nei negozi vengono sterilizzate e non c’è il rischio di gravidanze indesiderate, quindi non dovete preoccuparvi di cucinare un pulcino al tegamino.

Tuttavia, le uova fecondate possono essere vendute in negozi biologici o naturali, allevamenti di pollame familiare, ecc. Dove i pulcini possono crescere in determinate condizioni.

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Italia ed estero

Morte 3 vigili del fuoco: Il proprietario della cascina aveva appena aumentato il massimale assicurativo a un milione e mezzo di euro

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È crollato dopo 10 ore di interrogatorio sotto le domande incalzanti degli investigatori dei carabinieri dopo che alcune ore prima ad una trasmissione televisiva aveva dichiarato che chi aveva compiuto questo assassinio era «un vigliacco»

Questa mattina, sabato 8 novembre, è arrivata la notizia della confessione: ad annunciarlo è stato il procuratore Capo di Alessandria Enrico Cieri nel corso della conferenza stampa.

La confessione di Giovanni Vincenti (nella foto) è stata “esaustiva pienamente, dando pieni riscontri a elementi acquisiti durante la perquisizione“. Il procuratore  ha ribadito sottolineando: “Ha agito per danneggiare le cose ma ha escluso la volontà omicida“.

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Michele Angelo Lorusso ha fatto sapere: “Abbiamo mappato la scena del crimine e il contesto relazionale dei soggetti che via via emergevano come in qualche modo collegato a questo evento, arricchendo il quadro investigativo esclusivamente con elementi oggettivi“. Il Comandante provinciale dei carabinieri di Alessandria ha aggiunto: “È chiaro che ad un certo punto la problematica assicurativa ha assunto un rilievo non determinante ma significativo e, parallelamente agli sviluppi dell’attività, quando si è trattato di cercare ulteriori elementi oggettivi anche durante la perquisizione, essendo emerso il bugiardino del timer, si è andato a completare un quadro indiziario di tale importanza che il soggetto ha deciso spontaneamente di collaborare“.

Il movente che ha spinto il proprietario a far saltare in aria l’edificio sarebbe di tipo economico: lui e la moglie, anche lei indagata a piede libero, erano fortemente indebitati – anche se probabilmente riguardava le banche mutuatarie – e lo scorso agosto l’assicurazione dell’edificio era stata estesa al fatto doloso. Il massimale era di un milione e mezzo di euro.

L’azione portata a termine era infatti “volta a conseguire il premio dell’assicurazione stipulata lo scorso agosto anche per fatto doloso“. Oltre alle accuse di disastro doloso, omicidio e lesioni volontarie ora si sta valutando anche l’aspetto della frode ai danni della compagnia di assicurazione “perlomeno nella forma tentata“.

Una prova schiacciante è stato il ritrovamento – nella camera da letto – di un foglietto relativo al funzionamento del timer che ha innescato l’esplosione: secondo le dichiarazioni di Vincenti le bombole dovrebbero essere sette, “collocate nei vari locali dell’abitazione, aperte perché saturassero gli ambienti e provocassero l’esplosione all’1.30 della notte. Finora ne sono state trovate tre“.

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Il procuratore Cieri ha infine spiegato la dinamica dell’accaduto: “Il timer era stato settato all’1.30, ma erroneamente un altro timer era stato settato a mezzanotte. Quindi accidentalmente c’è stata una prima piccola esplosione che ha allertato i vigili del fuoco che poi si sono recati sul posto con i carabinieri”.

La strage poteva essere evitata:Le altre cinque bombole che erano nell’altra abitazione non esplose stavano insufflando l’ambiente di gas, vi era quindi lo spazio per una qualche segnalazione che noi pensiamo avrebbe potuto evitare la tragedia“. Il procuratore ha aggiunto:Questa è la valutazione che abbiamo fatto noi, a fronte della quale il Vincenti ha ribadito che non aveva nessuna volontà omicida e questa segnalazione non l’aveva fatto perché sconvolto dal gesto che era andato al di là delle sue intenzioni“.

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