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Trento

Firmato dal Sindaco e dal Prefetto il progetto “Controllo di vicinato”. In partenza 11 gruppi

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E’ stato firmato ieri mattina dal Sindaco di Trento Alessandro Andreatta e dal Commissario del Governo Prefetto Sandro Lombardi il Protocollo d’intesa denominato “Controllo di vicinato”.

Si tratta di uno strumento di prevenzione della criminalità basato sulla partecipazione attiva dei residenti in una determinata zona, che collaborano con le Forze di Polizia Statali e Locali.

Il protocollo sottoscritto ieri ha la durata di un anno quale periodo di sperimentazione.

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Per monitorarne l’efficacia verranno tenuti incontri periodici tra le forze dell’ordine.

Tre i principali obiettivi di questa nuova iniziativa: coadiuvare le forze di Polizia nella prevenzione, aumentando la percezione di sicurezza e vigilanza; favorire lo sviluppo della cultura della partecipazione alle tematiche della sicurezza urbana e della collaborazione attiva dei cittadini attraverso una comunicazione efficace, veloce ed organizzata; migliorare il rapporto Forze di Polizia – comunità, scambiando informazioni tramite i coordinatori dei gruppi che le raccolgono e le trasferiscono alle forze di Polizia.

Quattro gli attori per un buon controllo del vicinato: i gruppi di vicinato; i coordinatori dei gruppi; le forze di Polizia Statali e Locali e gli Enti Locali.

E’ fondamentale sottolineare che i gruppi di controllo non possono e non si devono sostituire alle Forze di Polizia che hanno il compito esclusivo di svolgere l’attività di repressione e ricerca degli autori dei reati.

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In estrema sintesi i cittadini uniti in questi gruppi possono dare il loro contributo:

  • prestando attenzione a ciò che avviene nella loro zona durante la vita quotidiana;

  • collaborando con le Forze dell’Ordine segnalando, tramite il coordinatore, situazioni inusuali e comportamenti sospetti;

  • collaborando con i vicini attraverso comportamenti di reciproca assistenza (sostegno ai vicini anziani e soli, ritiro della posta in caso di assenza, sorveglianza reciproca della case, ecc.);

  • comunicando rapidamente le informazioni e riversandole al coordinatore del gruppo;

  • individuando i fattori di rischio ambientale (scarsa illuminazione, accessi vulnerabili, persone sole, ecc.) indicati dalle Forze di Polizia.

Per dar vita all’iniziativa nel corso dell’anno sono state organizzate una serie di riunioni con i responsabili della Polizia locale nelle Circoscrizioni interessate, con la finalità di illustrare il progetto alla cittadinanza ed individuare volontari e coordinatori dei gruppi.

Quattro le Circoscrizioni che finora hanno costituito dei gruppi con il rispettivo coordinatore, nello specifico Argentario (7 gruppi), Oltrefersina (1 gruppo), Gardolo (2 gruppi) e Centro Storico-Piedicastello (1 gruppo), gruppi che diventeranno operativi proprio con la firma del protocollo.

Anche presso la Circoscrizione di Povo è stata fatta la riunione informativa.

Il progetto era stato promosso in prima battuta a febbraio dalla Commissione consiliare per le politiche sociali e dalla Commissione per l’ambiente e la vivibilità urbana con la mozione recante “Maggiori sinergie tra istituzioni e cittadini per migliorare la vivibilità e la sicurezza urbana” e, successivamente, dalla Mozione del Consiglio comunale n°29 del 12 marzo 2019 intitolata “Maggiori sinergie tra istituzioni e cittadini per migliorare la vivibilità e la sicurezza urbana”.

Il controllo di vicinato è uno strumento di prevenzione di criminalità, si basa sulla partecipazione attiva dei residenti in una determinata zona, che collaborano con le Forze di Polizia Statali e Locali che esercitano la propria funzione su quel territorio.

Il controllo di vicinato promuove la sicurezza urbana soprattutto attraverso la solidarietà tra i cittadini con il fine ultimo di ridurre il verificarsi di reati contro la proprietà e le persone.

Agli abitanti dell’area interessata è richiesto di alzare il livello di attenzione, rendendo palese che gli abitanti della zona sono attenti e consapevoli di ciò che accade intorno a loro. Se i vicini lavorano insieme, i furti e tanti altri reati occasionali saranno limitati.

Il controllo di vicinato non è richiesta di eroismo o ronde, ma solo richiesta di maggiore attenzione a quelle situazioni anomale che possono generare apprensione ed allarme.

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Trento

L’appello dell’ENPA:«Il comune accolga i senza tetto insieme ai propri animali»

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L’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) opera in tutti gli ambiti in cui siano coinvolti a qualunque titolo gli animali.

Questa vocazione deriva da sensibilità sia verso gli etero-specifici che verso i propri simili, perciò il nostro Ente è attivo affinché le Istituzioni pubbliche rispettino i diritti delle persone che condividono la propria vita con gli animali.

La presidente dell’ente Trentino Ivana Sandri lancia un appello.

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«Con l’arrivo del maltempo e del freddo diventa ancora più difficile la vita per chi, per scelta oppure per costrizione, non ha una casa e vive ai margini della società. Per questo, per evitare patimenti e pericoli per la salute, a causa delle condizioni climatiche estreme, e ricordando gli episodi in cui cittadini in difficoltà hanno rifiutato un ricovero, pur di non doversi staccare dai propri compagni di vita a 4 zampe, come fa ormai da tempo ENPA del Trentino si rivolge al Comune di Trento e al Servizio politiche sociali della Provincia, per chiedere che dei posti letto siano destinati all’accoglienza di persone accompagnate dai propri animali».

«Non si tratta “solo” di una scelta di civiltà, per non discriminare e non esporre a rischi proprio quelle persone che mostrano maggiore sensibilità verso altre creature, rifiutando di abbandonare i propri amici animali, seppure a rischio del proprio benessere e talvolta anche della vita stessa. Infatti, poiché l’abbandono di animali domestici è un reato previsto e punito dal codice penale, è evidente che le istituzioni, qualora vietassero l’accesso ai rifugi per senza tetto a chi sia accompagnato da animali, dovrebbero farsi carico di questi ultimi, affrontando quindi sia le difficoltà nel reperire il luogo in cui ricoverarli (mentre sono presenti in Trentino dei canili, non esistono similari strutture pubbliche per ospitare gatti ed altri animali d’affezione), nonché le ulteriori spese per cure e sostentamento. Un problema sia etico che economico che viene superato proprio attraverso l’evoluzione culturale che l’ENPA si auspica».

«L’ENPA del Trentino sollecita il Servizio politiche sociali della Provincia e il Comune di Trento ad attivarsi – conclude la nota –  affinché i cittadini che versano in condizioni di disagio, in caso di necessità trovino adeguata accoglienza assieme ai propri animali. E chiede di conoscere quanti posti siano previsti, per rispondere adeguatamente a questi bisogni, e dove siano dislocati».

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Trento

Tonina: con le bande le nostre comunità sono più vive

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“Ogni volta che una banda suona ad una manifestazione, quella che si crea è un’atmosfera speciale. E non è solo per via della musica, dal momento che le bande rappresentano uno dei veicoli più importanti di cui le nostre comunità dispongono per trasmettere tradizioni e valori”.

Con questo messaggio il vicepresidente della Provincia, Mario Tonina ha voluto portare il saluto della Giunta, ed in particolare dell’assessore Bisesti, all’assemblea generale della Federazione dei Corpi bandistici del Trentino che si è svolta ieri nella sala riunioni dell’Aeroporto Caproni.

Un’attività intensa quella della Federazione, con i suoi 4830 associati, che spazia – come ha ricordato il suo presidente Renzo Braus – su varie proposte, come l’iniziativa Bande sulla neve o gli scambi culturali ed i gemellaggi, senza contare i concerti che sfiorano i 1400 all’anno.

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Ma particolarmente meritoria è l’attività di formazione, specialmente quella rivolta ai giovani. Oggi si contano 940 allievi iscritti alla formazione di base cui se ne aggiungono 1699 per i corsi di strumento, per un totale di 2639 ragazzi.

“Sono numeri che parlano da soli – ha commentato il vicepresidente della Provincia, Tonina – e di questi risultati dobbiamo ringraziarvi perché esprimono la capacità di saper aggregare ma anche di vivacizzare i nostri paesi, con un tocco di allegria e la forza del coinvolgimento che rendono possibile affrontare quella difficile sfida che è il presidio delle nostre comunità.”

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Trento

In Trentino arrivano 27 nuovi carabinieri

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Sono 27 i carabinieri nuovi che sono stati destinati alle Stazioni Carabinieri del Trentino.

Sono ragazzi della “generazioneZ”, alcuni dei quali nati dopo il 2000, provenienti dal Nord e dal Sud Italia. Tra loro ci sono anche 6 ragazze.

Ciò permetterà di esprimere al Comando provinciale di Trento un maggiore numero di pattuglie sulla strada e, quindi, un incremento del controllo del territorio. Se questi giovani carabinieri potranno difettare di esperienza, a loro non mancherà certo l’entusiasmo, l’energia e la preparazione per poter servire al meglio il proprio Paese.

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Un servizio, il loro, rafforzato dall’aver ricevuto una formazione multidisciplinare, di carattere sia teorico che pratico, che spazia dalle nozioni di diritto e procedura penale alla conoscenza di tecniche e modalità per affrontare persone sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o alcoliche, fino ai corsi di difesa personale e sul tema dei diritti umani.

Ma non solo. Il lavoro pratico di una generazione cresciuta a braccetto con la tecnologia, di “nativi digitali”, consentirà un approccio smart a tutte le applicazioni che l’Arma ha messo a disposizione del suo personale per operare al meglio al servizio del cittadino.

La scelta di questi appartenenti ai “millennials” di vestire l’uniforme testimonia la fiducia che le nuove generazioni ripongono nei valori che l’Arma incarna: la partecipazione attiva e la solidarietà operosa sono principi di vita che accomunano questi giovani all’essenza dell’Istituzione, racchiusa nel giuramento prestato, custode dei più elevati valori e delle nobili tradizioni dei Carabinieri da oltre 200 anni.

 

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