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Rovereto e Vallagarina

Bocconi avvelenati: fermato un sospetto in Vallagarina

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A seguito di ripetuti episodi di avvelenamento di animali domestici e selvatici, registrati negli ultimi mesi in Vallagarina, il personale del Corpo Forestale Trentino ha condotto un’indagine approfondita che ha portato ad eseguire una specifica attività di polizia giudiziaria, su delega della Procura della Repubblica di Rovereto, nei confronti di un sospettato implicato in episodi di distribuzione di esche avvelenate

Sono state rinvenute e poste sotto sequestro sostanze potenzialmente idonee al confezionamento di bocconi avvelenati, che le analisi di laboratorio hanno confermato essere principi attivi contenuti nelle esche trovate in vari luoghi di indagine.

Si tratta di prodotti un tempo utilizzati in agricoltura come fitofarmaci, il cui uso non è più consentito già da diversi anni, ma anche di piccole capsule contenenti stricnina.

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L’operazione, che ha consentito anche una bonifica del territorio e la ricerca di esche mediante il ricorso a cani specificamente addestrati, è stata eseguita dal personale delle Stazioni forestali di Ala, Mori, Rovereto-Vallarsa e Ledro, con il coordinamento dell’Ufficio Distrettuale Forestale di Rovereto-Riva del Garda.

Sotto sequestro anche materiali idonei all’attività di uccellagione: reti, trappole a scatto e alcuni cordini in acciaio per la preparazione di lacci. In attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria, che si esprimerà nei prossimi mesi, i risultati ottenuti dall’indagine dei forestali intendono contrastare e prevenire episodi intollerabili di avvelenamento o di distribuzione di bocconi avvelenati destinati ad animali domestici o selvatici.

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Rovereto e Vallagarina

Oggi la nuova edizione della Cena Solidale a Pomarolo

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Ritorna oggi, 12 dicembre, la tradizionale cena solidale organizzata da Solidal Fontana, il gruppo di volontari dell’istituto tecnico roveretano. Cena il cui ingresso è devoluto a sostegno della comunità indigena di San Josè del Carmen del Chiapas.

Anche quest’anno il ritrovo, la quinta edizione, è presso la sala dell’oratorio di Pomarolo.

L’evento vede la presenza di referenti di A.Pi.Bi.Mi. con i quali la scuola sostiene il progetto pluriennale.

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L’obiettivo concreto di quest’anno è “Ninos de la tierra“, un progetto di educazione e agricoltura ecologica tramite la Casa de Estudios Agricolas. In concreto, è prevista la costruzione di una serra didattica, di orti e pollaio comunitari, la formazione sull’agricoltura organica, la produzione di ortaggi e uova per la mensa scolastica

Alla cena, preparata da alcuni cuochi di Risto3 che lo scorso anno sono stati membri attivi del progetto – formando un gruppo della comunità alla gestione della mensa a San Josè – partecipano studenti, docenti, personale ausiliario, genitori, compagni e familiari dei ragazzi, quanti sono interessati. Una ventina gli studenti volontari che con molto impegno in queste settimane hanno organizzato la serata.

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Durante la cena sono previste testimonianze e interventi per fare il punto dell’avanzamento dei progetti e per lasciare oltre che la bocca dolce anche un motivo di riflessione.

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Rovereto e Vallagarina

Convenzione tra Avio e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali

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È stata approvata la convenzione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale dei Sistemi Informativi, dell’Innovazione Tecnologica, del monitoraggio dati e della Comunicazione, il Comune di Avio per il trattamento dei dati nell’ambito della Piattaforma GePi per la gestione del Patto per l’Inclusione Sociale del Reddito di Cittadinanza.

Infatti, è compito dei Comuni effettuare la verifica anagrafica dei requisiti di residenza e soggiorno dei beneficiari del cosiddetto “Reddito di Cittadinanza” e attivare e gestire i Patti per l’inclusione sociale, e i progetti utili alla collettività.

Infatti, il D.L. 23 gennaio 2019, n. 4 “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”, convertito in Legge, con modifiche, dalla Legge 28 marzo 2019 n. 26, individua i nuclei familiari beneficiari del Reddito di cittadinanza (R.d.C.).

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L’erogazione del beneficio è condizionato alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, nonché ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale secondo le modalità e i requisiti indicati, ai fini della realizzazione dei c.d. “Patto per il lavoro” e “Patto per l’inclusione sociale”.

L’art. 6 del citato D.L. 4/2019 istituisce, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Sistema Informativo del Reddito di cittadinanza (SIRDC), nell’ambito del quale opera, oltre a quella presso l’ANPAL per il coordinamento dei Centri per l’impiego, anche apposita piattaforma digitale dedicata al coordinamento dei Comuni, in forma singola o associata, al fine di consentire l’attivazione e la gestione dei Patti per l’inclusione sociale, assicurando il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni, nonché per finalità di analisi, monitoraggio, valutazione e controllo del programma Rdc.

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L’attivazione e la gestione dei Patti per l’inclusione sociale mediante piattaforma digitale compete ai Comuni, alle cui attività, strumentali al soddisfacimento dei livelli essenziali delle prestazioni di cui all’art. 4 comma 14, del D.L. 4/2019, si provvede mediante l’utilizzo delle risorse disponibili della quota del Fondo per la lotta alla povertà ed all’esclusione sociale, di cui all’articolo 1, comma 386, della legge 28 dicembre 2015 n. 208, destinata al rafforzamento degli interventi e dei servizi sociali ai sensi dell’articolo 7 del D. Lgs. 147/2017, con il concorso delle risorse afferenti al Programma operativo nazionale Inclusione.

È, quindi, compito dei Comuni effettuare la verifica anagrafica dei requisiti di residenza e soggiorno dei beneficiari, ai sensi dell’articolo 5, comma 4, del D.L. 4/2019, e attivare e gestire i Patti per l’inclusione sociale, previa valutazione multidimensionale dei bisogni dei beneficiari, e i progetti utili alla collettività ai sensi dell’art. 4 del medesimo decreto.

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Rovereto e Vallagarina

Brentonico: lavori al muro sulla strada militare

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Il Comune di Brentonico sta rimettendo in sicurezza il muro crollato sulla strada militare che, dal Monte Vignola, porta al Corno della Paura. La strada è stata costruita nei primi del Novecento dagli italiani e si va a congiungere con quella austriaca sul lato nord della montagna che sale dalla località Polsa.

Il monte Vignola, durante la prima guerra mondiale, era un punto strategico per la sua posizione particolare che permetteva l’osservazione verso sud e verso nord per moltissimi chilometri. Per questo è stato strutturato dai due eserciti contendenti con caserme, fortificazioni, trincee, postazioni di tiro e ovviamente strade.

La strada su cui si interviene è ora inserita nei percorsi del Sentiero della pace ed è una fra le più panoramiche della zona, offrendo una vista mozzafiato sulla valle dell’Adige. Le recenti piogge hanno causato il crollo di uno dei possenti e bellissimi muri a secco di sostegno della strada stessa, costruiti in pietra più di un secolo fa. Veri gioielli delle maestranze di un tempo.

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«Il crollo – spiega l’assessore comunale al turismo agricoltura e foreste Moreno Togniha quindi causato un grave danno a un pezzo di storia che assume anche un valore affettivo per tutti i frequentatori del luogo. Come tutti i beni storici è tutelato dalla legge e, con la Soprintendenza per i beni culturali della Provincia, si è concordato un primo intervento di messa in sicurezza almeno per scongiurare un continuo dilavamento del fronte di frana.

Per questo sono stati coinvolti i Vigili del fuoco di Trento che, con il Gruppo soccorsi speciali Saf hanno provveduto alla copertura della frana con teli impermeabili. Per le operazioni era infatti necessario calarsi dall’alto in assoluta sicurezza e, per questo, serviva personale specializzato.

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Per raggiungere il luogo hanno dovuto utilizzare la motoslitta a causa della presenza di neve sul tracciato. I teli sono stati quindi assicurati alla parete rocciosa sovrastante e poi fissati al terreno con picchetti in ferro».

Nel frattempo, sono già iniziati i primi dialoghi con i vari enti interessati per capire come procedere per il restauro del manufatto. Un restauro non certo semplice sia per le difficoltà costruttive e per la zona impervia ma anche per il reperimento delle risorse necessarie.

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Per questo, oltre alla Soprintendenza, è stata coinvolta la Sat dato che il percorso in questione è il n. 687 in gestione alla sezione di Avio e dato che lo stesso parte dal fondo valle per arrivare sulle colme di Vignola nel Comune di Brentonico.

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