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Rovereto e Vallagarina

L’imprenditore trentino ottiene giustizia contro la “Banda dei Rolex”

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È cominciata nell’ottobre 2018 la vicenda dell’imprenditore trentino truffato per un Rolex. Era, infatti, di sua proprietà il costoso orologio che ha venduto alla persona sbagliata.

L’uomo viene contattato su internet dopo aver aveva messo in vendita un proprio Rolex di notevole valore. Il truffatore propone un accordo di compravendita dopo aver visto l’offerta online, e stabilisce con la vittima il luogo dell’incontro, l’istituto bancario di quest’ultima, con sede a Rovereto, suggerendo quale metodo di pagamento un assegno circolare.

L’imprenditore, ignaro di essere finito nella pericolosa rete della “Banda dei Rolex”, una vera e propria organizzazione criminale, accetta di incontrarsi con l’interessato acquirente per mostrargli l’orologio e concludere quello che sembrava essere un buon affare.  Presso la banca, viene affidato a un funzionario il controllo circa l’autenticità del titolo.

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L’impiegato si muove su due diversi fronti: revisiona l’assegno, e poi contatta telefonicamente la banca emittente, ricevendo positivo riscontro. Tutto regolare quindi, il venditore avrebbe dovuto solo aspettare i consueti tempi tecnici per l’effettivo accredito della somma.

Tuttavia, qualche giorno dopo l’incasso, la vittima si avvede che l’assegno è stato stornato. A quel punto chiede informazioni alla banca. Quello che scopre lo sconvolge non poco: il titolo è contraffatto.

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Cosa accade dopo lo spiega il difensore della vittima, l’avvocato Massimo Mazzola, docente di diritto privato e delle assicurazioni nell’Università di Trento: «Il primo obbligato passaggio è stato quello di sporgere querela per l’accaduto affinché venisse avviato un procedimento penale nei confronti dell’autore materiale della truffa. In seconda battuta, ho consigliato al cliente di avanzare un’istanza di risarcimento per inadempimento contrattuale nei confronti degli intermediari coinvolti, presso l’A.B.F., ovvero l’Arbitro Bancario Finanziario.

Si tratta di organismo alternativo di soluzione delle controversie, istituito presso la Banca d’Italia, suddiviso sul territorio della Penisola in diversi Collegi, che si occupa delle controversie che possono sorgere tra i clienti e le banche.

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L’eventuale inottemperanza ad una decisione che dovesse rivelarsi favorevole al cliente dà luogo alla pubblicazione del nome dell’istituto nel Registro degli intermediari inadempienti, cui chiunque può accedere consultando il sito dell’A.B.F.: si tratta di una sanzione assai rilevante sul piano reputazionale, e nella maggioranza dei casi costituisce un valido stimolo ad una pronta adesione alla decisione».

La strada intrapresa dell’avvocato risulta essere quella corretta.

L’A.B.F., con una recentissima pronuncia, ha condannato all’integrale risarcimento del danno la banca della vittima, presso cui era stato negoziato l’assegno.

In primis, viene messa in discussione la professionalità del funzionario che si è limitato ad effettuare una mera telefonata all’apparente istituto bancario del truffatore, piuttosto che inviare una richiesta di verifica all’indirizzo PEC (posta elettronica certificata) fornito da quest’ultimo, che a suo tempo aveva già segnalato le truffe in atto, invitando tutte le banche a non utilizzare le utenze telefoniche delle proprie filiali.

In secondo luogo, emerge che ci si è trovati davanti ad un caso di palese negligenza del funzionario, della quale, ovviamente, risponde l’istituto, se si considera che l’assegno riportava evidenti segni di contraffazione: sull’assegno mancava addirittura, nella parte riservata alla firma, la denominazione della banca emittente.

Assolta”, invece, la banca presunta emittente, che aveva diramato ufficialmente, e prima del fatto, il rischio di truffe collegate alla negoziazione di assegni circolari falsi, perpetrate mediante l’illecita intromissione nelle proprie linee telefoniche.

 «Le banche convenute – chiarisce l’avvocato – avevano d’altronde eccepito che sussistesse un concorso di colpa del mio cliente, il quale avrebbe dovuto utilizzare un altro metodo di pagamento, per esempio un bonifico, o comunque non avrebbe dovuto concludere la transazione prima che fosse definitivamente accreditata la somma sul suo conto».

Fortunatamente, il Collegio ha escluso tale possibilità. La vittima non aveva fatto nulla di sbagliato, si era solo fidata della propria banca e della relativa professionalità.

Il ricorso è stato inoltrato nell’ ottobre 2018 e la decisione è stata emessa il 6 settembre 2019. Accedere a questo sistema di soluzione delle controversie costa solo 20 euro per le spese di procedura, e per i casi più semplici non richiede l’assistenza di un legale.

È un procedimento accessibile e sicuro.

Si è sentito parlare spesso della “Banda dei Rolex”, caso ripreso anche recentemente dalla trasmissione televisiva “Le Iene”. La sfortunata situazione dell’imprenditore lagarino non può che avere la doppia funzione di campanello di allarme e rassicurazione.

Se da un lato dimostra che l’attenzione non è mai troppa e che certi malaugurati eventi possano colpire chiunque, dall’altra porta alla consapevolezza che ci sono diverse modalità, anche veloci e non onerosi, per ottenere giustizia.

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Rovereto e Vallagarina

Lions club: conferenza su Leonardo da Vinci davanti a 450 studenti

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Straordinaria lectio magistralis nella mattina di martedì 12 novembre all’Auditorium “Melotti” di Rovereto tenuta dal prof. Domenico Laurenza sul genio universalmente riconosciuto di Leonardo da Vinci.

A 500 anni esatti dalla sua morte il Lions Club Rovereto Host ha deciso di proporre ad oltre 450 studenti di sette istituto superiori della città le parole e le immagini sempre suggestive di uno dei maggiori, se non il più grande, tra gli studiosi e i conoscitori del grande artista e scienziato toscano.

Il prof. Laurenza è stato presentato e introdotto dal prof. Luca Ciancio, docente roveretano di Storia delle Scienze e della Tecnologia all’Università di Verona, che ha saputo stimolare i molti giovani presenti.

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E’ stata subito scoperta la carta – jolly, che nessuno si aspettava, un’autentica chicca.

Ovvero il fatto che oggi uno dei più appassionati cultori del genio di Leonardo da Vinci e uno dei maggiori possessori degli scritti del genio italiano, è nientemeno che il grande Bill Gates, uno degli uomini più ricchi della Terra e inventore di Microsoft. Un genio del nostro tempo che ha rivoluzionato il modo di comunicare.

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Bill Gates, con la sua fondazione filantropica, ha acquistato anni fa il Codice Leicester di Leonardo da Vinci per la somma di ben 30 milioni di dollari e lo ha messo a disposizione dei più validi e seri studiosi, al fine di divulgarne il più possibile la conoscenza e i molteplici contenuti.

Il suddetto Codice, costituito da 36 fogli che raccolgono disegni e scritti di Leonardo e stampati su carta formato più o meno A4, tratta di anatomia, di geologia, di astronomia e di meccanica.

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Il prof. Laurenza studia Leonardo da Vinci in tutta la sua versatilità da parecchi decenni, collaborando pure con l’Università di Oxford.

Lì ha avuto modo di conoscere il prof. Martin Kemp, il più grande studioso inglese di Storia della Scienza. Con lui è nata una preziosa collaborazione, che li ha portati ad essere gli autori di una nuova straordinaria edizione del Codice Leicester di Leonardo da Vinci, finanziata da Bill Gates, che ha colto nei due studiosi serietà e affidabilità.

Il primo tomo del Codice Leicester a cura del prof. Laurenza e del prof. Kemp è già stato pubblicato. Degli altri tre volumi è prevista la pubblicazione nel 2020.

Pertanto, il prof. Laurenza con mirabile chiarezza ha illustrato in poco più di un’ora il prezioso Codice, che ci fa capire la grandezza di Leonardo quale artista e disegnatore, ma pure come attento e versatile scienziato.

Ma il Professore ha fatto capire agli studenti quanto, ad esempio, i suoi studi di anatomia siano stati fondamentali nei suoi quadri più famosi, quali la “Gioconda”, “L’Adorazione dei Magi”, “L’Ultima Cena” e “Sant’Anna” ad esempio.

Come, invece, le sue innovative applicazioni nella meccanica siano state preziose in altre opere quali “La battaglia di Anghiari”.

Il prof. Laurenza ha raccontato anche la vita di Leonardo da Vinci, che lo ha visto fin da giovanissimo artista nella bottega fiorentina di Andrea del Verrocchio, poi per quasi vent’anni a Milano alla corte degli Sforza, poi ancora a Firenze, quindi a Roma e infine a Amboise, in Francia, dove morì il 2 maggio 1519 e dove è sepolto nella Cappella di Saint Hubert.

Un viaggio conoscitivo attraverso la grandezza e l’universalità di Leonardo da Vinci, di questo genio unico del Rinascimento italiano, quello compiuto dal prof. Domenico Laurenza, che ha affascinato per oltre due ore gli oltre 450 studenti roveretani.

Da questi ultimi sono giunte domande assolutamente pertinenti, appassionate, a dimostrazione che la mattinata è stata un investimento per loro importante nel cogliere e apprezzare anche la tangibile modernità del pensiero di Leonardo da Vinci.

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: ruba all’interno di una ditta, arrestato dalla Polizia di Stato

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L’intervento tempestivo degli agenti della Polizia di Stato che erano sul territorio per una serie di servizi di controllo predisposti dal Questore per la Provincia di Trento Giuseppe Garramone anche nella città di Rovereto, ha permesso la scorsa settimana di intervenire con tempestività all’interno di una ditta, ove un dipendente aveva sorpreso un individuo che, con fare indifferente, cercava di allontanarsi dopo aver frugato nella borsa di una dipendente lasciata per un attimo incustodita in ufficio ed aver sottratto dalla stessa 200 Euro.

La pattuglia intervenuta riconosceva subito il soggetto, un trentacinquenne roveretano, resosi in passato responsabile di altri furti simili, caratterizzati dal medesimo ed odioso modus operandi oramai collaudato: il responsabile, introducendosi approfittando dell’apertura al pubblico, si appropriava dei portafogli ed effetti personali delle vittime, verosimilmente attendendo la loro momentanea assenza.

I furti si verificano dove le persone sono più tranquille e perdono di vista momentaneamente i loro effetti personali come spogliatoi, postazioni di lavoro, anticamera di uffici o esercizi pubblici.

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Nella ditta in questione, fortunatamente, un dipendente attento ha notato l’ingresso di questo soggetto sconosciuto che accedeva all’ufficio di una collega per uscirne dopo poco con le mani in tasca e l’aria indifferente ed ha immediatamente fermato l’individuo, allertando nel contempo le forze dell’ordine e la Volante della Polizia di Stato immediatamente intervenuta.

L’intruso, messo alle strette, dopo aver tergiversato, ha infine consegnato la somma rubata e, anche alla luce dei suoi precedenti specifici, è stato tratto in arresto dalla Polizia di Stato e sottoposto a giudizio direttissimo innanzi al Tribunale, dove è stato condannato.

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Rovereto e Vallagarina

Consiglio comunale shock: a Rovereto la maggioranza non c’è più

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Se non mancassero meno di sei mesi alle prossime elezioni comunali oggi staremmo qui a parlare di probabili dimissioni del sindaco Francesco Valduga. 

Il contendere, e non di poco conto, è la questione importante e molto sentita da parte della cittadinanza relativa alla viabilità.

La richiesta è invece quella ormai pluridecennale di realizzare una circonvallazione, variante, tangenziale, che dir si voglia.

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Ieri sera in Consiglio comunale Valduga ha dovuto accettare che la mozione dal titolo “Variante di scorrimento veloce” venisse approvata con 17 voti a favore e la non partecipazione al voto di 12 consiglieri, compreso lo stesso primo cittadino e la sua giunta.

Una non partecipazione al voto che non ha evitato la sostanziale e grave bocciatura di un impianto di maggioranza che è andato via via disgregandosi tra incomprensioni, faide interne, imposizioni da parte della giunta municipale e mancanza di dialogo con i consiglieri di maggioranza, molti dei quali si sono stufati di dover soltanto alzare la mano per avallare decisioni a loro sconosciute senza che venisse richiesto, come dovrebbe essere, un loro parere e senza concordare una linea condivisa per la buona amministrazione della seconda città del Trentino.

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Insomma una sorte di caos assoluto e il conseguente «rompete le righe» che apre il mercato dei consiglieri per le prossime elezioni comunali del 2020 dove si parla già di passaggi eccellenti dalla maggioranza ai partiti di centrodestra.

Al termine di una serata consiliare dai nervi tesi, con un assessore che ha definito “carta stracciala mozione presentata da ben 16 consiglieri, svilendo in tal modo il ruolo del civico consesso, alla faccia della presunta anima “civica” della maggioranza valdughiana, che negli ultimi 2 anni, e negli ultimi mesi in maniera inequivocabile ed esplicita, ha perso la sua unitarietà di visione.

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La mozione, che impegna la giunta a modificare il Prg per inserire il tracciato della secante quale alternativa alla SS12 (statale del Brennero) oggi altamente trafficata e congestionata per molte ore del giorno, è stata approvata con 17 voti a favore su 29 consiglieri presenti. 

E  nemmeno la presenza di tutti i 32 consiglieri comunali in carica avrebbe cambiato le cose. La maggioranza di fatto non esiste più.

Al di là delle valutazioni di merito sulla scelta di un tracciato (la secante) rispetto alla circonvallazione (che correrebbe molto più distante dalla città, verso la Destra Adige, con il rischio di isolare ancora di più il centro città già oggi poco frequentato), la votazione mette in luce  la disgregazione in atto tra le fila valdughiane, con il primo cittadino che dovrà fare i conti con questi mutati scenari in vista delle elezioni del maggio 2020, alle quali pare intenzionato a ripresentarsi per un secondo mandato, a questo punto tutt’altro che certo.

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