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Sport

Gigi Buffon, Ilaria D’Amico: un botta e risposta tra passato, presente, calcio e vita privata

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Per la prima volta sullo stesso palco, in occasione del Festival dello Sport, la coppia composta dal fenomeno del pallone e della parata, Gigi Buffon, e dalla celebre giornalista sportiva Ilaria D’Amico, si confronta e si mette a nudo, dopo qualche iniziale imbarazzo, ripercorrendo la storia calcistica di lui, i successi e le sconfitte, senza però tralasciare momenti di vita quotidiana e scelte dettate dalle necessità familiari.

Entrambi normalmente a proprio agio sotto i riflettori, entrambi riservatissimi in termini di vita privata, esordiscono così, tra qualche sorriso imbarazzato, Buffon e la compagna D’Amico, seduti faccia a faccia per una doppia auto-intervista.

Eppure, la magia del quotidiano si riversa ben presto anche in pubblico: la complicità scalda i motori, le battute si sprecano, i piccoli rimbotti, pure. Si va “a braccio”, nel provare a sviscerare passato e presente di entrambi, ma soprattutto di Gigi, che è stato ed è fenomeno nel suo campo e che, ironizza fin da subito, «sinceramente non saprei come fare, se non “a braccio”, nella vita».

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Del resto la parata, svela la D’Amico, fa così parte della sua persona da essere diventata un gesto istintivo anche nel sogno: «Sono quelle che non ho mai fatto in campo», si scusa, scherzando ancora, lui. Eppure, Buffon, di colpi a segno ne ha messi davvero tanti: il mondiale nel 2006, 176 partite in nazionale, la non usuale carriera ancora attiva a 41 anni, il Pallone d’Oro più volte sfiorato.

«Diceva Yashin, che quel premio l’ha vinto, che “se non sei tormentato dopo aver fatto un errore, non sei un grande portiere”, e allora forse il mio segreto sta qui, nel tormentarmi sempre» – racconta Gigi – «io vivo col desiderio costante di diventare perfetto. Non credo di aver mai dato il 100% di me stesso, forse ho in serbo ancora un 15%, ed è quello che farò uscire adesso, dopo i 40. Ma questa mia insoddisfazione perenne» – aggiunge – «viene dal mio passato e dai suoi insegnamenti: il complimento più bello che mi fece mio padre fu “oggi non mi sei dispiaciuto”, e una delle prime cose che mi fu detta da uno dei miei primi allenatori fu “non essere mai ottimista in campo”».

E a proposito di allenatori e compagni, la chiacchierata tra i due tocca anche queste corde: da Conte, che per Buffon «resta, a prescindere dalla recente scelta professionale di guidare l’Inter, un uomo a cui, per passione e professionalità, non è possibile muovere alcuna accusa»; a Nevio Scala, che lo fece esordire, un po’ pazzamente, nel Parma; ad ancora Ancelotti, «che sarà sempre colui a cui devo tutto, per aver creduto in quel giovane arrogante me, facendomi scalare le gerarchie».

È un uomo sempre equilibrato (pertanto molto diverso dal passato, e lui stesso ci gioca, sul contrasto) e che dice di sé di “non conoscere l’odio”, questo Buffon seduto di fronte alla compagna al Festival dello Sport:

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«Forse lo devo proprio alle figure più scomode della mia vita, questo atteggiamento, e parlo dei paparazzi» – spiega – «alla fine vivere sotto il loro occhio costante, perennemente preda di uno scatto, mi ha reso più educato e civile».

Meno concorde la D’Amico, che si ritaglia anche qualche minuto per accusare il giornalismo “torbido” e il gossip. Resta allora, prima di concedersi ai fan per selfie e autografi, in quest’ottica, un piccolo commento a un rivale di sempre, Cristiano Ronaldo, ora compagno di squadra:

«Se non puoi combatterli, unisciti a loro» – scherza Gigi – «o semplicemente: stai coi migliori, per imparare da loro. E per me, in chiusura di carriera, poter essere tornato alla Juve dopo l’anno a Parigi – scelta condizionata soprattutto dalla mia paternità – e poter giocare accanto a un campione come lui, è una grande soddisfazione».

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Sport Trentino

Rugby Trento ancora sfortunato

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Ancora una domenica sfortunata per il first XV del rugby Trento che cede per 17 a 7 nel pesantissimo campo di Monselice.

Una partita difficile a causa delle condizioni del manto di gioco che ha sicuramente condizionato l’intera partita con ambedue le formazioni che facevano fatica ad impostare un gioco alla mano.

I padroni di casa chiudono il primo tempo con tanto possesso concretizzato, però, con un vantaggio di 5 a 0, grazie all’ottima difesa del Trento.

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La ripresa si apre con una forte reazione dei ragazzi di Soldani che, nel momento migliore, a seguito di un’ingenuità in attacco, subiscono una nuova meta. Il Trento spinge ancora e segna la meritata marcatura con Tommaso Canova imponendo un gran ritmo alla gara interrotto da passaggi troppo forzati rispetto alle condizioni del campo. A tempo ormai scaduto il Monselice segna una meta a seguito di una mischia in difesa del Trento.

Commettiamo ancora troppi errori per mancanza di esperienza ma io sono ottimista perché quando giochiamo riusciamo ad esprimere un buon rugby. Ora bisognerà pensare alla prossima partita contro il Frassinelle che sarà fondamentale per il nostro campionato“, queste le parole di coach Soldani al termine della gara.

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Sport Trentino

Vittoria all’ultimo respiro: battuto 2 a 1 il Padova

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Il Trento torna alla vittoria espugnando il campo del Padova con un goal di Brunello allo scadere dei novanta minuti di gioco.

Dopo essere andate in vantaggio grazie al bolide di Poli, le ragazze di mister Pavan erano infatti state raggiunte sull’uno a uno dalle biancoscudate, in rete con Dona. Il tap-in del subentrato attaccante, però, ha regalato i tre meritati punti alle gialloblù.

Per la trasferta di Padova, mister Pavan ripropone il consueto 4-3-1-2 con Varrone, Ruaben, Linda Tonelli e Chierchia a difendere Valzolgher; Fuganti, Rovea e Poli a comporre la linea di centrocampo, mentre Rosa e Alessandra Tonelli si alternano nel ruolo di trequartista alle spalle di Daprà.

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La partita tarda a regalare emozioni e il primo episodio che scuote un match altrimenti concentrato a metà campo si registra al minuto trentacinque, quando Rosa riceve in area da Alessandra Tonelli concludendo poi con il mancino di poco a lato.

La risposta del Padova arriva da calcio piazzato e, poco prima del duplice fischio, Costantini inzucca un cross al bacio di Sarain, senza però inquadrare lo specchio.

La ripresa si apre invece su alti ritmi e dal primo calcio d’angolo della frazione scaturisce la rete del vantaggio trentino: uno schema su corner azionato da Rosa permette a Poli di liberare il tiro dal vertice dell’area.

La conclusione è potente e ben indirizzata sul primo palo, difficile da parare per Orlando che prova a respingere, senza successo, il fulmine scagliato dal centrocampista classe 2000 in maglia gialloblù.

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La reazione del Padova è veemente e le biancoscudate approfittano di una ripartenza per ristabilire la parità con la subentrata Dona che scavalca Valzolgher con un pregevole pallonetto, al termine di una veloce azione corale.

Le due squadre tornano così a ricompattarsi e sono entrambe brave a lasciare poco spazio alle iniziative avversarie per quasi mezz’ora.

Le giocatrici di Pavan sono però le ultime ad arrendersi e si dimostrano caparbie nel salire sull’ultimo treno per la vittoria: Rosa calcia con forza una punizione dal limite dell’area e costringe Orlando alla respinta corta.

Brunello anticipa il diretto marcatore e spinge il pallone in porta da pochi passi, regalando alle compagne una vittoria fondamentale per il proseguo del campionato. La classifica vede ora il Trento al quarto posto con 15 punti in cascina.

 

PADOVA: Orlando, Ferrari, Amidei, Dal Pozzolo, Sarain, Gallinaro (9’st A. Dona), Spagnolo, Gastaldin (48’st Rapesi), Didone, Fabbruccio, Costantini.
A disposizione: M. Dona, Mazzucato, Bettinardi, Carli, Quaglia, Callegaro, Biasiolo.
Allenatore: Antonello Campus
TRENTO (4-3-1-2): Valzolgher, Varrone, Ruaben, L. Tonelli, Chierchia (25’st Lucin), Fuganti, Rovea (20’st Brunello), Poli, Rosa (48’st Maurina), A. Tonelli, Daprà (36’st Tononi).
A disposizione: Callegari, Regini, Torresani, Maurina, Tononi, Brunello.
Allenatore: Libero Pavan
ARBITRO: Santinelli di Bergamo
RETI: 3’st Poli (T), 18’st Dona (P), 45’st Brunello (T).

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Sport Trentino

Dolomiti Energia Trentino, mercoledì sera a Oldenburg sfida chiave per i destini dei bianconeri in 7DAYS EuroCup

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Tre partite. La regular season di 7DAYS EuroCup è già al suo momento della verità: per qualificarsi alle Top 16 e continuare la propria avventura nella seconda coppa continentale la Dolomiti Energia ha fra le mani il proprio destino europeo, ma non può permettersi errori in quelle che sulla carta sembrano tre partite da “dentro o fuori” per chiudere il gruppo D.

La prima è quella che mercoledì sera vedrà i bianconeri impegnati sul campo di Oldenburg: contro i tedeschi battuti all’andata alla BLM Group Arena 91-81 Trento ha l’occasione non solo di aggiungere due punti alla propria classifica, ma anche di ottenere un pesante 2-0 negli scontri diretti sull’EWE, il primo parametro di discrimine in caso di un arrivo a pari punti tutt’altro che impossibile.

Tra le note liete della sconfitta di domenica a mezzogiorno contro Cremona ci sono stati un Ale Gentile da 25 punti (9-16 dal campo e sei assist) alla terza volta in stagione oltre quota 20 segnati e un Justin Knox in versione tuttofare che ha chiuso la partita con 16 punti, 13 rimbalzi (massimo stagionale in Serie A per un giocatore di Trento) e sei assist (migliore prestazione in carriera in Serie A per Justin).

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Cominciare la stagione 0-3 e ribaltarla con quattro successi consecutivi. E’ esattamente quello che ha fatto la squadra giallonera, che dopo un avvio di regular season da incubo culminato con la sconfitta a Trento nel Round 3 ha infilato quattro vittorie di prestigio che l’hanno rimessa in piena corsa non solo per la qualificazione ma anche per una posizione di vertice nel gruppo D.

91-78 in casa contro Malaga, poi 83-85 e vittoria esterna a Podgorica, 61-73 con un grande ultimo quarto a Gdynia e 79-72 casalingo contro il Galatasaray. Manca solo lo scalpo di Trento alla formazione di coach Drijencic, che anche grazie all’innesto dell’ex Varese Tyler Larson (21 punti nell’ultimo successo contro il Gala) ha messo le marce alte e di è trasformata in una “big” della competizione grazie al dominio in area di Rasid Mahalbasic e alla potenza di fuoco sul perimetro espressa dal tiro da fuori di Hobbs e Boothe e dal talento atletico di Blakes e Sears. Poi c’è sempre Rickey Paulding, un’autentica leggenda della pallacanestro tedesca ed europea.

Il Round 8 del gruppo D si apre già domani sera alle 18.00 con la sfida ad alte quote fra Galatasaray (4-3) e la già qualificata Malaga (6-1); mercoledì alle 20.00 invece in campo Arka Gdynia (3-4) e Buducnost (1-6), con i montenegrini ancora disperatamente in corsa per un posto fra le migliori sedici.

Per quanto riguarda le formazioni italiane, nel gruppo A la Virtus Bologna (6-1) è ospite di Andorra (4-3) con palla a due mercoledì alle 20.00; trasferta a Bursa (4-3) per Venezia (5-2), prossima avversaria della Dolomiti Energia in campionato. Infine Brescia (4-3) gioca domani sera a Lubiana (2-5) per mettersi in tasca la qualificazione alle Top 16. 

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