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Sport

Vieri e Ronaldo, i fenomeni dell’Inter si prendono il Festival dello sport di Trento

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Bobo Vieri in goal ci va in ogni caso: ieri con la palla, oggi nel suo nuovo ruolo di comunicatore.

E se, accanto a lui c’è il Fenomeno vero, Ronaldo Luis Nazàrio De Lima, allora la magia torna quella ammirata sul tappeto d’erba della Scala del Calcio, dove con loro due tutto era possibile.

La coppia di attaccanti dell’Inter più forte di tutti i tempi si è ritrovata ieri al Festival dello sport di Trento.

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Il Fenomeno Ronaldo non poteva mancare al Festival dei fenomeni.

In collegamento da San Paolo, Ronaldo ha scherzato con il suo vecchio compagno di squadra. “Sono andato all’Inter – ha esordito Vieri – perché volevo giocare con Ronaldo, con il migliore giocatore al mondo”.

La speranza però si è trasformata in illusione, a causa dell’infortunio patito da Ronaldo nella partita conto la Lazio. Ci vollero 700 giorni perché i due si ritrovassero sullo stesso campo da gioco: a Brescia quel giorno fini 3 a 1 per l’Inter e al gol di Ronaldo negli stadi italiani tutto il pubblico si alzò in piedi ed applaudire.

Christian Vieri è stato un bomber implacabile, un giocatore mai banale, fuori e dentro il campo. Appesi gli scarpini al chiodo Bobo si è ritagliato, grazie alla sua naturale verve, il ruolo di uomo gossip, padrone dei social (2,2 milioni di follower solo su Instagram), opinionista tv di livello internazionale e personaggio da copertina. Introverso, scontroso e quasi musone da ragazzo,

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Vieri si è riscoperto, invecchiando, personaggio di un pubblico senza età. “Sono nato in Australia tra i canguri. Giocavo a cricket e a rugby. Poi un giorno ho iniziato a giocare al pallone. Mi schierarono da terzino. Davo e ricevevo un sacco di legnate. Dopo alcune partite segnavo più degli attaccanti. Incominciai già allora a litigare con gli allenatori. Al mio dissi: ‘Senti segno più di quelli davanti. Mettimi in attacco che ti risolvo i problemi…’. Avevo due sogni, giocare in Serie A e andare ai Mondiali. Li ho realizzati e ora sono un uomo felice, papà di una meravigliosa bambina”.

Speranza e illusione – Dall’altra parte dell’oceano, a San Paolo, è collegato il suo amico Ronaldo, compagno di una stagione all’Inter, vissuta senza riserva tra speranza ed illusione.

E illusione apre l’incontro con le immagini che ritornano a quel 9 dicembre 2001. La partita è Inter – Brescia e segna con il ritorno del Fenomeno, fermo da 749 giorni a causa del drammatico infortunio patito contro la Lazio all’Olimpico.

“Quel gol – ricorda Ronaldo – è un ricordo bellissimo. Aspettavo quel momento da quasi due anni, spesi in operazioni al ginocchio per recuperare il tendine rotuleo e una riabilitazione dolorosa. Bobo mi passò un pallone che voleva essere solo spinto in rete. Era la fine dell’incubo più nero”. E in quel momento in tutti gli stadi i tifosi si alzarono in pieni e applaudirono la rete di Ronaldo. “Lui è più benvoluto in Italia che in Spagna e Brasile”, dice convinto Vieri.

Vieri, la Spagna e la Ferrari  – Bobo non risparmia aneddoti per la gioia di un pubblico che lo applaude ad ogni battuta: “A Madrid sfidai il presidente dell’Atletico Madrid, dove giocavo, con la promessa di una tripletta. In caso di scommessa vinta, mi sarei portato a casa una Ferrari. La domenica dopo segnai tre gol ma feci una cazzata perché non ritirai mai la Ferrari. Tornassi indietro andrei subito all’incasso”.

Eppure l’esordio in Spagna non fu una passeggiata per Bobo: “I giornalisti mi massacrarono le prime quattro giornate perché non riuscivo a mettere dentro la palla. Mi vendicai alla quinta giornata, sbloccandomi con una doppietta e vincendo a fine campionato la classifica cannonieri. Quella gogna mediatica non la perdonai ai giornalisti e con loro non ci ho più parlato”.

All’Inter per Ronaldo – Nell’Inter di inizio 2000, accanto a Ronaldo, c’era Bobo Vieri. Insieme formavano una coppia di attaccanti che non aveva eguali al mondo. “Io sono andato all’Inter – rivela Vieri – perché c’era lui e volevo giocare con il più forte. Io non sono mai stato in soggezione con nessuno ma con Ronnie fatto un passo indietro. Arrivai all’Inter dopo essere costato 90 miliardi di lire – scherza il bomber – e volevo fare gol. Mi dicevo che se non avessi segnato dopo quello che ero costato, mi avrebbero ucciso. Per fortuna ne feci subito due…”.

L’amicizia nata in palestra – Vieri: “Passavamo tutti i giorni insieme e ci divertivamo. L’ho aspettato un anno da quel maledetto infortunio al ginocchio. Per me era un fratello e soffrivo per lui. La vostra amicizia è nata nella palestra della Pinetina. Quell’anno mi fermai anch’io tre volte per problemi al flessore e quindi ci ritrovavamo in palestra dove trascorrevamo intere mattinate”.

All’Inter per una vita – “Milano è stata la mia città e l’Inter la mia squadra – aggiunge Ronaldo -. Si respirava un’energia contagiosa, i giocatori erano carichi e i tifosi ci seguivano con amore infinto. Pensavo che avrei trascorso tutta la mia carriera all’Inter perché la sentivo come la mia famiglia e il presidente Moratti era come un padre nei miei confronti. Mi raccontava tutto della ricostruzione della squadra. Nel progetto di Lippi c’era, oltre a Baggio, anche Seedorf che dal Real Madrid voleva giocare con noi. Insomma eravamo un gruppo destinato a fare cose importanti”.

Attacco di fenomeni – “Nell’inter – dice Bobo – ho trascorso con Ronaldo tre anni. C’era un energia pazzesca. La gente era pazza e innamorata di noi. San Siro era una bolgia e la stadio tremava anche quando uscivamo per il riscaldamento. Alla Pinetina c’erano sempre migliaia di tifosi. Nell’aria c’era un odore di barbecue e salsicce. I tifosi che facevano festa durante i nostri allenamenti. Incredibile, non mai visto nulla di simile”.

“Noi eravamo la speranza dei tifosi interisti – aggiunge il Fenomeno -. Ho vissuto epoca d’oro a San Siro che non dimenticherò mai”.

Il derby e le botte con Ayala – Inter Milan non è mai una partita normale. I derby dell’ottobre 1999 vide nel primo tempo un’Inter straripante. In campo c’è un derby nel derby. Lo giocano Ronaldo ed Ayala. “Il difensore del Milano – ricorda Ronnie – passava tutto il tempo a picchiarmi. Nella ripresa provo a stoppare un traversone alto ed alzo il gomito. Lui va giù ed io esco con il cartellino rosso. Oggi con la Var non sarebbe successo”.

Il dopo partita è ancora più elettrico con Lippi, allenatore dell’Inter, che parla di “leggerezza imperdonabile” da parte di Ronaldo. Apriti cielo. Interviene Moratti e si sfiora l’esonero del tecnico.

“In ogni caso – interviene Bobo Vieri – con Ayala erano botte da orbi. In campo ho incontrato solo due giocatori tignosi: Ayala e Samuel della Roma.

L’infortunio contro la Lazio – Finale di Coppa Italia. Era il 12 aprile 2000. “Terribile, è stato terribile – ritorna Ronaldo -. Il tendine rotuleo, già lesionato contro il Lecce, si ruppe appena tentai un’accelerazione. In campo urlavo dal dolore e tentavo di trattenere la rotula che mi stava salendo lungo la coscia. Mai prima d’ora un infortunio di questo genere era successo nel calcio: non c’era alcuna casistica o informazione sui tempi di recupero. Sono stati i dieci giorni più bui della mia carriera di giocatore. Dopo l’operazione ho trovato una forza dentro di me e un amore verso il calcio che mi hanno permesso di  tornare a giocare. Non ho mai mollato un giorno”.

Gli allenamenti sbagliati – “A ripensarci – prosegue il Fenomeno – la causa di quell’infortunio erano gli allenamenti sbagliati. Cooper, il nuovo allenatore, ci faceva correre quattro chilometri solo nel riscaldamento e alla fine dell’allenamento ne facevamo più di dieci. Io non avevo bisogno di correre e ne parlavo ogni giorno con l’allenatore. Lui a parole mi rassicurava ma nella realtà andava avanti dritto per la sua strada”.

“Era un follia – taglia corto Vieri -. Io ho bisogno di correre per mantenere la forma ma Ronnie no, se lui chiede un trattamento diverso sei un pazzo a non assecondarlo. Lo dissi sia a Cooper sia a Moratti. Inutilmente”.

Lo scudetto perso contro la Lazio – 5 maggio 2002. E’ la data nera dell’Inter, il giorno dell’illusione più cocente. E’ Bobo Vieri a ricordare quella partita incredibile: “Ci ho pensato un milione di volte. Eravamo in vantaggio di un punto e dovevamo solo vincere. La Lazio non avevo nulla da chiedere e noi siamo andati in vantaggio due volte. E’ stata colpa nostra ed è giusto così”.

Ronaldo racconta la vigilia: “Nei giorni precedenti i giornali scrissero che Moratti aveva acquistato Nesta e che lui non avrebbe nemmeno giocato l’ultima di campionato. Quella notizia ci ha distratto molto e siamo entrati in partita troppo tranquilli e questo fu un errore pagato caro”. Il Fenomeno non manca una frecciata all’allenatore Hector Cooper: “Abbiamo sbagliato formazione. Ci presentammo con un giocatore in più a centrocampo che non ha funzionato. E’ stata una delle più grandi delusioni in vita mia. Non ricordo di aver mai pianto così per una sconfitta e per una squadra. La delusione era fortissima, avevamo mancato lo scudetto dopo anni che lo vinceva la Juve e, soprattutto, in quel modo…”. Dal pubblico i tifosi interisti non fanno mancare l’applauso.

L’Addio all’Inter e la fuga al Real Madrid – E’ la parentesi forse più triste della serata. Ronaldo la racconta ancora con emozione: “Noi, per questa maglia, abbiamo dato tutto. Io mi sentivo all’inter per tutta la vita e non volevo andare dal presidente a chiedere la testa dell’allenatore. Ma non ce la facevo più a stare con Cooper: parlavamo ore con lui, dicevamo certe cose e poi lui ne faceva altre. Non credevo nel suo progetto. Andai da Moratti e raccontai il mio malessere per la gestione di Cooper. Ero convinto di restare e che il presidente avrebbe mandato via Cooper. La grande delusione è stata che Moratti ha preferito Cooper a me”.

Anche Bobo non risparmia critiche al presidente Moratti. “In squadra eravamo tutti uguali, tranne lui. Niente, Cooper da testardo è andato per forza a scontrarsi con Ronnie. Moratti ha sbagliato a mandarlo via”.

“Era l’agosto del 2002 e trascorsi una settimana senza dormire – ricorda con rammarico Ronaldo -. All’improvviso, la città che mi amava, iniziò ad odiarmi: mi buttavano i sassi alla finestra e dovevo girare con la scorta della polizia. Fu la fine brutta di una avventura bellissima e a me dispiace tantissimo. Dovevamo finire la storia in un’altra maniera”.

Ancora il Fenomeno: “Mi resi conto che la società, per giustificare la mia cessione, gettò la colpa su di me. A Moratti voglio un bene incredibile e con lui ho riparlato molte volte di questo ed entrambi abbiamo ammesso di aver sbagliato”.

La reazione di Bobo Vieri fu rabbiosa: “Andai da Tronchetti Provera e Moratti e dissi a loro che non potevano venderlo. Posso sentire tutte le ragioni del mondo. Posso capire che Ronaldo era giovane e impulsivo, ma le persone di 50 anni dovevano capire che stavano commettendo uno sbaglio enorme. Al presidente ho detto: ‘Se vendi lui, vendi anche me’”. Andò come andò.

I nuovi fenomeni. – Chi ha ereditato lo scettro di Luis Nazàrio De Lima? Alla domanda sia il vero Fenomeno che Vieri concordano: “Attualmente i più forti sono nell’ordine Messi, Cristiano Ronaldo e Neymar. Stiamo parlando di giocatori di altissimo livello, con pochissima differenza”.

La nuova Inter di Conte – Ronaldo parla da tifoso: “Conte mi piace e la squadra sta facendo un ottimo campionato e spero che sia l’anno buono”.

Bobo resta con i piedi per terra: “Il gap con la Juve è importante. Loro hanno una rosa pazzesca ma l’Inter ha intrapreso un percorso che la porterà lontano. Bisogna avere pazienza e dare tempo al gruppo di crescere. Quest’anno, l’Inter sarà con il Napoli l’avversaria della Juve fino alla fine”

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Sport Trentino

Superlega: stasera alla BLM Group Arena Itas Trentino-Gas Sales Piacenza

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SuperLega Credem Banca 2019/20 subito in campo per il quinto turno di regular season, il primo che si giocherà integralmente in infrasettimanale.

L’Itas Trentino sarà di nuovo protagonista di un incontro casalingo: stasera mercoledì 13 novembre alla BLM Group Arena i Campioni del Mondo riceveranno la visita della Gas Sales Piacenza.

Fischio d’inizio previsto per le ore 20.30: cronaca diretta su Radio Dolomiti e live streaming su Lega Volley Channel all’indirizzo www.elevensports.it.

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A quattro giorni dal derby dell’Adige, i gialloblù affrontano subito un altro impegno di fronte al proprio pubblico e contro un’altra formazione ambiziosa che, al pari di Verona, punta a scalare le tradizionali gerarchie del campionato.

Mi aspetto una partita difficile come quella che abbiamo appena giocato contro la Calzedonia – ha preannunciato l’allenatore Angelo Lorenzetti presentando l’impegno – . Come Verona, Piacenza è infatti una squadra che sbaglia poco e che nelle azioni lunghe si esalta. Dobbiamo perciò farci trovare pronti per una sfida che presenterà insidie, che dovremo essere bravi a superare per portare a casa un’altra vittoria. Il successo ovviamente dà gusto, ma in questo periodo conta anche il modo in cui arriva e soprattutto la capacità di accettare i propri limiti e riuscire a superarli, anche soffrendo”.

In vista del match di mercoledì il tecnico marchigiano può disporre di tutti i tredici effettivi della rosa, che completerà la propria preparazione con un allenamento nel primo pomeriggio odierno ed uno di rifinitura nella mattinata della gara.
Trentino Volley in questa circostanza scenderà in campo per la 821a partita ufficiale di sempre e andrà a caccia della 574a vittoria assoluta, eventualmente la 301a di sempre di fronte al proprio pubblico (su 377 disputate).

Il successo al tie break contro Vibo Valentia di domenica sera al PalaBanca ha consegnato la prima vittoria stagionale alla Gas Sales Piacenza, Società differente da quella che in passato aveva vinto lo scudetto 2009 a Trento ma che di fatto ne ha raccolto pienamente l’eredità.

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Partito dalla Serie A2 nella passata stagione e raccolta subito la promozione in SuperLega, il Club biancorosso non nasconde le proprie importanti velleità di alta classifica, che ha fatto immediatamente capire di avere già durante l’estate in sede di mercato. In Emilia sono infatti arrivati giocatori di livello assoluto come i centrali serbi Krsmanovic e Stankovic, lo schiacciatore italo-olandese Kooy, l’ex posto 4 di Perugia Berger, il palleggiatore argentino Cavanna (in Italia già a Ravenna) e soprattutto l’opposto Nelli.

Il martello toscano cresciuto nel Settore Giovanile di Trentino Volley e prestato per una stagione alla Gas Sales rischia però di non essere fra i protagonisti del match da fresco ex di turno a causa di un problema accusato al ginocchio sinistro durante la sfida con la Tonno Callipo. Al suo posto dovrebbe quindi giocare Fei, fra i principali fautori della promozione della passata stagione.

In questo campionato Piacenza ha raccolto sin qui tre punti, perdendo al tie break a Verona e per 0-3 a Civitanova ed in casa contro Modena.

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Sport Trentino

Dolomiti Energia Trentino, terzo quarto fatale: alla BLM Group Arena passa il Buducnost 69-76

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I bianconeri comandano le operazioni nel primo tempo, poi però la partita cambia padrone nel terzo quarto quando i montenegrini piazzano un 8-31 di break. Domenica a mezzogiorno di nuovo in casa per la sfida di campionato con Cremona.

Un terzo quarto da incubo costa alla Dolomiti Energia Trentino il Round 7 di 7DAYS EuroCup: alla BLM Group Arena la spunta 69-76 il Buducnost VOLI Podgorica, che conquista il primo successo nel gruppo D lasciando a quota tre vittorie (e quattro sconfitte) i bianconeri.

La Dolomiti Energia parte bene e conduce con autorevolezza i primi 20’ cavalcando un James Blackmon da 14 punti nel primo tempo, ma cede di schianto nel terzo parziale (8-31 di parziale nei 10’) quando l’attacco dei bianconeri si inceppa e il Buducnost ingrana le marce alte.

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A quel punto Trento, nonostante un disperato assalto nel finale lanciato da un paio di triple di Fabio Mian, non riesce più a riacciuffare il match, con Cobbs e compagni a strappare il primo successo stagionale in 7DAYS EuroCup.

Oltre ai 16 punti di Blackmon, buone prestazioni individuali per Rashard Kelly (12 punti, sette rimbalzi e due assist) e per il solito Aaron Craft da 10 punti, sette rimbalzi, sei assist e due recuperi.

Domenica a mezzogiorno i bianconeri hanno occasione per un pronto riscatto in casa contro la Vanoli Cremona nel nono turno di regular season in Serie A, mentre in 7DAYS EuroCup per continuare a inseguire il sogno qualificazione alle Top 16 saranno decisive le trasferte a Oldenburg e Gdynia, al momento alla pari con Trento in classifica nel gruppo D.

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«Abbiamo giocato due partite all’interno dei 40’, questa sera: i nostri avversari hanno giocato con consistenza per tutto l’arco del match, noi abbiamo attraversato troppi alti e bassi e abbiamo pagato i nostri passaggi a vuoti con dei grandi break subiti in particolare nel terzo quarto. Ora in EuroCup ci aspettano due partite decisive in casa di ottime squadre come Oldenburg e Gdynia: abbiamo già vinto in trasferta su campi difficili come Podgorica e Istanbul contro Buducnost e Galatasaray, proveremo a ripeterci»  – Nicola BRIENZA, Allenatore Dolomiti Energia Trentino

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Sport Trentino

ASDE Castel Beseno: imparare ad andare a cavallo all’ombra del castello

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L’Associazione Sportiva Dilettantistica Equestre situata ai piedi di Castel Beseno, a pochi minuti dal paese di Calliano, nella Alta Vallagarina, è una vera e propria oasi di pace e tranquillità per tutti coloro che amano gli animali e la natura.

Se si vuole imparare ad andare a cavallo o continuare la propria carriera agonistica lontano dalla frenesia dei centri abitati, questo è il luogo ideale.

Qui, è possibile prendere parte alle attività con i pony, iniziare a familiarizzare con i cavalli della scuola e prendere parte alle lezioni del pomeriggio, seguiti da fidati e preparati istruttori che hanno a cuore il benessere dei propri allievi tanto quanto quello dei cavalli.

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E se il pomeriggio è il momento in cui questo piccolo mondo si anima con l’arrivo di bambini e ragazzi di tutte le età, la mattina è dedicata ai privati o a coloro che preferiscono gestire il proprio cavallo senza troppe distrazioni, lontano dalla confusione delle lezioni pomeridiane.

Quando il sole inizia a fare capolino dalle spalle di Castel Beseno, la prima luce del mattino rischiara il campo ed i vigneti che circondano questa splendida struttura, donando all’ambiente un’aria fatata. Immersi nella calma e nel silenzio, non si può fare altro che rendersi conto dell’immensa fortuna che si ha nel vivere a pochi passi da un luogo così tranquillo.

Per chi volesse poi fare una passeggiata, magari dopo la propria lezione, a pochi minuti dal maneggio scorre il Rio Cavallo con le sue splendide cascate.

Nelle serate invernali, invece, con la sera che arriva sempre prima è possibile scaldarsi in ufficio o nella Club House, davanti al caminetto, circondati da cani e gatti, mentre in sottofondo è possibile ascoltare il suono del torrente e del mulino.

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L’ASDE Castel Beseno è uno di quei posti adatti a tutti: che si ami la compagnia o che si preferisca la solitudine, andare a cavallo circondati da alberi e vigneti, con il sole e con la pioggia, è quanto di più rilassante si possa trovare attualmente, dove tutto sembra essere in costante movimento e mutamento. Qui, il tempo si ferma e tutti possono tornare ad essere bambini con quella spensieratezza tipica di un’età ormai sfumata nel proprio passato.

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