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Sport

Tina Maze e Sofia Goggia, la bellezza della velocità

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Le donne jet dello sci, Tina Maze e Sofia Goggia, sono prima di tutto amiche perché molto hanno in comune: la determinazione, la grazia e la passione per lo sci.

Al Teatro sociale di Trento sono state protagoniste ieri mattina le due sciatrici che hanno dominato la scena internazionale dell’ultima decennio: Sofia Goggia, oro nella discesa libera a PyeongChang 2018 (prima italiana nella storia dello sci), e Tina Maze, slovena, gigantista, vincitrice di quattro mondiali e due ori olimpici.

Le campionesse hanno dato vita ad un incontro che è andato oltre lo sport. “Di Tina – ha esordita l’atleta italiana – ho sempre ammirato la forza e la determinazione. In camera custodisco ancora oggi i ritagli della Gazzetta che parlano di lei e delle sue imprese. La prima volta che l’ho incontrata è stata un’emozione”. La stima è tutta ricambiata dalla slovena:

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“Sofia l’ho incontrato alla sua prima gara di Coppa del mondo quando ha condiviso il podio con me. Mi aveva sorpreso il suo esordio ma non ci ho messo molto a capire che non sarebbe stata una meteora”.

Tina Maze e Sofia Goggia sono le ultime due campionesse olimpiche della discesa, ma nella vita sono molto di più. Tina Maze, talento ed eclettismo anche fuori dalle piste — è stata cantante, ora fa la commentatrice —, è la donna che un giorno ha deciso di crearsi un team tutto suo e che ha firmato la stagione dei record, quel 2012-13 che la vide 24 volte sul podio e prima con 2414 punti in classifica generale.

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A Trento ha incrociato, una volta tanto lontano dalle piste, Sofia Goggia, una polivalente della vita che sugli sci va velocissima e fuori dal circuito coltiva le passioni per la musica e la letteratura. Perché non si vince solo con gli scarponi ai piedi.

Per loro parlano i numeri. La consacrazione sportiva di Sofia Goggia arriva nel 2016-17 con 13 podi in Coppa (in 4 discipline, record per un’italiana) e due vittorie, entrambe nelle preolimpiche di Jeongseon, oltre al bronzo iridato in gigante.

Ai Giochi di PyongChang 2018 è diventata la prima italiana a vincere l’oro in discesa, 66 anni dopo Zeno Colò. Sempre nel 2017-18 ha vinto la Coppa del Mondo di discesa, con 3 punti di vantaggio su Lindsey Vonn.

Tina vanta quattro ori mondiali, più 5 argenti, e due ori olimpici, più due argenti. Ha vinto la Coppa del Mondo generale del 2012-13 con il record di punti conquistati, 2414, e di gare chiuse sul podio, 24; nella stessa stagione si è imposta anche nelle classifiche di gigante e si superG.

Nel circuito ha vinto 26 gare, con un totale di 81 podi. È una delle sette sciatrici ad aver vinto lmeno una gara di Coppa del Mondo in ciascuna delle 5 specialità. Esordì in Coppa del Mondo nel gennaio 1999 in gigante a Maribor; tre anni dopo nella stessa gara ottenne il primo podio, mentre nell’ottobre 2002 firmò la prima vittoria nel gigante di inizio stagione a Soelden.

Tina Maze racconta i suoi successi partendo dal personale:In gara non vedevo altro che la pista, ero concentrata sulla vittoria e temevo le mie emozioni perché per vincere devi essere fredda. Solo oggi, quando riguardo le mie gare, provo quelle emozioni che allora non potevo assaporare”. Determinazione, quindi, ma anche coraggio. Non solo fuori dalle piste. “Quando ho dato vita al mio team mi sono ritrovata contro la Federazione di sci slovena. E’ stata una battaglia fin dall’inizio e ci è voluto tempo prima che accettassero la mia scelta ma io non ho mai mollato”.

Tina è stata una delle poche atlete a vincere in tutte le discipline alpine dello sci. Rivolta a Sofia, che proprio non sopporta i paletti, la Maze si è lasciata andare ad un consiglio: “In slalom occupavo la posizione numero 300 ma dopo molti allenamenti sono risalita al secondo posto. Questi obiettivi sono possibili e li raggiungi non da sola ma ti serve anche la squadra”. Consiglio ricevuto ma i dubbi per Sofia restano: “Al cancellato provo più paura vedere davanti a me quattro porte su un muro di ghiaccio, che lo stesso muro da affrontare in libera, tranquillamente, con la mia velocità. In ogni caso Tina ha ragione e da qualche tempo ho capito che, se voglio migliorare devo allenarmi anche tra i pali, perché lo sci è uno sport d’equilibrio”.

La chiave dei successi di Tina, oltre allo straordinario talento, passa proprio per l’allentamento: “L’estate è un momento importante perché costruisci la stagione. Le sedute in palestra e di atletica di consentono di migliorare il tuo fisico, di rafforzare il tuo corpo. Per me sciare era un gioco dopo la preparazione atletica. Andrea, il mio allenatore (e oggi suo compagno di vita, ndr.) mi diceva sempre che in gara non andavo mai al massimo e che avevo sempre del margine. Aveva perfettamente ragione perché quel margine era la garanzia contro gli infortuni”. 

Entrambe hanno fatto la storia delle Olimpiadi. “A Sochi – ricorda la Maze – ho incominciato conio quarto posto in Super G. Ero arrabbiata, però sapevo di avere altre gare in cui potermi giocare l’oro. E così è stato. Ho vinto il primo oro in discesa e il secondo in slalom. Alla vigilia ero certa della vittoria e mentre sciavo mi vedevo già con la medaglia. Dovevo solo concentrarmi e non pensare ad altro”.

Sofia Goggia non aveva certezza: “No, non ero affatto sicura di vincere. A PyeongChang ho sciato tranquilla. Conoscevo la pista e dovevo solo divertirmi. Alle Olimpiadi volevo fare la sciata perfetta e ci sono riuscita. La vittoria è stata un’emozione fortissima perché quando gareggi non lo fai solo per te stessa ma rappresenti un’intera nazione”.

L’ultimo passaggio è per Cortina e le Olimpiadi 2026. “Cortina è un luogo fantastico – svela Sofia Goggia, ambassador di Milano Cortina 2026 -. Tempo fa le Fis realizzò un sondaggio sulla tappa più bella del circuito mondiale e Cortina vinse all’unanimità. Quando arrivi e vedi Cortina con le Tofane illuminate dal sole e un po’ impolverata di neve, è pura poesia”. Una dichiarazione di amore che anche Maze fa propria: “Svegliarsi alle 4 del mattino non è proprio bello ma quando sali sulla funivia e vedi quel paesaggio, pensi che sei fortunata ad essere lì”.

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