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Piana Rotaliana

Oggi a Maso Alto di Pressano torna l’antica tradizione tirolese del Törggelen

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Oggi Maso Alto di Pressano si trasformerà in una Buschenschank (osteria contadina), secondo l’antica tradizione tirolese del Törggelen, saranno proposte le birre artigianali del Maso, abbinate a specialità in degustazione per tutta la giornata.

Un’occasione unica per visitare il birrificio, degustarne le produzioni e godere la suggestiva vista autunnale sulla valle dell’Adige, mangiando (anche) castagne.

E se si vuole rispettare del tutto la tradizione, si dovrebbe arrivare a piedi al Maso salendo con una passeggiata pittoresca dal borgo di Pressano, attraverso i tanti masi che si trovano sulla collina avisiana.

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Il programma della festa prevede il ritrovo ogni ora a partire dalle 11, per le visite guidate al birrificio.

Dalle 12 e 30 via alla degustazione delle specialità gastronomiche sulla panoramica terrazza di Maso Alto.

Non mancheranno specialità autunnali e castagne. Nel primo pomeriggio passeggiata guidata tra i vigneti della collina ed a seguire degustazione dei marroni di Castione di Brentonico a cura dell ‘Associazione tutela Marroni di Castione.

La passeggiata che parte alle ore 13.30 dal parcheggio del paese di Pressano sulla strada del vino si svolge su un terreno sterrato in salita per una durata di circa 30 minuti.

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Piana Rotaliana

Il campetto di Mezzolombardo riapre, l’assessore Nicola Merlo: «Da ora controlli a tappeto e tolleranza zero»

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Dopo due lunghi mesi il campetto è stato finalmente riaperto. Dei ragazzi che sono passati da quelle parti hanno notato improvvisamente che il cancello d’ingresso non aveva più il lucchetto.

Non è stata una visione mistica, ma è stato riaperto per davvero. La manutenzione, citata sul cartello d’ingresso a giustificazione della chiusura, è stata talmente sottile che ad una prima occhiata sembrerebbe non sia cambiato nulla.

In realtà c’è stato un allungamento delle reti nelle parti laterali del campo, anche se le reti bucate dietro le porte sono sempre lì. Nonostante questo piccolo allungamento di reti, la tanto agognata manutenzione durata ben due mesi è in realtà dubbiosa.

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Per tanti ragazzi si sono aperti i cancelli del paradiso. È tornato lo svago pomeridiano. Il riunirsi fra amici, le risate per un pallone calciato fuori, la spensieratezza contro ogni problema non sono più elementi da desiderare ma da vivere.

Di questa improvvisa riapertura e di questa misteriosa manutenzione se ne è parlato con l’assessore allo sport e alle politiche giovanili Nicola Merlo.

«Il campetto l’ho fatto chiudere io due giorni prima del Memorial Malfa perché il campo era disastrato (delle grate per lo scolo dell’acqua non erano sistemate nel modo giusto).

In quei due giorni gli operatori comunali hanno cercato di sistemare il più possibile. Il fatto di tenerlo chiuso dopo il torneo è stata una scelta nostra (del Comune ndr) per dare un segnale con l’intenzione di farlo riaprire.

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Dopo esserci incontrati con il nuovo comandante dei vigili urbani a capo dei distretti Mezzolombardo e Lavis, il regolamento è stato mantenuto intatto. La cosa più gravosa non sono i bambini che vanno fuori a giocare, ma quella fascia di età, 16-19 anni, che va solo a disturbare: birra, sigarette, sporcizia, biciclette in campo.

La settimana scorsa abbiamo chiesto al nuovo comandante dei vigili urbani di fare dei controlli a tappetto e nel non avere nessun tipo di remora a fare delle sanzioni come sono previste dal regolamento.

Quello che speriamo di riuscire a raggiungere, poi non lo so se ci arriveremo, è proprio il fatto di fare dei controlli a tappetto e di avere tolleranza zero. Prima di arrivare a ciò si è cercato con questa chiusura di fare una cosa indicativamente punitiva.

Il nuovo comandante dei vigili urbani ha imposto che tutte le telecamere vengano monitorate quotidianamente. Lui sa già quali sono i sette/otto ragazzini che girano per il paese e disturbano.

Gli stessi sono stati visti anche al Parco Tennis, al Viale delle Elementari e al Parco Dallabrida. Credo che a breve il comandante convochi loro in caserma.

Il vicinato ha anche spesso chiesto che il campetto venga chiuso definitivamente. Pur dispiacendomi per coloro che non c’entrano nulla, spero che con il nuovo comandante il problema sia risolto.

Al campetto c’è sempre stato un divario di età e di presenze, ma le stesse persone disagiate che negli anni hanno frequentano il campetto non sono mai state così irrispettose.  L’ultima volta il guardiano ha trovato dei ragazzini che sono entrati all’interno del campo nonostante fosse chiuso.

Si è visto che la rete era tagliata. Loro non stavano però facendo niente, erano seduti in mezzo al campo. Dispiace per quei ragazzini che questo mese ci hanno rimesso. Serve la mano pesante.

Purtroppo le azioni dannose si stanno perpetuando del tempo: la colonnina dell’autovelox abbattuta, i bidoni ribaltati, la rete tagliata, la sporcizia in giro. Sono gli stessi ragazzini che io ho visto con i miei occhi che passano in paese in bicicletta e urlano dietro alle vecchiette. Tutto questo dà una brutta impressione.

L’intenzione era comunque quella di riaprire il campo. La chiusura è servita per dare un segnale e per capire come comportarci. Se serviva eravamo anche disposti a rimettere mano al regolamento. Nel momento in cui il comandante ci ha detto che per lui c’è tutto il necessario,  allora abbiamo deciso di tenerlo così com’è».

 

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Piana Rotaliana

Una “panchina rossa” a Lavis per dire no alla violenza sulle donne

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Le ragazze in servizio civile che hanno dipinto la "panchina rossa", da sinistra: Giorgia Sicher, Annalisa Rossi, Martina Bottamedi e Marianna Paolazzi

Il 25 novembre di ogni anno si celebra la giornata contro la violenza sulle donne. Un momento di riflessione contro una piaga che ancora infetta la nostra società. Ma anche un modo per far sentire meno sole quelle donne che vivono questo dramma sulla loro pelle, ovunque esse siano. (altro…)

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Piana Rotaliana

Conto alla rovescia per la nuova bretella in Rotaliana

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Scatta il conto alla rovescia in Rotaliana per la realizzazione della nuova bretella di collegamento all’autostrada del Brennero.

Dopo la recente approvazione del progetto da parte del comitato esecutivo della società, il punto è stato fatto questa mattina nella sede di via Berlino con il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, l’amministratore delegato di A22 Diego Cattoni, presenti anche il direttore Carlo Costa e il dirigente dell’UMST Grandi Opere Raffaele Decol.

Con loro anche i sindaci di Mezzocorona, Mattia Hauser, di San Michele all’Adige Clelia Sandri con l’assessore Alessandro Chini e l’assessore della comunità di Valle, Graziano Tomasini.

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Un’opera molto attesa che A22 finanzierà con propri fondi nell’ambito di quegli interventi di miglioramento della viabilità ordinaria funzionali all’asse autostradale. “Caratteristica – ha sottolineato il presidente Fugatti – che mette in evidenza l’importante ruolo territoriale della società alla quale vanno i nostri ringraziamenti”.Per Autostrada del Brennero – ha aggiunto Cattoni – prestare ascolto alle esigenze del territorio è un tratto distintivo della nostra identità, della nostra storia, del nostro azionariato”.

Tra Autostrada del Brennero e Provincia è stata concordata una bozza di convenzione che definisce anche le rispettive competenze operative.

E così, mentre la Provincia perfezionerà gli accordi con SNAM per lo spostamento del metanodotto e le procedure di esproprio dei terreni, una volta messo a disposizione il sedime A22 procederà con il bando di gara con l’auspicio di poter aggiudicare i lavori a metà dell’anno prossimo.

Il collegamento – spesa prevista quasi 2 milioni e mezzo di euro – sarà a doppio senso di marcia e si svilupperà per 1396 metri di lunghezza.

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Nella progettazione è stata posta particolare cura anche agli accessi interpoderali, con soluzioni che ne agevolino l’ingresso e l’uscita.

Il nuovo tracciato stradale avrà origine sulla S.S. 13, in corrispondenza della rotatoria di Grumo, all’altezza della stazione autostradale di San Michele-Mezzocorona.

Da qui, l’asta principale si svilupperà per circa 450 metri a rettifica e potenziamento della strada interpoderale già esistente.

Nel tronco successivo, fino al raccordo terminale con la rotatoria del S.P. 90 in località Masetto, il corpo stradale sarà prevalentemente impostato sul rilievo d’argine della “Fossa Grande di Caldaro”.

Il nuovo collegamento consentirà di migliorare la fluidità del traffico del centro abitato di Mezzocorona, in particolare sgravandolo dal traffico pesante proveniente dalla zona produttiva a nord di Mezzocorona, o lì diretto.

Con l’occasione, si procederà anche alla riqualificazione del parcheggio annesso alla stazione autostradale di san Michele e sarò posato, lungo l’intero sviluppo dell’asta principale, un tritubo per rete di telecomunicazione a fibre ottiche, con i relativi pozzetti di testata.

I tempi di realizzazione previsti sono di 360 giorni dalla consegna dei lavori, che potrebbero cominciare già nel giugno 2020.

Autostrada del Brennero procederà anche alla demolizione e ricostruzione del sovrappasso 33, che si innesta nella rotatoria che a nord delimita il nuovo tronco stradale.  Valore dell’opera: 6,1 milioni di euro

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