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Sport

Il rapporto tra sport e giornalismo al festival dello sport di Trento

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Il rapporto tra l’impresa sportiva e il suo racconto è stato al centro dell’incontro, moderato dal direttore della Gazzetta dello Sport Andrea Monti, tra alcune grandi firme del giornalismo sportivo, come Roberto Beccantini, oggi opinionista per il Fatto quotidiano, La Gazzetta dello Sport ed Eurosport, Paolo Condò, oggi a Sky dopo aver lavorato alla Gazzetta dello Sport, Mario Sconcerti, oggi opinionista del Corriere della Sera e della Rai, e Zvonimir Boban, bandiera del Milan e oggi dirigente dei rossoneri: “il giornalista che gioca meglio al calcio o il calciatore che fa meglio il giornalista”, come è stato definito.

Da una parte, ha ricordato Monti, lo sport propone straordinarie storie di vita, dall’altra il giornalismo sportivo italiano vanta una forte tradizione che sconfina nella letteratura. All’auditorium del Dipartimento di Lettere e Filosofia si è parlato di esperienze e carriere importanti, attraverso molti ricordi personali.

Per Boban il giornalismo deve contribuire a migliorare la società attraverso la verità. “Non credo – ha detto – di essere mai stato cattivo nei giudizi ma di aver solo detto la verità. L’ho fatto cercando sempre di rispettare le persone. Non esiste la libertà in assoluto, però la devi cercare sempre. Lo sport ti insegna a rispettare gli altri, a lavorare duramente ma anche a sognare. Inoltre ti ricorda anche che esiste una dimensione collettiva. Lo sport infatti unisce più di ogni altra cosa al mondo. E’ ancora il gioco quello che mi emoziona, perché è una magia irripetibile; se ne dovrebbe parlare di più”.

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Se Sconcerti ha ricordato di aver cominciato a venti anni, girando molto per raccontare il ciclismo e il calcio, cercando sempre un modo originale e diverso per raccontare lo sport, Beccantini ha aggiunto di aver sempre cercato di scrivere in modo competente ma anche capace di incuriosire. “Le nuove tecnologie e i social – ha detto – hanno portato ad una scrittura molto più veloce rispetto a quella, più pensata, del ‘900”. In fondo, per lui, a fare la differenza è però sempre la qualità.

Secondo Sconcerti per un buon giornalista è fondamentale pensare bene, imparare il ragionamento perché dentro al ragionamento ci sono tutte le notizie che si cercano.
Per lui anche i numeri sono importanti perché rappresentano il tentativo di dare certezza e forma alla realtà.

Condò, a proposito dei social, ha sottolineato che oggi si comunica ad un gran numero di persone che, anche grazie all’avvento della pay tv, ha visto tutto ed è spesso più competente che in passato.

Sconcerti ha aggiunto che se fino al 2000 il calcio era uno spettacolo per pochi, “nei bar sport si parlava molto – ha detto – di cose che pochi avevano visto”, da quel periodo in poi è diventato alla portata di molti.

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In chiusura Boban, stimolato dai consigli degli altri relatori, ha parlato del suo attuale impegno al Milan, degli obiettivi, del momento non facile, della scelta sofferta e ponderata di cambiare il tecnico.

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Sport Trentino

Dolomiti Energia Trentino, domenica sera la decima di campionato al Taliercio contro Venezia

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I bianconeri per la 26a volta da quando sono in Serie A affrontano la Reyer: partita delicata al Taliercio, dove i campioni d’Italia in carica sono ancora imbattuti in campionato. Palla a due domenica alle 20.30, diretta Eurosport Player anche in Clubhouse.

Quella contro la Reyer per Trento sarà la partita numero 17 della stagione: sette vittorie e nove sconfitte tra campionato e 7DAYS EuroCup per i bianconeri, capaci però nonostante gli alti e bassi di rendimento di queste prime settimane di rimanere nella parte sinistra della classifica di Serie A con quattro vittorie e altrettante sconfitte arrivando al “giro di boa” del girone di andata.

Ancora orfani di Aaron Craft, capitan Forray e compagni dovranno trovare il modo di mettere assieme i buoni momenti di pallacanestro mostrati nelle partite (seppur finite male) con Cremona e Oldenburg e assemblare 40′ di qualità e carattere per provare a strappare due punti pesanti su un campo a dir poco difficile da espugnare.

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I campioni d’Italia in carica di Venezia giocano anche quest’anno per inseguire i massimi obiettivi stagionali in Serie A e in 7DAYS EuroCup, dove hanno ottenuto la qualificazione alle Top 16 grazie a sei successi consecutivi.

I ragazzi allenati anche quest’anno da coach Walter De Raffaele in questo avvio di stagione hanno costruito i propri successi sulla capacità di difendere il proprio campo, dove gli orogranata, eccezion fatta per la sconfitta in volata contro il Partizan nel Round 1 di coppa non hanno mai perso punti per strada. Quattro vittorie su quattro incontri in campionato, tre su quattro in EuroCup.

La forza trainante della Reyer, prima ancora delle qualità realizzative di giocatori di grande talento offensivo come Daye, Watt e Bramos, è la straordinaria difesa dei lagunari: un dato per riassumere la forza degli orogranata nella propria metà campo? Nei quattro successi casalinghi in campionato hanno vinto segnando “appena” 69 punti di media.

Quella fra Trento e Venezia è una sfida infinita, una rivalità che nel giro di pochissime stagioni ha resto le sfide tra bianconeri e orogranata fra le più attese non solo dalle rispettive tifoserie, ma da tutto l’ambiente della pallacanestro italiana. Inevitabile, quando due formazioni si affrontano per tre anni di seguito nel dolce inferno dei playoff scudetto. La finale 2017 vinta dalla Reyer 4-2, la semifinale del 2018 chiusa 3-1 per Trento nell’apoteosi della BLM Group Arena, i quarti 2019 risolti solo in un’infuocata gara-5 al Taliercio.

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Dieci vittorie e 15 sconfitte per Trento nei 25 precedenti fra regular season e playoff in cinque stagioni di massima serie. L’ultimo successo dei bianconeri in trasferta a Mestre è quello arrivato dopo un tempo supplementare nel diciannovesimo turno di campionato lo scorso 10 febbraio: 22 punti, 12 rimbalzi e quattro assist a referto per Aaron Craft in una partita pazzesca risolta proprio da una tripla di quello che sarà il grande assente del match di domenica sera.

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Sport Trentino

Muore a soli 54 anni Flavio Tavernano. Era l’allenatore della squadra di calcio del Primiero

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E’ scomparso a soli 54 anni Flavio Tavernaro, l’allenatore della squadra di calcio del Primiero.

Lunedì era stato ricoverato all’ospedale di Feltre per una peritonite, purtroppo mercoledì è arrivata notizia del suo decesso.

Domenica l’allenatore era regolarmente in campo per sostenere i suoi ragazzi contro il Porfido Albiano.

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Sul campo del Mezzocorona la sua squadra aveva vinto per uno a zero.

Dopo essersi complimentato con tutti i giocatori, stava già pensando alla sua prossima sfida, che però non ci sarà.

Per questo fine settimana l’Us Primiero ha deciso di rinviare tutte le partite in casa. Sulla propria pagina Facebook la squadra ha deciso di ricordarlo così: “Avremo sempre un ricordo di te Flavio. Siamo orgogliosi di aver avuto la possibilità di conoscerti, di combattere le tue stesse battaglie e di vincere e perdere al tuo fianco.

Anche se le parole sono ben poca cosa in queste circostanze, siamo sicuri di una cosa: Da oggi in poi, in campo, scenderemo sempre in 12. Con te, per te. Grazie di tutto Mister“.

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Flavio lascia i suoi ragazzi, la compagna Maria Grazia e la madre Orsolina a cui spesso dava una mano nella gestione dell’Hotel Sass Maor a Transacqua.

I funerali si svolgeranno domani alle 15 nella chiesa di Transacqua.

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Sport Trentino

Dolomiti Energia Trentino sconfitta a Oldenburg: le speranze di Top 16 ora passano dalla trasferta a Gdynia

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I bianconeri impattano bene la partita ma non trovano contromisure allo scatenato attacco dell’EWE Baskets, che scappa via nell’ultimo quarto e vince 108-88 il Round 8 di 7DAYS EuroCup: per i trentini 25 punti di Blackmon e 15 di Knox

La Dolomiti Energia Trentino cede 108-88 all’EWE Baskets Oldenburg nel Round 8 di 7DAYS EuroCup: i bianconeri giocano una partita di personalità e di qualità per 30’ abbondanti, ma nell’ultimo quarto subiscono le folate offensive dei tedeschi che grazie ad una strepitosa performance offensiva colgono la quinta vittoria consecutiva e staccano un pass per le Top 16. Per continuare a inseguire il sogno qualificazione, Trento ora dovrà invece battere l’Arka Gdynia, con cui condivide il quarto posto in classifica, nel Round 9 in programma mercoledì 11 dicembre.

All’EWE Arena l’Aquila parte convinta sfruttando i 16 punti in coppia di Mezzanotte e Knox nei primi 18 della sua partita (9-18), ma con il passare dei minuti la partita si sviluppa sui binari dell’equilibrio: i bianconeri rispondono colpo su colpo all’ispirato attacco dei gialloneri, ma alla fine esce la forza mentale e l’esperienza dei padroni di casa che producono un secondo tempo da 64 punti a tabellone.

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James Blackmon chiude la serata da miglior realizzatore dei suoi con 25 punti (7-12 al tiro), sei rimbalzi e tre assist; buona prestazione offensiva anche per il “solito” Justin Knox da 15 punti (6-7 dal campo) e nove rimbalzi. Impatto offensivo di alto livello anche per un pimpante Andrea Mezzanotte (12 punti) e per Ale Gentile, 13 punti – quattro rimbalzi – quattro assist in 31’.

A spaccare la partita nell’ultimo quarto sono sette punti in fila messi a segno da Tyler Larson, fra i migliori in campo nella serata: una tripla, un semigancio e un layup mancino in rapida sequenza che fanno scappare Oldenburg dal 74-71 all’81-71 e che innescano un break ad inizio ultimo quarto di 15-2 in favore dei padroni di casa.

«Abbiamo provato a giocare una partita solida e lo abbiamo fatto nella prima metà di match, con buone idee in attacco e alcuni stop difensivi. Poi nel secondo tempo abbiamo commesso troppi errori in difesa, nel terzo quarto abbiamo preso il break dei nostri avversari ma abbiamo reagito; poi però non abbiamo trovato il modo di restare incollati nel punteggio per giocarcela negli ultimi minuti. Andiamo avanti senza arrenderci, anche perché abbiamo ancora la chance di qualificarci alle Top 16 e proveremo a farlo continuando a lavorare a testa bassa». – Nicola BRIENZA, Allenatore Dolomiti Energia Trentino

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