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Trento

Festival dello Sport: Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Una manifestazione tutta italiana

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Fra le numerosissime attività del Festival dello Sport venerdì mattina al Teatro Sociale di Trento si è parlato delle Olimpiadi invernali del 2026. È una manifestazione che parla solo italiano.

La candidatura Milano-Cortina è riuscita a battere la concorrenza della favorita Svezia e a portarsi a casa un risultato straordinario.

Il 24 giugno 2019 il Comitato Olimpico di Losanna ha deciso che l’Italia ha qualcosa in più rispetto alla Svezia, affidando al Belpaese la più grande manifestazione internazionale sugli sporti invernali.

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Prima che la conferenza racconti in dettaglio tale evento e spieghi i motivi che hanno portato alla vittoria della candidatura italiana, hanno sfilato sul palco grandi atletici olimpici del presente e del passato. Stefania Belmondo (ex fondista 2 ori a Albertville 1992 e Salt Lake City 2002), Giacomo Bertagnolli (sciatore alpino paralimpico 2 ori a Pyeongchang 2018), Daniela Ceccarelli (ex sciatrice alpina 1 oro a Salt Lake City 2002),

Pietro Piller Cottrer (ex fondista 1 oro a Torino 2006), Manuela di Centa (ex fondista 2 ori a Lillehammer 1994), Enrico Fabris (ex pattinatori di velocità su ghiaccio 2 ori a Torino 2006), Claudia Giordani (ex sciatrice alpina 1 argento a Innsbruck 1976), Gunther Huber (ex slittinista ed ex bobbista 1 oro a Nagano 1998),

Paola Magoni (ex sciatrice alpina 1 oro a Sarajevo 1984), Franco Nones (ex fondista 1 oro a Grenoble 1968), Gabriella Paruzzi (ex fondista 1 oro a Salt Lake City 2002), Gustavo Thoeni (ex sciatore alpino 1 oro Sapporo 1972),

Gerda Wissensteiner (ex slittinista ed ex bobbista 1 oro a Lillehammer 1994 , Cristian Zorzi (fondista 1 oro Torino 2006), Sofia Goggia (sciatrice alpina 1 oro a Pyeongchang 2018) e Michela Moioli (snowboarder 1 oro a Pyeongchang 2018) .

Il presidente del Coni Malagò non aveva ancora digerito la sconfitta di Roma nella candidatura ai giochi estivi del 2004 e del 2024, e stavolta si è preso una bella rivincita. Per la terza volta le Olimpiadi invernali saranno ospitate nel nostro paese: dopo Cortina 1956 e Torino 2006 stavolta toccherà all’alleanza Milano-Cortina.

Le varie discipline saranno svolte anche in Valtellina (Livigno e Bormio), in Val di Fiemme (Predazzo e Tesero), a Baselga di Pinè, in Val Pusteria (Anterselva) e a Verona.

La manifestazione si svolgerà dal 6 al 22 febbraio e parteciperanno 92 paesi in 15 discipline sportive e 102 gare. Il costo totale si aggira sui 1.300 milioni di euro, anche se ¾ del totale sono immessi dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale). Si presume ci sia una vendita di 2 milioni di biglietti.

Il fatto che sia stata scelta Milano, non proprio una città montana, ormai non stupisce più. Nelle ultime edizioni infatti nessuna delle città che ha ospitato la manifestazione era una località sciistica: Torino, Vancouver, Soci, Pyeongchang e nemmeno Pechino nel 2022. Soci è addirittura considerata un luogo di villeggiatura estivo, anche se ovviamente vicino alle stazioni sciistiche.

Il fatto che l’Italia abbia scavalcato un paese come la Svezia, in prima linea per gli sport invernali, stupisce anche il presidente del Coni Malagò: «Avevamo contro un paese che per definizione è un paese nordico e di sport invernali. Era l’ottava volta che si candidava senza mai ospitare un’Olimpiade invernale. Noi invece a soli tredici anni da Torino 2006 siamo tornati nuovamente ad organizzare la stessa manifestazione».

Nella prima parte della conferenza si è cercato di ripercorrere proprio quei momenti che hanno portato alla vittoria italiana. Secondo lo stesso presidente del Coni ciò che ha influenzato maggiormente è stato il fattore umano.

Il giorno della candidatura è stato diviso in due atti: nella prima parte della giornata c’è stata  una presentazione a porte chiuse, mentre nella seconda parte sono stati presenti anche i media.

Benchè gli italiani avessero circa 40 voti dalla loro parte, erano ancora troppo pochi. Bisognava prendersi anche i voti degli indecisi. Racconta Malagò: «In questa seconda presentazione ho deciso di stravolgere tutto e con questa scelta mi sono preso una grossa responsabilità. Ho chiesto anche a tutti di essere più naturali possibili».

Rispetto al didascalico e monotono intervento svedese, gli italiani hanno portato sul palco la sciatrice Sofia Goggia e la snowboarder Michela Moioli (che si sono lasciati andare ad una Dab Dance davanti al Comitato CIO), e le pattinatrici Arianna Fontana ed Elisa Confortola.

La freschezza giovanile e l’importanza data alle atlete ha fatto sicuramente la differenza. Cosa non scontata è stato anche l’intervento del presidente paralimpico Luca Pancalli, le cui parole straordinarie che ha riportato anche ieri mattina sono state oggetto di un lungo applauso. «La paralimpiade va a toccare l’indice di qualità della vita dei cittadini rispondendo in termini di accessibilità.

È molto importante inoltre il modello culturale. Una paralimpiade è capace di stravolgere schemi, sistemi, pregiudizi e barriere mentali poichè mostra l’aspetto più bello di ragazzi e ragazze paralimpiche. Tutti i progetti che verranno portati avanti con le scuole e con i volontari farà sì che alla fine dei giochi Olimpici e Paraolimpici del 2026, tanti giovani saranno diventati adulti e saranno dei cittadini migliori, ai quali avremmo trasferito un modello culturale per costruire un paese migliore».

Per fare chiarezza sui reali motivi che hanno portato alla vittoria della candidatura italiana è salito sul palco anche il presidente della Commissione Cio di Valutazione per i Giochi Olimpici Invernali 2026 Octavian Morariu.

L’elemento fondamentale, come accennava proprio il presidente Malagò, sono state le persone: «Per la candidatura Milano-Cortina abbiamo trovato persone eccellenti, professionisti mossi da una grande passione che si volevano dedicare a questo tipo di progetto.

Gente che aveva unione, conoscenze, competenze e soprattutto  la volontà di riuscirci. Oltre a ciò sono entrati comunque in ballo altri fattori come l’importanza storico-culturale di Milano e Verona e l’efficienza dei servizi».

Sul palco si sono poi susseguiti altri interventi:

il presidente del Torino Calcio Urbano Cairo«Credo che l’Olimpiade Milano-Cortina sia una grandissima opportunità. Io ricordo che avevo preso il Torino nel 2005 e nel 2006 ci fu l’Olimpiade proprio a Torino.

Torino era in un momento di difficoltà per motivi legati all’industria e l’Olimpiade diede uno slancio incredibile alla città. Sono quindi convinto che l’Olimpiade rimanga una manifestazione molto importante, anche perchè in questo caso abbiamo avuto un investimento contenuto».

Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti: «Sapere che il Trentino nel 2026 sarà parte di questa  Olimpiade è un profondo orgoglio. Inoltre c’è una consapevolezza in più per quello che dovremmo fare in quei territori che accoglieranno tali discipline.

Sono realtà dove già sono state organizzate grandi manifestazioni come i Campionati del Mondo, la Coppa del Mondo e le Universiadi e di conseguenza c’è una forte consapevolezza di mettere a disposizione già una preparazione organizzativa. Siamo convinti che dalla nostra parte faremo tutto il possibile per una buona riuscita».

Il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana: «Io credo che sia una grandissima opportunità per Milano, per la Lombardia e per tutto il paese. La cosa bella è che Milano stia portando avanti dei grandi cambiamenti e miglioramenti.

Sta diventando l’unica città italiana che può competere con le più grandi capitali mondiali. Tutto è iniziato dall’attività svolta dai sindaci del passato e cheFE ha trovato il suo equilibrio nell’Expo. Da lì la città è esplosa e ha mostrato il meglio di sé. Io spero che ci sia una continuità tra quello che è stato e quello che sarà con le Olimpiadi del 2026».

L’assessore allo Sport Regione Veneto Cristiano Corazzari: «Questa Olimpiade rappresenta un’opportunità per tutto il paese e in particolar modo per noi come regione Veneto.

Vogliamo che sia un’Olimpiade all’insegna della sostenibilità, senza sprechi e con un’efficienza che è tipica della nostra gente.

Vogliamo che sia anche un’Olimpiade della trasparenza, con un giusto impiego delle risorse. Per noi la vera sfida è far sì che le Olimpiadi contribuiscano alla crescita di questo territorio meraviglioso e unico».

Il sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina:  «Sono convinto che Cortina in questa Olimpiade se la caverà molto bene. Noi siamo la storia e la tradizione degli sport invernali, ma siamo anche il futuro. Cortina è un cantiere a cielo aperto, si sta rinnovando e dopo i Mondiali del 2021, poter ospitare i Giochi Olimpici per noi è un’occasione straordinaria».

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