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Piana Rotaliana

“A tavola! Storia sociale del cibo e dell’alimentazione in Trentino”: la rassegna “Incontri del Giovedì” scalda i motori

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“A tavola! Storia sociale del cibo e dell’alimentazione in Trentino” è il titolo della rassegna  promossa dall’Associazione Castelli del Trentino “Incontri del Giovedì”, che si terrà a Mezzolombardo il terzo giovedì del mese a partire da metà ottobre fino ad aprile 2020.

Il ciclo di sette interventi è stato presentato giovedì pomeriggio nella sede del Consorzio Turistico Rotaliana-Konigsberg a Mezzolombardo e fra gli altri, oltre ovviamente al presidente dell’Associazione Bruno Kaisermann e al vicepresidente Pietro Marsilli, erano presenti anche Francesco Betalli, assessore alla Cultura del Comune di Mezzolombardo, Daniela Finardi in rappresentanza del Comitato esecutivo del Consorzio Turistico Piana Rotaliana-Konigsberg e Francesco Anderlini, direttore del Consorzio stesso.

Com’è noto, da oltre trent’anni l’Associazione Castelli del Trentino è attiva nell’ambito culturale provinciale soprattutto attraverso pubblicazioni, convegni  e cicli di conferenze su tematiche storiche e storico-artistiche che vengono seguiti con attenzione dal pubblico e dalla stampa.

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Il ciclo di conferenze proposto per la stagione 2019/20 si coordina attorno a un unico tema: la storia “sociale” del cibo e dell’alimentazione in Trentino.

Tutti sette gli interventi – a entrata libera e gratuita – si terranno a Mezzolombardo alle 20.30, nella prestigiosa Sala Spaur di piazza Erbe.

Lungi dalla pretesa di presentare una visione completa di una tematica così complessa, e al contempo di nicchia, come quella del cibo e della gastronomia trentina, questo ciclo di conferenze vuole proporre un’antologia di approfondimenti su alcuni aspetti inediti o che meritano di essere indagati offrendone, di volta in volta, lo status quaestionis aggiornato.

Il primo intervento, in programma giovedì prossimo, 17 ottobre, sarà tenuto da Italo Franceschini, fra l’altro membro della Direzione della Società di Studi Trentini di Scienze Storiche. Si ragionerà sulle informazioni che le fonti conservatesi nell’area che comprende l’attuale Trentino possono offrirci a proposito delle consuetudini alimentari di chi viveva nelle villae e nei mansi, con l’auspicio che, messi in evidenza alcuni problemi metodologici, anche a livello locale si possa iniziare ad approfondire quest’affascinante argomento, magari potendo contare sull’aiuto dell’archeologia che indubbiamente riesce a portare alla luce dati che alle fonti scritte sfuggono quasi del tutto.

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È proprio quello che dirà durante l’incontro del 21 novembre Caterina Pangrazzi, ricercatrice e archeologa specializzata nello studio dei reperti ossei provenienti dalle sepolture del Trentino del periodo medievale: nello specifico l’archeologia isotopica può fornire delle informazioni assai importanti sulle diete degli esseri umani delle società del passato.

Il terzo appuntamento sarà giovedì 19 dicembre e vedrà protagonista Mauro Neri, giornalista, ricercatore e scrittore di grande fama, che ha dedicato gran parte della sua produzione letteraria a studiare il notevole corpus di antiche storie (leggende, fiabe e storielle allegre) prodotte nei secoli in Trentino. Moltissimi gli esempi legati all’arte del cucinare, del mangiare e del bere. Verrà offerto un lungo “pasto conviviale” (dall’antipasto al dolce) passando di storia in storia, di personaggio in personaggio, di leggenda in leggenda, di fiaba in fiaba per annusare i profumi e gli odori di una civiltà ormai scomparsa, di cui rimangono tracce solo in queste narrazioni popolari.

Il 16 gennaio 2020 Alessandro Paris, ricercatore presso la Fondazione Bruno Kessler, parlerà di come, in età moderna, Trento è stata caratterizzata da una mobilità rilevante e di come le osterie, luoghi privilegiati dell’ospitalità cittadina, ne hanno rappresentato snodi importanti sotto molteplici aspetti.

Franco Marzatico, responsabile della Soprintendenza per i Beni Culturali della Provincia autonoma di Trento che terrà l’incontro del 20 febbraio, non ha bisogno di presentazioni. Archeologo di spessore europeo, è autore e curatore di dozzine di libri, cataloghi scientifici e mostre ed è tuttora membro di comitati tecnici e scientifici nazionali e internazionali. Che la tavola degli antichi romani benestanti fosse sontuosa e ricca di prelibatezze è risaputo. Meno noto è il fatto che gli scavi in Trentino hanno restituito materiali assai particolari per la preparazione e il consumo di cibi e bevande.

Assai importante per una disanima della “archeologia del vino” nel Trentino della antichità è la ben nota “Situla di Cembra”, trovata nel 1828 sul Doss Caslir di Cembra e che ora si trova al museo del Buonconsiglio di Trento. Doveva servire come recipiente che conteneva il vino da offrire agli Dei, nelle cerimonie religiose. Costituisce il simbolo di una Valle da millenni dedicata alla viticoltura.

Danilo Gasparini è professore di Storia dell’agricoltura e Storia dell’alimentazione presso l’Università di Padova e sarà protagonista del convegno in programma il 19 marzo. Già Directeur de récherche all’Ecole des hautes études en sciences sociales, è impegnatissimo anche nella divulgazione, fra l’altro come ospite e consulente fisso a Rai 3. Nel corso del suo intervento indagherà quella fonte particolare che sono i ricchi diari di Angelo Michele Negrelli (1764 -1851) padre del Negrelli progettista del Canale di Suez. Per molti anni questi illustrano con dovizia di particolari il resoconto dei suoi traffici tra la valle del Primiero, la vicina Feltre e la pianura veneta, fino a Venezia. Ne emerge un quadro assai variegato, ricco di coloriti episodi ma utile per capire un sistema di interscambio che per secoli ha funzionato: una montagna che aveva forti e consolidate ragioni di scambio con la pianura fino alla crisi del XIX secolo.

Infine Alberto Mosca, giornalista, ricercatore e storico specializzato sulle valli del Noce, giovedì 16 aprile presenterà la tavola dei nobili trentini tra Sei e Settecento, con i cibi e le bevande utilizzate, provenienti dalle colture locali e procurati tramite il mercato, evidenziando quelli che per privilegio nobiliare godevano di particolari status, oltre che di precisi significati simbolici. La presentazione di qualche memorabile pranzo nobiliare permetterà di meglio conoscere alcune eccellenze trentine che già in quell’epoca godevano di considerazione all’estero, tanto da diventare prestigiosi status symbol.

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Le Olimpiadi vitienologiche aprono l’anno scolastico e accademico a San Michele

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E’ in programma martedì 19 novembre, alle ore 11, presso l’aula magna l’inaugurazione dei corsi di studio in campo vitienologico della Fondazione Edmund Mach e del Centro Agricoltura Alimenti Ambiente (C3A) dell’Università di Trento, alla presenza del presidente FEM, Andrea Segrè, del rettore Paolo Collini e dell’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, Giulia Zanotelli.

Alle 11.30 interverrà Franco Marzatico, Soprintendente per i Beni Culturali presso la Provincia di Trento con la Lectio Magistralis “ La cultura del vino nel mondo antico”. Alle ore 12.15 è prevista la premiazione dei vincitori “Olimpiadi Viti Enologiche” e l’intervento di Ilaria Pertot, direttrice del Centro Agricoltura Alimenti Ambiente (UniTrento-FEM) e Ivano Artuso, dirigente del Centro Istruzione e Formazione FEM.

Quest’anno l’evento sarà preceduto da una iniziativa unica nel suo genere: le Olimpiadi vitienologiche che vedranno sfidarsi dalle ore 8 alle 10.45 presso il Palazzo della Ricerca e della Conoscenza gli studenti del Centro Istruzione e Formazione e del Corso di laurea in una serie di prove di conoscenza e abilità in ambito viti-enologico.

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I ragazzi dovranno risolvere sei quesiti. Le squadre, miste, sono composte da 8 studenti e studentesse del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia – C3A e corso enotecnico della Fondazione Mach.

Tutti i partecipanti avranno diritto ad un viaggio per conoscere le tecniche più avanzate in ambito viti-enologico. Ai vincitori una cassetta professionale di accessori per la degustazione del vino.

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Arrestati con 2,2 chili di eroina. Due cittadini albanesi condannati a 2 anni e 8 mesi di reclusione

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I due albanesi erano caduti nella rete della Guardia di Finanza l’undici maggio 2018 quando nel corso di un servizio di controllo del territorio su strada all’altezza di via Stenico, a Trento, le unità cinofile della Compagnia di Trento li avevano fermati trovando all’interno della loro macchina con targa italiana 1 chilo di eroina purissima. 

La susseguente perquisizione nelle rispettive abitazioni in via Stoppani nel capoluogo e in via Trento a Mezzolombardo  avevano permesso di scovare, ben occultate dietro un armadio della stanza da letto, altri due panetti per un totale di un altro chilo di eroina, simili a quelli rinvenuti nell’automobile.

Nel corso delle perquisizioni erano stati anche trovati 250,00 euro in contanti, della cui legittima provenienza entrambi gli occupanti dell’abitazione non hanno saputo fornire giustificazioni e che sono, pertanto, stati ritenuti provento di spaccio.

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T.E., 33 anni disoccupato residente nel capoluogo e T.R., 39 anni, residente a Mezzolombardo con regolare contratto di lavoro sono stati condannati a 2 anni e 8 mesi di carcere per possesso di droga.

Lo stupefacente sequestrato era pari a 2,2 chilogrammi ed aveva un valore sul mercato di oltre 100 mila euro.

 

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Piana Rotaliana

Gli studenti dell’Istituto Martini diventano Piloti con Italfly

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Grazie ad un accordo tra l’Istituto “Martino Martini” di Mezzolombardo e la società “Italfly Academy” di Trento, gli studenti dell’istituto superiore della Rotaliana – che dal 2016 ha avviato il triennio tecnologico in “Conduzione del mezzo aereo” – potranno frequentare un corso per conseguire la licenza di pilota privato, primo passo per diventare piloti professionisti sia di velivolo che di elicottero.

Il corso è iniziato il 7 novembre con i primi studenti interessati a intraprendere la carriera di pilota. Dal 2016 l’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo e la società Italfly Aviation di Trento sono tra i promotori del protocollo d’Intesa con l’Assessorato all’istruzione della Provincia per lo sviluppo della filiera della formazione aeronautica.

Il corso teorico si svolge presso le aule dell’Istituto M. Martini di Mezzolombardo e la parte pratica presso la sede dell’Academy di volo in aeroporto a Trento. L’azienda Italfly Aviation ha riservato condizioni economiche agevolate agli studenti del Martini che partecipano al corso teorico gratuitamente oltre ad avere un ulteriore sconto sulle ore di volo.

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“L’intento è quello di continuare quel percorso comune di crescita per arrivare a professionalizzare gli studenti dell’Istituto di Mezzolombardo nell’ambito del pilotaggio oltre che nei diversi settori aeronautici attivi già  da tre anni grazie ad accordi che si sono già concretizzati nei corsi per la licenza di pilota di drone,  corsi di flight dispathcing, esami per diventare controllore di volo (grazie a Trentino Trasporti,  gestore dell’aeroporto di Trento e della torre di controllo), stage estivi nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro ed in ultimo il nuovo protocollo firmato con Helicopters Italia (ora Consorzio Airbus Helicopteres) per la formazione di manutentori aeronautici“ spiegano la preside dell’Istituto, Tiziana Rossi e il general manager di Italfly Aviation, Luca Nabacino.

Alla tradizione del mondo aeronautico trentino è sempre mancato il tassello iniziale, nella figura di un istituto superiore aeronautico specializzato in Regione, con la conseguenza che molti studenti dovevano andare fuori Provincia.

L’accordo fra l’Istituto Martini con la storica scuola di volo Italfly di Matterello chiude il cerchio di quella filiera che sull’aeroporto di Trento sta crescendo a vista d’occhio, grazie anche alla rete d’imprese Kilometro Azzurro, ente organizzatore della manifestazione aerea Festivolare e acceleratore di progetti legati al mondo aeronautico locale.

Le realtà che hanno generato questo significativo accordo augurano agli studenti del Martini e della scuola di volo Italfly di solcare i cieli portando in alto il nome della nostra Provincia e le sue eccellenze, ricordando la figura dell’ing. Caproni, i piloti trentini a partire dal Com.te Volpi e gli assi della pattuglia acrobatica, e infine l’astronauta Samantha Cristoforetti.

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