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Sport

Festival dello Sport: con Gianni Maddaloni la criminalità al tappeto

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Stamani alle 9.30, presso l’Auditorium Santa Chiara, nell’ambito della 2° edizione del Festival dello Sport, Luigi Garlando, giornalista de La Gazzetta dello Sport, ha dialogato con il maestro di Judo napoletano Gianni Maddaloni, il figlio Pino oro a Sidney nel 2000 e il figlio Marco campione europeo.

Gianni ha raccontato la storia della sua vita, la drammatica perdita di un fratello, il dolore, le difficoltà per andare avanti ed, infine, il successo con la vittoria olimpica di Pino e l’impegno per il suo quartiere Scampia, dove da anni vive e lavora.

Gianni è un uomo buono perché ha saputo trasformare il suo dolore, non in odio, rabbia o mesta rassegnazione, ma in desiderio di aiutare gli altri; è un uomo umile, privo di falsa modestia in quanto uomo vero, orgoglioso dei suoi figli e dei frutti positivi del suo lavoro.

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Dopo l’oro olimpico di Pino, per lui e la sua famiglia si aprono possibilità molto vantaggiose, ma Gianni ha il sogno di portare lo sport nel suo quartiere Scampia, di dare agli altri quello che lui stesso ha dato ai suoi figli come strumento di riscatto, il Judo, e sogna di aprire una grande palestra.

Scampia è un quartiere tristemente noto nella periferia nord di Napoli, pieno di disagi, ma abitato da tanti uomini e donne di buona volontà che, lavorano e desiderano il meglio per i loro figli: è lì che Gianni, “ ‘o maè”, il maestro di judo e di vita, sceglie di vivere e di lavorare.

La sua palestra ha accolto, nel corso del tempo, migliaia di persone, nonostante le tante difficoltà, soprattutto economiche, non seguendo strettamente la logica aziendale del profitto, ma ponendosi piuttosto come strumento di Welfare, perché lo sport non è un optional, ma una necessità formativa ed educativa.

Lo sport è inclusivo, è sacrificio, è sviluppo delle potenzialità fisiche, emotive e mentali; è uno strumento educativo fondamentale, perché insegna la disciplina, il rispetto delle regole e degli altri, anche quando è competitivo, il rivale non è un nemico, ma qualcuno con cui entrare in relazione per migliorarsi: questo è SPORT.

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Il Judo, soprattutto, è una disciplina sportiva che più di altre, insegna la disciplina, il rispetto delle regole e dell’avversario, ci si inchina sul tatami di fronte all’avversario prima di iniziare l’incontro: l’inchino è un segno di rispetto e riconoscimento del valore dell’avversario.

Ha lavorato bene Gianni con i suoi figli: Pino e Marco hanno la stessa umiltà, anche se campioni non sono gonfi, boriosi, ma persone che si raccontano e confrontano a cuore aperto, con l’inconfondibile simpatia napoletana che riesce a sdrammatizzare anche le situazioni più pesanti.

Gianni ha lavorato bene anche con i suoi tanti “figli adottivi”, ragazzi difficili con il papà in carcere, togliendoli dalla strada e valorizzando le loro potenzialità, come solo i grandi educatori sanno fare.

Nella sua palestra sono accolti e valorizzati tutti, e i frutti alla fine, arrivano e riempiono di gioia il cuore di Gianni e delle persone che lavorano allo stesso progetto. Gianni ha un grande sogno, una cittadella dello sport, con tante attività, non solo il Judo, accessibile a tutti.

Presenti all’ incontro molte scolaresche, tanti giovani che praticano Judo, conoscono ed apprezzano i campioni Pino e Marco.

Axel Sassi, studente trentino di Trento, 14 anni, ha iniziato la pratica del Judo all’età di 4 anni con il maestro Dario Tarabelli ed ha continuato ad allenarsi nella Squadra ADS Judo Cassina allenato dai tecnici Alessandro Cassina e Alessandro Pangrazzi. Oggi è qui ad incontrare i suoi campioni, lui li ha conosciuti, è stato a Scampia con le fiamme azzurre ad allenarsi nella palestra di Gianni.

Una bella lezione di vita, di sport, ma soprattutto, di amore e dedizione: “grazie, maè”, per tutto quello che fai.

A cura di Gilberto Tessaro

Sotto il Judoka Trentino Axel Sassi (a destra nella foto)

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Sport Trentino

Justin Knox: «Contro Oldenburg sarà decisivo proteggere l’area in difesa»

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I bianconeri già in viaggio verso Oldenburg: palla a due del Round 8 di 7DAYS EuroCup domani sera alle 20.00, diretta su Eurosport Player anche in Club House Aquila Basket.

JUSTIN KNOX (Centro DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): «Il nostro obiettivo è quello di vincere domani sera e rimettere il nostro percorso di crescita e l’andamento di questa stagione sui giusti binari: per farlo, dobbiamo fare tesoro degli errori commessi nelle ultime partite, cercando di capire i nostri punti deboli e lavorando sulle nostre tante potenzialità, in attacco e in difesa. Basti pensare alla partita di andata contro Oldenburg, quella che abbiamo giocato a Trento: quella è la prestazione che dobbiamo ripetere, proteggere l’area, vincere la lotta a rimbalzo, trovare buone soluzioni vicino al ferro. Oldenburg è una squadra completa, con tanti giocatori che possono essere protagonisti all’interno del 40′ e con tante soluzioni che nascono con i loro lunghi che ricevono spalle a canestro e sono bravi a mettere in ritmo i compagni e premiare i tagli con assist e passaggi vincenti. In difesa ci servirà senza dubbio essere attenti e pronti per tutto l’arco della partita. L’assenza di Aaron? Ovviamente è un’assenza che pesa, ma siamo professionisti, sappiamo che gli infortuni purtroppo fanno parte del gioco. Dobbiamo rimanere concentrati, compatti e fare ognuno un passo in avanti per aiutare la squadra a vincere e superare questa mancanza. Possiamo e dobbiamo continuare a giocare la nostra pallacanestro».

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Sport Trentino

Rugby Trento ancora sfortunato

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Ancora una domenica sfortunata per il first XV del rugby Trento che cede per 17 a 7 nel pesantissimo campo di Monselice.

Una partita difficile a causa delle condizioni del manto di gioco che ha sicuramente condizionato l’intera partita con ambedue le formazioni che facevano fatica ad impostare un gioco alla mano.

I padroni di casa chiudono il primo tempo con tanto possesso concretizzato, però, con un vantaggio di 5 a 0, grazie all’ottima difesa del Trento.

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La ripresa si apre con una forte reazione dei ragazzi di Soldani che, nel momento migliore, a seguito di un’ingenuità in attacco, subiscono una nuova meta. Il Trento spinge ancora e segna la meritata marcatura con Tommaso Canova imponendo un gran ritmo alla gara interrotto da passaggi troppo forzati rispetto alle condizioni del campo. A tempo ormai scaduto il Monselice segna una meta a seguito di una mischia in difesa del Trento.

Commettiamo ancora troppi errori per mancanza di esperienza ma io sono ottimista perché quando giochiamo riusciamo ad esprimere un buon rugby. Ora bisognerà pensare alla prossima partita contro il Frassinelle che sarà fondamentale per il nostro campionato“, queste le parole di coach Soldani al termine della gara.

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Sport Trentino

Vittoria all’ultimo respiro: battuto 2 a 1 il Padova

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Il Trento torna alla vittoria espugnando il campo del Padova con un goal di Brunello allo scadere dei novanta minuti di gioco.

Dopo essere andate in vantaggio grazie al bolide di Poli, le ragazze di mister Pavan erano infatti state raggiunte sull’uno a uno dalle biancoscudate, in rete con Dona. Il tap-in del subentrato attaccante, però, ha regalato i tre meritati punti alle gialloblù.

Per la trasferta di Padova, mister Pavan ripropone il consueto 4-3-1-2 con Varrone, Ruaben, Linda Tonelli e Chierchia a difendere Valzolgher; Fuganti, Rovea e Poli a comporre la linea di centrocampo, mentre Rosa e Alessandra Tonelli si alternano nel ruolo di trequartista alle spalle di Daprà.

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La partita tarda a regalare emozioni e il primo episodio che scuote un match altrimenti concentrato a metà campo si registra al minuto trentacinque, quando Rosa riceve in area da Alessandra Tonelli concludendo poi con il mancino di poco a lato.

La risposta del Padova arriva da calcio piazzato e, poco prima del duplice fischio, Costantini inzucca un cross al bacio di Sarain, senza però inquadrare lo specchio.

La ripresa si apre invece su alti ritmi e dal primo calcio d’angolo della frazione scaturisce la rete del vantaggio trentino: uno schema su corner azionato da Rosa permette a Poli di liberare il tiro dal vertice dell’area.

La conclusione è potente e ben indirizzata sul primo palo, difficile da parare per Orlando che prova a respingere, senza successo, il fulmine scagliato dal centrocampista classe 2000 in maglia gialloblù.

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La reazione del Padova è veemente e le biancoscudate approfittano di una ripartenza per ristabilire la parità con la subentrata Dona che scavalca Valzolgher con un pregevole pallonetto, al termine di una veloce azione corale.

Le due squadre tornano così a ricompattarsi e sono entrambe brave a lasciare poco spazio alle iniziative avversarie per quasi mezz’ora.

Le giocatrici di Pavan sono però le ultime ad arrendersi e si dimostrano caparbie nel salire sull’ultimo treno per la vittoria: Rosa calcia con forza una punizione dal limite dell’area e costringe Orlando alla respinta corta.

Brunello anticipa il diretto marcatore e spinge il pallone in porta da pochi passi, regalando alle compagne una vittoria fondamentale per il proseguo del campionato. La classifica vede ora il Trento al quarto posto con 15 punti in cascina.

 

PADOVA: Orlando, Ferrari, Amidei, Dal Pozzolo, Sarain, Gallinaro (9’st A. Dona), Spagnolo, Gastaldin (48’st Rapesi), Didone, Fabbruccio, Costantini.
A disposizione: M. Dona, Mazzucato, Bettinardi, Carli, Quaglia, Callegaro, Biasiolo.
Allenatore: Antonello Campus
TRENTO (4-3-1-2): Valzolgher, Varrone, Ruaben, L. Tonelli, Chierchia (25’st Lucin), Fuganti, Rovea (20’st Brunello), Poli, Rosa (48’st Maurina), A. Tonelli, Daprà (36’st Tononi).
A disposizione: Callegari, Regini, Torresani, Maurina, Tononi, Brunello.
Allenatore: Libero Pavan
ARBITRO: Santinelli di Bergamo
RETI: 3’st Poli (T), 18’st Dona (P), 45’st Brunello (T).

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