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Rovereto e Vallagarina

Drammatico incidente a Nomi, un morto e due feriti

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foto interne articolo Credits © TgrTrento

L’incidente, successo alle 13.30, sulla provinciale 90 a Nomi, ha coinvolto un motociclista e un’autovettura.

Secondo una prima ricostruzione l’autovettura stava svoltando dentro l’abitato di Nomi quando è stata centrata dal motociclista.

Dopo il contatto l’automobile ha preso fuoco ed entrambi i mezzi sono finiti carbonizzati.

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Le due persone a bordo dell’autovettura sono riuscite a mettersi in salvo, ma una delle due è rimasta ustionata.

Matteo Riolfatti, 42 enne di Trento in sella alla moto è deceduto sul posto, mentre le altre due persone, un ragazzo di 19 anni e una ragazza di 15 sono state trasportate all’ospedale di Rovereto in codice rosso.

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L’urto è stato così violento che molti pezzi della carrozzeria dei due mezzi hanno superato le barriere finendo sull’A22 che in quel tratto costeggia la strada dove è avvenuto l’incidente.

Sul posto le ambulanze, l’elicottero di Trentino emergenza, i vigili del fuoco e i carabinieri che dovranno ricostruire la dinamica del tragico incidente per capire le eventuali responsabilità. Gravi disagi per il traffico anche perché le fiamme hanno bruciato anche parte del semaforo che regola il traffico e che si è spento creando ancora maggiore caos.

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Rovereto e Vallagarina

Cinema Teatro Rosmini “le rassegne del mercoledì” per favorire film d’autore

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Si è svolta anche ieri la rassegna mercoledì al cinema in via Paganini, il Teatro Rosmini ha promosso il ricercato film Lou Von Salomè di Cordula Kablitz-Post.

Non poteva esserci miglior film in rappresentanza della rassegna di questa settimana. Un protagonista femminile forte, il ritratto di una pioniera proiettato a Rovereto nella settimana dedicata alla violenza contro le donne.

Anche questa volta il cinema/teatro, conosciuto dai roveretani come un luogo pittoresco e culturalmente stimolante, fornisce degli ottimi suggerimenti.

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Ricordiamo che il cinema, di proprietà della Parrocchia di San Marco, è gestito dall’Associazione Amici del teatro Rosmini, e ha lo scopo di promuovere la cultura, lo spettacolo, il cinema e ogni altra iniziativa artistica.

La struttura in questione dispone di 376 posti (252 in platea e 124 in galleria) + 2 aree attrezzate per carrozzine.

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Il presidente di Amici del Teatro Andrea Galli spiega «a metà settimana presentiamo la cosiddetta rassegna del mercoledì. I film da proiettare quel giorno vengono scelti all’interno dell’Associazione. Sicuramente la nostra è una decisione pensata, una decisione che ci permette di privilegiare una programmazione di autore. Quando ci sono disponibilità, diamo spazio ai film sull’arte. Pensiamo al lungo Van Gogh sulla soglia dell’eternità, ha avuto un buon riscontro».

I film sono proposti a prezzo ridotto: 5,50 €.

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Salomè è una celebre filosofa e psicanalista che vive nel terrore da quando i nazisti dichiarano la sua materia una scinza ebraica illeita. La donna, tomorosa di esercitare la sua professione, decide ad un certo punto di offrire i suoi servizi a un germanista in crisi professionale e coniugale.

Lou lo assiste in cambio di una lunga confidenza e finisce per dettargli le sue memorie. È qui che il film arriva ad una svolta: comincia il racconto della sua vita, una vita tormentata, felice, triste, appassionante.

Donna desiderata, libera e indipendente fino all’ultimo istante. Questa l’immagine di Salomè, l’immagine di una grande donna che conobbe Freud, Nietzsche e molti altri luminari dell’epoca.

Ha ispirato uomini prestigiosi ma è finita nell’oblio.

Forse troppo moderna per i suoi tempi, ha rifiutato il matrimonio e l’idea di divenire madre perché convinta che tali valori, seppur apprezzabili, avrebbero condannato la donna alle dipendenze di dell’uomo. Questo suo atteggiamento pare l’abbia resa ancora più affascinante agli occhi dei suoi corteggiatori, ma lei, imperterrita, decise di investire sul suo destino e sul quello di nessun altro.

Il prossimo film proposto per la stessa rassegna è Una canzone per mio padre di Andrew Erwin in programmazione l’undici dicembre.

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Rovereto e Vallagarina

A Brentonico incontri informativi su come bruciare la legna

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In molte aree italiane, una delle principali cause di inquinamento dell’aria è una non corretta combustione della legna.

Informarsi è importante per proteggere la salute. Di questo e di altri aspetti riguardanti la sicurezza degli impianti termici a legna si parlerà in un incontro in programma lunedì prossimo, 25 novembre, alle 20.30 al centro culturale di Brentonico. Ci saranno i tecnici dell’Agenzia provinciale protezione ambiente e i Vigili del fuoco.

Per l’assessore alle foreste, Moreno Togni: «Vogliamo sensibilizzare i cittadini a un uso corretto delle stufe a legna, senza demonizzare questa fonte di energia rinnovabile. Negli ultimi tempi, infatti, si sente molto parlare dell’argomento ma se questo non viene affrontato nelle giuste sedi e coi tecnici specializzati, si rischia di farsi un’idea sbagliata.

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Un altro aspetto importante è legato alla sicurezza degli impianti.

Stufe e camini, infatti, se ben funzionanti e controllati periodicamente, permettono di sfruttare al meglio la legna senza inquinare, ma soprattutto garantiscono la nostra sicurezza.

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Un impianto di scarico dei fumi idoneo, una corretta ventilazione e un apparecchio collaudato e a norma sono la base per evitare incidenti anche gravi come l’incendio delle abitazioni o l’intossicazione da monossido di carbonio che, anche a concentrazioni basse, può causare notevoli danni all’organismo e perfino la morte».

L’assessore alle energie rinnovabili Alessandra Astolfi aggiunge: «Il riscaldamento tramite legna è una pratica tradizionale che siamo portati a considerare innocua perché naturale. In realtà in certe zone diventa la principale sorgente inquinante dell’aria che respiriamo.

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Se non si usano precisi accorgimenti, dalla combustione del legno si sprigionano polveri sottili e sostanze tossiche nocive per la nostra salute. La serata organizzata con Appa e Vigili del fuoco fornirà a tutti consigli utili e preziosi anche attraverso opuscoli informativi per utilizzare e gestire al meglio stufe e camini».

L’Altopiano di Brentonico ha una superficie di circa 57 km quadrati.

Di questi 5.700 ettari circa 4.048 sono a bosco (sia privato che pubblico). Il prelievo di legname è una pratica molto diffusa e radicata, che permette di contrastare in parte l’avanzata del bosco.

I boschi brentegani sono ricchissimi di legname da ardere di qualità, formato soprattutto da faggio e qui, per secoli, la legna è stata l’unica fonte di energia disponibile. «Annualmente sull’Altopiano vengono prelevati dai 12 ai 13 mila quintali di legname fra uso interno (destinata ai censiti) e uso commercio, il 90% del quale è per legna da ardere.

Bisogna quindi incentivare l’utilizzo di questa risorsa attraverso tecniche e apparecchiature all’avanguardia al fine di non danneggiare l’ambiente» argomenta ancora Togni.

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Rovereto e Vallagarina

“Credevo che” o della violenza domestica: stasera al Mart il reading in musica organizzato da Falenablu

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Si terrà stasera al Mart alle ore 20.30 il reading in musica di Simonetta Agnello Hornby e Filomena Campus.

Prodotto da Feltrinelli edizioni e a cura dell’Associazione Falenablu la rappresentazione sarà ad ingresso gratuito con obbligo di prenotazione fino ad esaurimento posti.

Lo scopo è sicuramente quello di affrontare la tematica della violenza sulla donne attraverso una proposta culturale e innovativa che diffonda cultura e bellezza.

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L’evento è In collaborazione con l’Assessorato alla Salute e Politiche Sociali della Provincia Autonoma di Trento e con l’Assessorato all’Istruzione e Pari Opportunità del Comune di Rovereto.

La Sala Conferenze del Mart ospiterà quindi una interpretazione a due voci (parlata e musicale) del testo di Simonetta Agnello Hornby che cercherà di sensibilizzare e allo stesso tempo intrattenere i presenti su.

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Verranno quindi narrate le storie dei clienti della stessa Hornby, avvocato londinese. I presenti scopriranno molte cose della narratrice, in primis le sue esperienze lavorative.

Con un commento musicale ben studiato, Filomena Campus (vocalist e regista teatrale) accompagnerà il percorso ed allieterà la storia.

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Uno dei messaggi chiave che l’evento vuole trasmettere riguarderà sicuramente l’entità della violenza domestica.

«Devo dire che è un grande piacere ospitare la Hornby, commenta Valentina Musmeci, Presidente di Falenabolul’evento è stato coordinato nel miglior modo possibile e abbiamo voluto coinvolgere diverse realtà. Un risultato che ha messo assieme di tutti e cinque i soci dell’Associazione».

Sicuramente temi come la violenza domestica coinvolgono le persone a prescindere da sesso, etnia, credo e orientamento sessuale.

Falenablu organizza da tempo incontri sulla violenza e dedicati in particolare alle donne.

Si stabilisce a Trento e Rovereto come una realtà che svolge un servizio di volontariato.

Ogni 25 novembre organizza al Mart di Rovereto un incontro indirizzato a una decina di donne che hanno subito violenza.

A queste è data la possibilità di accedere anonimamente e gratuitamente a dei laboratori creativi. L’argilla è l’elemento principale: la donna si trasforma da creatura rotta a creatura creatrice e trasferisce le emozioni su un prodotto artistico.

Le piccole opere possono poi essere messe in mostra nell’Area Educazione del Mart, ed è proprio questo connubio di spirito creativo e volontà di esporre il proprio lavoro che rende queste donne delle guerriere resilienti.

FalenaBlu le accompagna in un percorso, per quanto breve, sicuramente positivo e per questo, anche nella giornata di domani, ha deciso di mettersi in gioco contro la violenza esponendo un’opera di narrazione degna di nota.

Un inquadramento più dettagliato dell’Associazione la fornisce ancora Valentina: «Falenablu cerca di lavorare sui contenuti della bellezza perché bisogna passare attraverso la bellezza per rinnovare la stessa.

La persona che partecipa ai laboratori è coinvolta ma non proferisce parola, le donne possono esporre queste opere e abbiamo così visto la gioia e l’elevazione morale e dell’anima che proviene da queste in momenti così delicati e belli appunto. Fornire questa opportunità riporta bellezza, io credo.

Bisogna anche pensare che dall’altra parte alle donne è data la possibilità di visitare il museo con una guida e questo permette loro di avvicinarsi nuovamente alla cultura e respirare qualcosa di importante.

Il museo è patrimonio di tutti e per questo motivo sono grata che il Mart ci permetta di proporre ogni anno il laboratorio.

Questa è la mia visione di preziosità di Falenablu. Nelle scuole mi rendo conto di trovare un ambiente che ci accoglie e che ci permette di parlare di sessismo e di violenza, qualcosa che i ragazzi hanno sicuramente bisogno di comprendere.

Noi non siamo dei tecnici, siamo dei volontari che hanno capito che questo genere di proposte riesce a portare un po’ di gioia nei cuore di alcune persone».

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