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Trento

“Panchine pensanti”: il complesso triangolo tra allenatori, atleti e genitori

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Una serata di formazione sotto forma di teatro spettacolo e dibattito. Questo è l’evento «Panchine pensanti – Atleta, allenatore e genitore: un difficile triangolo relazionale» che si inserisce all’interno de «Fuori il Festival dello Sport» stasera mercoledì 9 ottobre alle ore 20.30 al Teatro Sanbapolis di Trento.

Nata un’idea di Franco Bertoli, già capitano della nazionale italiana di volley, allenatore e dirigente, e ora formatore e professional coach, la serata si sviluppa in un incrocio fra teatro, spettacolo e dibattito che vedrà anche altri protagonisti del mondo sportivo, come Filippo Galli (FIGC), Angelo Lorenzetti (FIPAV), Andrea Capobianco (FIP) e Galli Filippo (FIGC).

L’iniziativa si rivolge in particolare a dirigenti e allenatori di club e associazioni, come momento di formazione e riflessione ma la partecipazione è aperta a tutti.

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“Panchine pensanti” è un progetto formativo, educativo e divulgativo che vuole raccontare lo sport partendo da chi lo vive, vale a dire gli atleti e anche da chi gli sta accanto in particolare allenatori, dirigenti e genitori.

Si tratta di uno spettacolo teatrale a cura di Franco Bertoli in un momento in cui, grazie al palcoscenico, queste dinamiche della vita quotidiana dello sport prendono vita in un teatro. “Panchine pensanti” è anche un testo, un libro scritto dallo stesso Bertoli, che narra le esperienze di vita da un punto di vista strettamente personale: non come campione “plurititolato”, ma piuttosto come padre – oggi formatore mental-coach e dirigente – che riflette sul ruolo dello sport nella vita quotidiana.

Un ruolo, per fortuna, ancora strettamente connesso a principi di cultura e ai valori dello spirito Olimpico autentico, seppur condizionato da un triangolo di relazioni complesse che si basa sulle dinamiche tra atleti, allenatori e genitori.

Il tutto, necessariamente, dovrebbe indirizzarsi prima di tutto al successo della performance sportiva del singolo, ma anche – e soprattutto – miglioramento personale di ciascuno.

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L’evento vede come ente organizzatore Trentino Sviluppo per conto della Provincia autonoma di Trento, con il Patrocinio di: Opera Universitaria, FIGC, FIPAV, FIP, CONI nazionale e locale.

Insieme all’autore Franco Bertoli partecipano al dibattito anche come l’allenatore di Itas Trentino Volley Angelo Lorenzetti, Filippo Galli allenatore e dirigente ed ex responsabile del settore giovanile del Milan, Andrea Capobianco già allenatore di Serie A (Avellino e Teramo) e dal 2019 allenatore della nazionale femminile di basket

La partecipazione è gratuita ed aperta a tutti: per comunicare l’adesione è sufficiente inviare una email all’indirizzo ufficiosport@provincia.tn.it.

Qui, alcune informazioni ulteriori sullo spettacolo da parte dello stesso autore:

Panchine pensanti. Atleta, allenatore e genitore: un difficile triangolo relazionale

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Trento

Collaborazione Trento – Chicago: pubblicato il primo atlante funzionale cerebrale basato su dati di mappaggio intra operatorio

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La quantità e la complessità di informazioni processata dal cervello umano in ogni istante è enorme ed estremamente variabile al livello individuale.

La comprensione della struttura anatomica e dei meccanismi funzionali di elaborazione delle informazioni che avviene tra i diversi circuiti cerebrali è l’oggetto di una delle più grandi sfide per la ricerca neuroscientifica clinica del terzo millennio.

Rientra in questo ambito il lavoro di ricerca realizzato dall’Unità operativa di neurochirurgia dell’ospedale Santa Chiara di Trento in collaborazione con il Dipartimento di neurochirurgia dell’Università di Montpellier e il Dipartimento di neurochirurgia della Northwestern University di Chicago.

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Questo lavoro – che racchiude un numero di dati funzionali senza precedenti per questa tipologia di ricerca – avrà importanti ricadute sia nella cura dei pazienti affetti da problematiche cerebrali (tumorali e non), sia sulla ricerca neuroscientifica di base. L’analisi dei dati e la strutturazione delle mappe di probabilità sono state possibili grazie alla collaborazione di uno dei gruppi di ricerca della Fondazione Bruno Kessler.

Le caratteristiche che rendono questo lavoro unico sono due.

La prima è la novità assoluta dell’integrazione nelle medesime mappe dei dati funzionali derivanti sia dalla stimolazione della corteccia cerebrale sia dai fasci di connessione della sostanza bianca, che danno all’atlante una completezza senza precedenti.

La seconda risiede nella numerosità (oltre 1800 risposte funzionali) e nella natura stessa dei dati, che derivano dai risultati di mappaggio intra-operatorio con monitoraggio neuropsicologico per la preservazione delle funzioni cerebrali (tecnica nota come awake surgery, divenuta ormai routinaria per la resezione di tumori cerebrali selezionati), che rende la loro attendibilità estremamente elevata.

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Lo studio ha una grande rilevanza in termini clinici e chirurgici, perché ha prodotto una quantità senza precedenti di informazioni probabilistiche relative alla distribuzione cerebrale di diverse funzioni essenziali (il movimento, la programmazione motoria, il linguaggio, la visione, ecc.).

Si tratta di dati che sono stati resi pubblici e potranno essere utilizzati per la programmazione di interventi neurochirurgici, radio o proton-terapici, di trattamenti neurologici e anche per la pianificazione di interventi riabilitativi. A fini di ricerca, inoltre, questo lavoro costituisce un dataset unico, per dimensioni e accuratezza, da integrare con altre metodiche neuroscientifiche (come la risonanza magnetica funzionale, la trattografia, la stimolazione magnetica transcranica, l’elettro-encefalografia), con l’obiettivo di migliorare le conoscenze scientifiche sul funzionamento e la struttura dei diversi network cerebrali alla base delle più comuni attività della vita quotidiana.

La pubblicazione rientra in uno dei filoni di ricerca nel settore delle neuroscienze cliniche – in corso da anni all’interno dell’U.o. di neurochirurgia dell’Apss – finalizzati ad approfondire le conoscenze cliniche per l’ottimizzazione di diversi trattamenti all’avanguardia nel panorama italiano ed europeo.

Risultati che sono stati possibili solo in un’ottica di collaborazione multisettoriale e di rete, che vede impegnate da tempo l’U.o. di neurochirurgia con quelle di neurologia, di anestesia e rianimazione I, di radiologia e di neuroradiologia, così come con tutte le unità operative afferenti al gruppo multidisciplinare neuro-oncologico (anatomia patologica, oncologia medica, radioterapia, protonterapia e medicina nucleare).

Questo lavoro costituisce un ulteriore punto di partenza tra quelli già fissati negli ultimi anni nel settore delle neuroscienze cliniche, grazie anche alla stretta rete di collaborazione con i diversi e prestigiosi enti di ricerca del territorio trentino che hanno contribuito ad avviare e supportare con impegno ed entusiasmo anche attività di ricerca con fini puramente clinici, come il NiLab di FBK, il CIMeC ed il CeRiN dell’Università di Trento, oltre a tutti i diversi centri europei ed extra-europei (Università di Montpellier; GIN dell’Università di Bordeaux; Northwestern University di Chicago; Università di Scherbrooke, Canada; Ospedale IRCCS Bambino Gesù di Roma; ecc.) che da anni collaborano con l’U.o. di neurochirurgia di Apss.

 

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Trento

Mattarello: è morta suor Anna Donà dopo una vita dedicata alla missione della “Piccola Mamma”

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Le suore della Piccola Opera del Divino Amore annunciano con profondo dolore la morte della cara suor Anna Donà.

In questi ultimi anni una progressiva malattia invalidante l’aveva costretta in carrozzina e resa quasi cieca.

Suor Anna Donà, nata 87 anni fa a Battaglia Terme (PD), nella sua lunga vita si è dedicata con grande amore a continuare la missione della “Piccola Mamma“, al secolo Enrichetta Bianchi Carollo, fondatrice dell’Opera.

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Lo scorso 13 novembre aveva potuto festeggiare il 33mo anniversario della morte della fondatrice.

Prima di entrare nella nuova congregazione Suor Anna era una suora salesiana che, nel suo agire rapportarsi con gli altri, aveva conservato lo stile e l’amabilità di Don Bosco.

Nei moltissimi anni trascorsi a Mattarello ha dato conforto alle famiglie e a tutte le persone che si rivolgevano a lei con consigli e preghiere.

Ha offerto le sue sofferenze incondizionatamente per la salvezza delle Anime, molto care alla Piccola Opera.

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Questo suo esempio di vita resterà sempre un punto di riferimento per chi l’ha conosciuta.

Le suore della Piccola Opera del Divino Amore ringraziano in particolare tutte le persone che le hanno voluto bene e che da lei hanno ricevuto amore, conforto e preghiere.

Domenica, festa dell’Immacolata, alle ore 19.30, ci sarà il Santo rosario in suo suffragio nella chiesa di Mattarello, mentre il funerale sarà lunedì 9 ad ore 14.30, sempre nella chiesa parrocchiale di Mattarello.

 

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Trento

La famiglia (italiana) non è in crisi grazie ai suoi forti legami di sangue

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Se, come affermano i due demografi Maria Castiglioni e Gianpiero Dalla Zuanna, autori del libro “La famiglia è in crisi. Falso!” (Laterza, 2017), in Italia la famiglia gode di ottima salute è perché è sempre stata unita, nel senso che forti sono i legami di sangue tra nonni-genitori-figli, legami che sono stati spesso visti come un segno di arretratezza ma che in realtà funzionano come “ammortizzatori sociali” frenando i processi di frammentazione e generando, con l’eccezionale ricchezza degli scambi interni alle famiglie italiane, la qualità della vita del nostro paese, contribuendo al benessere economico nonché alla coesione sociale.

La tesi dei due autori, intervenuti all’ultima giornata del Festival della Famiglia con un dibattito attorno alle dinamiche della natalità-denatalità nel nostro Paese ospitato nella Sala dell’Aurora a Palazzo Trentini, è supportata dagli studi e dalle ricerche che dimostrano come, ad esempio a Padova ma con esiti non molti diversi nel resto del Paese, il 70 per cento dei genitori con figli 0-12 anni risiedano in un raggio di appena un chilometro dai nonni.

Gli stessi figli, quando si sposano, vanno ad abitare per oltre il 55 per cento vicino ai propri genitori, una tendenza questa che si è mantenuta piuttosto stabile nell’ultimo secolo.

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Anche la legislazione italiana riflette in qualche modo questa situazione, prevedendo ad esempio il dovere di mantenimento anche a carico dei nonni (solo in Italia e Germania è previsto), con imposte di successione molto più basse rispetto a Germania, Francia e Regno Unito.

I legami di sangue modellano anche l’assistenza agli anziani, laddove l’Italia è il Paese europeo con il minor numero di anziani collocati in casa di riposo.

Ma legami familiari forti non significa automaticamente maggiore natalità; in questo il nostro Paese si trova in buona compagnia assieme a Spagna, Portogallo, Grecia, Corea del Sud, Giappone e le grandi città della Cina, dove i figli “sono considerati come proprietà dei genitori, anziché un bene collettivo”.

Così, ad esempio, Castiglioni e Dalla Zuanna – che hanno discusso delle proprie ricerche con Alberto Zanutto dell’Università di Trento e la giornalista Linda Pisani – spiegano l’alto livello della spesa per il welfare in Francia con il fatto che nel Paese transalpino il figlio è visto proprio come una proprietà collettiva, un “bene comune“.

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I due ricercatori hanno elogiato la propensione della Provincia autonoma di Trento a promuovere politiche familiari attive anche per stimolare la natalità – “è uno dei pochi territori a farlo” hanno detto – sottolineando anche il fatto che tali politiche “devono essere continuative, malgrado i cambi politici”.

 

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