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Trento

Il Festival dello sport e la passione per i selfie di Mr Selfie.

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Il fenomeno di catturare i vips e collezionare selfie è diventato una consuetudine diffusa per chi vuole portare con sé una parte del magico mondo dello spettacolo.

E’ una moda diffusa a livello mondiale e ogni persona che raggiunge un certo livello di popolarità è consapevole di questa richiesta dei numerosi fan.

La passione per lo star system, fatto di personaggi famosi nel loro campo, che spazia dal cinema allo sport, alla televisione, alla politica, spinge sempre più persone a chiedere ai vari personaggi un ricordo che testimoni l’incontro, il fatto che si è avvicinato un personaggio tanto lontano prima.

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Le motivazioni di questa moda sono le più disparate, tendenzialmente c’è il desiderio di avere un ricordo da mostrare agli amici, o da racchiudere nella propria collezione dei ricordi. La vicinanza con il proprio idolo, e in genere con persone che hanno raggiunto una certa notorietà, è sintomatico di una ricerca alternativa di popolarità di per sé frutto di una volontà di condividere il successo di chi si incontra.

Accanto alla foto, che sempre più per una schiera di appassionati diventa una forma di hobby in cui prevale il collezionismo ed anche una sana rivalità con gli amici che condividono la stessa passione, vi è la consuetudine di chiedere una dedica o semplicemente un autografo da conservare con cura e guardare come un oggetto di culto.

Si possono autografare foto, oggetti che raccontano il personaggio, come magliette, cappellini o nell’ambito della musica, Cd, vinili. Ognuno può scegliere un oggetto particolare che ritiene adatto a rappresentare il ricordo del momento dell’incontro

Un altro motivo che spinge i fan ad avvicinare i personaggi dello star system, è il forte desiderio di conoscere di persona coloro che sono stati ammirati in Tv o al cinema.

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Si dice che la vicinanza con chi è famoso trasmette un’energia particolare, e soprattutto forti emozioni, molto personali, che possono anche non essere comprese da tutti. L’emozione è legata al significato che questi uomini e donne famosi hanno trasmesso con le loro imprese sportive, con i loro film, i libri, le loro canzoni, con le loro scelte di vita.

C’è una sorta di ricerca di un senso personale che viene indotto dal condividere un momento di conoscenza, che seppur brevissimo riempie di gioia, e appaga i propri sensi. Molto spesso, per molti, siamo nella dimensione del sogno che diventa realtà.

Il Festival dello Sport che si tiene a Trento, ha come ospiti tantissimi campioni di ogni disciplina sportiva. L’occasione si rivela importante per tutti gli appassionati di sports, e di chi ha il desiderio di incontrare di persona un atleta, famoso a livello mondiale, che prima ha visto solo in televisione.

Questa possibilità è indubbiamente un vantaggio competitivo di ogni evento che avvicina pubblico e stars, basti pensare al Festival del Cinema di Venezia, o all’ ormai prossimo Festival del Cinema di Roma.

L’importante è essere tutti consapevoli del ruolo che si ha in queste kermesse, che sono proprio una festa e portano gioia sia ai protagonisti, in questo caso gli atleti e gli addetti ai lavori, che, in virtù della loro popolarità, gratificano dell’amore del pubblico che li cerca, e che si dimostra con educazione nel saluto, in una foto, in autografo. Sia ovviamente per gli appassionati, che coronano un sogno nel momento in cui hanno difronte il loro atleta simbolo, che hanno tanto ammirato nel corso della carriera.

Quest’anno sarà una festa per i tifosi del Milan, come l’anno scorso lo è stato per gli interisti. La presenza del Milan degli immortali infatti sarà un evento per tutti quelli che hanno vissuto quei momenti, gli scudetti, le Champions Legue vinte. Tanto da definire quella squadra di Arrigo Sacchi, una delle squadre più forti che sono esistite, anche in virtù del tipo di gioco che esprimeva.

Tra i personaggi che arriveranno a Trento, ci sarà anche Riccardo Scalise, noto in tutto il mondo come Mr Selfie, un termine coniato dai giornalisti americani in occasione della visita della moglie di Barak Obama, Michelle, a Venezia qualche anno fa.

Riccardo, Mr Selfie, Ricky per chi lo conosce, ha una storia particolare, visto che ha superato grandi difficoltà, e ha trovato nel dedicarsi a collezionare foto con personaggi famosi un modo di emergere e di essere felice.

Tutti lo conoscono, soprattutto a Venezia dove vive ed è molto amato. Oltre ad essere riconosciuto perché ha partecipato a trasmissioni televisive, la sua notorietà è diventata internazionale quando a Los Angeles hanno esposto le sue foto al Museum of Selfies all’Hollywood Boulevard, come rappresentante di questo nuovo stile di comunicazione.

Nel corso degli anni Mr Selfie, ha esposto le sue foto in gallerie nel Nord Italia, e il suo modo di essere, è stato letto come un modo di comunicare, non solo una mera passione per i vips.

Sicuramente è un prodotto della società della comunicazione, come direbbe Marshall Mcluhan, ma la sua voglia di immortalarsi con i vips più riconoscibili è diventato un piccolo fenomeno virale, tanto che molti seguono la sua passione.

Gli attori e i personaggi che incontra, possiamo citare il Dalai Lama, il papa, Al Pacino, Lady Gaga, Johnny Depp, Tarantino, e tantissimi altri, più di 5000 mila, sono immortalati in foto, che poi diventano stampe in pubblicazioni e oggetto di mostre, e lo riconoscono acconsentendo con piacere ad uno scatto con la Reflex che porta sempre con sé.

Benvenuto al Festival dello Sport di Trento Mr Selfie. Buona luce, anzi buoni selfie!!!

 

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Trento

Il Trento è inarrestabile. L’onda d’urto travolge anche il Maia Alta. Finisce 5-1

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Il Trento colpisce e affonda gli altoatesini del Maia Alta. La squadra di Merano l’anno scorso era arrivata a un passo dalla Serie D.

Per alcuni scontri tra i tifosi del Maia Alta e i lombardi del Legnano, con conseguente ritirata verso casa degli altoatesini, i dirigenti della Maia Alta avevano deciso di non scendere in campo per la partita di ritorno. La rinuncia aveva portato alla vittoria a tavolino per i lombardi e la conseguente promozione in Serie D.

Della vecchia squadra che l’anno scorso arrivò seconda nel campionato d’Eccellenza, quest’oggi non v’è traccia. Il Trento domina dall’inizio alla fine e non lascia scampo alla squadra ospite.

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La squadra di casa è parsa obiettivamente troppo superiore sul piano tecnico e del gioco e agli altoatesini non ha lasciato neanche le briciole.

A parte alcuni sporadici tiri dalla distanza, nel primo tempo si gioca a una sola porta. Passano solo cinque minuti e il Trento è già in vantaggio.

Sottovia e Pietribiasi dialogano velocemente nell’area di rigore, la difesa perde i punti di riferimento e Sottovia è libero di calciare nell’angolino basso non lasciando scampo al portiere.

Da qui in poi sarà esclusivamente un monologo del Trento. Il gioco veloce e tutto di prima fa divertire i tantissimi tifosi accorsi sugli spalti.

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Passa solo un minuto e Caporali appoggia per Baido. A limite dell’area il tiro a giro finisce di pochissimo alto. Al quarto d’ora si ripete il dialogo nello stretto fra Sottovia e Pietribiasi.

Puntualmente la difesa ospite rimane a guardare e Pietribiasi tenta la conclusione a rete. Sulla respinta miracolosa del portiere Wieser si avventa Sottovia che è però lentissimo nel tap-in e si fa rimontare da tre difensori.

Gli altoatesini tentano il pressing altissimo per evitare l’impostazione dei due centrali (Trainotti e Carella) e del capitano Pettarin. I disimpegni del Trento sono però d’alta scuola e una volta eluso il pressing la squadra di casa ha avuto a disposizione lunghe praterie per far correre gli esterni Paoli e Pellicanò.

Da un lancio perfetto di Baido, Pietribiasi si ritrova solo davanti al portiere. Il tiro è forte e angolato ma ancora una volta Wieser tiene in piede i suoi. Sulla respinta Sottovia si addormenta e l’occasione sfuma.

Alla mezz’ora su un lancio per Baido, il portiere esce ma si fa scavalcare in pallonetto. Il tiro-cross finisce sulla testa di Trainotti che a porta vuota manda alto. Al festival dei gol mangiati va aggiunta anche la punizione magistrale di Baido che si stampa sul palo.

Nonostante si perda il conto delle palle gol il risultato è ancora sull’1 a 0. A pochi minuti dal termine Baido pesca Petribiasi in area, che si coordina e calcia al volo. Il siluro è ancora una volta preda del portiere che respinge in calcio d’angolo.

Sul finire del primo tempo Paoli scappa via sulla fascia e crossa in mezzo. Dal traversone svetta Sottovia che raddoppia. 2-0.

Il Trento gioca, diverte e fa gol. Pecca però nella concretizzazione. La marea di palle gol create poteva portare ad un risultato molto più rotondo. Il Maia Alta si è invece presentato nel capoluogo con una difesa a tre molto alta e con l’idea di prediligere un gioco fluido e veloce.

La difesa a tre è stata quasi un suicidio a cui l’allenatore ha subito rimediato nel secondo tempo. Anche il pressing alto non è stata la migliore delle idee, dato che veniva eluso molto spesso. Il tiro dalla distanza è stata l’unica soluzione possibile per smuovere il risultato.

Inizia il secondo tempo e il copione non cambia. Baido in azione personale salta i difensori come paletti e si ritrova solo davanti al portiere. La conclusione viene per l’ennesima volta respinta da Wieser. Pochi minuti dopo i centrali del Maia Alta (Tratter e Hasa) sbagliano nell’impostazione consegnando la palla allo stesso Baido che fa 3 a 0.

La situazione si fa ancora più complicata quando al quindicesimo l’altoatesino Drescher si fa autogol. Baido fa correre sulla fascia Pietribiasi che crossa in mezzo. Drescher insacca nella propria porta. 4-0.

Il Trento, senza pietà, continua a spingere con Baido che stavolta centra l’incrocio dei pali. Vista la situazione, l’allenatore Toccoli inizia a dare spazio ai giovani: Fuori Battisti, Sottovia, Pietribiasi, Trainotti e Baido; dentro Badjan (‘99), Santuari (’01), Trevisan (‘00), Panizza (‘01) e Celfeza (‘01).

Nonostante i tanti giovani in campo, la situazione inizia a farsi drammatica per gli altoatesini quando al ventesimo dagli sviluppi di un corner Trevisan pesca il neoentrato Santuari, che lasciato solo fa 5 a 0.

Da qui in poi per il Trento è solo un allenamento. La palla viene gestita e amministrata con tranquillità fino al fischio finale. Poco prima del triplice fischio uno dei tanti tiri dalla distanza del Maia Alta finisce in porta. Hasa scarica un destro sotto l’incrocio e diminuisce seppur di poco il parziale. 5-1.

La squadra trentina ha annullato il Maia Alta per tutta la partita. Qualsiasi azione d’attacco è stata preda della difesa gialloblu e a centrocampo Pettarin è stato contenuto a fatica.

La libertà d’impostazione dei due centrali difensivi, del regista e la qualità di palleggio del trio d’attacco hanno tagliato le gambe alla squadra avversaria. Gli altoatesini hanno comunque provato a metterla sul piano del fisico e del pressing, ma è stato comunque troppa poca cosa.

TRENTO (4-3-1-2): Cazzaro; Paoli, Trainotti (19’st Panizza), Carella, Pellicanò; Caporali, Pettarin, Battisti (12’st Santuari); Baido (23’st Celfeza); Pietribiasi (17’st Trevisan), Sottovia (12’st Badjan).
A dispozione: Conci, Pederzolli, Marcolini, Comper.
Allenatore: Flavio Toccoli.
MAIA ALTA: Wieser, Höller (28’pt Parise), Tratter, Hasa, Ceravolo, Unterthurner, Drescher (23’st Gallo), Jamai (10’st Pamer), Bacher, Ciaghi (19’st Capobianco), Lanthaler (31’st Gamper).
A disposizione: Moretti, Giacomini, Luther, Augscheller
Allenatore: Luca Lomi.
ARBITRO: Piccolo di Bolzano (Ali e Frediani di Bolzano)
RETI: 6’e 42’pt Sottovia (T), 12’st Baido (T), 15’st Pietribiasi (T), 22’st Santuari (T), 45’st Hasa (M).

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Trento

Lutto nella Lega Trentina, è morto Fiorenzo Marzari. La lettera di addio del Segretario Bisesti

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È Mirko Bisesti il segretario della Lega Trentino che con una commovente lettera di addio riporta l’animo di tutti i militanti leghisti che in queste ore salutano Fiorenzo Marzari, morto improvvisamente e militante leghista della prima ora.

Da stamane sono decine e decine i messaggi di cordoglio lanciati sui social. 

Fiorenzo Marzari era Segretario della Sezione di Mori, ed era stato lui a fare la prima tessera del movimento a Maurizio Fugatti, ora governatore del Trentino.

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Riportiamo sotto integralmente il saluto di addio del segretario Bisesti.

«Ciao Fiorenzo,

la notizia della Tua morte ci ha sconvolto. Tocca tutta la Famiglia della Lega in Trentino. Quella Famiglia che, da militante storico – tessera militante dal 1994 -, hai sempre accompagnato con garbo e rispetto.

Sei stato un esempio di umiltà, coerenza, dedizione e passione.

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L’ultima volta che ci siamo visti era domenica scorsa ed ero con Te e tutta la Tua sezione nella Tua Mori per la Ganzega, alla quale tenevi tanto.

Abbiamo parlato di cose concrete da fare e progettare per Mori come Tu amavi fare, andando davanti al teatro, dove mi hai portato per mostrarmi di persona la situazione dell’immobile sul quale ragionare. Abbiamo inoltre affrontato i programmi elettorali per il prossimo maggio, appuntamento di cui saresti stato sicuramente protagonista.

Sei stato un uomo estremamente corretto, esempio di valori; fedele alla causa, al di là degli alti e bassi politici.

Valori che nella Lega, come nel lavoro e nella comunità, sapevi trasmettere perché li testimoniavi.

Quello di Mori è il Tuo gruppo e mi piace ricordare quando, di fronte a tante sezioni, avevo indicato a modello di compattezza e armonia la Tua sezione.

Hai dato tanto alla Lega, hai tesserato per la prima volta il nostro Presidente della Provincia Maurizio Fugatti tanti anni fa e, fino a ieri, stavi organizzando con cura la partenza per la manifestazione di Roma di sabato prossimo. Guardavi i giovani con estremo rispetto e li coinvolgevi, chiamandomi ogni volta che anche uno solo di quelli della zona si avvicinava alla Politica – quella vera con la P maiuscola -, per incontrarlo insieme a Te per un caffè.

La notizia della Tua scomparsa ha toccato profondamente anche il nostro Segretario Federale Matteo Salvini, che ti abbraccia e si stringe in cordoglio a tutta la famiglia e agli amici ricordando sempre con affetto il Mori Vecio che, grazie a Te, ama citare.

Ci hai lasciati all’improvviso, decisamente troppo presto. Ciononostante, lasci un ricordo indelebile, fatto di valori che rimarranno, ci aiuteranno e ci guideranno nel futuro.
Buon viaggio, preghiamo per Te».

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Trento

Al Doss Trento oggi inaugurato il Museo nazionale Storico degli Alpini. La fotogallery

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Cerimonia sentita oggi al Doss Trento, per l’inaugurazione del rinnovato Museo nazionale Storico degli Alpini, con l’alzabandiera e la deposizione di una corona in onore ai caduti, quindi la solenne sfilata, il taglio del nastro e la benedizione della struttura con don Michele Mastropaolo.

Alla solenne manifestazione erano presenti il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, i vertici provinciali dell’Ana con Maurizio Pinamonti e il nuovo direttore del Museo il tenente colonnello Giulio Lepore, il presidente nazionale Sebastiano Favero, il generale Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine, il generale Massimo Scala, direttore della direzione dei lavori del Demanio della Difesa, nonché una folta rappresentanza di consiglieri provinciali e onorevoli trentini.

“Si tratta di un momento importante per la comunità trentina – sono state le parole del presidente Fugatti – come dimostrano i tanti amministratori oggi presenti. C’è un senso di appartenenza della comunità trentina a questo luogo, dove è forte il senso di identità. Non è un caso che qui, sul Doss Trento, si realizzarono il Mausoleo a Cesare Battisti e il Museo nazionale. L’anno scorso, poi, Trento ha ospitato l’adunata degli Alpini e le penne nere ci hanno portato un forte senso di umanità, una grande partecipazione; all’adunata abbiamo sentito il calore di quel forte gemellaggio tra voi e il nostro territorio, la carica umana portata dagli alpini da tutt’Italia e quel senso di appartenenza e di identità storico-culturale che è anche il valore centrale della nostra autonomia. Tutti valori che voi continuate a preservare, il senso civico, il volontariato e la solidarietà, e che portate nelle comunità trentine e non solo. Grazie, questo è un luogo che vi appartiene e che appartiene a tutta la nostra comunità e alla nostra speciale autonomia”

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La cerimonia è stata  partecipatissima: “Oggi – ha esordito il presidente dell’Ana nazionale Sebastiano Favero – si è coronato un sogno. E questo grazie a tutti coloro che ci hanno creduto: un ulteriore conferma che per gli alpini non esiste l’impossibile. Un grazie a Comune Provincia, quindi. Ma anche ai tanti volontari, arrivati da tutt’Italia, che in questi mesi hanno dato una mano. E’ il fare che ci distingue. E come alpini continueremo, ora anche attraverso questo rinnovato museo, a custodire la memoria e trasmettere ai più giovani messaggi positivi di pace, fratellanza e solidarietà concreta”.

Il colpo d’occhio era dato dalle tantissime penne nere arrivate non solo da ogni angolo del Trentino, ma anche dalle Sezioni vicine: una marea di labari, gagliardetti e cappelli alpini che, dopo l’alzabandiera e la deposizione della corona in onore ai caduti presso il Mausoleo dedicato a Battisti, ha sfilato fino all’ingresso del museo per il taglio del nastro.

Una data, quella scelta per l’inaugurazione, non certo a caso: centoquarantasette anni fa venivano fondate le truppe alpine.

Questo museo è un luogo che trasmette identità e storia: qui – ha affermato il generale Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine – non saranno custoditi solo documenti, bandiere e reperti. Ma trasmessi sentimenti e valori universali. Al tempo di internet abbiamo bisogno anche di posti come questo se vogliamo che alle giovani generazioni rimanga qualcosa: non sarà solo il museo degli alpini, ma di tutta la comunità”.

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Un progetto ambiziosofrutto di una significativa sinergia tra Associazione Nazionale Alpini, Difesa, Comune e Provincia di Trento e Associazione Amici del Museo –, avviato nel 2017 con la firma del protocollo d’Intesa e proseguito nel 2018 con la posa della prima pietra in occasione dell’Adunata, che consegna di fatto alla città e a tutto il territorio trentino un museo all’avanguardia, riqualificato ed ampliato fino ad arrivare a 2400 metri quadrati.

Un Museo che guarda all’ambiente, con soluzioni a basso impatto energetico, e al km0, con materiali e ditte locali e una sfilza di volontari che in questi mesi si sono alternati per dare manforte alle ditte incaricate e al 2° Genio Guastatori Alpini. Enorme, in questo senso, lo sforzo messo in campo dai volontari dell’Ana, oltre un centinaio, che del tutto gratuitamente si sono occupati dei lavori non strutturali: cartongesso, piastrelle, pitture ed esterni. Tra loro anche Giuseppe Sebastiani, 88 anni del gruppo di Roncogno, che il presidente Favero ha ringraziato assieme a tutti gli altri alpini, arrivati da ogni dove, che hanno corso contro il tempo per ultimare l’opera.

Qui dentro – ha sottolineato il cappellano militare don Michele Mastropaolo al momento della benedizione – batte forte il cuore degli alpini”.

Una struttura modulare, ha illustrato il nuovo direttore il tenente colonnello Giulio Lepore, che ospiterà spazi didattici per le scuole, mostre temporanee e postazioni interattive e multimediali, oltre alla biblioteca e ad un angolo dedicato ai recenti ritrovamenti archeologici.

Il nucleo originario, mantenuto nelle sue linee antiche, accoglierà l’esposizione di reperti e testimonianze che raccontano la storia delle truppe alpine, mentre i nuovi spazi luminosi realizzati con ampie vetrate nel giro di pochi mesi si animeranno grazie ai nuovi allestimenti e ad alcuni dei cimeli più rilevanti della collezione del Museo.

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