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Sport Trentino

Grande debutto per la squadra Ice on Fire allo Shanghai Trophy 2019

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Ottimo debutto stagionale per la squadra di sincronizzato Ice On Fire del Circolo Pattinatori Artistici Trento che rientra dalla Cina con una medaglia d’argento importante conquistata allo Shangahi Trophy 2019, gara internazionale I.S.U. alla quale hanno partecipato su invito alcune tra le migliori nazioni al mondo e che abbina in un unico spettacolare evento le discipline short track, pattinaggio di figura e pattinaggio sincronizzato.

Le trentine, accompagnate dalla coach Roberta Giuliani, si piazzano seconde dietro le blasonatissime finlandesi del Team Helsinki Rockettes, presentando il solo free program, così come previsto da regolamento, un programma ben eseguito apprezzato dal pubblico e dalla giuria che lo ha definito affascinante.

Un bel banco di prova per le ragazze che sono riuscite a gestire la pressione della competizione e a tenere a freno l’emozione di esibirsi in uno stadio immenso come lo Shanghai Oriental Sports Center con una capienza di diecimila persone.

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La Società infatti non a caso ha ritenuto opportuno mettere a disposizione delle ragazze, già da qualche tempo, il sostegno della Dott.ssa Brunella Valenti, Psicoterapeuta specializzata in Psicologia dello Sport, che da anni lavora per la performance agonistica con Federazioni Nazionali, Società, Enti, Organizzazioni sportive e segue la preparazione di atleti di élite di diverse discipline sportive.

Esperienza di crescita importante e un bellissimo biglietto da visita guadagnato quindi per il Team Ice on Fire che si presenterà ai prossimi appuntamenti con l’obbiettivo e la consapevolezza di poter raggiungere risultati sempre più grandi.

Già prevista la partecipazione alla Trento Cup, competizione internazionale che comprende le discipline del pattinaggio di figura e del pattinaggio sincronizzato organizzata al palaghiaccio di Trento dalla Società Circolo Pattinatori Artistici Trento dal 08 al 11 novembre.

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Sport Trentino

Il Trento è incontenibile. 6-1 al Mori e Coppa Italia Trentina conquistata

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Il primo obiettivo stagionale è stato raggiunto. Il Trento si porta a casa la Coppa Italia Trentina strappazzando senza pietà il Mori Santo Stefano.

Il trofeo era già stato vinto nel 2014, nel 2015 e nel 2016. La gara appare fin da subito a senso unico: dopo mezz’ora il Trento era già avanti 3 a 0.

Questo pomeriggio l’allenatore Trainotti decide di lanciare dal primo minuto Panizza al posto dell’indisponibile Badjan e concede l’esordio al neoacquisto Fortunato.

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Il centrocampista classe ’90, cresciuto nella primavera dell’Inter, ha nel suo curriculum parecchie apparizioni fra Serie C e Serie D vestendo le maglie di Spal, Mantova, Treviso, Pordenone e Chieri. In attacco si ricompone il trio Baido-Pietribiasi-Sottovia.

Il Mori pare particolarmente organizzato dal punto di vista tattico, ma nonostante ciò è la squadra di casa che fa la partita. Al decimo un’azione dalla destra finisce sui piedi di Sottovia, che dal limite dell’area calcia in porta. Il diagonale è perfetto e angolato. 1-0.

Il gol è solo l’inizio. La squadra di casa continua a premere sull’acceleratore e dopo soli cinque minuti Fortunato spedisce Pietribiasi verso la porta. L’attaccante lanciato a rete non indirizza a sufficienza il pallone, che viene allungato da Prezzi in calcio d’angolo.

C’è solo il Trento in campo. Passano altri cinque minuti e si ripete l’azione di poco fa. Fortunato lancia nuovamente Pietribiasi che scatta sul filo del fuorigioco ed elude l’uscita di Prezzi. La punta appoggia per Sottovia, che a porta vuota non può fare altro che mettere in rete. 2-0.

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La squadra ospite si vede solo alla mezz’ora con una velleitaria conclusione dalla distanza di Dossi. Conci non ha problemi a bloccare. Dopo questo piccolo sussulto, il Trento continua ad attaccare con insistenza.

Come accaduto a Mezzolombardo con la Rotaliana e in casa con il Comano, il Trento segna almeno un gol per uno sbaglio della difesa avversaria. Questa volta un errato disimpegno consegna la sfera a Pietribiasi, che preso possesso del pallone fa subito gol. 3-0.

Allo scadere del primo tempo per il Mori arriva il gol della bandiera. Da un calcio d’angolo la palla cade in mezzo all’area e dalla mischia scatenatasi si fa largo Cescatti, che insacca. 3-1.

Con l’inizio della ripresa la musica non cambia. Il Trento riprende ad attaccare e dopo un quarto d’ora trova anche il poker. Sottovia, scatenato, raccoglie il pallone e salta un paio di difensori. Trovatosi di fronte a Prezzi, salta anche il portiere e insacca in porta. 4-1.

La squadra di casa pare non avere pietà. Dopo soli tre minuti Caporali scappa sulla fascia destra e mette in mezzo per Sottovia. Il tiro è forte e preciso, ma Prezzi riesce a respingere, spedendo però il pallone sui piedi di Pietribiasi. A porta vuota arriva il quinto gol. 5-1.

La partita inizia ad assumere un punteggio tennistico.  Nel frattempo Toccoli fa entrare i giovani: Santuari (2001) al posto di Baido, Comper (2003) al posto di Pietribiasi e Pederzolli (2002) al posto di Paoli.

A cinque minuti dal termine c’è gloria anche per Caporali. La mezz’ala fa tutto da sola: prima salta il terzino Cascone e poi il portiere Bordignon, entrato al posto di Prezzi, e fa 6 a 1.

Troppo Trento per un Mori che non è riuscito ad adottare le adeguate contromisure. La partita è risultata quasi un allenamento, con la squadra di casa che nell’attaccare incorreva in davvero poche difficoltà.

Dopo aver alzato la Coppa Italia Trentina davanti a quasi 500 spettatori, sabato prossimo alle 14:30 a San Giorgio è la volta della finale regionale con il Laives.

TRENTO (4-3-1-2): Conci; Paoli (41’st Pederzolli), Carella, Trainotti, Panizza (11’st Pellicanò); Caporali, Pettarin (17’st Ferraglia), Fortunato; Baido (11’st Santuari); Pietribiasi (27’st Comper), Sottovia.
Allenatore: Flavio Toccoli.
MORI SANTO STEFANO (4-3-1-2): Prezzi (21’st Bordignon); Moscatelli, Pozza, S. Dal Fiume (19’st Cascone), Cescatti; Comai (4’st Rizzello), Libera, Pedrotti (11’st Simonini); Dossi; Cerda (7’st Marchione), Pezzato.
Allenatore: Davide Zoller.
ARBITRO: Ugolini di Trento (Giannone di Arco Riva e Parisi di Rovereto).
RETI: 9’pt e 21’pt Sottovia (T), 32’pt Pietribiasi (T), 46’pt Cescatti (M), 13’st Sottovia (T), 16’st
Pietribiasi (T), 41’st Caporali (T).
NOTE: spettatori 500 circa.

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Sport Trentino

Svelato il percorso de «La Ciaspolada» 2020. La gara si correrà lungo le strade di Fondo

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Le temperature rigide di questi giorni sono esattamente ciò che attendevano gli organizzatori de La Ciaspolada per cominciare a produrre la neve sulla quale il 5 gennaio si disputerà la 47ª edizione della gara.

Anche questa volta, per eliminare ogni tipo di incertezza, il percorso è stato deciso in maniera definitiva con largo anticipo, in modo da fornire delle garanzie a chi desidera iscriversi e la scelta è ricaduta su un tracciato quasi interamente urbano, già sperimentato con successo qualche anno fa.

I concorrenti saranno quindi chiamati a sfidarsi lungo le strade di Fondo, in un contesto che valorizzerà i prodotti trentini, le tradizioni locali e gli allestimenti previsti per il “Natale in tutti i sensi”, che ha già preso il via con le sue bancarelle e i suoi laboratori.

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La partenza sarà allestita come sempre ai Pradiei, spazio ampio che offre la possibilità di dare vita ad una vera e propria “mass start”, poi i concorrenti si dirigeranno immediatamente verso il centro abitato, all’interno del quale si muoveranno correndo sulla neve fino alla conclusione dei propri sforzi.

Dopo aver risalito via Mazzini, entreranno nel circuito, composto da via Roma, poi da via Segantini, dove troveranno il vin brulé e i musicanti, da via Inama, che porterà i concorrenti a ridosso del mercatino di Natale, via Stefenelli, con il succo di mela caldo, il passaggio sopra al Palanaunia, dalla discesa verso via Clesio con gli assaggi di pane e marmellata e di mortandela, che si innesta in via Santa Lucia e in via Lampi, con le sue frittelle di mele, per tornare a lambire Piazza San Giovanni e ricominciare.

I “bisonti” prenderanno il via alle ore 16,30 e potranno percorrere l’anello quante volte vorranno fino alle 18.15, fermandosi a piacere agli stand e degustandone le delizie.

Gli agonisti, che invece potranno soddisfare il palato solo a gara conclusa, scatteranno alle 18.30 e saranno chiamati a completare il circuito per sei volte, totalizzando così all’arrivo circa sette chilometri.

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Si tratta di un percorso pieno di saliscendi e quindi in grado di fare selezione anche fra i big.

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Sport Trentino

Volley, Trento – Ravenna si gioca a Natale. Davide Saitta scrive a Papa Francesco: «Sono le prime feste con mia figlia e voglio stare in famiglia, Lo sport si fermi per la nascita di Gesù»

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Per lo sport non ci sono più le cosiddette “feste comandate”, ma si gioca anche il giorno di Natale, perché la convinzione è quella che si possa fare più “cassetta” quando tutti sono a casa, forse alla ricerca di qualcosa da fare, magari insieme a tutta la famiglia.

Ma c’è chi dice no. E’ il caso del pallavolista Davide Saitta regista della Consar Ravenna che giocherà il 25 dicembre a Trento.

Il suo è un appello decisamente contro corrente e nella sua lettera a Papa Francesco, tra l’altro afferma: “ Sono le prime feste con mia figlia e voglio stare in famiglia. Lo sport si fermi per la nascita di Gesù”.

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Una volta lo faceva, anzi era una sosta “sacra”.

Poi i tempi sono cambiati ed è arrivata questa prassi del giocare come se il Natale fosse una giornata uguale a tutte le altre.

Davide Saitta non è un anziano nostalgico, ma nemmeno un “ Papa Boys” è semplicemente un giocatore di pallavolo di 32 anni di origini siciliane e con 19 presenze in nazionale.

Otto mesi fa è nata Noemi, dopo che due suoi fratellini – Karol e Davide jr – erano morti ancora prima di nascere. “Per me e mia moglie Nicoletta, questa bambina oltre ad essere un dono meraviglioso è anche la dimostrazione della Misericordia di Dio nella nostra vita e questo Natale sarà il primo di mia figlia Noemi”.

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Solo che lo sport che non rispetta più i sentimenti, presenta un turno di campionato proprio il giorno di Natale.

Ravenna giocherà a Trento e così i giocatori romagnoli dovranno lasciare le loro famiglie il pomeriggio della vigilia per tornare a casa la tarda notte del 26.

Domenico Saitta non ci sta, crede nella famiglia e nel rispetto dei simboli religiosi ed allora esce allo scoperto: solleva il problema e scrive al papa.

I giochi però sono ormai fatti e semmai interverrà, il papa non potrà cambiare le scelte fatte dalla Federazione di Pallavolo.

Si giocherà e basta, poi magari la Consar Ravenna potrà anche dare un turno di riposo a Saitta che però non sarebbe giusto.

Di certo Saitta non è l’unico a dover rinunciare ai propri affetti proprio in occasione di una festività che si trascorre tradizionalmente in famiglia.

Quanto scritto al papa, dovrebbe però far riflettere tutti: “ Ascolta papa Francesco la mia supplica di voler vivere intimamente ed insieme alla mia famiglia il Santo Natale. E’ il grido di un cattolico che molto spesso è “ voce di uno che grida nel deserto”, in questa società volta alla scristianizzazione. Credo che il nostro sport, da sempre veicolo di importanti valori sportivi e di vita, possa sacrificare un minimo della propria spettacolarità per fare spazio a Gesù “.

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