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Trento

Trentino Digitale S.p.A condannata al pagamento dei premi 2015/2016

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nella foto Marcello Decarli e Giulio Francomanno insieme a Sandro Bordignon di Agire per il Trentino

Si è conclusa, giovedì 3 ottobre, con la condanna dell’Azienda, Trentino Digitale S.p.A., davanti al Giudice del Lavoro dott. Giorgio Flaim, la vertenza che vedeva contrapposti i lavoratori all’Azienda per il mancato pagamento dei Premi di Produzione per gli anni 2015/2016.

Una vertenza che si trascinava da anni, promossa da due componenti della RSU di Trentino Network, Marcello Decarli e Giulio Francomanno, costretti a farlo senza nessun aiuto delle sigle sindacali che rappresentavano al tempo, SLC-CGIL e FISTEL-CISL, per evidenti aderenze dei Segretari di categoria con la vecchia Giunta Provinciale, causa patrocinata dall’Avv. Sonia Guglielminetti.

I dipendenti avevano dovuto pagare di tasca propria, appunto con la perdita dei premi, gli errori dell’allora Presidente di Trentino Network, dott. Alessandro Zorer, il quale non seguiva le Direttive e le Delibere della Provincia Autonoma di Trento.

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«Rimane, dopo l’euforia iniziale,  – spiegano i due – l’amaro in bocca di chi ha dovuto trascinare un‘Azienda Pubblica in giudizio per veder riconoscere i propri diritti».

Il dott. Alessandro Zorer, che nel 2012 aveva ereditato un’Azienda in pieno sviluppo, motivata ed efficiente, si lascia alle spalle, dopo 7 anni di sua presidenza, un’Azienda con molte problematiche ormai divenute critiche e che richiedono soluzioni improrogabili.

«La nomina del dott. Sergio Mancuso del 2015, ora ex-Presidente di Trentino Digitale, – aggiungono Decarli e Francomanno – ha acuito le problematiche suddette, aggravando il clima interno per una personale incapacità di ascolto mai vista in chi è chiamato a guidare Aziende di proprietà pubblica, I due ex-Presidenti lasciano una situazione pesantissima a chi è subentrato alla guida dell’Azienda, molte altre problematiche sono in attesa di risoluzione o si attende il corso dei vari procedimenti  giudiziari aperti».

Secondo i due la scelta coraggiosa attuata dalla nuova Giunta, con l’invito all’ex Presidente di farsi da parte e la conseguente nomina del dott. Roberto Soj a Presidente di Trentino Digitale, pone le basi per dare una nuova mission ed organizzazione all’Azienda, in modo da cominciare a dare risposta e soluzione agli annosi problemi accumulatisi, fra i quali la mancata erogazione del premio di produzione 2018, l’inquadramento discriminatorio del personale con disabilità, oltre a varie altre questioni inerenti la salute e sicurezza dei lavoratori.

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«Come lavoratori non abbiamo solo rivendicazioni da portare al tavolo ma soprattutto la voglia di incidere nella riorganizzazione, – concludono –  scongiurando la possibilità che i soliti “noti” vadano ancora a ricoprire posizioni apicali in linea con le decisioni delle Presidenze passate, continuando a fare danni. Condizione necessaria per il futuro di Trentino Digitale è una scelta di discontinuità, che, con una nuova mission ed una rinnovata squadra, torni ad essere concretamente al servizio dei cittadini».

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Trento

«Rail Action Day»: 400 persone controllate ed identificate dalla Polfer

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1 arrestato, circa 400 persone identificate, di cui 80 con precedenti di vario genere, oltre 200 bagagli controllati e 5 persone denunciate.

Controllati 225 treni in transito e 29 treni merci, sia presso il Quadrante Europa di Verona che il valico del Brennero: sono questi i risultati dei controlli straordinari disposti nelle stazioni più importanti del Compartimento di Polizia Ferroviaria per Verona ed il Trentino Alto Adige, con lo scopo di mantenere costantemente alto il livello di attenzione sugli scali ferroviari, punti nevralgici della mobilità di milioni di persone ogni giorno, in linea con quanto indicato dal Servizio Polizia Ferroviaria del Ministero dell’Interno.

Il Compartimento di Polizia Ferroviaria di Verona ha organizzato dalle 7 di mattina del 13 novembre alle 7 del 14, un servizio denominato “Rail Action Day”, durante il quale, oltre alle quotidiane misure di vigilanza, sono state affiancate misure straordinarie di controllo a tutela dei viaggiatori.

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Nel corso del servizio straordinario, i poliziotti di Verona Porta Nuova, hanno arrestato così arrestato un cittadino moldavo, di 29 anni, che da un controllo in banca dati è risultato destinatario di un ordine di carcerazione emesso in data 24.03.2017 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona per espiare 4 anni e 9 giorni di reclusione e pagare € 840 di multa.

L’arrestato è stato così associato alla locale Casa Circondariale a disposizione della competente A.G. .

Le pattuglie dei poliziotti hanno presidiato i punti ritenuti più critici e le aree di maggiore affollamento, estendendo i controlli anche ai depositi bagagli, monitorando costantemente il flusso dei viaggiatori in arrivo e partenza dallo scalo ferroviario, effettuando controlli a campione nei confronti delle persone e dei bagagli al seguito.

Il servizio è stato svolto durante l’intero arco della giornata, con il concorso di 2 unità cinofile della Questura di Padova alla stazione di Verona Porta Nuova e di 3 unità cinofile della Guardia di Finanza presso le stazioni di Bolzano, Trento e Vicenza.

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Durante il controllo sono state impiegate in stazione e nelle zone immediatamente limitrofe, una novantina poliziotti in uniforme oltre agli agenti in abiti civili a Verona.

A Verona, oltre all’arrestato, sono stati denunciati 2 cittadini egiziani, deferiti all’A.G. perché non in possesso di documenti di riconoscimento e sanzionati ai sensi del Regolamento di Polizia ferroviaria; inoltre un cittadino italiano è stato segnalato all’Autorità Amministrativa per possesso di 5,2 grammi di hashish

A Vicenza, nei portici della stazione è stato controllato e denunciato un cittadino italiano inottemperante al divieto di accesso nelle aree urbane ed un altro giovane italiano è stato sottoposto al c.d. daspo urbano.

A Bolzano infine, sono stati denunciati due cittadini marocchini privi di documenti risultati poi inottemperanti all’ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale.

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Trento

Trento, violenze per 18 anni sulla moglie. 57 enne tunisino allontanato dalla famiglia

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La Squadra Mobile della Questura di Trento, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito una misura cautelare di allontanamento dalla casa familiare a carico di un tunisino di 57 anni. 

La Procura della Repubblica di Trento, che ha delegato la Squadra mobile per le indagini, ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di un cittadino tunisino di 57 anni, autore di ripetute azioni violente nei confronti della moglie, anche in presenza dei figli all’epoca dei fatti minorenni.

Dalle audizioni della vittima nonché di altri testimoni è emerso che fin dal 2001 l’uomo si è reso protagonista di comportamenti violenti nei confronti della moglie, schiaffeggiandola e picchiandola al termine di liti familiari, dovute soprattutto all’ abuso di sostanze alcoliche da parte dell’uomo.

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In un’occasione, nel corso di una lite con la coniuge, è arrivato perfino a rompere un dito alla donna.

In un’altra circostanza l’ha schiaffeggiata costringendola a ricorrere alle cure dei medici dell’ospedale Santa Chiara.

L’ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto il 13 ottobre, data in cui il cittadino extracomunitario, in evidente stato di ubriachezza, rientrando a casa ha iniziato una lite con la donna, che ha rimproverato al marito di spendere soldi per giocare alle slot machine, spintonandola e tentando di colpirla con uno schiaffo, andato a vuoto nei confronti della moglie ma non della figlia, frappostasi per impedire al padre di far male alla madre.

Nel corso della lite l’uomo non ha risparmiato alla donna anche minacce di morte.

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Esasperata da questa situazione la vittima si è presentata presso la Questura di Trento denunciando quanto patito anche nel passato, indicando anche i possibili testimoni, tra cui i figli della coppia, che hanno confermato la profonda sofferenza, fisica e psicologica, in cui è stata costretta a vivere la madre, a causa delle violenze, fisiche e psicologiche, infertele dal marito, tali da richiedere che l’Autorità giudiziaria emettesse un provvedimento di allontanamento dall’abitazione.

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Trento

“Codice Rosso”, Trento: maltrattava la madre 91 enne. Allontanato dalla casa famigliare

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La Squadra Mobile della Questura di Trento, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito un allontanamento dalla casa familiare a carico di un italiano di 68 anni.

La vittima è stata una donna di 91 anni.

Le indagini sono state avviate quando la figlia della donna ha deciso di sporgere denuncia contro il fratello, V.P., autore di una serie di comportamenti vessatori nei confronti della madre ultranovantenne, provocando a quest’ultima un forte stato di ansia e malessere psicologico.

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L’uomo, sebbene economicamente autosufficiente, ha incessantemente incalzato l’anziana madre con continue richieste di denaro, arrivando fino a sottrarle la carta di credito, qualora non fossero state esaudite le sue richieste di soldi.

La donna è stata costretta anche ad allontanarsi per brevi periodi dalla casa familiare, andando a soggiornare in albergo per poter sottrarsi alle incessanti pretese di denaro da parte del figlio.

Nel corso delle indagini è scaturito anche un comportamento minaccioso dell’uomo nei confronti della collaboratrice domestica della madre, intervenuta in piu’ di una circostanza per sottrarre l’anziana dalla pressione psicologica del figlio.

Dalle attività investigative è emerso anche un vissuto dell’uomo fortemente influenzato dall’uso di droghe ed alcol con accessi frequenti presso strutture psichiatriche.

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Il quadro indiziario delineatosi è stato tale da imporre da parte dell’Autorità giudiziaria l’adozione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare.

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