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Italia ed estero

«Che dire, due in meno»: morti Trieste, sui social c’è chi esulta per la morte dei poliziotti

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Non ci sono solo gli chef Rubio o i ministri dell’istruzione Fioramenti ad attaccare le forze dell’ordine dopo le due morti di Trieste.

Gli squadroni della sinistra, ultimamente sempre più spuntati, prendono fiato dopo le morti dei rappresentanti dell’ordine e come era successo dopo l’omicidio del maresciallo dei carabinieri Mario Rega Cerciello a Roma ricominciano il solito vile attacco alla democrazia.

È il caso di colei che su facebook si firma «Diana Sam Coni» professandosi anarchica che  a proposito dell’uccisione dei due poliziotti scrive sul suo profilo «Ke dire, due in meno!!»

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Un caso isolato di puro odio? Non proprio. Alcuni utenti commentano l’immagine e si complimentano con la donna per l’”alto pensiero”.

C’è anche chi le consiglia di fare attenzione non per la frase di violenza ma perché c’è il rischio che Facebook potrebbe oscurarla.

La vergognosa frase è stata notata dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini che, sullo stesso social, è intervenuto per esprimere tutto il suo sdegno.

«Schifo e vergogna! Come si può anche solo pensare di scrivere cose del genere??? È giusto essere consapevoli che esistono purtroppo in Italia individui che si rallegrano per la morte di due poliziotti. Gente senza cuore, senza cervello e senza dignità»Replica subito Matteo Salvini

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Il profilo della «signora» non è più online e pare che sia stato chiuso

Contro lo Chef Rubio si schierano invece tutti i sindacati delle forze dell’ordine.

«Per una banale benda messa sugli occhi ad un assassino di un carabiniere si sono sollevati anche i cadaveri putrefatti a fare polemica sterile e comunque sempre contro le forze di polizia. Se ci si mettono anche i “pignattari” in cerca di notorietà’ ad aizzare nel momento del pieno dolore di familiari ed amici….» dichiara il Presidente fsp Franco Maccari

E ancora: «Se tutti i soloni insegnano e pontificano di come si dovevano comportare e operare i poliziotti, se bavosi individui sparlano di “mancanza” di preparazione dei nostri poliziotti, se c’e’ qualcuno con un briciolo di sale in zucca che dica semplicemente che “per timore” di essere indagati, sputtanati, rimandati, ripresi si evita anche di mettere le manette ai “poveri” deliquenti fermati è la fine della nostra società»

Maccani poi attacca nuovamente Rubio «Qualcuno si chiede come mai non e’ stato “abbattuto” l’assassino con pistola in mano e pronto a sparare ancora? Perche’ ormai si preferisce il contrario della logica e di quello che ci hanno sempre insegnato: meglio un bel funerale che un brutto processo! “Pignattaro rubio” ed affini: io condivido e capisco benissimo il fratello di Matteo Demenego, fratello del collega Gianluca, ucciso da gentaglia come te!»(NdR – aveva dichiarato che lo chef Rubio doveva stare attento)

Parole dure quelle del segretario del sindacato di Polizia che ormai è esasperato per quanto sta succedendo.

Contro Rubio si scaglia anche Rita Dalla Chiesa:  «Vergognati per la tua immensa pochezza» scrive la figlia del generale ucciso dalla mafia nel 1982 che continua: «Allora – scrive sul social la conduttrice -, adesso basta con questa storia della mancanza di preparazione dei nostri ragazzi delle Forze dell’Ordine. Se mai ti capiterà di essere minacciato pesantemente da qualcuno, difenditi da solo, visto che di loro non ti fidi. Vergognati per la tua immensa pochezza». «Sapesse almeno cucinare…», aggiunge in un messaggio successivo».

Chef Rubio, infatti, aveva ​commentato sui social la strage in Questura a Trieste. «Inammissibile che un ladro riesca a disarmare un agente… Le colpe di questa ennesima tragedia evitabile risiedono nei vertici di un sistema stantio, che manda a morire giovani impreparati fisicamente e psicologicamente: io non mi sento sicuro in mano vostra».

Parole che avevano spinto Gianluca Demenego, fratello di una delle due vittime, ​a rivolgersi a lui in un post: «Chef Rubio sono il fratello del poliziotto impreparato! Beh, tieni sempre la guardia alta quando giri perché se colgo impreparato pure te fai la fine di mio fratello! Uomo di merda! Ti auguro di perdere un tuo caro! A presto!». Ne è scaturita una polemica con accuse lette come minacce.

 

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Italia ed estero

Legge di Bilancio 2020: Italia promossa ma con riserva, debito ancora troppo alto

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Via libera ma con riserva da parte di Bruxelles alla Legge di Bilancio 2020, colpa come sempre dell’alto debito che, insieme al deficit rischia di portare l’Italia fuori dai parametri fissati dal patto di crescita e stabilità.

Quindi, La Commissione Europea sospende, il verdetto finale in attesa del complicato passaggio parlamentare della manovra sulla quale pendono più di 4500 emendamenti e ciò potrebbe essere tutt’altro che indolore.

Ferme ma rassicuranti sono state le parole del vice presidente della commissione Dombrovskis “Rivaluteremo la situazione nel corso dell’anno, ma non chiediamo misure immediate”.

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L’allarme non riguarda soltanto l’Italia, ci sono infatti altri 7 Paesi che formano i cosiddetti “sorvegliati speciali”: Belgio, Spagna, Francia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, e Finlandia.

Tutti, come ad un esame, rimandati a maggio, quando la Commissione valuterà se gli sforzi per ridurre il debito siano stati sufficienti o se, al contrario, saremo ancora sulla cattiva strada per un significativo percorso di riduzione del debito.

A quel punto, nel caso in cui la tendenza del debito italiano procedesse verso l’alto, l’Italia rischierebbe la procedura di infrazione.

Intanto a Roma si fa duro lo scontro sul Mes, il meccanismo politico europeo salva stati la cui forma sta creando ulteriori disordine nella maggioranza.

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Era stato Salvini qualche giorno fa a a diffondere il caso, dando del traditore al premier colpevole di dare il via libera ad un meccanismo che, penalizzerebbe gli stati con il debito più elevato.

Il mes fa ora parte di un pacchetto complessivo ancora non approvato, ma sarà all’ordine del giorno nel prossimo mese di dicembre, dopodicheè sarà disposto al voto del Parlamento.

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Italia ed estero

Spaventoso incidente in Slovenia, tir precipita da viadotto. Il Video

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L’incidente è avvenuto il 13 novembre 2019. Questo filmato, diffuso dal portale Storyful, cattura il momento in cui un’auto per una disattenzione devia finendo sul lato del camion sulla tangenziale di Lubiana, costringendo il camion a schiantarsi attraverso la barriera di sicurezza.

Secondo quanto riferito dai media locali, il camion è precipitato con un volo di 20 metri. La vittima è un uomo ungherese di 50 anni. Sono in corso indagini per stabilire l’esatta dinamica dello schianto.

L’incidente è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza piazzate su un cavalcavia.

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Italia ed estero

L’Italia dice no all’abolizione dell’ora legale. Tutto rimane come prima

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Nel nostro Paese resterà in vigore il doppio orario. Infatti l’Italia ha detto no all’abolizione dell’ora legale.

Come richiesto dall’Unione europea, dal 2021 ogni Paese dovrà decidere se adottare per tutto l’anno l’ora legale o quella solare.

Il governo italiano a Giugno ha depositato a Bruxelles una richiesta formale per mantenere la situazione attuale, senza variazioni. Tutto rimane inalterato.

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Sono  tre i motivi principali che hanno determinato questo scelta come spiega il Corriere della Sera in un articolo a firma di Lorenzo Salvia.

La prima perplessità espressa dal nostro Paese riguarda la “mancanza di una valutazione d’impatto dalla quale si possa evincere, in modo esaustivo, il quadro dei vantaggi e degli svantaggi”.

Non ci sarebbero, dunque, prove scientifiche che i cambiamenti dell’ora possano davvero danneggiare l’equilibrio psico-fisico.

Il secondo dubbio espresso dal governo italiano è quello relativo all’aspetto economico: grazie all’ora legale, che per sei mesi l’anno ci consente di accendere le luci un’ora dopo, si risparmiano soldi.

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Il terzo e ultimo motivo è legato alla possibilità che le “singole scelte degli Stati membri possano creare un mosaico di fusi orari, con il rischio di non garantire il corretto funzionamento del mercato interno”.

Nel dettaglio comunque i Paesi dell’Europa del Sud (come l’Italia) sono a favore del doppio fuso orario in vigore adesso, perché questo fa guadagnare un’ora di luce nel periodo estivo e ne fa recuperare un’altra nelle mattine invernali.

Al contrario, i Paesi del Nord Europa sono contro l’ora legale perché da loro in estate fa buio più tardi e conseguentemente non hanno bisogno di spostare le lancette in avanti per risparmiare sulle bollette. La discussione su questo tema avverrà nei prossimi mesi nelle sedi del Parlamento e della Commissione europea.

 

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