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Fiemme, Fassa e Cembra

«Operazione Sciamano»: 44 anni di carcere per gli spacciatori della val di Fiemme

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Era stata denominata «Operazione Sciamano» e aveva portato all’arresto di 16 persone fra trentini e albanesi.

L’operazione era stata avviata nell’ottobre 2017 dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Cavalese ed era partita dalla raccolta di indiscrezioni confidenziali carpite dalla Stazione Carabinieri di Molina di Fiemme

Gli approfondimenti avevano portato gli inquirenti ad avviare un  monitoraggio  del  bar Anny di Castello di Fiemme gestito da Paolo Girardi, indicato come luogo ove era possibile procurarsi cocaina a qualsiasi ora. Le indagini avevano fatto affiorare l’esistenza di un gruppo ben coeso che ruotava attorno a quel bar dove lo spaccio di cocaina era incessante e avveniva tramite cessioni di dosi da parte del gestore Paolo Girardi, all’altro promotore dell’associazione criminale Taulant Shtembari e del barista Alessio Sartori. Il sodalizio criminale «lavorava» in tutta la val di Fiemme, la val di Cembra e parte della val di Fassa spacciando qualsiasi tipologia di droga che arrivava dalla Lombardia  e Veneto.

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Era un giro d’affari molto produttivo: un centinaio di clienti e 70 mila euro mensili di profitto.

A distanza di un anno gli arrestati sono saliti a 17 e quasi tutti hanno patteggiato la loro pena per il solo reato di spaccio.

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Sono stati condannati complessivamente a 44 anni di carcere e a 194 mila euro di multa.

Tre degli imputati hanno potuto usufruire di un ulteriore sconto sulla pena, versando una somma di denaro ad una comunità di recupero di tossicodipendenti.

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Venerdì l’udienza di ratifica dei patteggiamenti.

Sono stati condannati  Taulant Shtembari, 3 anni di reclusione e 10 mila euro di multa e il gestore del bar Paolo Girardi 3 anni e 10 mila euro di multa.

Per Ionel Dorel Mihali, 3 anni e 2 mesi e 14mila euro di multa, per Alessio Sartori, 3 anni e 12mila euro di multa, per Thomas Matordes, 2 anni e 10 mesi di reclusione e 12.200 euro di multa

Gianluca Lira (al quale è stato riconosciuto anche il risarcito danno) è stato condannato ad 1 anno, 10 mesi e 10 giorni e 8000 euro di multa;

Patrick Capovilla (che ha risarcito il danno), 1 anno, 10 mesi e 10 giorni e 8000 euro di multa; Andrea Bagattini, 3 anni e 14mila euro di multa; Flavio Varesco, 3 anni e 14mila euro di multa; Vincenzo Marti, 3 anni e 14mila euro di multa; Ridha Hamza, 3 anni e 14mila euro di multa; Petrit Arapi, 3 anni e 14mila euro di multa; Arber Arapi, 2 anni e 10 mesi e 14mila euro; Vladimir Cuffolari, 3 anni e 2 mesi e 15 giorni e 14mila euro di multa; Afrim Bejte, 2 anni e 10 mesi e 14mila euro di multa; Kevin Prendi (risarcito danno), 1 anno, 1 mese e 10 giorni di reclusione e 8000 euro di multa.

Florenc Shkrepa è stato infine  rinviato a giudizio e comparirà di fronte al giudice il 5 marzo.

Le intercettazioni ambientali avevano anche scoperto che oltre alle cessioni di narcotico, i condannati  fornivano altre prestazioni propedeutiche alla realizzazione delle attività illecite attraverso tutta una serie di condotte quali servizi di vigilanza/vedetta ai monitor delle telecamere di sicurezza del bar Anny  nel corso del “taglio” della cocaina e del successivo  confezionamento delle dosi.

L’insieme delle attività investigative ha consentito di documentare circa un migliaio di episodi di spaccio concretizzati nelle Valli di Fiemme Fassa e Cembra ad opera dei soggetti condannati ed individuare almeno  un centinaio di acquirenti, alcuni dei quali sono stati segnalati al commissariato del governo.

Nel corso dell’operazione, una delle più importanti svolte in Trentino, sono stati sequestrati  complessivamente circa 310 grammi di cocaina, 100 grammi di marijuana 200 grammi di hashish, e strumentazione  propedeutica al taglio della  cocaina.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Cultura ladina, venerdì 22 la presentazione del nuovo corso Antropolad

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Sta per partire la seconda edizione di Antropolad, il corso in cultura ladina e antropologia alpina per docenti, aspiranti tali e operatori culturali promosso dalla Scuola Ladina di Fassa, insieme alla Libera Università di Bolzano, all’Università degli Studi di Trento, al Servizio Minoranze della Provincia Autonoma di Trento, al Comun General de Fascia e all’Istituto Culturale Ladino.

La presentazione del nuovo corso 2019-2021 si terrà venerdì 22 novembre 2019, alle ore 18 presso il Liceo Scientifico di San Giovanni di Fassa.

L’obiettivo di Antropolad è l’ampliamento delle competenze dei partecipanti in ambiti quali la linguistica, la letteratura e la cultura ladina, l’antropologia alpina e la didattica.

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Si tratta di una formazione che si rivolge in special modo ad aspiranti docenti ma anche a professionisti già in servizio nelle scuole di ogni grado dell’area ladina dolomitica e anche ad operatori culturali dell’area ladina dolomitica.

In tale occasione sarà presentato anche il libro “Saggi di antropologia ladina e alpina. Narrativa orale e rappresentazioni”, primo volume dell’opera di Cesare Poppi sulla cultura ladina, edito dall’Istituto Culturale Ladino appositamente per i corsi di Antropolad. Tutti i partecipanti riceveranno gratuitamente una copia del volume.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Cavalese: continua il progetto “scuole sicure”. I Carabinieri nelle scuole con i cani antidroga

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A due mesi dal ritorno sui banchi di scuola, i Carabinieri di Cavalese continuano a mantenere alta l’attenzione nel contrasto allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti presso gli istituti di formazione, nell’ambito del progetto “scuole sicure”.

Il progetto riguarda la prevenzione attraverso controlli mirati con l’uso delle unità cinofile e una serie di incontri nei quali vengono affrontate tematiche d’attualità volte a far comprendere agli studenti rischi e sanzioni dopo aver compiuto azioni illecite.

Le forze dell’ordine della compagnia di Cavalese insieme al pastore tedesco Heini, un esemplare antidroga di Pastore Tedesco in servizio presso il Centro Cinofilo di Laives, che ha dato dimostrazione delle sue capacità di ricercatrice di stupefacentihanno fatto visita agli Istituti Superiori Rosa Bianca di Cavalese e I.P.C di Tesero.

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L’incontro con gli studenti si è incentrato principalmente sugli stili di vita a rischio, promuovendo stili di vita sani e responsabili.

Sono oltre vent’anni che l’Arma dei Carabinieri propone queste iniziative in tutta la Provincia. Lo scopo principale è quello di far riconoscere agli studenti quali siano gli stili di vita a rischio e le fonti di disagio proprio al fine di combatterli.

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L’evento è stato vissuto, anche merito del bellissimo cane, con entusiasmo dai ragazzi, dai professori e dai genitori, perché, tra l’altro, Heini nella sua visita alle scuole non ha fiutato nulla di strano, con la piena soddisfazione di tutti i presenti.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Per il Pastificio Felicetti 2,37 milioni dalla Provincia. Assumerà 23 nuovi dipendenti

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La Provincia autonoma di Trento è a fianco del Pastificio Felicetti di Predazzo nella realizzazione del piano di sviluppo aziendale che nei prossimi anni vedrà la costruzione del nuovo stabilimento di Molina di Fiemme.

L’azienda di Predazzo, forte dei risultati ottenuti in questi anni che gli hanno permesso di conquistare nuove fette di mercato, ha deciso il raddoppio degli impianti produttivi, oggi localizzati nella sede storica di Predazzo.

L’investimento del pastificio ammonterà a circa 35 milioni di euro a cui concorrerà la Provincia autonoma di Trento con un contributo di 2,37 milioni di euro.

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L’intesa è stata sottoscritta nel pomeriggio di oggi tra il vicepresidente Stefano Felicetti; l’assessore provinciale allo sviluppo economico ricerca e lavoro, Achille Spinelli; e i sindacati Cgil, Cisl e Uil.

L’accordo negoziale prevede l’aumento del livello occupazionale dagli attuali 67 fino a 90 dipendenti, l’impegno di avvalersi di fornitori locali, oltre alla messa in campo di progetti nei settori della formazione (con l’alternanza scuola lavoro), della ricerca con i centri trentini (Fondazione Mach, Università di Trento e Fbk) e a favore di soggetti svantaggiati. “Pastificio Felicetti – evidenzia l’assessore Achille Spinelli – non sé solo un’azienda ma è una famiglia, al quarto livello generazionale.

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Da parte della Provincia autonoma di Trento c’è la convinzione ad accompagnare la crescita globale di una realtà imprenditoriale importante per la val di Fiemme e il Trentino.

I prodotti Felicetti presentano una qualità che è riconosciuta dal mercato: materie prime ma anche capacità manageriale e capitale umano, oltre che territorio, sono gli ingredienti del successo. L’accordo di oggi garantirà ricadute occupazionali e opportunità per altre aziende locali, concorrendo alla crescita di territori di montagna”.

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“Siamo soddisfatti di un accordo – ribadisce il vicepresidente del Pastificio di Predazzo , Stefano Felicetti – che vede al centro il nostro territorio ed è una scelta che a noi piace. Volevamo rimanere in val di Fiemme e ci siamo riusciti, grazie anche al lavoro portato avanti con tutti gli attori locali”.

Al tavolo per la firma dell’intesa erano presenti anche i sindacati dai quali arriva un giudizio positivo: “Pastificio Felicetti è sul mercato con prodotti di eccellenza che hanno premiato il lavoro dell’azienda. L’ulteriore sviluppo porterà quindi a concrete ricadute sociali, oltre che occupazionali, soprattutto a favore della manodopera locale”.

L’accordo tra Provincia autonoma di Trento e Pastificio Felicetti poggia su quattro pilastri strategici: livello occupazionale, formazione, ricadute territoriali e ricerca.

Livello occupazionale – Nel 2018 l’azienda occupava 67 dipendenti che, secondo l’accordo, saliranno entro il 2022 a 90 unità. Tutti i lavoratori saranno impiegati presso gli stabilimenti di Predazzo e di Molina di Fiemme, una volta che sarà completato (2021 la data prevista). Tra i punti dell’accordo c’è l’impegno del pastificio di definire con Agenzia del Lavoro un progetto per la selezione del personale, tenuto conto delle esigenze produttive e privilegiando giovani e lavoratori espulsi a causa di crisi aziendali.

La società Pastificio Felicetti è anche uno dei soggetti promotori del Distretto di economia solidale delle Valli di Fiemme e Fassa, attraverso cui vengono promossi percorsi propedeutici al lavoro e di inserimento lavorativo a persone fragili (prioritariamente: NEET, donne straniere non occupate, adulti con fragilità).

Formazione – Nell’ambito del progetto di sviluppo, l’azienda si impegna a definire, in accordo con le strutture del Dipartimento competente in materia di istruzione, un piano di attivazione di iniziative di alternanza scuola lavoro che prevedono il coinvolgimento di almeno 2 studenti all’anno nel triennio 2021-2023. Non solo. Il pastificio attiverà con l’Università di Trento una collaborazione allo scopo di formare altri 3 studenti universitari entro il 2023.

Ricadute territoriali – Lo sviluppo del Pastificio Felicetti avrà concrete ricadute locali, richiamate anche nell’accordo negoziale firmato oggi tra le parti. La realizzazione del nuovo stabilimento vedrà l’azienda impegnata ad avvalersi di professionalità tecniche e ad appaltare lavori ad aziende locali per un importo totale di 8 milioni di euro. Nell’importo stimato rientrano, oltre all’acquisto del terreno, anche le spese per la fornitura di calcestruzzo, le tinteggiature, la progettazione, l’impiantistica ed eventuali lavori eseguiti in subappalto.

Il Pastificio Felicetti acquisterà anche da fornitori locali beni e servizi per almeno 800 mila euro nel 2021, e 1 milione di euro per ciascuno dei tre esercizi successivi (2022-2024).

Ricerca ed innovazione – L’azienda leader nel settore della pasta conferma le proprie radici trentine anche nel settore della ricerca. Saranno infatti promosse collaborazioni con i principali centri della Provincia quali, ad esempio, la Fondazione Edmund Mach, la Fondazione Bruno Kessler e l’Università di Trento.

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