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Politica

Tutele ai lavoratori, Gianni Bort: «Bene la riforma e il lavoro che sta facendo la giunta Fugatti»

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Un disegno di legge per la tutela dei lavoratori nella fase di passaggio di proprietà di una ditta: lo ha approvato la giunta Fugatti con  l’intento di rafforzare i diritti dei dipendenti nel caso dei cosiddetti “subentri d’appalto”.

​È stato approvato ieri dalla Prima Commissione con procedura d’urgenza come stabilito dai capigruppo, il disegno di legge 29 proposto dal presidente della Giunta Maurizio Fugatti per introdurre nella normativa sui contratti e gli appalti pubblici la cosiddetta “clausola sociale”.

Le novità che il provvedimento introduce nella normativa sono sostanzialmente tre: il fatto, appunto, che la clausola sociale non si riferisce unicamente al mantenimento del posto di lavoro ma anche alla conservazione, presso la nuova impresa, del trattamento economico già goduto in forza di una data retribuzione contrattuale e dell’orario di lavoro; la previsione che, nei casi di applicazione della clausola sociale, la costruzione del capitolato speciale d’appalto (csa) deve prevedere prestazioni e un importo a base d’asta coerenti con la salvaguardia dei livelli occupazionali previsti nel contratto in uscita e delle condizioni economiche godute dal personale impiegato nello stesso, considerandone i costi effettivi; vi è infine l’obbligo che il csa contenga la clausola sociale di massima tutela nel caso di appalti ad alta intensità di manodopera.

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La legge provinciale 2 del 2016 attualmente in vigore non garantisce, infatti, che gli atti di gara tutelino i lavoratori impiegati che rischiano riduzioni retributive e di subire un peggioramento delle condizioni di lavoro.

Stesse condizioni economiche grazie all’introduzione di un nuovo comma, il 4 bis, per la conservazione delle direttive indicate in precedenti contratti.

Soddisfatto dell’iniziativa anche il presidente di Confcommercio Trentino Gianni Bort.

Per il più alto rappresentante della realtà che aggrega le imprese trentine nel settore terziario, si tratterebbe infatti di giuste tutele.

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Nessun eccesso afferma – . L’innovazione che obbliga la ditta in subentro a garantire il posto di lavoro e gli stipendi non creerà problemi agli imprenditori ed eviterà il crearsi di condizioni inaccettabili per i lavoratori.

Il problema semmai sarebbe rappresentato dai continui tentativi di abbassare il costo del lavoro e del materiale impiegato per la vincita di un appalto, l’uso di prodotti inquinanti”.

Tutti principi questi “Che non sarebbe nemmeno necessario stabilire per legge, ma che al contrario dovrebbero costituire un insieme di regole comuni, afferma Bort.

“Se si vince un appalto per aver puntato sull’abbattimento del costo del lavoro non si onora un principio fondamentale, che è quello della vittoria per merito e non per il gioco al ribasso, continua il presidente.

Ma saranno tutti d’accordo con le scelte della giunta e con la posizione assunta da Confcommercio? 

“Con l’esecutivo il confronto è costante. Valutazioni strettamente aziendaliste ci potranno essere, ma bisogna ricordare che chi vince un appalto grazie alla riduzione del costo del lavoro penalizza tutti. Imprese e lavoratori. La maggior parte concorderà con la nuova normativa, che non solo porta maggiori tutele ai dipendenti ma porta avanti le realtà più solide e serie. Bene quindi la riforma e il lavoro che tal senso sta facendo la giunta Fugatti”

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Politica

La figuraccia di FB con CasaPound, Castaldini: “Oggi chiude il tribunale politico della multinazionale”

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Sulla storica vittoria della battaglia legale che dall’inizio di settembre vede CasaPound schierata contro Facebook per la riacquisizione dei propri diritti e della propria dignità sul social network, interviene anche il coordinatore provinciale del movimento Filippo Castaldini.

In seguito al ricorso presentato dall’associazione, oggi il tribunale Civile di Roma, attraverso la sentenza del giudice Stefania Garrisi, ha infatti ordinato al social di Zuckerberg la riattivazione della pagina ufficiale.

A questo proposito Castaldini scrive in una nota:

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Finalmente giustizia è fatta. Con questa storica sentenza viene ribadito che Facebook non può decidere arbitrariamente chi può parlare e chi no, non può ergersi a tribunale politico che censura e silenzia chi non è allineato.

È una grande vittoria che crea un precedente importante: nemmeno le multinazionali straniere possono ergersi al di sopra della libertà di espressione colpendo un movimento legalmente riconosciuto con rappresentanti politici eletti e condizionando, di fatto, la vita politica e sociale degli italiani.

Ora ci aspettiamo che i profili privati e soprattutto le pagine locali e dei nostri volti pubblici che sono un punto di riferimento per molti trentini vengano immediatamente riattivati per poter continuare condividere le nostre attività e le nostre battaglie“.

E a chi gli chiede cosa pensa dell’arroganza di questa multinazionale i cui abusi sugli utenti sgraditi sono stati giustificati dalla sinistra nostrana, Castaldini non ha dubbi:

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Scribacchini, antifascisti, politologi, centri sociali, sinistra varia: tutti a gioire per una multinazionale che si erge a tribunale del pensiero (unico) per zittire chi non si allinea, chi è libero, chi non ha padroni né padrini.

Ma vi è andata male: è la maledizione di Tortuga. Contro questa ciurma non si può vincere“, conclude.

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Politica

Cervelli in aceto: spuntano in tutta Trento gli striscioni di “benvenuto” alle Sardine in piazza

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In vista della manifestazione dalle Sardine antisalviniane prevista in piazza Duomo a Trento per il tardo pomeriggio di oggi alle 18, la scorsa notte sono spuntati a sorpresa diversi striscioni in molte zone della città tra cui la stessa piazza Duomo, piazza Dante e il cavalcavia di San Lorenzo.

Si tratta di striscioni di benvenuto ai simpatizzanti del movimento ittico della sinistra che riportano l’ironica scritta “Sardine: cervelli sott’aceto“.

Un’azione organizzata e messa in atto dai militanti di CasaPound e della quale dà notizia il coordinatore provinciale Filippo Castaldini anche attraverso la neonata pagina facebook “Difendere il Trentino” (https://www.facebook.com/difendereiltrentino/), definita “una nuova piattaforma per tutti i trentini che non si arrendono“.

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Oggi Trento si riempirà di sardine e quindi ci sembrava doveroso dare il nostro benvenuto in tutto il centro. Cervelli sott’aceto (in asé)… sempre che lo abbiano“, commenta Castaldini in una nota.

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Politica

Giacomo Bezzi nominato coordinatore regionale di «Cambiamo», il partito di Giovanni Toti

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Ieri a Roma è stata ufficializzata la nomina a coordinatore Regionale per il Trentino Alto Adige dell’ex onorevole Giacomo Bezzi, da parte del Presidente Giovanni Toti.

A Bezzi anche la delega speciale per Estero ed Italiani nel mondo.

«Riparto con la passione di sempre – afferma Bezzi dopo la nomina – l’umiltà e lo spirito di servizio della quale la politica ha estremo bisogno, nel solco dei valori del partito popolare europeo nel quale mi sono sempre riconosciuto».

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La lista «Cambiamo», questo il nome scelto, nasce per sostenere la candidata presidente del centro destra in Emilia Romagna Lucia Borgonzoni e va a sommarsi a quelle di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Popolo della Famiglia.

I cinque deputati che hanno deciso di seguire Giovanni Toti formeranno la componente più ampia del gruppo Misto.

Sono la spezzina Manuela Gagliardi e i lombardi Stefano Benigni, Alessandro Sorte, Giorgio Silli e Claudio Pedrazzini.

Gli obiettivi del nuovo soggetto politico sono ambiziosi: “Oggi approdiamo alla Camera, presto arriveremo al Senato. Siamo anche pronti per un’ espansione sul territorio: avremo gruppi consiliari in Lazio, in Lombardia, in calabria e in Veneto, nelle grandi e nelle piccola città. Puntiamo ad avere 1500 circoli entro Natale“. A unire i deputati “totiani” è la voglia di replicare il successo del modello ligure su scala nazionale. “Uno dei punti cardine del nostro progetto sarà una sanità di livello eccellente“, ha dichiarato il deputato ex-azzurro Stefano Benigni.

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Dentro al partito Forza Italia non si muove più nulla: c’è smarrimento. Penso ai dirigenti meridionali, che non vogliono più stare là“.

Per “Cambiamo!“, Toti vede un futuro come rappresentante del centrodestra moderato, quello che “stando ai numeri, oggi perde un punto percentuale a settimana“.

Parlando della squadra, il Presidente della Regione Liguria definisce i suoi deputati come “giovani, professionisti e attenti interlocutori“.

Si professano “distinti dalla Lega“, ma fanno sapere che non hanno intenzione di collaborare in nessun modo con il governo giallorosso. “Eravamo pronti ad andare alle elezioni già da ottobre, ma avere più tempo non può che essere un vantaggio”, ha detto Claudio Pezzadrini.

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