Connect with us
Pubblicità

Io la penso così…

Gestione dei rifiuti a Trento, Rovereto e Vallagarina: quale possibile futuro? – di Paolo Farinati

Pubblicato

-

Egregio Direttore,

leggiamo in queste ultime settimane vari interventi sul possibile futuro della gestione del ciclo integrato dei rifiuti a Rovereto, a Trento e in Vallagarina.

Come è noto, il Comune di Rovereto, assieme a quello di Trento e a vari altri Comuni trentini, ha affidato da parecchi anni questo importante delicato servizio al proprio soggetto di riferimento, ovvero il Gruppo Dolomiti Energia.

Questo a sua volta, ha creato al proprio interno una specifica società, la Dolomiti Ambiente, con una raccolta pari a circa 73 mila tonnellate di rifiuti, con l’81% di raccolta differenziata nel comune di Trento e del 79% in quello di Rovereto e oltre 160 mila abitanti serviti. Su tutto il territorio di competenza è stato adottato da parecchi anni l’efficace sistema “porta a porta”.

Un servizio, quello dell’igiene urbana, che il Gruppo Dolomiti Energia attua con ampia soddisfazione della nostra comunità.

Aggiungo, mettendo sul tavolo con assoluta modestia i miei 11 anni in ASM prima e poi in Trentino Servizi, dal 1990 al 2001, che l’attuale Gruppo DE può contare su oltre 1.350 dipendenti, tutti con elevate professionalità, presenta un fatturato ormai prossimo al miliardo e mezzo di Euro, con un valore aggiunto di quasi 360 milioni di Euro, di cui beneficiano tutti i Soci, in primis i due Comuni di Trento e Rovereto e la PAT, e la quasi totalità delle comunità locali del Trentino.

Abbiamo affidato il servizio della gestione dei rifiuti al 5°/6° gruppo industriale pubblico italiano presente nelle multiutilities.

Infatti, il Gruppo DE, è attivo nella produzione e distribuzione di energia elettrica (in gran percentuale “green”), nella distribuzione del metano, nella cogenerazione e nel teleriscaldamento, nel ciclo integrato dell’acqua e nella gestione dei rifiuti. Ben oltre il 75% del suo capitale sociale è detenuto da enti pubblici locali: i Comuni trentini (in primis Trento e Rovereto) e la Provincia Autonoma di Trento.

Pertanto, le strategie del Gruppo DE e la nomina degli amministratori spettano ai nostri enti pubblici di riferimento.

Ma ora si sta pensando di dare la gestione dei rifiuti di Rovereto, di Trento e dell’intera Vallagarina ad una nuova società “in house”.

Ma perché? La qualità del servizio del Gruppo DE deve essere migliorato?

Basta che i Soci pubblici lo dicano o lo scrivano agli amministratori da loro nominati e lo ribadiscano nelle annuali assemblee.

Da cittadino mi chiedo: perché inventarsi e mettere in campo un “carrozzone” pubblico che costerà molto ai cittadini, in quanto il servizio di igiene urbana necessita di dipendenti preparati, di mezzi adeguati, in sintesi di continui investimenti.

In un settore dove i margini industriali sono assai limitati e il pareggio di bilancio è un traguardo assai arduo da raggiungere. Ciò vuol dire che i Soci, ovvero i Comuni, dovranno metterci spesso loro denari per mantenere il livello di qualità richiesto.

L’alternativa sarà di chiederli ai cittadini, mediante l’aumento delle tariffe.

Il Gruppo DE anche in questo servizio ha raggiunto significative economie di scala. Le tariffe oggi a Rovereto e Trento sono infatti tra le più basse in Italia.

Aggiungo: siamo certi che gli attuali dipendenti di Dolomiti Ambiente siano disposti a lasciare una società forte e sicura, per passare ad una nuova tutta da impostare, con elevati investimenti iniziali e incerti margini finanziari negli anni a venire? Credo proprio di no!

Ma in Trentino, e a Rovereto in particolare, siamo soliti cedere al “far e desfar”.

Con il concreto rischio, però, che spesso con l’acqua ritenuta sporca si rischia di gettare via pure il bambino. In questo caso, riferendoci al Gruppo Dolomiti Energia, un bambino già ben cresciuto, solido, affidabile e per molti aspetti invidiatoci da molti in Italia e non solo.

Invito, pertanto, i nostri pubblici amministratori a riflettere molto bene su questa delicata questione, a conoscere e a valorizzare ancor di più la loro capace Società di riferimento.

Paolo Farinati 

Io la penso così…

Facoltà di medicina: la proposta di un lettore per un polo universitario

Pubblicato

-

Il progetto di apertura della Facoltà di Medicina a Trento stimola l’immaginazione dei nostri lettori. (altro…)

Continua a leggere

Io la penso così…

La buona sanità trentina: «Grazie per come avete curato mio figlio»

Pubblicato

-

Egregio Direttore,

scrivo  questa lettera che Vi prego di pubblicare per intero.

Martedì 14 gennaio mio figlio di 19 anni ha avuto un incidente a Marilleva sullo snowboard.

È stato immediatamente soccorso e trasportato in elicottero all’ospedale Santa Chiara di Trento. Aveva battuto la testa ed aveva un piccolo ma significativo versamento di sangue.

Scrivo perché voglio pubblicamente ringraziare tutto il personale medico e non.

Voglio ringraziare con particolare affetto e profonda stima la dottoressa Linda Novarese che con grande professionalità e umanità ha seguito quasi 24 ore al giorno ognuno dei “suoi” ammalati e quindi anche mio figlio Benjamin che non si aspettava certo di passare la settimana bianca della sua scuola al reparto OBI del pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara ed era quindi anche molto avvilito.

Tutto è finito bene e siamo tornati a casa con la certezza di essere stati curati in una eccellente struttura pubblica.

Grazie ancora.

Marina Masiero – Ancona 

Potete inviare le email al direttore da inserire nella rubrica «io la penso così» scrivendo a: redazione@lavocedeltrentino.it

Continua a leggere

Io la penso così…

L’accordo Rossi – Ianeselli basato sul poltronismo e sull’individualismo – di Andrea Merler

Pubblicato

-

Egregio direttore,

le elezioni comunali di Trento che si terranno il prossimo 3 maggio ci stanno facendo vivere una pagina politica governata dai tatticismi e dagli individualismi.

Dopo aver assistito ai numerosi rimpasti del Sindaco uscente Andreatta e allo sbilanciamento della coalizione a sinistra anche nella “nuova Alleanza targata Ianeselli, abbiamo ulteriori conferme della continuità di visione politica e di spostamento del baricentro.

Dobbiamo registrare però anche una novità con l’avvento dell’accordo “riservato” tra l’ex Presidente Rossi che rappresentava in quel momento il PATT e il Sindacalista della CGIL.

Questo accordo è stato interpretato come positiva risoluzione dell’imbarazzante situazione d’impasse sulla figura del Presidente Rossi che si era venuta a creare durante l’estate del 2018, qualche mese prima dell’ormai storica debacle nelle elezioni provinciali di ottobre.

La domanda che molti moderati si pongono ora, è questa: cosa può essere cambiato dall’estate del 2018 ad oggi?

Probabilmente il fatto di essere finiti sui banchi delle minoranze in Consiglio provinciale non è stato mai digerito da chi aveva detenuto le leve del potere per più di vent’anni e allora si è cercato di porre un giusto rimedio con il patto Rossi-Ianeselli.

A mio modo di vedere questa non è politica con la “P” maiuscola, ma denota invece lo scadimento dei rapporti politici, basati più sull’individualismo e sul poltronismo piuttosto che su stabili progetti di medio e lungo termine.

Le solide (?) basi di questo patto si appalesano pertanto come un mero scambio di posti di potere.

In epoca romana si usava il “do ut des” (io do affinché tu dia) per sancire un accordo, così come nel 2020 l’ex Presidente Rossi e il Sindacalista Ianeselli hanno concertato uno scambio di favori reciproci con buona pace di tutti. Ci si dimentica però che le promesse cariche giuntali per il PATT dipendono dagli equilibri futuri e incerti delle forze politiche di un’eventuale maggioranza e devono pur sempre passare al vaglio del voto elettorale.

Per nostra fortuna la democrazia prevede ancora questo fondamentale passaggio e le maggioranze non si decidono certo preventivamente nelle segrete stanze dei partiti o sulla base di patti tra presunti leader, perché sono solo gli elettori che possono decidere a chi assegnare la fiducia e la guida amministrativa della città. Nel “nuovocentrosinistra-autonomista che, di fatto, viene indicato solamente sotto l’egida di un’altra etichetta, pare che se lo siano dimenticati in troppi e si pensi, a torto o a ragione, di avere già la vittoria in tasca ancora prima di aver giocato la partita fino in fondo. Staremo a vedere come andrà a finire.

Quanto al PATT ho trovato quantomeno incoerente il suo segretario politico quando ha affermato che il partito, pur sostenendo a tutti gli effetti l’ormai ex Segretario della CGIL, non deve essere considerato nel centrosinistra.

Forse si pensa che il nuovo marchio formale della coalizione salverà l’apparenza, ma non basterà certo per la verifica della sostanza dei fatti oppure si ritiene che in città l’elettore sia ingenuo e creda alle favole politiche.

Come non comprendere tale contraddizione in termini e la finzione politica dato che con l’elezione diretta del Sindaco di Trento, prevista a partire dalla tornata del lontano 1995, il PATT è invece da considerare – senza riserva – all’interno della coalizione che sostiene Ianeselli e non potrebbe essere diversamente.

La prova di quanto appena affermato sarà anche la stessa scheda elettorale dove il simbolo del partito delle Stelle alpine dovrà indicare chiaramente il sostegno al candidato Sindaco Ianeselli anche solo per evitare la nullità delle schede.

Nel caso in cui avesse voluto veramente percorrere altre strade, il PATT, avrebbe invece dovuto sostenere un suo Alfiere o un altro candidato Sindaco di gradimento.

Ecco spiegato un altro motivo per cui le dichiarazioni del segretario Marchiori lasciano politicamente esterrefatti e le sue esternazioni si possono giustificare solo per la volontà di confondere gli elettori disattenti.

Il famoso terzo Polo di centro territoriale che avrebbe dovuto nascere dall’accordo tra PATT, UPT, #InMovimento e qualche altro cespuglio, è stato un vero e proprio bluff politico portato avanti scientemente dello stesso PATT e anche dall’Unione per il Trentino non più Cantiere Civico Democratico, che si sono ben presto allineati al nuovo corso dissolvendolo in una sola notte come la neve al sole d’agosto dopo l’improvvisa accelerazione impressa dal patto di ferro Rossi-Ianeselli.

Per il centrodestra si presenta l’occasione che tutti aspettano da una vita in una prospettiva di continuità rispetto a quello che si è già realizzato a livello provinciale nell’ottobre del 2018.

Il problema è che lo sbilanciamento a sinistra dell’altra coalizione antagonista deve essere valutato attentamente dalle componenti del centrodestra se si vuole pensare di poter intercettare il voto dei moderati disorientati. Una soluzione al rebus è la rinuncia senza remora alcuna al candidato Sindaco leghista, ma con la concreta e irripetibile opportunità di poter allargare il consenso necessario a vincere le prossime elezioni amministrative o perlomeno permettersi di giocarsi la partita partendo ad armi pari.

Se ciò non fosse compreso e si volesse imporre un candidato di bandiera, la partita diventerebbe impari e soprattutto non credo potrebbe sarebbe attrattiva del voto moderato che andrebbe disperso negli indecisi e nell’astensionismo con effetti imprevedibili.

Ad oggi non possiamo immaginare l’esito del confronto interno al centrodestra perché nulla è stato ancora deciso e si continua a tergiversare tatticamente verosimilmente in attesa dell’esito positivo delle regionali in Emilia-Romagna e Calabria. I risultati definitivi di quest’ultime tornate elettorali andranno a certificare se tale scelta sia stata più o meno lungimirante oppure segneranno un autogol per aver lasciato un vantaggio insperato agli altri che hanno già iniziato la campagna elettorale.

Per il governo amministrativo e il bene della città c’è da sperare che si transiti velocemente dal tatticismo e dall’individualismo per arrivare all’instaurarsi delle condizioni più favorevoli per un confronto politico vero tra i due schieramenti in campo.

Di temi irrisolti e di quelli da affrontare ci sarà tanto da discutere in campagna elettorale e devo però concludere che fino ad ora non si sono notate grandi novità all’orizzonte né sul fronte dei candidati disponibili perché i big delle preferenze sono pur sempre gli stessi interpreti, né tantomeno sul piano dei programmi da attuare. Basterà la somma algebrica dei voti dei singoli protagonisti per vincere o serve qualcosa d’altro?

Sono convinto che le persone di buon senso, i lavoratori, gli imprenditori e i professionisti vogliano ancora immaginare una prospettiva positiva e credo che la Trento del futuro abbia la necessità di concretezza, di efficacia e di efficienza per riconquistare la piena fiducia dei cittadini e di poter riaffermare il suo ruolo politico di primo piano anche nei confronti della Provincia.

Andrea Merler – Trento

Per inviare le lettere al direttore per la rubrica «io la penso così» scrivere a: redazione@lavocedeltrentino.it

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza