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Caregiver familiari, un’emergenza dimenticata

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Cambiano i governi ma l’emergenza dei caregiver familiari rimane.

Il CONFAD (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilitá), in occasione dell’insediamento del governo Conte bis, esprime ancora una volta la sua profonda preoccupazione in relazione all’emergenza sociale dei caregiver familiari.

In particolare il CONFAD si riferisce al disegno di legge numero 1461 (link al testo) presentato al Senato, lo scorso agosto, e recante le «disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare» che per il coordinamento è decisamente inadeguato e lontano anni luce dal fornire riposte serie e concrete ai caregiver familiari.

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Per il CONFAD l’inadeguatezza del testo di legge si percepisce già in premessa, poiché viene nuovamente evidenziato il carattere “volontaristico e gratuito” dell’attività di cura che svolge il caregiver familiare, in spregio alla realtà dei fatti che dimostra chiaramente che:

  • il caregiver familiare non ha le caratteristiche di un volontario;
  • attribuire un carattere di gratuità all’attività di cura del familiare è fuorviante e rischia di declassare ingiustamente la figura del caregiver familiare.

Inoltre, le disposizioni previste in questo disegno di legge mettono sullo stesso piano tutti i caregiver familiari, a prescindere dall’intensità della cura prestata al familiare e della sua durata, ciò è palesemente in conflitto con il più elementare buon senso, poi, è assolutamente inaccettabile il riconoscimento di soli tre anni di contributi figurativi come compenso agli sforzi di una vita trascorsa, con dedizione e sofferenza, curando il familiare gravemente disabile.

Infine, la conferma del fondo (25 milioni di euro/anno per 3 anni) stanziato con la legge di bilancio 2018, in attesa  di una  legge successiva che prevedesse un significativo incremento dello stesso contestualmente alle misure esigibili, appare come una misura frettolosa che vuole liquidare la questione senza risolverla.

I caregiver familiari attendono da troppo tempo una legge che li tuteli, il CONFAD chiede al nuovo governo ed ai partiti politici che lo sostengono, che vorrebbero connotarsi per una rinnovata attenzione alle questioni sociali, che si impegnino concretamente per correggere profondamente il testo in questione, iniziando magari proprio dall’attribuzione di una dotazione finanziaria adeguata al fondo previsto e non con proposte di legge che suonano come l’ennesima beffa a danno di questi eroi silenziosi.

A cura di Mario Amendola

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Centro aperto «Le casette»: l’incontro tra ragazzi e Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti

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Davvero molto interessante e istruttivo l’incontro, lunedì 9 dicembre, di alcuni soci dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti con i ragazzi che frequentano il Centro Aperto “La Casetta”, nella Circoscrizione di Gardolo.

A dire il vero è ormai da molti anni che l’Associazione rappresentativa dei ciechi e degli ipovedenti favorisce gli incontri con le Scuole e le Associazioni al fine di sensibilizzare i giovani sui temi e sui problemi connessi alla disabilità visiva.

Ma l’aspetto particolare di questo incontro deriva dal fatto che la richiesta questa volta è giunta da Virginia, studentessa di Educazione Professionale e tirocinante presso il Centro Aperto, ente che offre la possibilità del sostegno ai compiti per i minori e svolge attività di aggregazione.

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L’Associazione è stata rappresentata da un dirigente, Dario, e da due soci, in tutto due ciechi e un ipovedente.

Il primo ad intervenire è Dario che, dopo aver raccontato il suo vissuto da cieco a 25 anni e presentato i due membri dell’Associazione, chiede agli studenti di pronunciare il proprio nome.

Claudio sintetizza la storia e le conquiste dell’Associazione, dicendo che questa è stata fondata nell’ottobre del 1920 da un trentino, Aurelio Nicolodi, rimasto cieco durante la Prima guerra mondiale.

Da lui, da Augusto Romagnoli, (padre della didattica per non vedenti), e dai dirigenti che si sono succeduti in questi quasi 100 anni, sono venute le grandi conquiste dei ciechi e ipovedenti italiani.

Si è parlato di Louis Braille, geniale inventore, intorno al 1825, dell’alfabeto tattile dei ciechi, delle tecnologie informatiche ad esso collegate, ma ormai ausilio indispensabile anche per altri aspetti della vita dei non vedenti. In questo contesto, il più giovane dei tre soci, Tarik, (atleta della nazionale marocchina di Basket venuto in Italia dopo la sua improvvisa cecità a 24 anni), ha mostrato come un cieco può utilizzare in maniera molto efficace, tramite la sintesi vocale, i moderni iPhone.

Ha poi proseguito ricordando agli studenti l’importanza dello studio, della conoscenza della lingua e della storia della nazione che li ospita, dicendo che è importante rispettarne la cultura e le leggi.

I ragazzi hanno ascoltato con molto interesse, assieme alle loro educatrici, facendo diverse domande sulla vita, sul lavoro, sulla mobilità e su altri aspetti della vita quotidiana e familiare dei ciechi e degli ipovedenti.

L’ora di incontro è davvero volata, concludendosi con il desiderio di tutti di provare a muoversi bendati all’interno dell’aula, utilizzando il bastone di Dario e Tarik e guidati dalla voce di Claudio.

Ora gli stessi studenti, dopo aver elaborato le sensazioni raccolte in questo incontro, avranno l’occasione di ottenere risposta ad altre loro curiosità nella prossima riunione, che si terrà lunedì 16 dicembre.

Scritto in collaborazione con Claudio Forti 

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Lavis, al via «nessuno escluso»: la nuova associazione contro ogni forma di disagio sociale

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È nata la nuova associazione “Nessuno escluso” grazie alla grande forza, tenacia e intraprendenza di Giorgio Varignani e Mauro Baldo, rispettivamente presidente e vice presidente.

Durante l’inaugurazione di sabato scorso 26 Ottobre presso la sede di Lavis, via della Roggia, 38 Varignani e Baldo hanno esposto ai numerosi invitati gli obiettivi dell’Associazione.

Uno dei primi obiettivi sarà la formazione di gruppi di auto aiuto per persone coinvolte nel tragico tunnel delle dipendenze e/o altre forme di disagio. Al centro dei contenuti della nuova associazione soprattutto la sensibilizzazione, la progettazione e il sostegno in caso di disabilità ed ogni forma di violenza ed emarginazione.

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Con “Nessuno escluso” collaborano diversi professionisti come avvocati e psicologi proprio per migliorare le condizioni di chi soffre senza trovare via d’uscita.

Varignani ha sottolineato l’importanza dell’ascolto verso chi si trova in difficoltà invitando chi ne avesse bisogno ogni martedì alle 20,30 al gruppo di auto aiuto presso la sede di “Nessuno escluso”.

Sono stati ringraziati per la loro preziosa presenza gli Assessori Isabella Caracristi e Graziano Tomasin ed infine è stato ricordato l’evento del 29 Novembre che si svolgerà nella sala di Don Bosco a Zambana e che vedrà protagonista Raphaella Algeri scrittrice del pluripremiato libro “Una bambina da salvare” tratto da una storia vera di una bambina di soli 7 anni trascinata nell’orrore della pedofilia

«Giornata storica per la nostra associazione – dichiarano Varignani e Baldo – dopo la consegna delle chiavi della nuova e prima sede in quel Lavis presso la casa della solidarietà. Ringraziamo Vanessa Valtorta, Enrico Afilani e tutte quelle persone che già sono socie e quelle che arriveranno a sostenerci. Un grazie particolare all’amministrazione del comune di Lavis»

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Socialmente

Caregivers familiari: ancora lontani da un aiuto concreto

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I caregivers familiari sono ancora lontani dal ricevere un aiuto concreto nonostante l’approvazione della legge che ne ha riconosciuto la figura e l’impegno, ciò è quanto dichiara il CONFAD (coordinamento nazionale famiglie con disabilità) in un comunicato a firma del presidente Alessandro Chiarini. (altro…)

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