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Alto Garda e Ledro

Comunità Alto Garda e Ledro: «42 situazioni di violenza di genere negli ultimi 3 anni»

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La Comunità Alto Garda e Ledro come tutte le Comunità del Trentino fa parte della “rete delle associazioni e delle istituzioni che agiscono contro la violenza sulle donne in Provincia di Trento”.

Nello specifico il Servizio attività socio assistenziali della nostra Comunità ha costruito un Protocollo interno per l’accoglienza, la gestione e l’accompagnamento delle donne vittime di violenza.

Le situazioni che si presentano sono di varia tipologia e riguardano sia nuove richieste di aiuto spontanee che si presentano al nostro Sportello sociale – sportello Rosa (aperto giornalmente, in fasce orarie differenziate e con accesso diretto senza appuntamento per agevolare proprio l’accesso dei cittadini) sia situazioni che sono già seguite dall’assistente sociale oppure situazioni che vengono segnalate dalle forze dell’ordine, dal consultorio familiare, dal pronto soccorso e altre istituzioni che ne vengano a conoscenza.

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Sul tema dello Sportello interviene l’assessora alle politiche sociali della Comunità Alto Garda e Ledro Patrizia Angeli: «Il servizio messo in campo dalla Comunità sta funzionando – ha spiegato – e rispetto alla manifestazione dei giorni scorsi contro la violenza sulle donne sono davvero contenta che il mondo maschile si stia muovendo, vuol dire che qualcosa sta cambiando sul fronte culturale.

Rimango contraria a uno sportello “specifico» perché le donne non devono essere ‘etichettate’ ed esiste già lo sportello sociale che funziona a dovere, grazie anche alla sinergia con le forze dell’ordine. Il lavoro che si sta facendo in tal senso è egregio, come dimostrano i dati, ma siamo consapevoli che c’è sempre molto da fare, a cominciare dalla prima infanzia» ha osservato Angeli.

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Lo Sportello si integra con altre iniziative e servizi che sono aperti 24 ore su 24 (Pronto Soccorso, Forze dell’Ordine, Centro Antiviolenza, Casa Rifugio, Casa della Giovane, Casa Punto d’Approdo, Casa Fiordaliso, Fondazione Famiglia Materna, Casa Padre Angelo, oltre al numero unico 112).

L’assistente sociale del Servizio Socio assistenziale che viene a conoscenza delle violenze fisiche, psicologiche, economiche e/o sessuali subite e raccontate dalla donna opera nel rispetto della persona cercando di ascoltarla per metterla a suo agio e per favorire l’apertura al racconto della propria esperienza. L’ascolto attento e empatico del racconto aiuta la donna a sentirsi accolta e a sviluppare un rapporto di fiducia. Nello stesso tempo è di  fondamentale importanza valutare insieme con la donna la pericolosità della situazione nella quale si trova in modo da concordare con lei un piano di sicurezza. Alla donna si forniscono anche tutte le informazioni in merito alle diverse risorse da attivare e che possono offrire aiuto in forma di accoglienza residenziale, consulenza legale, psicologica e legale (Centro antiviolenza, consultorio familiare, ecc).

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Gli assistenti sociali della Comunità Alto Garda e Ledro hanno sostenuto in questi ultimi 3 anni non meno di 42 situazioni di violenza di genere che interessano in particolare nella maggior parte dei casi famiglie con minori (35 nuclei familiari), 7 donne senza minori di cui 2 situazioni di donne anziane ultra 80 enni.

Per sette di queste situazioni sulla base della valutazione di alto rischio è stato deciso l’inserimento in comunità di accoglienza residenziale sull’urgenza per tutelare sia le donne che i loro figli. Gli inserimenti sull’urgenza avvengono in tempi brevissimi anche entro la giornata presso le strutture disponibili della rete Antiviolenza in alcuni casi in collaborazione con le Forze dell’ordine.

Di norma la scelta cade su strutture distanti dalla zona di residenza per evitare che il maltrattante si presenti nei luoghi frequentati dalla donna e dai figli. In alcune situazioni l’allontanamento del maltrattante avvenuto su disposizione dell’autorità giudiziaria ha evitato  l’inserimento in struttura e il nucleo è stato sostenuto al domicilio.

Per le restanti situazioni, quasi nella totalità ancora in carico sono attivi interventi di aiuto di vario tipo sia a favore dei minori, sia di sostengo all’adulto e nella maggior parte dei casi con il supporto di interventi di tutela a favore delle vittime decretati dall’autorità giudiziaria (75%).

Per quanto riguarda la formazione degli operatori dal 2015 la Provincia Autonoma di Trento che esercita la competenza diretta sulla tematica ha chiesto ad ogni Comunità di individuare al suo interno personale assistente sociale da rendere  esperto nella gestione delle situazioni specifiche.

Per la Comunità Alto Garda e Ledro sono state nominate la dott.ssa Bonora Angela, referente dell’area minori e famiglie e la dott.ssa Scharf Andrea, coordinatore professionale dell’equipe sociale. Queste figure partecipano stabilmente agli incontri di coordinamento mensili e all’alta formazione proposta in modo continuo dalla Provincia stessa.

Nella nostra Provincia sono già molte le risorse attive e in rete. Il lavoro di rete si rende sempre più necessario e fondamentale per affrontare la violenza di genere e le conseguenze che questa ha sui minori (violenza assistita) e sulla società.

Per la Comunità Alto Garda e Ledro dove già molte collaborazioni sono attive si valuta opportuno proseguire i coordinamenti già in essere e attivare Tavoli e ulteriori collaborazioni  in tema di sensibilizzazione e promozione di iniziative su territorio locale rivolte alla popolazione e alle risorse sociali, educative, sanitarie, sportive ecc.

Prossimamente la Comunità Alto Garda e Ledro ha intenzione di proporre una formazione congiunta con la rete di tutti gli Istituti scolastici di ogni ordine e grado  (con i quali sussiste già un Protocollo di collaborazione attivo) sul tema della violenza assistita, forma di violenza che colpisce  le persone più fragili dei nuclei familiari, cioè i minori e gli adolescenti.

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Alto Garda e Ledro

Ceniga, tamponamento fra 3 auto. Ferito un 39 enne

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credits: vigili del fuoco Dro

L’allerta per i soccorsi è scattata alle 10.15 si stamane, domenica 10 novembre 2019 lungo la statale 45 bis all’altezza dell’abitato di Ceniga.

Tre autovetture sono state coinvolte in un tamponamento.

Nonostante i gravi danni ai mezzi nessuno a riportato gravi ferite. 

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Gli operatori dell’ambulanza arrivati sul luogo dell’incidente hanno ricoverato all’ospedale di Arco solo un 39 enne per delle piccole ferire che non destano preoccupazione.

All’origine del tamponamento una disattenzione e forse la velocità troppo elevata per una frenata in sicurezza.

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Sul posto per mettere in  sicurezza la carreggiata e gestire il traffico si sono portati  i vigili del fuoco di Dro  con 2 mezzi e una decina di uomini.

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Alto Garda e Ledro

Precipita sulla via Calliope, 26 enne Altoatesina salvata dal soccorso alpino

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Si è concluso alle 16.00 l’intervento per il recupero di una donna altoatesina di 26 anni sulla via Calliope (parete di San Paolo – Arco).

La donna stava scalando da prima di cordata, insieme ad un compagno, quando ha perso l’appiglio ed è precipitata per circa 7 metri procurandosi traumi e contusioni agli arti.

La chiamare il Numero Unico per le Emergenze 112 poco dopo le 14 è stata una terza persona che si trovava sulla stessa via.

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Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha verricellato sul posto il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica.

L’alpinista si trovava all’interno di un diedro a circa metà via, a 100 metri dal suolo.

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In una seconda rotazione, l’elicottero ha portato in quota anche due operatori della Stazione Riva del Garda del Soccorso Alpino e Speleologico per dare supporto all’equipe dell’elisoccorso nelle manovre necessarie a imbarellare la ferita e imbarcarla a bordo del velivolo.

Una volta stabilizzata sull’asse spinale, la donna è stata calata in un punto idoneo al recupero con il verricello e trasferita all’ospedale Santa Chiara di Trento con l’elicottero.

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Alto Garda e Ledro

Statale fra Dro e Ceniga: frontale fra due automobili. Tre i feriti

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Venerdì sera verso le dieci sulla statale tra Dro e Ceniga, in località Santa Lucia, è avvenuto un frontale fra tue automobili.

Tre persone sono rimaste ferite ma non in maniera grave.

Si tratta di due uomini di 51 e 56 anni e una donna di 32.

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Sul posto sono arrivati i soccorsi, i vigili del fuoco di Dro, le forze dell’ordine e il personale del Servizio gestione strade.

Dopo aver prestato soccorso ai feriti e rimosso le auto dalla strada, il tratto incidentato è stato ripulito dai detriti e dalle chiazze di olio e benzina.

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Il traffico è rimasto bloccato per circa un’ora e le auto sono state deviate in una stradina parallela.

Verso mezzanotte tutto è tornato alla normalità.

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