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Trento

Resilienti e produttive: il ritratto delle cooperative trentine nel 1° Rapporto Euricse

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Le cooperative trentine hanno resistito meglio alla crisi, vedendo aumentare l’occupazione tra il 2012 e il 2017 del 26,6% contro l’1,7% delle altre imprese private locali, e continuano ad avere un impatto molto rilevante sull’economia, con un valore aggiunto di 2,35 miliardi pari al 13,6% del Pil provinciale.

Inoltre in Trentino il 17,4% dei posti di lavoro risulta attivato dal settore cooperativo. Sono queste le principali evidenze del primo Rapporto “La cooperazione in Trentino”, curato da Euricse con il sostegno della Provincia autonoma di Trento e presentato ieri in un convegno nella sala della Cooperazione.

“I numeri contenuti nel Rapporto cooperazione 2019 – ha spiegato l’assessore provinciale alla cooperazione Mario Tonina – ci confermano la straordinaria importanza del sistema cooperativo trentino per lo sviluppo sociale ed economico del nostro territorio. Per garantire una crescita del movimento cooperativo coerente con i suoi principi fondanti, anche la Provincia deve fare la sua parte. Stiamo infatti lavorando alla definizione di un Protocollo d’intesa tra Provincia e Federazione Trentina della Cooperazione. Esso stabilirà gli obiettivi e le linee di intervento di medio e lungo periodo. Nel contempo dobbiamo dare luogo a politiche di sostegno capaci di premiare la capacità imprenditoriale, le aggregazioni tra imprese, la capacità di sapersi innovare salvaguardando i caratteri distintivi delle imprese cooperative. Una formazione di eccellenza, la centralità del socio, il legame con il territorio e una vigilanza attenta sono alcune parole chiave – ha concluso Tonina – sulle quali dovrà poggiare la sinergia tra Provincia e cooperazione“.

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La ricerca, oltre a misurare la diffusione e la rilevanza delle cooperative attive sul territorio, analizzandone la performance economico-finanziaria e i livelli occupazionali, ha approfondito l’evoluzione recente e le sfide di cinque settori: produzione e lavoro, agricolo, sociale, consumo e credito. “Non è la prima volta che Euricse interviene con una ricerca sulla cooperazione locale”, ha spiegato il presidente della fondazione di ricerca, Carlo Borzaga. “In questo caso siamo voluti andare oltre utilizzando nuove fonti che ci hanno permesso di mettere ulteriormente a fuoco la nostra fotografia. L’auspicio è che questo rapporto dia il là ad altri lavori ad hoc su singoli aspetti di interesse”. Nei prossimi mesi il rapporto sarà presentato anche in un tour con diversi appuntamenti sul territorio trentino.

Il focus sulla ricerca è stato presentato dal ricercatore di Euricse, Eddi Fontanari, che assieme alla collega Chiara Carini ha curato il lavoro. “La corretta quantificazione dell’impatto delle cooperative sull’economia trentina deve tener conto di tutti i fattori di attivazione, quindi anche dell’indotto creato nelle altre imprese. La produzione e l’occupazione sono state costantemente sostenute anche durante la crisi economica grazie alla funzione anticiclica esercitata dalle cooperative”, ha sottolineato Fontanari.

Durante il dibattito, moderato dal direttore di Euricse Riccardo Bodini, i risultati sono stati commentati dal teologo don Marcello Farina, dalla presidente della Federazione trentina della cooperazione, Marina Mattarei, dall’assessore provinciale alla cooperazione, Mario Tonina e dal responsabile del Centro studi Legacoop Mattia Granata.

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“Il valore della ricerca scientifica è quello dell’obiettività – ha commentato la presidente della Federazione – per questo il lavoro di Euricse ci aiuta ad avere sul nostro movimento uno sguardo consapevole, non autoreferenziale e quindi capace di assumere orientamenti possibilmente più efficaci. Di più: la ricerca è fondamentale per esportare conoscenza anche verso chi non è addetto ai lavori e per aumentare il livello di comprensione delle peculiarità identitarie di un sistema rilevante dell’economia trentina come quello cooperativo”.

Di seguito i principali risultati del Rapporto.

LA DIMENSIONE ECONOMICA – Nel 2017 – comprese aziende agricole socie, imprese controllate ed effetti di attivazione sulle altre imprese provinciali – il valore aggiunto totale della cooperazione trentina è risultato di 2,35 miliardi di euro, pari al 13,6% del Pil provinciale. L’agricoltura, l’industria alimentare e l’intermediazione monetaria si confermano i settori a maggior peso cooperativo, rispettivamente con il 76,2%, il 43,7% e il 41%. Per quanto riguarda le risorse investite dalle cooperative trentine non finanziarie, il capitale investito è risultato pari a 2,6 miliardi di euro e il patrimonio netto di poco inferiore al miliardo. L’accantonamento degli utili ha svolto una funzione strategica per la cooperazione trentina, perché con esso le cooperative hanno raggiunto un livello di patrimonializzazione (36%) superiore a quello delle Spa (31%) e in linea con quello delle Srl (37%).

L’OCCUPAZIONE – Le cooperative hanno creato 31 mila posizioni lavorative pari a 17 mila lavoratori equivalenti full-time. Se, oltre a questi, si considerano anche gli impiegati nelle aziende agricole socie e nelle imprese controllate dalle cooperative e gli effetti di attivazione sulle altre imprese provinciali, i lavoratori equivalenti full-time salgono a 43 mila, con un contributo all’occupazione trentina del 17,4%.

Tra il 2012 e il 2017, l’occupazione è aumentata del 26,6% contro l’1,7% nelle altre imprese private trentine; la crescita è stata del 3,5% rispetto al 2016 (contro il 3,1% del privato). È interessante notare che lo sviluppo dell’occupazione nelle cooperative trentine è risultato superiore non solo a quello delle altre imprese private, ma anche a quello registrato dalle cooperative italiane. Le cooperative trentine hanno dimensioni medie nettamente superiori a quelle delle altre imprese private: nel 2017 il numero medio addetti era di 43,9 contro 20,4.

Il reddito imponibile medio di un lavoratore equivalente full-time occupato in una cooperativa trentina era, nel 2017, di 30.500 euro. Il dato è di poco superiore a quello delle altre imprese trentine (30.090), ma ben superiore al dato medio delle cooperative italiane (24.700 euro).

I FOCUS SETTORIALI – Cooperative di lavoro: Se inizialmente le coop di lavoro si sono sviluppate grazie alle politiche pubbliche per l’inserimento lavorativo (il “Progettone” anni ’80), nel tempo queste realtà si sono consolidate raggiungendo livelli di autonomia e dimensionali degni di nota. A dimostrazione di ciò, nel 2017 delle 92 cooperative di produzione e lavoro attive e associate alla federazione, solo 27 risultavano coinvolte nel “Progettone” (nessuna delle 18 nate tra il 2008 e il 2017).

Cooperative sociali: Se è vero che il legame di natura economica tra cooperative sociali e pubbliche amministrazioni territoriali è forte, l’81,1% degli acquisti delle cooperative sociali è fatto da imprese trentine e il 68,8% del valore della produzione è utilizzato per coprire il costo del personale e, quindi, distribuito a favore dei lavoratori che al 98% risiedono in provincia di Trento.

Cooperative di consumo: Nel 2018 le Famiglie Cooperative erano 71, per un totale di 362 punti vendita, più di 100 mila soci e un fatturato di 344 milioni. Il 60% dei punti vendita rappresenta l’unico esercizio commerciale per la vendita di generi alimentari di prima necessità a servizio della popolazione e possono quindi rappresentare dei veri e propri “presidi di comunità”. Sono 52 i punti vendita (appartenenti a 20 Famiglie cooperative) che hanno ottenuto la qualifica di SIEG (Servizi di interesse economico generale).

Cooperative di credito: La crisi economica e i mutamenti legislativi hanno determinato, a partire dal 2013, importanti mutamenti nella struttura del sistema creditizio provinciale con un ridimensionamento del credito cooperativo sia in termini di numero di intermediari sia di credito accordato alle imprese. Nel 2018, le Casse rurali sono scese a 20, mentre gli sportelli si sono ridotti a 318 (75,7% del totale degli sportelli bancari). Il numero di soci è, invece, aumentato da 125.153 nel 2013 a 128.672 nel 2018 (23,8% della popolazione). Le operazioni di fusione hanno però rafforzato la solidità degli intermediari coinvolti.

Cooperative agricole: La cooperazione agricola controlla oltre i tre quarti della produzione lorda vendibile del comparto primario. Il valore aggiunto provinciale attivato complessivamente dalla filiera agroalimentare cooperativa è di oltre il 6%; in termini occupazionali la percentuale sale all’8,1% degli occupati trentini. Le cooperative agricole gestiscono in modo proficuo il flusso di conoscenza che ruota attorno alla pratica agricola.

LE SFIDE –  Il Rapporto “La cooperazione in Trentino”, partendo dall’analisi scientifica dei dati, propone anche delle sfide per stimolare il settore cooperativo nella sua parabola di sviluppo. In breve, secondo i ricercatori Euricse, la cooperazione locale deve puntare sulla valorizzazione del capitale umano (cooperative di lavoro), trovare nuove forme di co-progettazione con la pubblica amministrazione e nuovi interlocutori (cooperative sociali), aprire la governance alla popolazione (cooperative di consumo), rafforzare il rapporto con il socio (cooperative di credito e agricole).

Fonte: Ufficio stampa Euricse

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