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Arte e Cultura

«Dateci voce»: al via il laboratorio teatrale per ragazzi

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Quella del 26 settembre sarà la prima lezione di prova gratuita del laboratorio teatrale per ragazzi dai 14 anni in poi “Dateci Voce”.

Dieci incontri che si concluderanno il 28 novembre (tutti i giovedì dalle 17,30 alle 19,30) aperti a chiunque voglia esprimersi tramite l’aiuto del teatro.

Sarà un viaggio ironico all’interno di se stessi, ma rapportandosi anche con gli altri, fino ad arrivare ad uno spettacolo che darà voce a desideri e emozioni.

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Il laboratorio sarà condotto dall’educatore teatrale Michele Torresani, responsabile di Equipe Teatro di Progetto ‘92.

La quota d’iscrizione è di 120 euro, la sede del laboratorio sarà presso il Centro Teatro di Via degli Olmi 24.

Per maggiori informazioni oltre alla pagina Facebook, si può telefonare al 320-4799760, oppure visitare il sito www.ctolmi24.it

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Arte e Cultura

Venere e Adone: secondo appuntamento con il capolavoro di Tiziano

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Domani martedì 19 novembre ad ore 17.00 secondo appuntamento per presentare al pubblico il libro dedicato ad un capolavoro di Tiziano.

Fra gli indiscussi capolavori di Tiziano Vecellio si annovera il dipinto Venere e Adone, di cui si conoscono molte varianti, la più nota delle quali è la tela del Museo del Prado di Madrid, eseguita nel 1554 per il re di Spagna Filippo II.

Di questo straordinario  se ne parlerà martedì  19 novembre ad ore 17.00 presso la sala delle Marangonerie del Castello del Buonconsiglio per il  secondo appuntamenti dell’iniziativa Novembre di Libri.

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Protagonista sarà il volume scritto da Thomas Dalla Costa  “Venere e Adone di Tiziano. Arte, cultura e società tra Venezia e l’ Europa”   che sarà presentato da Luca Siracusano in un dialogo con l’autore.

A partire dalla discussione delle prime due versioni, andate perdute, il saggio esamina per la prima volta e in maniera esaustiva la genesi della creazione di tutte le successive varianti, analizzandone gli elementi di continuità e le distinzioni e inserendole nelle corrette coordinate storiche e contestuali.

Seguendo un metodo di indagine dinamico e interdisciplinare, il volume indaga inoltre le ragioni sociali e culturali che favorirono il successo dell’opera.

Il saggio dimostra inoltre come questo dipinto divenne un vero modello iconografico e tipologico, che continuò ad attrarre l’interesse di committenti e artisti nei secoli a seguire, e come il Venere e Adone sia da ritenere una delle immagini fondanti della cultura pittorica e visive europea.

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Martedì 26 novembre ad ore 17.00 ci sarà l’ultima presentazione con il volume Nicola Grassi (1682-1748) dove l’ autore Enrico Lucchese dialogherà  con Denis Ton.

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Arte e Cultura

E’ uscito “Abisso”, un libro di poesie dalle radici trentine scritto da Maddalena Vettori

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Amore, tradimento, e dolore si uniscono ad un cupo senso di inadeguatezza, di impossibilità di stare al mondo: con “Abisso”, Maddalena Vettori prende le distanze dai toni leggeri e più ottimistici del suo primo lavoro e crea una raccolta di poesie taglienti ed intense che scavano profondamente nella sua sensibilità, mettendo a nudo quell’aspetto tragico e contraddittorio che accompagna la vita di tutti noi. Ogni poesia di questa raccolta parla direttamente al dolore nell’animo, alle sconfitte ed ai momenti più cupi, rivolgendosi contemporaneamente alle donne di ai loro sentimenti, alle relazioni ed agli stati d’animo, man mano che l’autrice condivide col lettore un abisso interiore che, se non esternato, rischierebbe di non vedere più la luce.

Maddalena Vettori vive in Trentino e frequenta il corso di Studi Storici e Filologico-Letterari ad indirizzo Lettere Moderne dell’Università degli Studi di Trento.

Scrive per il sito web del mondo dell’Equitazione Riders Advisor e da qualche tempo anche per il nostro quotidiano indipendente La Voce del Trentino.

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“Abisso” è il suo secondo libro ed è il seguito del primo volume, “Raggi di Alba, edito da 96, rue de-La-Fontaine Edizioni.

RECENSIONE A CURA DI SEBASTIAN HIDALGO

È passato un molto tempo dall’ultima volta che ho avuto occasione di scrivere in italiano, ed una delle ultime volte in cui l’ho fatto è stato proprio qui, per recensire la prima raccolta di poesie di Maddalena Vettori, (foto sotto) una giovane autrice trentina.

Da autore, posso garantire che non capita spesso di vedere uno scrittore lanciare due libri a meno di un anno di distanza l’uno dall’altro. Si tratta di un fatto straordinario, ed effettivamente ci voleva qualcosa di molto fuori dal comune per portarmi a cambiare il mio attuale assetto linguistico e a tornare ad immergermi negli scritti in lingua italiana: quel qualcosa è “Abisso”, la seconda raccolta di poesie di Maddalena Vettori.

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Un libro sicuramente diverso dal primo anche come struttura: se “Raggi di Alba” alternava testi in lingua italiana ad altri in lingua inglese, qui tutto ciò che viene scritto in italiano è anche tradotto a fronte in inglese.

È quasi ironico e di sicuro affascinante notare come, volutamente o meno, il primo volume, “Raggi di Alba”, sia uscito in primavera, mentre “Abisso” esce ora, alle porte dell’inverno, in giornate cupe in cui non vediamo altro che calamità naturali e clima fuori controllo.

A pochi mesi di distanza dai temi naturalisti e dai toni per lo più speranzosi e bucolici di “Raggi di Alba”, Maddalena Vettori ha deciso di rilasciare una seconda raccolta, e l’ha fatto in sordina, sorprendendo chi la segue e la legge soprattutto sui suoi profili Social.

Eppure questo è solo il contesto, perché la vera sorpresa per il lettore sta dentro il libro: anche se, inizialmente, si pensava che a “Raggi di Alba” sarebbe seguita una raccolta ottimista e rigogliosa come l’estate, l’autrice ha preferito proseguire con un brusco cambio di rotta verso l’inverno ed al suo cupo fascino.

Perché “Abisso” è questo: un inverno dell’anima improvviso che investe la vita dell’autrice con la stessa potenza con cui la natura sta colpendo ora le nostre terre. In “Abisso” la Vettori apre un vero e proprio varco per permetterci di guardare nella sua esperienza, nei suoi stati d’animo, coprendo temi che vanno dalle relazioni sentimentali a quelle di famiglia, dalla morte alla depressione, dalla gioventù all’essere donna e adulta in un mondo contraddittorio e colmo di incoerenza.

Abisso” è un lungo e potente viaggio in cui l’autrice ci porta nella sua psiche, mostrandoci con brutale onestà quanto la mente umana possa sprofondare nei più profondi abissi della negatività e della depressione. Maddalena Vettori, poesia dopo poesia, si sfoga, si confessa, e si rifiuta di dare un lieto fine falso e politicamente corretto perché, sebbene questo libro rappresenti solo un momento del suo viaggio umano in questa vita, è un momento che si protrae, che perdura, che lei decide di vivere profondamente ed in ogni sua sfaccettatura in tutta la sua negatività, esplorando a fondo le lezioni di vita nascoste nei momenti di difficoltà, mostrando ancora una volta di essere dotata di una grande sensibilità e di un grande talento nel ricreare a parole ogni minima sensazione umana che va ad avvolgere il lettore man a mano che si prosegue nella lettura.

Un libro sconcertante, un pugno nello stomaco… ma anche, forse, la base di una catarsi che potrebbe essere già iniziata e che potrebbe persino compiersi pienamente nella prossima raccolta attualmente alle sue ultime fasi di stesura.

Solo il futuro ci dirà se saranno le stagioni a scandire i temi ed i lanci dei libri di poesia della Vettori, ma una cosa è certa: chi decide di guardare in questo Abisso si troverà inevitabilmente in preda alla curiosità ed alla necessità di sapere come farà l’autrice e ritrovare quella luce che ha perso, o se deciderà di unirsi all’oscurità che la circonda fino a sparirvi dentro, trovando sempre e comunque un modo per restare leale a se stessa e a tutto ciò in cui crede.

VOTO: 4.0/5

Di Sebastian Hidalgo

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Spettacolo

L’Orestea: al Teatro sociale un classico per il presente

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Martedì 19 novembre alle ore 20 e 30, al teatro Sociale di Trento, andrà in scena la versione della compagnia Anagoor dell’Orestea, la classica trilogia teatrale di Eschilo datata 458 a.C. Nelle parole della compagnia stessa, “un’opera sull’Orestea di Eschilo, prima che una riduzione o un trattamento della stessa”.

Presso gli antichi greci le singole tragedie erano parti di trilogie, e la saga degli Atridi è l’unica conservatasi integralmente fino ai giorni nostri.

La prima tragedia, Agamennone (che i drammaturghi Simone Dorai e Patrizia Vercesi presentano quasi integralmente) racconta del ritorno dell’eroe eponimo, re di Argo, dalla guerra di Troia e del suo assassinio da parte della moglie.

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La seconda, Le Coefore (qui ribattezzata Schiavi), presenta il ritorno in patria di Oreste, dilaniato dalla necessità di vendicare il padre che si contrappone all’orrore di poterlo fare solo uccidendo la madre.

Infine, in Le Eumenidi (qui Conversio), Oreste è perseguitato per la sua colpa. Anagoor sostituisce l’originale impianto eschileo dedicato alla giustizia in favore di una soluzione originale alla tematica.

Questa Orestea ha inaugurato nel 2018 il 46° Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia, che aveva incoronato la compagnia vincitrice del Leone d’argento lo stesso anno.

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Uno spettacolo di quattro ore, comprendente declamazioni, musica, danza, filmati, ambizioso in scala ed esecuzione, nel volersi far somma del teatro e delle discipline ad esso affini.

Simone Dorai, anche regista, spiega: “noi usiamo questa riduzione come un prisma attraverso il quale poter guardare la tragedia e percepire ancora quella scossa che agitava lo spettatore ateniese […]

Se l’Agamennone è recuperato integralmente, e in Schiavi ancora rimangono stralci di Coefore, in Conversio invece non compare alcuna parte testuale di Eumenidi.

Tuttavia, vengono rispettate la natura e la struttura concettuale delle tre tragedie, così come la loro natura musicale, il loro andamento […]

È stato raccolto il testimone di Eschilo, più che l’esito formale originario, che invece era rivolto all’Atene del quinto secolo, pensato da Eschilo per i propri concittadini. Così anche noi abbiamo desiderato rivolgerci ai nostri concittadini”.

Orestea / Agamennone, Schiavi, Conversio

sull’Orestea di Eschilo

drammaturgia e traduzione dal greco Simone Derai, Patrizia Vercesi

orizzonte di pensiero e parola S. Quinzio, E. Severino, S. Givone, W.G. Sebald, G. Leopardi, A. Ernaux, H. Broch, P. Virgilio Marone, H. Arendt, G. Mazzoni

con Marco Ciccullo, Sebastiano Filocamo, Leda Kreider, Marco Menegoni, Gayané Movsisyan, Giorgia Ohanesian Nardin, Eliza G. Oanca, Benedetto Patruno, Piero Ramella, Massimo Simonetto,

Valerio Sirna, Monica Tonietto, Annapaola Trevenzuoli

danza Giorgia Ohanesian Nardin

musica e sound design Mauro Martinuz

scene e costumi Simone Derai

video Simone Derai, Giulio Favotto

light design Fabio Sajiz

regia Simone Derai

produzione Anagoor 2018

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