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Società

Dall’ombra, al sudore, al tricolore e al water. Ecco le tasse più assurde che i contribuenti devono pagare

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Una breve guida delle tasse bizzarre: il fisco italiano colpisce anche l’ombra e il sudore.

L’ha realizzata la CNA e CNA Trentino Alto Adige diffondendola sul territorio regionale per opportuna riflessione, anche dei parlamentari del nostro territorio, prima di approvare nuove tasse.

Con l’avvicinarsi della presentazione della legge di bilancio gli italiani fanno sfoggio della loro creatività anche in campo fiscale.

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Ogni anno si ascoltano le proposte più bizzarre e fantasiose di nuove imposte che alimentano ampi dibattiti.

Quest’anno è il turno della tassa sulle merendine e di quella sul contante.

Un anno fa in Parlamento e nei bar di paese si discuteva sulla sugar-tax, ovvero tassare le bevande come la Coca-Cola che contengono zucchero.

Qualcuno fece notare che lo zucchero è contenuto anche nei vini e negli alcolici, praticamente in ogni bevanda ad eccezione dell’acqua naturale. Allora il governo lascio perdere.

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Venne proposta anche la tassa sui giochi con l’obiettivo di arginare il fenomeno della ludopatia.

Tutte tasse che non hanno trovato applicazione ma il sistema fiscale italiano conta centinaia di tasse e imposte che non è un eufemismo definire fantasiose.

In una classifica virtuale ai primi posti c’è la tassa sul tricolore.

Esporre la bandiera italiana comporta una tassa sulla pubblicità. Nessuna imposta invece se esibiamo la bandiera dell’Unione europea. Chi ha un’abitazione con i gradini d’ingresso direttamente sulla strada è obbligato a versare un’imposta.

Tutte le botole, le griglie, i pozzetti, i tombini, ecc. posti sul suolo pubblico sono gravati da un’imposta comunale, denominata “canone non ricognitorio” mentre nel 2006 è stata introdotta una imposta per le condutture sotterranee impiegate nella distribuzione di acqua potabile, gas, energia elettrica e linee telefoniche. Insomma contenitori sotterranei di cavi, condutture e linee elettriche e telefoniche pagano una imposta che rientra nell’imposta di occupazione di suolo pubblico.

Insomma lo stato italiano non sa proprio più da dove prendere le tasse e adesso letteralmente le tira fuori da sottoterra.

Ma lo Stato non scherza nemmeno sopra la terra. E allora ecco le tasse sui sugli ascensori, le gru, ed i montacarichi

Al fisco non sfuggono nemmeno le invenzioni perché quando si inventa qualcosa bisogna pagare. Ogni brevetto per invenzione industriale, infatti è soggetto alla tassa di domanda, alla tassa annuale per il mantenimento in vigore del brevetto, alla tassa per la pubblicazione a stampa della descrizione e dei disegni.

E se sei sfrattato oltre al danno ricevi anche le beffe.  Per i processi di esecuzione immobiliare, il contributo è pari a 242 euro. Per gli altri processi esecutivi l’importo è di 121 euro. Nel caso di valori inferiori ai 2500 euro, si dovrà pagare 37 euro.

Ma la lista è ancora lunga e comprende la tassa sulla farine animali, sul frigorifero, sui camionisti, per sposarsi (in Comune),  sulle istanze, petizioni e ricorsi, sulle insegne dei negozi, sui tralicci, sui lampioni, La TOSAP, la doppia tassa per la musica (nei locali pubblici) e la tassa sulle paludi che dal 1904  prevede il pagamento di un contributo per la bonifica dei terreni paludosi, diventati quindi terreni coltivabili.

Si paga un’imposta di bollo per presentare ricorsi in tribunale, ma anche per sposarsi e per partecipare a concorsi pubblici.

Le tasse ci accompagnano per tutta la vita e non ci vengono risparmiate nemmeno da morti. C’è una tassa per il certificato di constatazione di decesso e altre imposte per chi decide di essere cremato e spargere le proprie ceneri.

Anche ripararsi dal sole comporta una gabella. Ogni locale attrezzato con tende che proiettano un’ombra sulla strada (suolo pubblico) è sottoposto a imposta.

Possiamo consolarci con il fatto che le tasse alimentano la creatività a ogni latitudine. Spesso si dice “verrà tassata anche l’aria”. Bene in Venezuela è realtà. Chi transita per l’aeroporto di Caracas deve pagare l’equivalente di 20 euro di tassa per il sistema di filtraggio dell’aria.

In Romania da otto anni c’è la tassa sulla stregoneria. La Svezia tassa i nomi propri. La scelta dei nomi per i propri figli deve essere autorizzata dall’Ente fiscale prima del quinto compleanno, pena una multa di circa 500 euro.

In Arkansas da alcuni anni c’è una tassa del 6% per fare piercing e tatuaggi mentre nel Maryland si pagano 30 dollari l’anno come imposta su ogni water per la tutela del Chesapeake Bay.

Questo breve viaggio termina in Italia con la tassa sul sudore. Dal gennaio 2018 c’è la tassa sul sudore. Anche i ciclisti amatoriali devono pagare un’imposta di 25 euro l’anno alla Federazione Ciclistica per la Bike Card senza avere alcun tipo di servizio o coperture assicurative.

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Io la penso così…

Interramento ferrovia nella città di Trento, informazione e condivisione per un intervento di successo

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Egregio direttore,

Agire per il Trentino attraverso il suo coordinamento cittadino ha seguito con molta attenzione tutto il dibattito sulla circonvallazione e sul possibile interramento della ferrovia nella città di Trento.

RFI, Provincia e Comune di Trento stanno proseguendo congiuntamente nella direzione che dovrebbe portare a questa ipotesi e che dovrebbe concludersi, dopo alcuni anni di cantieri, con una riqualificazione urbana e della città.

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Non si può certamente discutere sugli effetti positivi che questo intervento potrebbe avere, ma è importante far capire sotto quale ottica si deve valutare un’opera di questo tipo.

Se dal punto di vista urbanistico ci possono essere pochi dubbi, qualche criticità la si può ricavare dai dati a cui probabilmente nell’enfasi della portata dell’opera viene dato un peso specifico non congruo.

La circonvallazione ferroviaria andrà a togliere dal traffico cittadino tutti i treni merci che sono i più rumorosi, spesso circolano nelle ore notturne e al tempo stesso rappresentano una percentuale importante sul numero di passaggi complessivo.

I dati di prospettiva, relativi alla frequenza internazionale, parlano di 40 mezzi a trasporto passeggeri giornalieri a fronte di 160/200 a trasporto merci. Ritengo sia fondamentale capire quanti potrebbero essere i treni passeggeri transitanti su Trento per valutare se, oltre all’impatto urbanistico, ci possa essere anche una effettiva valenza sostenuta dai numeri.

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Altro passaggio importante, finora decisamente sottovalutato, è l’opinione della cittadinanza. La politica ha il dovere di prendere iniziative coraggiose e lungimiranti per la città, ma questo non deve far passare in secondo piano la sensibilità che i cittadini possono avere nei confronti di questa opera.

Bolzano si sta facendo un referendum per la modifica della viabilità cittadina mentre a Trento siamo a firme su protocolli di progetti già esistenti senza che i cittadini abbiano avuto adeguato modo di esprimersi. Un intervento di questa rilevanza deve avere il sostegno trasversale della politica e della cittadinanza, solo in questo modo i disagi dovuti alla presenza di cantieri potranno essere vissuti con la necessaria consapevolezza del risultato finale.

E’ altrettanto importante, quindi, che si abbia un’idea chiara di cosa dovranno poi essere quei 2,5 km in cui la ferrovia passerà sotto superficie. Ritengo che soltanto con il completamento delle informazioni e la doverosa condivisione,  un intervento importante per la città di Trento possa diventare anche un intervento di successo.

Mauro Corazza – AGIRE per il Trentino – Coordinatore territoriale Città di Trento

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Società

Accuse di sessismo, due vicende assurde

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Ormai viviamo in una realtà talmente illogica che finisce per essere ridicola.

L’accusa di sessismo attende dietro l’angolo ogni attività, campagna pubblicitaria o anche un semplice discorso pubblico, tanto da arrivare all’assurdo.

Una Apple Card è considerata sessista con tanto di indagine in corso, e invece un arbitro donna che è stata picchiata in campo viene espulsa dall’Aia.

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L’Apple Card è stata diffusa pochi mesi dalla Goldman Sachs, sufficienti però per incassare l’accusa di sessismo, dovuta a presunti diversi tetti di spesa tra uomo e donna.

La difesa della Goldman è tecnica, ovvero sostiene che il credito concesso non è dettato da fattori come genere, razza, età o orientamenti sessuali, ma dal rating creditizio.

Sufficiente? No anche perché il principale accusatore è Steve Wozniak (foto)fondatore di Apple che conferma l’accusa sostenendo che il suo limite è 10 volte superiore a quello di sua moglie.

Wozniak infatti ha affermato che Apple Card discriminerebbe le donne limitando il loro credito.

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La prima denuncia era arrivata dal programmatore web ed autore David Heinemeir Hansson nella giornata di giovedì, attraverso un tweet in cui ha definito il programma della Mela “sessista“.

Lo sviluppatore ha infatti affermato che l’algoritmo di Apple Card avrebbe dato a lui e sua moglie limiti di credito diversi, nonostante le dichiarazioni fiscali comuni. “L’algoritmo mi ha dato un credito 20 volte superiore rispetto a quello dato a mia moglie, e non posso presentare ricorso” ha affermato nel messaggio, che è rapidamente diventato virale ed è stato ritwittato migliaia di volte

Trovata pubblicitaria o esasperazione ai massimi livelli della lotta al sessismo vero o presunto?

La paura di essere accusata di sessismo, non ha invece fermato l’Aia nella procedura disciplinare a carico di Elena Proietti, (foto) rea di aver rilasciato dichiarazioni non autorizzate.

Nel dicembre 2014 l’arbitro Proietti viene colpita da un pugno partito da un calciatore durante una partita di Prima Categoria Umbra che le causa un’invalidità permanente del 67%.

Il procedimento penale è archiviato perché l’accaduto è stato considerato accidentale.

Elena Proietti diventa un “succoso” ospite di trasmissioni televisive che vanno per la maggiore dov’è chiamata a raccontare l’episodio del quale è stata vittima.

Ovviamente il taglio è quello della salvaguardia del diritto della donna di avere le stesse occupazioni dei maschi, senza sconti o privilegi.

Insomma tutto regolare ed in linea col politically correct, tipico di quando si parla di una donna.

Peccato che l’Aia non la pensi nello stesso modo ed apra un procedimento disciplinare per rilascio di dichiarazioni non autorizzate.

Il finale? Tesserino di arbitro ritirato ed espulsione di fatto dall’Aia.

C’erano delle strade alternative e più rispettose della vicenda umana di Elena Proietti?

Si: con l’invalidità del 67% non avrebbe ricevuto l’idoneità per arbitrare. Tra Apple Card e Aia, qual’è la vicenda più assurda?

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Io la penso così…

Elezione Presidente Consulta degli studenti, Cia (AGIRE): “Meno male che Ghezzi ha partecipato al corso per la comunicazione non ostile”.

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Egregio Direttore,

Puntuale e non richiesto, esattamente come una cartella esattoriale, è arrivato il commento del Consigliere “Essere umano” Paolo Ghezzi sull’elezione del giovane Leonardo Divan a Presidente della Consulta degli studenti. Leonardo, la cui unica colpa è quella di essere tesserato con la Lega, viene apostrofato nel seguente modo: “Dai divanati al divan. E l’asinello per tutti” .

Questa è meravigliosa. La Presepizzazione del Trentino di marca fugattian-bisestiana avanza”. E meno male che il Consigliere era in prima fila al corso per una comunicazione “non ostile“!

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Tralasciando i litri di bile che il Consigliere Ghezzi (e i suoi seguaci, visti certi commenti) avrebbe risparmiato se fosse stato eletto uno studente militante all’interno delle file di “Democrazia proletaria” vorrei sottolineare, da “presepista”, l’intrinseca contraddizione della sinistra: pronta a fare le barricate in nome della “laicità dello Stato” salvo poi rientrare nei ranghi pur di raccogliere i voti “confessionali”.

E’ infatti noto che nel periodo natalizio si risveglia nella sinistra nostrana un forte sentimento cristiano che spinge, anche chi è contrario alla presenza del presepe, alla sua realizzazione, purché la Famiglia santa sia ritratta nei panni di una famiglia di profughi.

E’ bene però ricordare, come ha ben fatto Papa Benedetto XVI nella collana di libri “Gesù di Nazareth”, che al momento della nascita di Gesù, Giuseppe e Maria stavano rientrando dal censimento, disposto non solo per valutare l’entità della popolazione, ma anche per censire i possedimenti così da far pagare i tributi. Non mi risulta che i flussi migratori siano causati da persone con possedimenti in Europa, né tantomeno che esse stiano tornando a casa per pagare le tasse.

Si ricordi poi, la nobiltà di un animale come l’asino: instancabile lavoratore, animale molto intelligente, trasportatore della Famiglia Santa, presente al momento della nascita di Gesù (riscaldato nella mangiatoia da un bue ed un asinello) e, poco prima della Passione, cavalcato da Gesù per entrare a Gerusalemme. Io da Lei, caro consigliere Ghezzi, non mi farei trasportare neanche al supermercato.

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Claudio Cia – Consigliere provinciale

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