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economia e finanza

Funivie San Martino emette il suo primo minibond, Mediocredito TAA è advisor e arranger dell’operazione

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Il minibond andrà a finanziare la costruzione sull’Alpe Tognola della nuova seggiovia esaposto ad ammorsamento automatico Cigolera: il nuovo impianto a marchio Leitner rappresenta la prima opera di ammodernamento del Collegamento Ces – Tognola, snodo cruciale del celebre Carosello delle Malghe, sulla Ski Area San Martino Passo Rolle.

Gli investimenti complessivi sull’area sfiorano i 5 milioni di Euro, grazie alle opere in fase di realizzazione nella zona dell’Alpe Tognola, confermando l’importanza dello sci nell’ambito dell’offerta turistica dell’intera località.

La novità più attesa è senz’altro la nuova seggiovia Cigolera, una seggiovia a sei posti ad agganciamento automatico, con una portata oraria di 2000 persone e un tempo totale di percorrenza di soli 3 minuti e mezzo.

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A servizio dell’impianto entreranno in funzione tutte le opere realizzate sul versante di Cima Tognola, tra cui spiccano la sistemazione ed ampliamento delle piste da sci, la creazione del raccordo Cima Tognola – Cigolera e il potenziamento dell’impianto di innevamento programmato.

Grazie alle caratteristiche fortemente innovative della nuova seggiovia, l’emissione del minibond di Funivie Seggiovie San Martino ha potuto beneficiare della garanzia InnovFin del Fondo Europeo per gli Investimenti, grazie alla consulenza di Mediocredito Trentino Alto Adige, che ha seguito l’emissione del minibond in ogni singolo aspetto.

“La nuova seggiovia è la prima delle due opere che andrà a modernizzare entro il 2020 il collegamento Ces–Tognola, snodo cruciale del Carosello delle Malghe – precisa l’AD di Funivie Seggiovie San Martino, Valeria Ghezzi. (foto)- Un progetto di ampio respiro, volano di un intero territorio che da sempre guarda al comprensorio sciistico, come motore di sviluppo e di crescita. Per sostenere finanziariamente questo investimento abbiamo deciso di emettere, con il supporto di Mediocredito TAA, un minibond con durata 10 anni”.

“La nostra banca guarda sempre con grande attenzione alle operazioni capaci di creare opportunità di sviluppo e crescita di realtà strategiche importanti per il nostro territorio – afferma il Direttore generale di Mediocredito TAA Diego Pelizzari. – Credo inoltre sia stata strategica, per una realtà imprenditoriale come Funivie Seggiovie San Martino, la scelta di consolidare il rapporto con il mercato dei capitali utilizzando uno strumento innovativo come i minibond, utile a sostenere nel lungo termine la crescita della società e lo sviluppo di nuovi progetti di investimento”.

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L’emissione rientra nell’ambito dell’accordo tra Associazioni di categoria, Provincia Autonoma di Trento, Banche e Confidi “Protocollo d’Intesa per favorire l’accesso al credito delle piccole imprese trentine”, per il quale Mediocredito Trentino Alto Adige ha destinato un plafond di 10 milioni di euro per le emissioni di minibond, sgravando le imprese dei relativi costi legali e organizzativi. Altre operazioni dirette a sostenere gli investimenti di aziende trentine, sono già vicine al closing.

Mediocredito Trentino Alto Adige nel ruolo di advisor e arranger, ha offerto alla società Funivie Seggiovie San Martino la consulenza finanziaria, ha affiancato la società nella redazione dei business plan, ha fornito il supporto legale per gli aspetti formali, normativi e per la predisposizione del Regolamento del prestito, ha gestito l’attivazione della garanzia europea InnovFin del Fondo Europeo degli Investimenti, ha fornito l’assistenza fino alla fase finale di emissione del titolo, che è stato sottoscritto interamente dalla banca

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Il novembre nero degli italiani: 55 miliardi di euro di tasse da versare allo Stato

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Mentre il governo Conte parla solamente di riforma e di alleggerimento fiscale senza far seguire nulla di concreto, da oggi inizia un novembre nero nel quale il fisco preleverà qualcosa come 55 miliardi di euro, dai conti degli italiani.

Iva, Ires e Irpef metteranno in difficoltà specialmente i piccoli imprenditori.

Per capire come le tasse possano essere ormai un’emergenza nazionale, basta considerare che la pressione fiscale in Italia è del 59,1% e peggio di noi è solo la Francia col 60.75%.

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Poi ci sono anche gli acconti, le ritenute per i dipendenti e le varie addizionali; tutti balzelli che andranno in scadenza a novembre.

Negativa non solo la percentuale fiscale, ma anche il tempo necessario per acquisire le informazioni utili alle modalità di pagamento delle tasse: 30 giorni contro la media di 18 dell’area Euro.

E per la serie cifre da paura, nel 2018 il gettito fiscale entrato nelle casse dello Stato è stato di 500 miliardi di euro. Nel solo, ma nel mese di novembre saranno versati 15 miliardi di Iva.

Segue l’acconto Ires in capo alle società di capitali che anticiperanno al fisco 13,3 miliardi. 11,9 miliardi saranno versati per varie altre tasse da collaboratori e lavoratori dipendenti tramite il datore di lavoro.

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L’acconto Irpef costerà alle aziende e ai percettori di redditi diversi 6,2 miliardi di euro, mentre per l’Irap ci sarà un prelievo di 6,1 miliardi.

Poi ci sono da saldare le addizionali regionali e comunali Irpef e nel totale non sono stati calcolati i contributi previdenziali, da versare entro il 16 novembre.

Quella di novembre è però una delle punte annuali dei pagamenti e che esclude i balzelli quotidiani che a vario titolo, specialmente le attività commerciali sono costrette a versare.

Logico che una riforma fiscale non potrebbe che essere al ribasso con percentuali consistenti.

Ma una minore pressione fiscale è l’unica strada per far ripartire l’economia italiana, dando anche un maggiore potere d’acquisto agli stipendi.

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economia e finanza

31 ottobre: la festa del risparmio trasformata in quella del debito

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Oggi si celebra la festa che non c’è più: il 31 ottobre sarebbe la Giornata del Risparmio che per decenni ha avuto un significato profondo per tante generazioni.

Il salvadanaio in metallo delle banche che veniva dato per raccogliere la moneta e quindi fare “ musina”.

La formichina eletta a simbolo di chi era previdente e risparmiava, poi francobolli, cartellonistica e tutto quanto era utile per celebrare la festa, fino a quando non è stato eliminato il risparmio.

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Con un costo della vita pari se non superiore alla media degli stipendi; con la trasformazione delle abitudini da oculate a esasperatamente consumistiche, il risparmio è stato sostituito dal debito.

Solo fino a pochi anni fa le cose si compravano se si avevano i soldi o perlomeno gran parte della cifra necessaria per l’acquisto.

Ed il debito lo si contraeva per le cose importanti come lo è l’acquisto di una casa. Oggi col credito al consumo tutto, nulla escluso, è finanziabile quindi rateizzabile e le rate da pagare non fanno altro che eliminare il risparmio.

Sarebbe quindi da celebrare la festa del debito, non certo quella del risparmio.

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Certo le famiglie italiane i soldi in banca li hanno anche se spesso non si tratta di denari propri, ma di eredità ricevute.

Molte famiglie hanno un loro tesoretto, ma ad essere scomparso è lo spirito del risparmio; quella soddisfazione personale di acquistare grazie al sacrificio.

Oggi a prevalere è il tutto facile e tutto subito e poco importa che specialmente con la tecnologia, siano tutti valori che vanno a perdersi.

L’importante è apparire. La scomparsa dello spirito del risparmio è iniziata tanti anni fa, negli anni di un boom economico costruito sulle cambiali.

Tanto che è lecito il dubbio se il nostro boom economico, non sia stato un castello di carta.

E’ anche vero che il potere d’acquisto degli stipendi era del tutto diverso rispetto all’attuale.

Ma oggi chi parla più di risparmio? Ad essere pubblicizzato e incentivato è solo il credito al consumo, quindi il debito.

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Officine Brennero rilancia con il camion “iperconnesso”

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La “star”, alla festa per i vent’anni dall’inaugurazione del sito in via Spini di Gardolo, è S-WAY, l’ultimo nato tra i veicoli pesanti di Iveco, un camion connesso al 100 per cento, destinato a rivoluzionare la gestione delle flotte e la vivibilità a bordo.

Le sue funzioni di connettività avanzata, infatti, mantengono gli autisti in contatto costante con il gestore della flotta, gli specialisti dell’assistenza Iveco e la rete di concessionari.

Ed a festeggiare sono tutti i 65 dipendenti della sede trentina di Officine Brennero, realtà industriale di punta del settore trasporti commerciali presente in Trentino fin dal 1962 ed oggi con sedi anche a Verona, Campoformido (Udine) e Suzzara (Mantova). Una festa alla quale non è voluto mancare l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli.

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Iveco è l’unico costruttore al mondo a proporre una gamma completa, dai veicoli commerciali a quelli pesanti per il trasporto su lunghe distanze (oltre al nuovo camion S-WAY è stato presentato oggi anche il nuovo Iveco Daily 2019), che si avvale di robusti e collaudati motori a gas.

E proprio delle dinamiche che stanno interessando il mondo del trasporto su gomma e che trovano, con l’arrivo sul mercato di mezzi da trasporto evoluti, dirette ricadute anche sui trasporti lungo l’asse autostradale del Brennero, si sono confrontati la scorsa settimana alle Officine Brennero l’assessore Spinelli, l’amministratore delegato della società Alberto Aiello ed il responsabile amministrativo Paolo Barbieri.

“Si tratta di una realtà industriale che ha radici storiche sul territorio trentino – dichiara Spinelli – e che è cresciuta rimanendo agganciata all’innovazione continuando ad operare in un settore non certo facile e che sempre più, in tema di trasporti commerciali, guarda alla sostenibilità e al contenimento dei costi”.

Officine Brennero Spa è stata costituita a Trento nel 1962 e già nel 1988 è diventata concessionaria di proprietà Iveco, che ne è socio unico. Nel 2001 ha acquisito due importanti concessionarie veronesi e attualmente conta 4 sedi: Trento, verona, Campoformido (UD) e Suzzara (MN). E? concessionaria esclusiva Iveco per le province di Trento, verona, mantova e per la regione Friuli venezia Giulia ed inoltre è concessionaria esclusiva di Fiat Profesisonal per il Trentino.

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Attualmente occupa 65 dipendenti, ha un fatturato di 149 milioni di euro ed ha chiuso lo scorso anno con un utile a bilancio di 2,3 milioni di euro. Negli ultimi anni Officine Brennero Spa non ha beneficiato di contributi provinciali e neppure di interventi di Trentino Sviluppo e Agenzia del Lavoro.

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