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Acquisto biglietti on line: Open Move prima in Italia

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Lucian srl , startup trentina nata nel 2014 a Rovereto, che assistette la Provincia di Trento in un iniziale progetto sperimentale, vende oggi ben il 15% di biglietti sul servizio urbano di Trento, e li vende “virtualmente” attraverso la App OPEN MOVE.

Dal Trentino Lucian è poi sbarcata nel resto del mondo, Inghilterra, Belgio e altri paesi.

Accreditata secondo i protocolli provinciali, offre un servizio di infomobilità e bigliettazione del trasporto, e a settembre sono 20.000 i titoli di viaggio (tra bus corriere e treni) che i trentini hanno acquistato con lo smartphone (si scarica la App, e si paga con la carta di credito associata).

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Da qualche settimana una ulteriore App (A-TONO) è a disposizione degli utenti secondo una logica, oramai imperante nel mondo, per cui non vi è una esclusiva a beneficio degli utenti ma più player che applicano condizioni diverse.

Nell’aula 2 di piazza Duomo a Trento Ceo di Lucian srl Open Move, Lorenzo Modena, e il dirigente del Servizio trasporti, Roberto Andreatta, hanno relazionato sulle prospettive della mobilità “virtuale”, cui si deve naturalmente affiancare un efficace e reale sistema di trasporto, che però dal digitale potrà trarre strumenti e modi di coordinamento e razionalizzazione (si pensi a tutte le App delle forme del car sharing, laddove i nuovi strumenti mettono a fattor comune le auto condivise, che saranno nel futuro il perno della mobilità sostenibile, della sharing economy appunto).

“Lo smartphone è strumento per abilitare mobilità” ha affermato Modena, ricordando che la mobilità e un bene, ma porta con sé problematiche: il 25% emissioni gas inquinanti viene dai trasporti, e per questo la ‘regolazione’ ed ogni forma di eventuale limitazione passa attraverso razionalizzazioni possibili con i canali digitali”.

Andreatta ha voluto ricordare in proposito che la Provincia, in questo settore delle applicazioni legate alla mobilità,  sta dando ampia applicazione ai principi della concorrenza,concorrenza nel mercato, non concorrenza per l’esclusiva del mercato”.

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Imprese e studenti assieme, in un viaggio nell’innovazione industriale

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L’industrial Innovation Day è il momento in cui le aziende si avvicinano al mondo della ricerca attraverso nuovi strumenti di trasferimento delle conoscenze e di possibilità di fare innovazione. Favorire lo scambio e il trasferimento tecnologico tra imprese e università su progetti condivisi, grazie anche all’opportunità delle borse di dottorato in ricerca industriale finanziate a partire dall’anno accademico 2020-2021.

Queste le novità presentate agli studenti dell’Ateneo di Trento nel pomeriggio di mercoledì 4 dicembre in occasione dell’Industrial Innovazione Day – I2D, tenutosi a Rovereto in Polo Meccatronica, l’hub tecnologico dove i sistemi dell’impresa, della formazione, della ricerca e dell’innovazione interagiscono per sviluppare progetti innovativi.

Una cinquantina gli studenti dell’Università di Trento, iscritti per lo più al terzo e quarto anno dei corsi di laurea magistrale in Informatica, Ingegneria meccatronica, Ingegneria dell’Informazione e delle Comunicazioni e Ingegneria dei Materiali e della Produzione, fortemente interessati a conoscere le nuove opportunità per l’anno accademico in corso. Insieme a loro, per parlare di possibili progetti condivisi, una trentina di aziende, tra le più innovative sul territorio.

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Questo è stato l’Industrial Innovazione Day – I2D, organizzato congiuntamente da Trentino Sviluppo, Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler per promuovere i nuovi programmi di formazione aziendale per gli studenti e le possibilità di innovazione per le aziende del territorio, rafforzando così quel rapporto sempre più stretto e dinamico tra mondo universitario e industriale.

Nel portare i suoi saluti iniziali, Mauro Casotto, direttore operativo di Trentino Sviluppo – ha sottolineato che: “Il Polo Meccatronica è l’hub tecnologico di riferimento, dove i sistemi dell’impresa, della formazione, della ricerca e dell’innovazione interagiscono per sviluppare progetti innovativi. Dal 2017 ad esempio, i laboratori di ProM Facility, offrono alle aziende della filiera una piattaforma integrata per la progettazione, lo sviluppo, la realizzazione, la verifica e la validazione di sistemi e processi produttivi, ed agli studenti delle superiori, laureandi e dottorandi percorsi di ricerca e formazione d’eccellenza. Oggi gli studenti hanno potuto visitarli per rendersi concretamente conto delle potenzialità”.

Flavio Deflorian, Prorettore al Supporto al Sistema Produttivo dell’Università di Trento – ha ricordato che: “Per questi studenti, l’immediato futuro potrebbe riservare preziose occasioni di tirocinio e collaborazioni per tesi magistrali e borse di dottorato strutturato, proprio in virtù di una sinergia continua tra il mondo della ricerca e quello delle aziende. Del resto in Trentino l’incontro tra studenti e imprese, negli ultimi anni, è diventata una pratica continua, passando dall’ambito degli intenti a quello della realtà”.

I nuovi laboratori didattici del Dipartimento in Ingegneria e Scienza dell’Informazione sono stati illustrati da Paolo Giorgini, Direttore del Dipartimento: “Si tratta di spazi dove studenti, ricercatori e industrie possono condividere esperienze e sviluppare insieme progetti altamente innovativi utilizzando tecnologie all’avanguardia negli ambiti di ricerca che caratterizzano il DISI”.

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“Il dottorato di Innovazione industriale attivato all’Università di Trento con la Fondazione Bruno Kessler nasce proprio per permettere alle aziende di accedere a figure professionali altamente specializzate nella gestione di problematiche industriali in svariati ambiti di ricerca – ha spiegato Dario Petri, Direttore Dipartimento in Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Trento – “L’iniziativa, che ha già raccolto 800 mila euro di finanziamenti dalle aziende, offre un percorso personalizzato con l’affiancamento costante di due tutor (accademico e aziendale)”.

Ad entrare nel dettaglio del funzionamento delle nuove borse di dottorato industriale, per l’anno accademico in corso, sono stati Stefano Tonetta, vice-coordinatore del Dottorato in Innovazione Industriale per la Fondazione Bruno Kessler e Farid Melgani, coordinatore del Dottorato in Innovazione Industriale per l’Università di Trento.

Infine, Paola Garbari ha illustrato i servizi rivolti a giovani e imprese da parte dell’Agenzia del Lavoro della Provincia autonoma di Trento.
Dopo una visita guidata alla ProM Facility, gli studenti hanno incontrato “faccia a faccia” gli imprenditori per generare opportunità di collaborazione e portare nuove idee, tecnologie e metodologie nei processi industriali.

Le aziende, da parte loro, hanno avuto la possibilità di presentare il proprio business e conoscere giovani talenti.

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Con la Proto Challenge di HIT i talenti dell’ingegneria dialogano con le imprese

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Dopo due mesi di intenso lavoro e confronto tra giovani ingegneri e imprese del settore manifatturiero, vince la sfida tecnologica il team con la migliore proposta di ottimizzazione meccanica per l’azienda ZF Padova srl stabilimento di Arco

Mercoledì 4 dicembre si è svolto a Povo, presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento, l’evento finale della Proto Challenge di HIT – Hub Innovazione Trentino.

Quest’anno la sfida per l’innovazione volta a far dialogare i più promettenti ingegneri trentini con il mondo delle imprese manifatturiere, ha premiato il team composto da quattro giovani studenti di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento.

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Il gruppo di lavoro ha presentato l’idea più convincente e innovativa, rispondendo alle richieste dell’azienda ZF Padova srl, stabilimento di Arco, proponendo in particolare l’ottimizzazione di una componente meccanica di un invertitore marino.

La Proto Challenge rappresenta un’opportunità importante per le aziende, perché oltre a fornire l’occasione per un confronto propositivo e concreto con le giovani leve dell’ingegneria trentina, approfondisce una modalità produttiva che rappresenta oggi un’opportunità importante per le piccole e medie imprese: la manifattura additiva.

Massimizzare la resistenza minimizzando il peso, mantenere le performance meccaniche alleggerendo le componenti, migliorare forma e volumi riducendo massa e materiali per ottimizzare il prodotto in senso topologico e ridurre i costi di produzione.

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Questi i focus di lavoro degli ingegneri che hanno elaborato possibili soluzioni ai problemi posti dalle aziende dalla produzione del tutto eterogenea, che va dalla realizzazione di trasmissioni e sistemi di controllo per imbarcazioni (ZF Padova srl stabilimento di Arco), a quella di tavoli chirurgici-medicali (OPT SurgiSystems srl di Calliano); dalla produzione di valvole ed erogatori per aerosol e cosmetici (Coster Tecnologie Speciali spa di Calceranica al Lago), alla produzione di componentistica per il settore automotive (Röchling Automotive srl stabilimento di Laives).

Le aziende hanno richiesto in particolare delle proposte di ottimizzazione topologica di componenti meccaniche che permettano la produzione delle stesse attraverso tecnologie di manifattura additiva quali il 3D printing.

Oltre alla presentazione delle sfide e i risultati della Challenge, l’evento finale si rivelato occasione per approfondire il tema della manifattura additiva con Carlo Damiani di Altair Engineering, che ha aperto l’evento con un intervento sulle soluzioni di Computer Aided Engineering per l’additive manufacturing; con Francesco Robotti di Eurocoating, che ha proseguito illustrando le sfide del settore e con Italo Moriggi di Skorpion Engineering, che ha concluso con un approfondimento sull’importanza della progettazione in chiave additiva.

Favorire il trasferimento della conoscenza e delle idee dall’ambito universitario e degli istituti di ricerca a quello delle imprese, per far dialogare due mondi non sempre sufficientemente consapevoli del circolo virtuoso che tale confronto potrebbe generare, è la missione di HIT – Hub Innovazione Trentino, fondazione che supporta l’inserimento di tecnologie ideate nell’ambito della ricerca scientifica nei processi produttivi.

Flavio Deflorian, Prorettore al supporto al sistema produttivo dell’Università di Trento e membro del consiglio di amministrazione di HIT ha dichiarato: “La Proto Challenge è l’ennesima dimostrazione di come HIT sia in grado di far incontrare concretamente le necessità tecnologiche delle imprese produttive con i migliori talenti e le soluzioni provenienti dal mondo dell’università e della ricerca. Come Università di Trento siamo assolutamente felici che i nostri studenti possano lavorare per intere settimane su problemi reali proposti dalle aziende del territorio, sfidandosi per trovare le soluzioni più opportune. Questa metodologia sta prendendo sempre più piede a livello europeo, con esempi in tutte le regioni più evolute”.

Il team vincitore della Proto Challenge si è aggiudicato l’opportunità di partecipare all’Additive Manufacturing Forum, conferenza industriale di riferimento al livello europeo che si terrà a Berlino a Marzo 2020.

All’azienda associata al team vincitore, è invece offerta la possibilità di prototipare l’elemento meccanico oggetto della sfida presso la ProM Facility di Rovereto, centro unico in italia e laboratorio di eccellenza per la prototipazione meccatronica.

La Proto Challenge è un’iniziativa realizzata in collaborazione con l’Università di Trento, Trentino Sviluppo e la Prom Facility del Polo Meccatronica, Confindustria Trento, il Contamination Lab, NOI Techpark, la Libera Università di Bolzano e Altair Engineering Srl, nell’ambito del Digital Innovation Hub Trentino-Alto Adige/Südtirol.

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Nasce in Progetto Manifattura un mini hub dell’economia circolare

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Nasce in Progetto Manifattura a Rovereto un mini hub dell’economia circolare.

L’iniziativa di Trentino Sviluppo, svolta in partnership con la società di formazione e consulenza Terra Institute, già insediata in Progetto Manifattura, permetterà l’arrivo nel polo green di quattro realtà produttive: Anodica Trevigiana, Ecobeton, FIS e Nuova Saimpa.

L’obiettivo?

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Riscrivere insieme le strategie d’impresa e di filiera per favorire la transizione verso un nuovo modello produttivo in cui valorizzare gli scarti di lavorazione e ridurre gli sprechi, con ricadute positive sull’ambiente e sul conto economico. Obiettivo che potrà essere raggiunto anche grazie a Circular Re-Thinking, una winter school dedicata ai futuri professionisti dell’economia circolare, progettata da Trentino Sviluppo, Terra Institute e Materia Rinnovabile e sponsorizzata dal Gruppo Ardian.

L’academy partirà in febbraio e si comporrà di 96 ore in aula, accompagnate da un viaggio studio a Berlino in realtà di spicco nell’ambito dell’economia circolare e da un massimo di sei mesi di tirocinio in alcune aziende partner, tra cui quelle del nuovo hub di Rovereto. Le candidature sono aperte fino a domenica 15 dicembre.

Progetto Manifattura, il polo tecnologico green di Trentino Sviluppo a Rovereto, si prepara a lanciare un nuovo hub dell’economia circolare. A tal fine, al 1° piano dell’Edificio Essicazione, nel compendio storico recentemente riqualificato, sono stati predisposti degli spazi disegnati per ispirare la collaborazione tra imprese.

Troveranno casa in questi 100 metri quadrati, oltre a Terra Institute, già presente in Manifattura dal 2018, quattro aziende del Triveneto impegnate nel settore dell’impiantistica, delle lavorazioni e stampe di materiali plastici, nella produzione di complementi d’arredo di design e di rivestimenti d’interni: Anodica Trevigiana, Ecobeton, FIS e Nuova Saimpa.

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L’obiettivo dell’insediamento in questo nuovo mini hub dell’economia circolare è quello di ripensare insieme, in un’ottica collaborativa, i processi aziendali, al fine di favorire la transizione verso un nuovo modello produttivo e distributivo, dove rivalorizzare gli scarti di lavorazione in un’ottica di risparmio energetico e di risorse.

«La circolarità – ha commentato Achille Spinelli, assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della provincia autonoma di Trento – è il paradigma dell’economia del futuro a cui è opportuno che anche le aziende trentine aderiscano con convinzione. Peraltro studi recenti indicano che l’introduzione di processi circolari non è dettata solamente da principi etici e responsabili, ma anche dalla convenienza economica per le imprese stesse».

Le aziende “circolari” riescono infatti mediamente a ridurre alcune voci di costo in maniera interessante. Per fare questo salto serve un cambiamento radicale della cultura d’impresa.

“Di qui – spiega il presidente di Trentino Sviluppo Sergio Anzelini – l’idea di avviare, contestualmente alla costruzione del mini hub dell’economia circolare in Progetto Manifattura, un percorso formativo altamente specialistico su questi temi, denominato proprio Circular Re-Thinking”.

Ideato da Trentino Sviluppo, Terra Institute e Materia Rinnovabile, il programma è sponsorizzato dal Gruppo Ardian, azienda del settore rinnovabili insediata da diversi anni nel polo green di Rovereto, e partirà nel febbraio prossimo.

«Per noi – spiega il fondatore di Terra Institute Günther Reifer – questo approccio rappresenta da un lato la risposta alle emergenze sociali, ambientali e macroeconomiche con cui ci dobbiamo confrontare quotidianamente, e dall’altro un veicolo per sperimentare nuove opportunità e soluzioni nei diversi contesti aziendali».

«Un progetto che riteniamo di grande interesse – ha sottolineato Emanuele Scarpa, responsabile finanziario Energy Management Services del Gruppo Ardian – e che abbiamo deciso di sponsorizzare con grande convinzione, anche perché da questo percorso potrebbero nascere delle startup altamente specializzate nell’economia circolare che auspichiamo possano entrare a far parte del nostro network».

Destinatari dell’iniziativa sono i singoli che desiderino specializzarsi in materia di economia circolare, ma anche le aziende che vogliano formare in tal senso uno o più dei propri collaboratori.

Il programma si compone della tradizionale formazione in aula per 96 ore, spalmate su circa tre settimane di lezione e dedicate ai temi di logistica e approvvigionamento delle materie prime, design, rimodellazione e rilavorazione del prodotto, distribuzione, usura dei beni, riparazione, raccolta e riciclo.

A questo pacchetto didattico – che coinvolge una ventina di docenti – si aggiungono un viaggio studio a Berlino nelle realtà più blasonate dell’economia circolare e un’esperienza in azienda della durata di massimo sei mesi, finalizzata all’assunzione.

 

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